“È diffusa oggi qua e là, anche in ambienti ecclesiastici elevati, l’idea che una persona sia tanto più cristiana quanto più è impegnata in attività ecclesiali. Si spinge ad una specie di terapia ecclesiastica dell’attività, del darsi da fare; a ciascuno si cerca di assegnare un comitato o, in ogni caso, almeno un qualche impegno all’interno della Chiesa. In qualche modo, così si pensa, ci deve sempre essere un’attività ecclesiale, si deve parlare della Chiesa o si deve fare qualcosa per essa o in essa. Ma uno specchio che riflette solamente se stesso non è più uno specchio; una finestra che invece di consentire uno sguardo libero verso il lontano orizzonte, si frappone come uno schermo fra l’osservatore e il mondo, ha perso il suo senso. Può capitare che qualcuno eserciti ininterrottamente attività associazionistiche ecclesiali e tuttavia non sia affatto un cristiano. Può capitare invece che qualcun altro viva solo semplicemente della Parola e del Sacramento e pratichi l’amore che proviene dalla fede, senza esser mai comparso in comitati ecclesiastici, senza essersi mai occupato delle novità di politica ecclesiastica, senza aver fatto parte di sinodi e senza aver votato in essi, e tuttavia egli è un vero cristiano. Non è di una Chiesa più umana di cui abbiamo bisogno, bensì di una Chiesa più divina; solo allora essa sarà anche veramente umana”. Joseph Card. Ratzinger, Una compagnia sempre riformanda, Discorso al XI Meeting per l’amicizia tra i popoli, Rimini 1990
"Cercate di promuovere la spiritualità dell'unità con i pastori della Chiesa, con tutti i fratelli di
fede e con le altre aggregazioni ecclesiali. Siate fermento di dialogo con tutti gli uomini di buona
volontà".
"Portate da laici il fermento del Vangelo nelle case e nelle scuole, nei luoghi del lavoro e del
tempo libero. Il Vangelo è parola di speranza e di salvezza per il mondo".
"Impegnatevi a camminare sulla strada della santità, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, unico
Maestro e Salvatore di tutti". Giovanni Paolo II, omelia a Loreto, 5 settembre 2004
"L'AC ha avuto fin dall'origine questa forza: mostrare il fascino dell'unità. Il fascino dell’unità
sgorgherà dalla testimonianza della sua forma, la forma bella dell’unità. Questo è ciò che dovete
ripensare". Angelo card. Scola, Lectio Magistralis all’Assemblea Straordinaria dell’Azione Cattolica di Venezia, 26 Ottobre 2003
"La nostra chiesa ha bisogno di un laicato che, non solo la ami appassionatamente - questo dovrebbe essere di ogni battezzato - ma scelga di "servirla" come risposta a una vocazione, voglia darle voce e renderla presenza attiva e missionaria: con fedeltà incondizionata, libera e adulta; con amore nuziale come quello - perchè no? - che devono avere per la loro Chiesa un Vescovo e un presbitero; con affetto filiale e, nello stesso tempo, con il vigore di chi rifiuta per la propria madre la sonnolenza e il torpore, a favore di una volontà missionaria audace e consegnata solo alla speranza, non mai al calcolo". Marco card. Cè, Lettera al Presbiterio, 6 Gennaio 1989, n.45