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Il campanile e le campane

Chirignago e Gambarare, do parochie cossì rare
par batoci a par campane e par de le bele parochiane.
Sempre de le campane e del campanile,
Piero Colbachini, un artista de i più fini
che gà fuso la campana granda, picola e mezana,
par farlo ancor più belo el gà fuso el campanelo,
perchè el son se senta lontan, come el ton
el gà fuso el campanon.

Nel decreto stilato dal Cancelliere vescovile di Treviso, mons. Giuseppe Sarto (poi Papa Pio X, beatificato e canonizzato da Papa Pio XII) a chiusa della Visita Pastorale a Chirignago del vescovo di Treviso mons. Giuseppe Callegari (dal 1882 vescovo di Padova, creato cardinale da Papa Pio X nel 1903) del 29 maggio 1881 si legge: "Tutti i parrocchiani di Chirignago risposero sempre all'appello fatto dal loro arciprete mons. Giovanni Battista Buso, perciò siamo ben certi che, come contribuirono fin qua per la erezione della nuova magnifica chiesa, si faranno una gloria di continuare pel compimento del campanile e daranno anche questa prova di cristiana pietà".

L’ardito campanile, costruito subito dopo la chiesa su progetto dell'architetto ed ingegnere Pietro Saccardo (1830-1903), è di stile semplice, senza fronzoli, con alla base uno zoccolo con una bellissima modanatura in pietra a vista, tagliata a mano. È alto circa 55 metri e fu inaugurato cinque anni dopo la chiesa, nel 1885. Portante a metà dell’altezza un grande orologio, si nota per le eleganti rifiniture della cella campanaria a due piani sovrapposti.

Per la fusione delle campane furono utilizzate le due campane vecchie, una del peso di Kg. 950, l'altra di Kg. 728, provenienti dal vecchio campanile dell'antica chiesa di Chirignago, della fine del XIV secolo, demolita per permettere l’ampliamento e la rettifica della via Miranese.

Le tre campane nuove, opera dell'antica Fonderia Pietro Colbachini di Bassano del Grappa, sono state realizzate nel settembre 1885. La prima, in onore di San Giorgio e San Giovanni Battista, pesa Kg. 832. La seconda, in onore della Beata Vergine Maria, pesa Kg. 1244. La terza, in onore del Sacro Cuore di Gesù, pesa Kg. 1901.
Per la consacrazione delle nuove campane l'11 Ottobre 1885 venne da Treviso il vescovo Mons. Giuseppe Apollonio e fu un secondo trionfo, dopo quello per la consacrazione della nuova chiesa. Con il loro armonioso suono sottolineano ancor oggi i ritmi, gioiosi e tristi, della vita del nostro paese.

Volendo gli abitanti di Chirignago entrare nel nuovo secolo (chiamato della Redenzione) con qualcosa di significativo e duraturo, decisero di dotare il loro snello e bel campanile di una grossa campana che sovrastasse quelle già esistenti. Con il vecchio mons. Giovanni Battista Buso, che aveva più entusiasmo dei giovani, fecero un ulteriore sforzo e raccolsero i fondi (8535 lire pagate a rate in 8 anni) tra i maggiorenti e tutta la popolazione. Incaricarono dell'opera la Pontificia Fonderia Pietro Colbachini, che iniziò la preparazione della fusione di una grossa campana del peso di Kg. 2845 e che avesse un suono intonato con le precedenti. La fusione riuscì perfettamente e l'opera presentava i requisiti richiesti; da notare che la fonderia non aveva mai fuso una campana di quel peso. Quando fu tutto pronto, la famiglia Zerbo mise a disposizione un grosso carro, trainato da una pariglia di robusti cavalli, per andare a Bassano a prendere la grossa campana.

La nuova campana (chiamata Campanon per la sua mole), dedicata al Divin Redentore, fu battezzata con il nome femminile di Redenta e cominciò ad emettere i suoi primi rintocchi all'inizio dell'Anno Santo 1900, esattamente quindici anni dopo le altre campane, che erano state battezzate con i nomi di Maria, Teresa, Giovanna e Piero (il campanello).
Molte bambine di Chirignago, nate in quell'anno, ebbero il nome di Redenta.
Il celebre compositore Sante Zanon (1899-1965), direttore del Coro del Gran Teatro "La Fenice" di Venezia, compose su testo di mons. Riccardo Bottacin "Il Campanon di Chirignago", una melodia spesso eseguita dal coro parrocchiale nei suoi concerti.

Il diametro delle campane dovrebbe essere (da verificare): I (170), II (150), III (130), IV (115), V (63).

Le iscrizioni sulle campane sono:
- Prima: Ecce Crucem Domini - venite adoremus - fugite partes adversae - a fulgure et tempestate libera nos Domine (trad. Ecco la Croce del Signore - venite adoriamo - fuggite forze avverse - Liberaci o Signore dal fulmine e dalla grandine)
- Seconda: Exaudi vocem populi tui et libera eum ab omni malo - venite fili audite me - In te Domine speravi, non confundar in aeternum (trad. Ascolta la voce del tuo popolo e liberalo da ogni male - venite figli ascoltatemi - In te o Signore ho sperato, non sarò confuso in eterno).
- Terza: Laudo Deum verum; plebem voco; congrego clerum; defunctos ploro; nimbum fugo; festaque onoro. - A peste fame et bello libera nos Domine. Soli Deo onor et gloria (trad. Lodo il Dio vero, chiamo il popolo, raccolgo il clero, piango per i defunti, metto in fuga i temporali e onoro le feste. Liberaci o Signore dalla peste, dalla fame e dalla guerra. A Dio solo onore e gloria).
- Quarta (Campanon): Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat. - Anno Sancto 1900 (trad. Cristo vince, Cristo regna, Cristo impera. - Anno Santo 1900)
Su tutte le campane inoltre sono presenti le seguenti iscrizioni:
- Opera di Pietro Colbachini fu Gio - Bassano
- 1885 (1900 sul Campanon) stipe conlata Clarinacenses (trad. i Chirignaghesi con le offerte raccolte)
- Joan Bapta Buso canonico onorario archipresbitero (trad. Giovanni Battista Buso Canonico Onorario Arciprete)
- Pietro Bongiovanni 1837

Suonavano tutte assieme, le nostre campane, quando, dopo tre giorni di silenzio, annunciavano la risurrezione del Cristo a Pasqua e nelle grandi feste religiose. Sprigionavano il loro festoso suono, per salutare i giovani sposi dopo il rito del matrimonio e quando si avvicinava un temporale per rompere, con l'onda sonora, le nubi gravide di grandine. Il Campanon emetteva, da solo, il suo grave e maestoso suono, per annunciare alla comunità che un suo fratello si presentava davanti al Creatore. Un'ora prima dell'inizio della Messa festiva, suonavano a distesa. Un quarto d'ora prima, suonava il solo campanello e l'ora esatta d'inizio era segnata da pochi rintocchi della campana mezzana, per sollecitare i ritardatari.
Il concerto più malinconico e, allo stesso tempo, più suggestivo veniva eseguito, azionando i battagli direttamente sulla cella campanaria, nel giorno della commemorazione dei defunti mentre si snodava la processione in cimitero.
Un suono di campana, chiamava i ragazzi del catechismo. Alla sera, con il suono dell'Ave Maria, dava la buona notte a tutti.
Alla base del campanile, sopra la porticina d'ingresso, c'era un medaglione di marmo bianco del Trecento raffigurante San Giorgio, patrono di Chirignago. Ora si trova all’interno della chiesa, incastonato sull’ambone. Il medaglione, oltre ad essere il logo del Gruppo Culturale “Albino Luciani”, è raffigurato sul sigillo che viene posto su tutti i documenti ufficiali della parrocchia. È sicuramente l’immagine più antica del santo patrono che si conservi a Chirignago. Sul lato Sud del campanile, sempre in marmo bianco, la testa di un vecchio, che la voce popolare ha battezzato el vecio Cirinago (il vecchio Chirignago). Sia il medaglione di San Giorgio che il vecio Cirinago provengono dal vecchio campanile dell'antica chiesa di Chirignago.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre i vasi sacri e altri oggetti di valore vennero nascosti sopra il soffitto dell'abside, le campane furono, per ordine del Comando tedesco, rimosse e calate dalla sommità del campanile e portate a Mestre, nel cortile della Scoletta di San Lorenzo, in attesa di essere fuse.
Mons. Riccardo Bottacin (o il parrocchiano-poeta Domenico Frigo?), nel difficile anno 1943, interpretava così il pianto di Redenta, che con cuore quasi umano salutava la gente prima di scender dal campanile.

La porta del campanile negli anni Cinquanta quando le campane si suonavano ancora tirando le grosse funi a manoIL TESTAMENTO DEL "CAMPANON"

Parla il Campanon:
Io ti saluto Chirignago amato

circa mezzo secolo con te ho passato.
Ti ringrazio del giorno che son arrivato,
della bella festa che m'hai preparato.
Nella mia cella mi hai collocato,
da là il mio compito sempre ho soddisfatto.
Al sacro tempio ti ho sempre chiamato,
alla preghiera t'ho sempre invitato.
Alle gioie e ai dolori con te ho partecipato,
i tuoi matrimoni con te ho festeggiato.
I tuoi trapassati con te ho annunziato,
i tuoi coscritti con te ho incoraggiato.
Ma ora il compito mio è terminato
perchè anch'io sono reclutato.
La Patria mi ha chiamato
e devo rispondere da bravo soldato.
Noi dobbiamo sempre chinare il capo
che il voler di Dio sia sempre fatto.
Ma prima da te d'essere staccato
faccio da buon padre amato.
In questo triste e doloroso momento
ti voglio lasciare il mio testamento:
"Guarda Chirignago di molto pregare
perchè unito ai tuoi possa presto ritornare.
Sii sempre onesto, pio e buon,
te lo raccomanda il tuo Campanon!".
Il Campanon
Stasera, li 30 Marzo 1943

Gli abitanti di Chirignago, profittando di un allentamento della sorveglianza, andarono a riprenderle e le sotterrarono nello spazio fra i tre gradini della porta laterale est della chiesa ed il campanile, dove si passava per entrare in chiesa. Proprio il passaggio continuo della gente, unito forse alla pioggia, aveva abbassato il terreno, per cui emergevano ad un certo punto gli attacchi delle campane e fu necessario ricoprirli con altra terra. Alla fine della guerra furono issate al loro posto e fu proprio il loro suono a comunicare alla nostra gente la fine del tremendo conflitto e sottolineare l'arrivo della pace.
L'ultima volta che furono suonate azionando i battagli direttamente dalla cella campanaria fu nelle ultime ore di vita di mons. Riccardo Bottacin. Suonarono ininterrottamente per tutta l'agonia invitando tutti a pregare.
Nel 1961 le campane furono elettrificate da mons. Albino Tenderini. Nel 1968 furono installati un nuovo parafulmine, una nuova croce e fu interamente rifatta la copertura della cupola.
Sopra al centro parrocchiale "Papa Albino Luciani" è stato edificato un campanile a vela, con un'altra campana, antica, non elettrificata. Questo campanile è decorato da un bassorilievo in marmo rosa, proveniente da Betlemme, che raffigura San Giorgio a cavallo che uccide il drago.
Il 22 Aprile 1989 è stata inaugurata la Galleria "La Piccola", alla base del campanile.
Il campanile è stato definito "un enorme dito teso verso il cielo", così si staglia alla vista e all'udito di tutti a segnare la direzione verso cui devono tendere i cuori di tutti.

 

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