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IL CONSIGLIO VICARIALE DELLA CASTELLANA

Vicariato. Cosa è? Cosa significa? A cosa serve?
Il Patriarcato di Venezia (372.452 abitanti nel 2009) è suddiviso in 128 parrocchie. Questa suddivisione in comunità più piccole è necessaria perché non vi sia dispersione e perché i rapporti fra le persone possano essere più consapevoli e stabili.
Inoltre, non dobbiamo dimenticare che, nella parrocchia, vive una “comunità fondata sulla Fede”. Cioè: è comunione di persone credenti in Dio Padre; in Gesù Cristo, il Signore; nello Spirito Santo. Tale comunità si riunisce stabilmente per celebrare l’Eucaristia, fonte della certezza che Dio ama e conosce ciascuno per nome e dà speranza per il vivere quotidiano. Nessuna altra comunità si caratterizza allo stesso modo né offre la stessa illuminante proposta di vita.
Quando si ha una tale ricchezza si sente la necessità di comunicarla. Di condividerla.
Si allargano le relazioni raggiungendo subito le comunità vicine. Nasce così la comunione con le parrocchie confinanti: il Vicariato, appunto.
Il Patriarcato di Venezia è suddiviso in 13 Vicariati.
La nostra parrocchia di San Giorgio di Chirignago forma il Vicariato “della Castellana” con Asseggiano, Gazzera, Tarù, Trivignano e Zelarino, per un totale di 27.363 abitanti (nel 2009).
Una prima forma di collaborazione è la presenza del “Consiglio Vicariale” costituito dai sacerdoti e da alcuni laici eletti in ognuna delle 6 parrocchie. Si riunisce, di norma, ogni due mesi.
I nostri attuali (2009) rappresentanti sono:

  • Giuseppe Giacomello
  • Danilo Meggiato
  • Mario Tagliarolo

Tra le finalità del Vicariato, i rapporti scambievoli e alcuni progetti:

  • Collaborare con altre parrocchie aiuta a superare, da subito, una difficoltà evidenziata anche dal Patriarca di Venezia Angelo card. Scola negli incontri durante la sua Visita Pastorale: "uscire dai propri confini, non chiudersi ripiegandosi su se stessi; superare quella che è una fatica per tutti". Comunicare tra noi è un modo per vivere la dimensione della Chiesa che è apertura, missionarietà.
    Nessuno è Chiesa da solo.
    Per alcune parrocchie poi si tratta di mantenere legami storici. Ad esempio, fino al 1957 Asseggiano era parte integrante della parrocchia di Chirignago.
  • Nella collaborazione ogni comunità porta le proprie competenze e si riesce ad essere più incisivi nell’ambiente nel quale viviamo. Anche nel rapporto con la società civile.
  • I rapporti e le collaborazioni che si possono avere con le molteplici realtà educative. Oltre a quelle parrocchiali, esistono associazioni sportive, ricreative, gruppi culturali, gruppi con varie denominazioni. Nel nostro territorio c’è una forte presenza della scuola pubblica di ogni grado di istruzione.
  • Creare luoghi di confronto culturale in particolare sui temi che attualmente interrogano noi e la società civile. Il confronto può diventare arricchimento reciproco.
  • Collaborare per offrire opportunità di formazione per gli educatori. Siamo nel tempo della mobilità ed è impensabile che i giovani possano trovare quanto chiedono in un solo luogo. Si deve proporre una pastorale giovanile adeguata.
  • Nel Vicariato ci sono stati ripetuti incontri di conoscenza e di preghiera. Non solo in occasione della Visita Pastorale, ma anche per altre ricorrenze. Basti pensare ai pellegrinaggi al santuario di Borbiago. Sempre su tale filone il Patriarca ci invita ad avere anche dei momenti comunitari per celebrare assieme il Sacramento della Riconciliazione.

Gli argomenti sui quali riflettere e decidere sono dunque vari. Alcune di queste riflessioni partono anche dai suggerimenti dati dal Patriarca nei vari incontri.

 

IL VICARIO FORANEO

Le norme riguardanti i vicari foranei si ritrovano nel Codice di Diritto canonico (cann. 553-555).
Il vicario foraneo, chiamato anche decano, è il sacerdote che è preposto al vicariato foraneo.
È nominato dal Vescovo diocesano, dopo aver sentito, a suo prudente giudizio, i sacerdoti che svolgono il ministero nel vicariato in questione.
Per l'ufficio di vicario foraneo, che non è legato all'ufficio di parroco di una parrocchia determinata, il Vescovo sceglie il sacerdote che giudica idoneo, valutate le circostanze di luogo e di tempo.
Viene nominato a tempo determinato, definito dal diritto particolare.
Il Vescovo diocesano può rimuovere liberamente, per giusta causa, secondo la sua prudente decisione, il vicario foraneo.
Il vicario foraneo, oltre alle facoltà che gli attribuisce legittimamente il diritto particolare, ha il dovere e il diritto:

  1. di promuovere e coordinare l'attività pastorale comune nell'ambito del vicariato;
  2. di aver cura che i chierici del proprio distretto conducano una vita consona al loro stato e adempiano diligentemente i loro doveri;
  3. di provvedere che le funzioni sacre siano celebrate secondo le disposizioni della sacra liturgia, che si curi il decoro e la pulizia delle chiese e della suppellettile sacra, soprattutto nella celebrazione eucaristica e nella custodia del santissimo Sacramento, che i libri parrocchiali vengano redatti accuratamente e custoditi nel debito modo, che i beni ecclesiastici siano amministrati diligentemente; infine che la casa parrocchiale sia conservata con la debita cura.

Il vicario foraneo nell'àmbito del vicariato affidatogli:

  1. si adopera perché i chierici, secondo le disposizioni del diritto particolare, partecipino nei tempi stabiliti alle lezioni, ai convegni teologici o alle conferenze;
  2. ha cura che siano disponibili sussidi spirituali per i presbiteri del suo distretto ed ha parimenti la massima per i sacerdoti che si trovano in situazioni difficili o sono angustiati da problemi.

Il vicario foraneo ha cura che i parroci del suo distretto, che egli sa gravemente ammalati, non manchino di aiuti spirituali e materiali e che vengano celebrate degne esequie per coloro che muoiono; fa anche in modo che durante la loro malattia o dopo la loro morte, non vadano perduti o asportati i libri, i documenti, la suppellettile sacra e ogni altra cosa che appartiene alla chiesa.
Il vicario foraneo è tenuto all'obbligo di visitare le parrocchie del suo distretto secondo quanto determinato dal Vescovo diocesano.

 

VICARIATO DELLA CASTELLANA

Vicario Foraneo: don Ottavio Trevisanato, parroco di Santa Maria Ausiliatrice alla Gazzera

Provicario Foraneo: don Marco Scaggiante, parroco di Santa Maria del Suffragio ad Asseggiano

I dati della tabella sono relativi all'anno 2009

Parrocchia
Presbiteri
Diaconi
Accoliti
Ministri straordinari della S. Comunione
Suore
Abitanti
(2009)
GAZZERA
Santa Maria Ausiliatrice
Mons. Luigi Stecca *
Don Francesco Barbiero
1
3
10
2
6.700
ZELARINO
Maria Immacolata e
San Vigilio martire
Don Daniele Memo
2
1
3
1
6.262
CHIRIGNAGO
San Giorgio martire e
Sacro Cuore di Gesù

Don Roberto Trevisiol
Don Andrea Longhini

-
4
8
6
7.782
ASSEGGIANO
Santa Maria del Suffragio
Don Marco Scaggiante
1
-
-
-
2.265
TRIVIGNANO
San Pietro Apostolo
Don Sandro Vigani
-
1
5
1
2.812
TARÙ
Santa Lucia verg. e mart.
Don Fabio Mattiuzzi
-
-
-
-
1.542
6
8
4
9
26
10
27.363

* Dal 2010 don Ottavio Trevisanato è parroco di Santa Maria Ausiliatrice alla Gazzera, in sostituzione di mons. Luigi Stecca che ha lasciato la guida della parrocchia per raggiunti limiti di età, in conformità al can. 538 §3 del Codice di Diritto Canonico. Mons. Stecca mantiene la residenza presso la canonica della parrocchia alla Gazzera.
Contemporaneamente alla nomina del nuovo parroco, il vicario parrocchiale don Francesco Barbiero è stato nominato assistente religioso a tempo pieno presso l'Ospedale dell'Angelo di Mestre. Al suo posto, don Maurizio Morris Pasian, sostituito a sua volta da don Valentino Cagnin nel 2012.