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CHIRIGNAGO DAL 1861 AD OGGI

Oltre a tirare la cinghia, lavorare, arrangiarsi con l'industria e il commercio e, qualche volta, giocare a carte e a bocce e a bere più di qualche ombra (bicchiere di vino), i Chirignaghesi pensavano, anche, alle loro anime, aiutati e sollecitati, talvolta energicamente, dai loro parroci.
Nel territorio c’erano anche due conventi: il primo dove poi sorse la vecchia casa della Famiglia Serafin (in Vicolo Pendini, dove ora c'è la casa della Famiglia Frigo) e l'altro nell'antichissima Via Lazzaretto (ora Via Bosso), dove abitava la Famiglia Rebesco, vicino alla ferrovia, che è stato distrutto da un bombardamento nella Seconda Guerra Mondiale.
Nel territorio, oltre alla chiesa madre, che sorgeva nell'attuale Piazza San Giorgio, c'erano altre chiesette campestri, in parte padronali e legate alle ville. Si ricorda l'oratorio, con la chiesa, esistente tuttora, della cinquecentesca Villa Corner (o Cornaro) di Asseggiano, dedicato alla Beata Vergine e a Sant’Antonio da Padova, confessore. Nel 1747 vi furono deposte le spoglie dei Santi Bonifacio e Caterina e il Sangue di San Fortunato. La facciata dell'edificio (su Via Asseggiano), con paraste e finestra termale semicircolare al di sopra della porta d'ingresso, è coronata da timpano con tre statue marmoree. All'interno ha quadro d'altare, due dipinti laterali di maestri, grandi quadri di S. Antonio e ricco ciborietto. La villa, demolita nel 1876, era sorta nella zona monacale dei benedettini ivi stanziatisi fin dal sec. XII. Si ricordano poi gli oratori pubblici di San Jacopo o Giacomo Apostolo (da cui il nome Borgo San Giacomo) che faceva parte della villa Ivancich, già di proprietà Curnis, poi Fanzago, rasa al suolo dal bombardamento del 28 Marzo 1944. Poi l'oratorio di San Giuseppe a Catene, della famiglia Stechele, e l'oratorio della Visitazione di Santa Maria Elisabetta nella proprieta Pressato.
Gli austriaci, con l'esercito di occupazione, avevano portato croati, slavi e tedeschi che, oltre a presidiare il territorio, vi consumavano ogni sorta di ruberie. I Chirignaghesi vi si opposero con forza, riuscendo a salvare gran parte di quei tesori d'arte che, ancor oggi, ornano la nostra bella chiesa costruita nella seconda metà dell'Ottocento.
L’antica chiesa, della fine del XIV secolo, sorgeva nell'attuale Piazza San Giorgio, quasi a cavallo della Via Miranese, ed era circondata da un piccolo camposanto, come era in uso a quei tempi. Un'ordinanza napoleonica proibì, in seguito, i cimiteri attorno alle chiese.
Visto che gli abitanti del paese erano aumentati (4987 anime nel 1868), che il cimitero era già stato spostato e che l’antica chiesa denunciava, in modo evidente, la sua veneranda età, venne deciso di costruire una chiesa nuova e più grande. L'idea nacque spontanea sotto la guida audace di don Giovanni Battista Buso.
Mons. Buso chiamò a raccolta i più abbienti del paese (Bisacco, Saccardo, Angelini, Cosulich, Cecchini, Ivancich, Trevisanato, Fabris, Favaro, Zen, Zerbo, ecc...) chiedendo loro un contributo in denaro.
Convocata l'altra parte di Chirignago, la più numerosa e costituita da pollivendoli, artigiani, contadini, ortolani, pescatori e operai, fece un discorso chiaro: "I soldi per i muratori ci sono quasi, le fondamenta sono da scavare, i mattoni bisogna fabbricarli ed è, quindi, necessaria l'opera gratuita di tutti".
I Chirignaghesi si guardarono in faccia e non se lo fecero ripetere due volte: quel popolo coraggiosamente si sottopose a sacrifici e privazioni straordinari. L'Architetto e Ingegnere Pietro Saccardo elaborò e stese il progetto e ne diresse i lavori.
Pietro Saccardo (1830-1903) fu per lunghi anni proto della Basilica di San Marco di Venezia (dal 1887 al 1902) e della Scuola Grande di San Rocco a Venezia. Fondò lo studio del Mosaico, tuttora funzionante, che ancor oggi è il vanto della Basilica di San Marco ed è alla base della conservazione del manto musivo e degli apparati d’oro.
Pietro Saccardo diresse, inoltre, importanti lavori di restauro a Venezia e fu prolifico progettista di numerose chiese del Veneto, oltre a svolgere un importante ruolo nelle congregazioni cattoliche veneziane alla fine dell’Ottocento.
Nel Liber Baptizatorum, in data 5 Aprile 1870, viene preso nota:
"Oggi alle ore undici ant. cantata solennemente la santa messa nella chiesa attuale, mons. Antonio canonico Dei Paoli vicario generale, a nome e coll'autorità delegatagli dall'ill.mo mons. Vescovo, Federigo Maria nobile Zinelli, attualmente in Roma per il Concilio Vaticano I, col concorso di frequentissimo popolo e circondato da eletto numero di sacerdoti, pose la prima pietra del nuovo tempio, arciprete don Giovanni Battista Buso".
Quindi nonostante i tempi difficili, la popolazione si stringeva intorno al proprio parroco per costruire una nuova chiesa.
Uno stuolo di uomini, armati di picconi e vanghe, scavò le fondazioni. Per i mattoni, nei campi, a Nord del cimitero, venne estratta l'argilla e impastata con i piedi. I mattoni, sagomati a mano in formelle, venivano poi cotti in un fornasoto (piccola e rudimentale fornace per la cottura dei mattoni).
Rimaneva da risolvere, con una certa continuità, il problema del combustibile. A turno, ogni colmeo (gruppo di case o frazione) forniva uomini, animali e carri. Partivano, ogni giorno alle tre del mattino e andavano con i carri nelle barene dei Moranzani, con alcune fette di polenta e qualche fetta di salame e una bossa (bottiglia) d'acqua, perchè in barena non c'era acqua dolce. Arrivati sul posto, pescavano le cape (piccoli crostacei) e con questo companatico facevano merenda. Iniziava, quindi, il taglio e la raccolta di canne e arbusti di palude che durava fino al tramonto.
Caricati i carri e assicurato il carico con il persenaro (lungo palo che veniva posto sopra il carico di sterpaglia o fieno di un carro, su cui venivano ancorate le corde per fissare il carico) legato con corde, si riprendeva la via del ritorno arrivando a notte inoltrata. Per il giorno dopo, era così assicurato il combustibile per una infornata di mattoni. Giorno dopo giorno, grazie alla determinazione e l'impegno dell'intera comunità, l'opera cresceva.
Arrivati al tetto, vennero a mancare i soldi. I Chirignaghesi, anche se nei loro commerci erano scaltri e alcuni li consideravano per questo ladri, avevano un grande cuore ed erano orgogliosi del loro paese. Per reperire denaro, escogitarono la cerca delle uova.
Ogni fine settimana, gli incaricati passavano di casa in casa a raccogliere le uova; polameri e contadini erano, avendo più possibilità, più generosi, ma anche chi possedeva solo qualche gallina, offriva volentieri. I soldi ricavati dalla vendita venivano consegnati, il lunedì, al parroco. Si arrivò così, lavorando sodo e con la partecipazione di tutti, al compimento dell'opera, chiaro esempio dei traguardi cui può giungere una comunità unita.
Nel 1871, in occasione del XXV di pontificato di Pio IX i parrocchiani si consacrano al Sacro Cuore.
Nel 1876 l'arciprete manifesta il desiderio di mutare la dedicazione della propria chiesa, da San Giorgio martire a Nostra Signora del Sacro Cuore. Non ottiene però l'approvazione della Sacra Curia, non essendo stato quello considerato ancora un titolo liturgico. Verrà quindi dedicata al Sacratissimo Cuore di Gesù e a San Giorgio martire, contitolari.
Nel 1877 fu dotata di un organo costruito dall’organaro veneziano Pietro Bazzani (1816-1880), con i nipoti Giacomo e Pietro, e montato sulla loggia di destra in cornu Epistulae, sopra l'entrata ad Est. L'organo nel 1914 venne venduto all'Arcipretale di Dolo e il lombardo Vincenzo Mascioni (1871-1953) ne costruì un altro sopra l'entrata principale, nel 1911, con la relativa elegante cantoria, innalzata appositamente nel 1910 su progetto dell'Ing. Ignazio Saccardo.
I quadri, gli arredi, i vasi sacri, i paramenti, soprattutto i reliquiari (foto1; foto2) di cui era ricca Chirignago, dalla vecchia chiesa vennero trasferiti, con gli altari e le relative pale, nella nuova. Anche l'altare e il crocifisso della cappella del SS.mo Crocifisso provengono dalla vecchia chiesa. Lo stesso dicasi per l'altare maggiore (foto1; foto2; foto3), alla romana, che fu però ingrandito ed abbellito.
Le pareti interne e la facciata furono affrescate tra il 1876 ed il 1878 da Luigi Da Rios (Vittorio Veneto 1844-1892), già noto in paese per aver dipinto nel 1864 i saloni della villa cinquecentesca dell'allora sindaco di Chirignago Marco Bisacco, oggi sede del Centro "Don Orione".
La prima Messa nella nuova chiesa fu celebrata sei giorni prima delle Calende di marzo del 1878 (25 febbraio 1878), ma la solenne consacrazione in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù e di San Giorgio Martire, ai quali fu dedicato l'altare maggiore, avvenne la quarta Domenica di ottobre dell'anno 1880 (24 ottobre 1880). Le garrule campanelle del vecchio campanile, rimasto in piedi, suonavano, suonavano lungamente a festa, richiamando il popolo fedele allo straordinario rito. Il vescovo di Treviso mons. Giuseppe Callegari (dal 1882 vescovo di Padova, creato cardinale da Papa Pio X nel 1903), incluse all'interno dell'altare maggiore una cassetta plumbea con il sigillo vescovile contenente le reliquie dei Santi Martiti Pietro, Giuliano e Fausto. Assieme ad essa una pergamena con scritto: "MDCCCLXXX die Vigesima quarta mensis Octobris - Ego Joseph Episcopus Tarvisinus consecravi Ecclesiam et Altare hoc in honorem Sacratissimi Cordis Jesu et Sancti Georgii M. et Ss. Mm. Petri, Iuliani et Fausti Reliquias in eo inclusi et singulis Christifidelibus hodie unum annum, et in die anniversario consecrationis hujusmodi ipsam visitantibus quadraginta dies de vera indulgentia in forma Ecclesiae consueta concessi - Joseph Episcopus Tarvisinus". Per molti anni l'altare maggiore è stato Altare Privilegiato Quotidiano. Era presente fra lo stupore, il clero di Mestre e Martellago tra cui ovviamente l'arciprete di Chirignago don Giovanni Battista Buso, mons. Pietro Jacuzzi penitenziere canonico della cattedrale di Treviso, mons. Angelo Morandi arciprete di Mestre e canonico onorario, Andrea Feletti maestro delle cerimonie e mons. Giuseppe Sarto (poi Papa Pio X, beatificato e canonizzato da Papa Pio XII) allora cancelliere vescovile che firmava la bolla di consacrazione del nuovo tempio sacro.
Un poeta locale scriveva:
Alta, armoniosa e bea come na stea
ideada da Saccardo architetto dal gusto fin
fabricada dal salsanese Scattolin.
In chiesa, sopra la loggia in cornu Epistulae sopra l'entrata ad Est, una lapide commemorativa scritta in latino (originariamente posta sopra l'ingresso principale), ricorda:

TEMPLUM HOC NOVUM VETERI DETURBATO
NULLA TEMPORUM INJURIA NEC ANNONAE CARITATE DETERRITI
CLARINACONICI VICANI
AB INCHOATO EXCITANDUM AGGRESSI
JACTO PRIMARIO LAPIDE NONIS APRILIBUS AN 1870
CONSULENTIBUS UT CUIQUE PAR ERAT ET FOVENTIBUS
ARCHIPRESBYTERO JO BAPTA CANONICO BUSO
ET PETRO ARCHITECTO SACCARDO
PERFECTUM TANDEM ET ORNATUM
DIE VI CALENDAS MARTIAS AN 1878
VELUTI TABERNACULUM DEI CUM HOMINIBUS
SIBI INVICEM GRATULANTES VENERATI SUNT
QUODQUE ERAT IN VOTIS
A SACRATISSIMO JESU CORDE NUNCUPATUM
JOSEPHUS CALLEGARI PONTIFEX TARVISINUS
TOTIUS POPULI LAETABUNDI FREQUENTIA
DOMINICA IV OCTOBRIS AN 1880
SOLLEMNIBUS CAEREMONIIS RITE CONSECRAVIT

Traduzione: 
Dopo che la vecchia chiesa era stata abbattuta, gli abitanti di Chirignago, non trattenuti dalla durezza dei tempi, nè dal caro-vita, cominciarono ad erigere questo nuovo tempio dalle fondamenta. La prima pietra fu posata il 5 Aprile dell'anno 1870, con l'aiuto ed il sostegno, come si conveniva, dell'Arciprete Canonico Giovanni Battista Buso e dell'Architetto Pietro Saccardo. Completato e arredato lo venerarono come Tabernacolo di Dio sei giorni prima delle Calende di Marzo (23 Febbraio) del 1878, esprimendosi vicendevolmente la loro gioia. Dedicata al Sacratissimo Cuore di Gesù, secondo i voti manifestati, la chiesa fu consacrata dal Vescovo di Treviso Giuseppe Callegari, con grande partecipazione di tutto il popolo festante, secondo i riti e con solenni celebrazioni, la Quarta Domenica di Ottobre 1880 (24 Ottobre).

Con bolla del 26 aprile 1885, grazie all'interessamento di mons. Giovanni Battista Buso, la chiesa fu aggregata per quindici anni alla Papale Arcibasilica Lateranense, madre di tutte le chiese del mondo. I fedeli fino al 1900 poterono quindi beneficiare delle indulgenze, dei privilegi e delle grazie spirituali che si ottenevano nella cattedrale di Roma.
Due curiosità:

  • La chiesa è orientata in modo che tutti gli anni il giorno di San Giorgio (23 aprile), a partire dalle ore 10.00 (al giorno d’oggi alle 11.00, considerando l’entrata in vigore dell’ora legale) l’altare maggiore (foto1; foto2; foto3) sia illuminato direttamente dal sole. La Santa Messa solenne in onore del Santo Patrono veniva infatti celebrata proprio alle 10.00. L’effetto luminoso era di grande suggestione specialmente al momento della consacrazione del pane e del vino, quando il celebrante, vestito dei sacri paramenti e avvolto nel profumo dell’incenso, innalzava l’ostia ed il calice, illuminati dal sole.
  • Chirignago ha una chiesa “gemella”. Si tratta della chiesa di Monte di Malo (Vicenza). Dedicata inizialmente a San Fabiano e Sebastiano oggi è dedicata a San Giuseppe. Fu costruita tra il 1893 e il 1938 da Saccardo, che probabilmente riutilizzò il progetto ideato per la costruzione della chiesa di Chirignago: questo forse è il motivo per cui nell’archivio parrocchiale non sono conservati i progetti.

Il sagrato della nuova chiesa era molto più grande dell'attuale e veniva più avanti rispetto all'attuale confine. Era recintato da un muretto in mattoni coperto da grosse liste di marmo e sormontato da una bella ringhiera in ferro di ottima fattura, che fu smontata e requisita dalle autorità fasciste, durante la Seconda Guerra Mondiale, e fusa per farne materiale bellico. Tre grandi cancelli, uno centrale e due laterali obliqui con pilastri circolari, si aprivano sulla piazza e un quarto sul parco della Rimembranza. Davanti al sagrato esistevano due fontane, circondate da vasche ovali, fornivano acqua buona e fresca per le famiglie dei dintorni e le vasche erano ristoro per la sete dei cavalli. Tra le fontane e la strada, c'era il doppio binario, per consentire l'incrociarsi dei tram.
La piazza era illuminata da lampioni a colonna.
Davanti al Municipio svettava lo stendardo, un grande piedistallo a gradini con, al centro, il pennone per la bandiera. Precedentemente era posizionato a sud della via Miranese, di fronte all'osteria che portava la scritta "Caffè vino allo stendardo nazionale".
Il Municipio aveva tre portoni ad arco detti reali: all'interno si trovavano la farmacia e la posta, al primo piano gli uffici del Comune. Di lato le scuole elementari fino alla classe terza. Accanto al Municipio, Villa Dal Lago (foto1; foto2), che ora versa in un vergognoso stato di degrado e grave abbandono.
Chirignago è stato Comune autonomo, con tanto di sindaco, dal 1798, con la creazione delle prime deputazioni comunali volute dai Governi francesi e da quelli austriaci, fino al 15 luglio 1926, quando cessava di esistere (assieme ai comuni di Mestre, Favaro Veneto, Zelarino e la frazione Malcontenta con Fusina del comune di Mira), accorpato alla città di Venezia in un'unica amministrazione con decreto legge del Governo Mussolini, per costituire la "Grande Venezia" a cavallo tra laguna e terraferma, negli anni della crescita di Porto Marghera. Il Comune di Chirignago comprendeva i territori che oggi corrispondono alle parrocchie di Asseggiano, di Santa Barbara, di Catene, di Villabona e di buona parte di Marghera.
Furono sindaci di Chirignago, tra gli altri, il N.H. Maria Filippo Nicoli (primo sindaco di Chirignago a partire dal 1798); Marco Bisacco (dal 1849 al 1889), il nobile veneziano Avv. Antonio Ivancich (dal 1890 al 1900), Saverio Rossi Milano (Commissario prefettizio da Aprile ad Agosto 1900), il Cav. Alessandro Bisacco (dal 1900 al 1902), il Comm. Vittorio Friedenberg (dal 1902 al 1907 e poi ancora dal 1914 al 1920), Cesare Cecchini (dal 1907 al 1914) e da ultimo il Cav. Fulvio Eugenio Favaro Fabris (dal 1920 al 1926), che è stato, anche, il primo Potestà. Si ricordano poi, con varie mansioni, l'Ing. Andrea Bua, Domenico Favaro, Francesco Favaro Fabris, l'Avvocato Gianjacopo Grapputo (principe del foro veneziano), Luigi Canevese (segretario del sindaco Marco Bisacco ed autore di un volume in versi umoristici e vernacolari con brevi cenni su Mestre), il giudice del tribunale Rua, il dott. Cavicchi e il Comm. Cav. Pietro Vianello (entrambi segretari comunali), Giuseppe Mauro, Attilio D'Ambrosio e Sante Zerbo (assessori).
Chirignago ha dato i natali a Jacopo (o Giacomo) Da Lio, studente di Legge, soldato della legione mestrina dei volontari "Bandiera e Moro", morto da eroe sugli spalti di Marghera il 16 Maggio 1849. Il sindaco di allora Marco Bisacco ne volle affidare ai cittadini di Chirignago la memoria con una lapide in municipio.
Tra la chiesa e il Municipio c'era, verso Nord, el stradon del General (poi Via Risorgimento), un lungo rettilineo chiamato così perchè portava alla villa seicentesca di un generale ungherese dell'esercito austro-ungarico (Giulay), fino al 1866, divenuta poi di proprietà della Famiglia Friedenberg. La villa, detta Villa Emma, con barchessa, fontana, laghetto artificiale, motte, granaio, armerie sotterranee, ghiacciaia (un tunnel sotterraneo dove si metteva il ghiaccio tolto, d'inverno, dai fossati circostanti ottenendo così una vera cella frigorifera per la conservazione dei cibi) e un meraviglioso ampio parco ricco di essenze di pregio, attualmente versa in un vergognoso stato di degrado e grave abbandono (foto1; foto2; foto3; foto4; foto5; foto6; foto7; foto8; foto9; foto10; foto11; foto12; foto13; foto14; foto15; foto16).
La prima parte della strada, dal municipio fino al ponte sul Rio Çimetto, aveva in entrambi i lati dei magnifici alberi dalle larghe foglie, che in primavera si ornavano di splendidi fiori azzurri: il tronco di ciascuno aveva una protezione metallica, con alla base una cordonata circolare, che racchiudeva una piccola aiuola fiorita. Nella parte alta della protezione, c'era una bianca targa smaltata con la foto, il nome, le date di nascita e di morte di un caduto nella Prima Grande Guerra Mondiale. Era il parco della Rimembranza voluto dai Chirignaghesi per ricordare e onorare i loro figli caduti in armi.
Oltre il parco, dopo il Rio Çimetto, c'erano due filari di gelsi, che costituivano la gioia dei ragazzini per le succose more.
Di fronte al stradon del General (poi Via Risorgimento), l'antica canonica. Risalente al XVI secolo, si trova tuttora in Piazza San Giorgio, all’angolo con l’antica strada che non casualmente è denominata “Via del Parroco”, che un tempo collegava il centro di Chirignago con l’omonimo bosco, ora non più esistente, localizzato in corrispondenza dell’attuale cimitero e della rotatoria autostradale di Marghera. La Via del Parroco è popolarmente chiamata la Busa del Piovàn, perché più bassa della Via Miranese. La vecchia canonica ha una facciata esterna molto semplice, con timpano, che non rende giustizia alla ricercatezza dell’interno, decorato con affreschi di pregio. Particolarmente interessanti quelli del soffitto del salone d’ingresso (il Pastore che ha ritrovato la pecorella smarrita, ed il motto "Gaudium erit"), ornato anche da un ballatoio continuo che si apre al primo piano. Venduta nel 1965 da mons. Albino Tenderini, da allora è residenza privata (foto1; foto2; foto3; foto4; foto5).
Nel 1865 la comunità di Chirignago conta 1600 anime.
Nel 1874 la comunità di Chirignago supera le 2500 anime.
Nel 1881 la popolazione del Comune di Chirignago conta 2713 abitanti.
Il 29 Maggio 1881 visita pastorale del vescovo di Treviso Mons. Giuseppe Callegari.
Il 27 Maggio 1888 visita pastorale del vescovo di Treviso Mons. Giuseppe Apollonio.
Tra il 1887 e il 1888 lo scultore veneziano Augusto Benvenuti (1839-1899) scolpisce le statue che decorano l'interno e la facciata della chiesa. Le statue all'esterno vengono scolpite nel 1896.
Nel 1896 la comunità di Chirignago conta circa tremila anime.
Nel 1900 la popolazione del Comune di Chirignago conta 3260 abitanti (elettori iscritti 394, con 231 votanti).
Martedì 4 Agosto 1903 alla settima votazione viene eletto papa il Card. Giuseppe Melchiorre Sarto, Patriarca di Venezia, che assume il nome Pio X (beatificato e canonizzato da Papa Pio XII).
Il 19 Novembre 1903 muore l’Architetto e Ingegnere Pietro Saccardo, mentre si trova in villeggiatura a Chirignago. La famiglia Saccardo villeggiava spesso a Chirignago nella villa cinquecentesca con parco, adiacenze e barchessa, già proprietà dei nobili Raspi (le cui preziose statue sono state trasferite alla Ca'd'Oro a Venezia), che ancor oggi dona bellezza ed ornamento a tutto il centro di Chirignago (foto1; foto2). Fu sepolto nel cimitero locale e i funerali furono celebrati dall’allora arciprete Mons. Giovanni Battista Buso. La sua caratteristica tomba e quelle dei numerosi suoi familiari, decorate da vere e proprie opere d’arte (mosaici, sculture in legno, marmo, ecc…) sono tuttora nel cimitero del paese. L'epitaffio iscritto sulla sua tomba riporta: "Amori et dolori sacrum. All'ombra della prima fra le chiese da lui innalzata al Signore qui posa in pace Pietro Saccardo che dell'amore ardente di Dio meta della sua instancabile vita tutta irradiò l'opera indefessa di cattolico di padre d'artista. Principe fra gli architetti veneziani la Basilica di San Marco ne serba indelebile il nome di restauratore insuperabile. Sparito il fiore della sua casa presso la diletta nipotina (Carolina Saccardo, 8.12.1892 - 25.09.1903, sepolta accanto) scese a dormire il sonno dei giusti. O angelo purissimo, tu lo guidasti al trono di Dio! La moglie (Rosanna De Angelini, sepolta accanto) e i figli. N. 28 sett. 1830 - M. 19 nov 1903". Nel cimitero si trovano anche tutte le tombe delle più antiche famiglie di Chirignago, tutte decorate da opere di grande pregio bisognose di restauri: Saccardo, Angelini, Bisacco, Grapputo, Favaro Fabris, Jawarzich, Scandolin, ecc...
Nel 1907 la comunità di Chirignago conta circa quattromila anime.
Il 15 Marzo 1908 visita pastorale del Vescovo di Treviso, il Beato Mons. Andrea Giacinto Longhin.
Nel 1910 apre l'Asilo parrocchiale. Fu uno dei primi della zona.
Nel 1911 la popolazione del Comune di Chirignago conta 4250 abitanti. Il 10 agosto erano 4207 dei quali 4112 cattolici, 105 emigrati in altre province e 22 all'estero.
Domenica 29 ottobre 1911 festeggiamenti grandi e solenni in occasione del novantesimo anno di età e del cinquantesimo di ministero parrocchiale di mons. Giovanni Battista Buso.
Il 23 Gennaio 1914 muore mons. Giovanni Battista Buso, Arciprete di Chirignago per oltre 52 anni. Al suo posto il vescovo di Treviso, il Beato mons. Andrea Giacinto Longhin, nomina don Riccardo Bottacin Arciprete di Chirignago.
Nel 1920 vengono battezzati 236 bambini e celebrati 78 matrimoni. Nel 1924 la parrocchia conta circa 5000 anime.
Nel 1923 vengono distribuite 25mila Comunioni, circa 300 la settimana.
Il 9 Marzo 1924 seconda visita pastorale del Vescovo di Treviso, il Beato mons. Andrea Giacinto Longhin.
Nell'Aprile 1925 si tiene a Chirignago un Convegno Ceciliano, nell'ambito delle iniziative di promozione della musica sacra, secondo i dettami della riforma voluta da Papa Pio X con il motu proprio Inter pastoralis officii sollicitudines del 22 novembre 1903.
Il 21 novembre 1926 viene benedetta da mons. Eugenio Bacchion la nuova chiesa di Catene, dedicata alla Madonna della Salute dopo un voto fatto nel 1916 durante la guerra, su terreno donato dai Signori Chinellato e progetto gratuito dell'Ing. Ignazio Saccardo in stile romano. La nuova chiesa doveva servire 1500 abitanti lontani anche 4 km dalla parrocchiale.
Nel 1927 la parrocchia di Chirignago, ed altre dieci (Mestre, Carpenedo, Campalto, Favaro Veneto, Dese, Zelarino, Trivignano di Mestre, Mira, Borbiago e Oriago, per una popolazione totale di 50 mila anime), vengono distaccate dalla Diocesi di Treviso ed incorporate al Patriarcato di Venezia, che da quel momento conterà 64 parrocchie, acquistando così tutti i Privilegi concessi dalla Santa Sede ai Parroci del Patriarcato. Prima dell'unione al Patriarcato, sancita dalla bolla di Papa Pio XI "Ob nova praesentis temporis adiuncta" del 14 febbraio 1927, San Giorgio di Chirignago ritornava alla sede vicariale di San Lorenzo di Mestre, dopo essere stata sotto la giurisdizione della pieve matrice di Santo Stefano di Martellago fin dai tempi del Concilio di Trento (1542-1563). La bolla papale divenne esecutiva a mezzanotte del 15 maggio 1927. D'altra parte era illogico che Mestre, parte integrante della città di Venezia, unitavi con un decreto legge del Governo Mussolini il 15 luglio 1926, dovesse essere divisa dal Patriarcato.
Nel 1928, sotto il potestà Pietro Orsi, il municipio viene completamente rinnovato, incluse le tre facciate principali. In questa occasione viene adibito ad Ufficio Anagrafe e a scuola elementare (fino agli anni '70).
Il 16 novembre 1929 Visita Pastorale del Servo di Dio Pietro card. La Fontaine, Patriarca di Venezia. I parrocchiani sono 6500.
Il 21 aprile 1940 Visita Pastorale del card. Adeodato Giovanni Piazza, Patriarca di Venezia.
Nel 1946 viene eretta la parrocchia di Cristo Divin Operaio, che va così a staccare la zona di Ca' Emiliani dal territorio di Chirignago. Nello stesso anno il card. Patriarca Adeodato Giovanni Piazza firma il decreto di costituzione della Parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice di Gazzera, che già il Beato mons. Andrea Giacinto Longhin, vescovo di Treviso dal 1904 al 1936, aveva voluto come curazia autonoma. La posa della prima pietra della nuova chiesa di Gazzera avverrà però l'11 Settembre 1955, alla presenza del cardinale Angelo Giuseppe Roncalli, Patriarca di Venezia (poi Papa Giovanni XXIII).
Il 30 marzo 1952 Visita Pastorale del Patriarca Carlo Agostini.
Nel 1951 viene eretta la parrocchia di Santa Maria della Salute, che va così a staccare la zona di Catene dal territorio di Chirignago.
Con decreto del card. Patriarca Roncalli, la chiesa di San Giorgio di Chirignago venne elevata a sede di congregazione. Il 24 Giugno 1956 decretò l'istituzione del vicariato foraniale di San Giorgio di Chirignago al quale assegnò le chiese di San Giorgio, Asseggiano, Caene, Gazzera, Trivignano e Zelarino, con Vicario Foraneo mons. Riccardo Bottacin.
Sempre nel 1956 viene eretta la parrocchia di San Pio X, che va così a staccare un’altra zona dal territorio di Chirignago.
Il 7 Luglio 1957 Visita Pastorale del Patriarca Angelo Giuseppe card. Roncalli.
Nel 1957 viene eretta la parrocchia di Santa Maria del Suffragio, che va così a staccare la zona di Asseggiano dal territorio di Chirignago. Nel 1958 viene eretta anche la parrocchia di Santa Barbara e, sempre in quegli anni, diventa indipendente anche la parrocchia della Madonna delle Grazie (oggi Natività di Gesù Cristo) di Villabona (Ca' Zen di Chirignago).
Il 4 Gennaio 1958 muore mons. Riccardo Bottacin, Arciprete di Chirignago per 44 anni. I funerali sono celebrati dal Patriarca di Venezia Angelo Giuseppe card. Roncalli. Il Patriarca Roncalli nomina don Albino Tenderini nuovo Arciprete di Chirignago. Alla sua investitura, il 23 marzo 1958 è presente il vescovo ausiliare di Venezia mons. Giuseppe Olivotti.
Nel 1959 don Albino Tenderini inaugura e benedice in chiesa una lapide commemorativa di mons. Bottacin, con busto bronzeo opera dello scultore Remigio Barbaro da Burano (21.03.1911 - 19.01.2005).
Martedì 28 Ottobre 1958 all'undicesima votazione viene eletto papa il Card. Angelo Giuseppe Roncalli, Patriarca di Venezia, che assume il nome Giovanni XXIII (beatificato da Papa Giovanni Paolo II).
Il 30 novembre 1963 la parrocchia conta 5600 anime.
Il 5 aprile 1964 Visita Pastorale del Patriarca Giovanni card. Urbani.
Nel 1970 il Patriarca Albino card. Luciani (poi Papa Giovanni Paolo I) è a Chirignago con l'On. Degan di Venezia per inaugurare il nuovo campo sportivo parrocchiale ed altri campetti da gioco attorno alla chiesa ed in asilo.
Nei primi anni '70 un evento musicale eccezionale coinvolge Chirignago: James Brown, il "Padrino del Soul", tiene un concerto memorabile in un teatro-tenda allestito appositamente nel campo sportivo parrocchiale. Al termine del concerto le locandine vanno letteralmente a ruba.
Il 15 giugno 1971, una violenta tromba d'aria si abbatte sulla zona compresa fra Gazzera e Chirignago. In molti ricordano ancora lo sbigottimento e la paura per un tornado che in pochi minuti scoperchia case, sradica alberi e provoca diversi ferimenti. Particolarmente colpita risulta la scuola materna, ove le coraggiose ed affettuose Suore trascorrono momenti di vero terrore stringendosi vicino tutti i bambini. Il 10 giugno 1972 il Patriarca Luciani è nuovamente a Chirignago per inaugurare l'asilo "risorto".
Il 16 marzo 1972 Visita Pastorale di Papa Paolo VI al Patriarcato di Venezia.
Il 21 gennaio 1973 Visita Pastorale del Patriarca Albino card. Luciani.
Domenica 26 ottobre 1975 è a Chirignago l'Abate Zamerella di San Giorgio Maggiore (Venezia) in occasione della festa della Dedicazione della chiesa.
Nel 1977 Giovanni Scaggiante, artista nato a Chirignago nel 1928, ove risiede e lavora, realizza la pala dell'Eucarestia, per il secondo altare di destra, già del Sacro Cuore (e originariamente dedicato a San Vincenzo).
Domenica 23 aprile 1978 è a Chirignago l'Arcivescovo mons. Loris Francesco Capovilla, Prelato di Loreto e già segretario del Beato Papa Giovanni XXIII, in occasione del primo Centenario dell'apertura al culto della chiesa (1878-1978).
Sabato 26 Agosto 1978 alla quarta votazione viene eletto papa il Card. Albino Luciani, Patriarca di Venezia, che assume il nome Giovanni Paolo I (in corso la causa di beatificazione).
Domenica 9 Novembre 1980 è a Chirignago mons. Augusto Gianfranceschi, vescovo emerito di Cesena-Sarsina, in occasione del primo Centenario della Dedicazione della chiesa.
Nel giugno 1985 Visita Pastorale di Papa Giovanni Paolo II al Patriarcato di Venezia.
Il 9 e 10 novembre 1985 prima Visita Pastorale del Patriarca Marco card. Cè.
Il 3 agosto 1987 il card. Patriarca Marco Cè nomina don Roberto Trevisiol Arciprete di Chirignago.
Il 22 e 23 maggio 1993 seconda Visita Pastorale del Patriarca Marco card. Cè.
Il 29 maggio 1994 concerto del pianista Olaf Laneri, primo classificato al Concorso Pianistico Nazionale "Premio Venezia", promosso dall'Associazione Amici della Fenice e dal Gran Teatro "La Fenice" di Venezia, per la rassegna "I concerti del Premio Venezia". In programma musiche di Johann Sebastian Bach (1685-1750), Domenico Scarlatti (1685-1757), Ludwig van Beethoven (1770-1827), Johannes Brahms (1833-1897) e Frédéric Chopin (1810-1849).
Nel giugno 1995 concerto del Duo pianoforte e flauto Cinzia Mozzato e Michele Favaro. In programma musiche di Johann Sebastian Bach (1685-1750), Carl Reinecke (1824-1910), Gabriel Fauré (1845-1924) e Francis Poulenc (1899-1963).
Il 10 luglio 1998 muore mons. Albino Tenderini, già Arciprete di Chirignago.
Il 21 ottobre 1999 è a Chirignago mons. Giovanni Giudici, Vescovo ausiliare e Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Milano (dal 2003 vescovo di Pavia), accompagnato da più di trenta giovani presbiteri milanesi. La Santa Messa è celebrata in rito ambrosiano.
Il 15 settembre 2004 è a Chirignago mons. Francisco Javier Martìnez Fernàndez, Arcivescovo di Granada (Spagna), accompagnato da numerosi seminaristi andalusi.
Nel 2004 la parrocchia di San Giorgio di Chirignago conta 7565 abitanti, ed è così la quinta del Patriarcato di Venezia per numero di abitanti.
Il 22 febbraio 2005 sono a Chirignago due cardinali elettori: il Patriarca di Venezia Angelo Scola e il Patriarca emerito Marco Cè. Insieme concelebrano la Santa Messa esequiale di don Ivano Bellin, nato a Chirignago nel 1926 e morto il 20.02.2005 a Zelarino, già parroco di Portegrandi, Castello di Lugugnana di Caorle e di Campalto.
Il 25 ottobre 2007 è a Chirignago mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, Vescovo ausiliare e Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Milano, accompagnato da un una ventina di giovani presbiteri milanesi. La Santa Messa è celebrata in rito ambrosiano.
Il 4 gennaio 2008, nel 50° anniversario della morte di mons. Riccardo Bottacin, il vescovo di Treviso mons. Andrea Bruno Mazzocato officia una solenne celebrazione eucaristica in sua memoria, animata dalla corale "Lorenzo Perosi", alla presenza di numerosi sacerdoti e dei parenti di monsignore. Al termine della Santa Messa viene scoperta e benedetta una targa commemorativa in marmo, posta sulla parete dell'ex canonica in Piazza San Giorgio.
Il 29 marzo 2008, concerto in onore di San Luigi Orione, nel 50° della morte dell'Ing. Giacomo Bisacco Palazzi (5.12.1875 - 15.04.1958) e nel 40° della morte della sua sposa Adele Fornoni (13.02.1869 - 4.11.1968). Il soprano Mika Kunii, il soprano Rosa Stella Moccia, la pianista Kiyo Takahashi, la violinista Lucia Luque, accompagnate dall'orchestra "Ensamble Francesco Petrarca di Venezia" diretta dal Maestro Marco Paladin, eseguono musiche di Franz Joseph Haydn (1732-1809), Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Antonio Vivaldi (1678-1741), Johann Sebastian Bach (1685-1750) e Charles Gounod (1818-1893).

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L’antica chiesa di Chirignago, della fine del XIV secolo, demolita nel 1878

Progetto originale (1870-80)
del baldacchino dell'altare maggiore

La statua della Beata Vergine del Rosario in una cartolina degli anni '20


Chirignaghesi dell'Ottocento:
Famiglie Fornoni - Arnauld - Bisacco


Il sarcofago dei parroci mons. Buso e mons. Bottacin in un acquerello del 1914 (or. a colori)


La chiesa e Piazza San Giorgio nei primi anni del Novecento

La chiesa ed il campanile in una foto dei primi anni del Novecento

La chiesa ed il campanile in una cartolina degli anni '20

Ricordo della
Comunione Solenne

Piazza San Giorgio in una foto dei primi anni del Novecento

Piazza San Giorgio in una cartolina del 1922

1922 - La Corale di Chirignago con il M° Sante Zanon (in centro)

Il municipio di Chirignago prima del rinnovo del 1928

L'asilo di Chirignago in una cartolina degli anni '20

1926 - Piazza San Giorgio all'arrivo del tram

Mattone della Reverenda Fabbrica di San Pietro, ricordo di un pellegrinaggio nel Giubileo 1925

1929 - Il Servo di Dio Pietro card. La Fontaine, Patriarca, con don Riccardo Bottacin

1922 - Il Maestro della Corale Sante Zanon assieme a
don Riccardo Bottacin

Il municipio di Chirignago dopo il rinnovo del 1928 voluto dal potestà Pietro Orsi

L'Azione Cattolica in occasione della Visita Pastorale del Patriarca La Fontaine (1929)


El stradon del General -
Viale Rimembranza
(poi Via Risorgimento)


Piazza San Giorgio in una
cartolina degli anni '30

La chiesa in una cartolina dei primi anni '30 del Novecento

Piazza San Giorgio
vista da Nord

La pesca di beneficenza
della Fiera Franca (anni '30)


Piazza San Giorgio in una cartolina degli anni '30

Le scuole di Asseggiano in una cartolina degli anni '30

La chiesa ed il campanile in una cartolina degli anni '30

Piazza San Giorgio in una cartolina degli anni '30

L'interno della chiesa nel 1930
nel 50° della consacrazione


Mons. Riccardo Bottacin
(in centro) con i cappellani
don Primo Zanardi (a sinistra) e don Giovanni Sari (a destra)


Mons. Bottacin celebra la Santa Messa solenne assieme
a don Giovanni Sari (in primo piano) e a don Primo Zanardi

Mons. Bottacin (al centro), don Primo Zanardi (a sinistra), don Giovanni Sari (a destra davanti) e don Romeo Carniato (a destra)


Villa Emma (Giulay-Friedenberg)
in una cartolina degli anni '30

Villa Emma (Giulay-Friedenberg) in una foto degli anni '40

La barchessa di
Villa Emma (Giulay-Friedenberg) in una foto degli anni '40

1933 - mons. Bottacin con mons. Manzoni (a sx) e don Antonio Saccardo (a dx) in piazza

1944 Foto RAF (Royal Air Force) dei bombardamenti a Chirignago. Sono visibili trincee anticarro

La statua della Beata Vergine di Lourdes nell'anno mariano 1954

La Madonna Pellegrina in asilo a Chirignago con la Gioventù Femminile di AC (marzo 1950)

Gli uomini di Azione Cattolica davanti al Monumento ai Caduti di via del Parroco (1954)


Il Palazzo Comunale in una fotografia degli anni '50

11 Settembre 1955 - Il Patriarca Angelo Roncalli posa la prima pietra della chiesa di Gazzera

Gli uomini di AC davanti la chiesa
Festa della Bandiera 1957

Gli uomini di Azione Cattolica davanti alla chiesa per la
Festa della Bandiera 1957

La consolle dell'organo Vincenzo Mascioni (1911 op.300) (1959)

L'organo Vincenzo Mascioni (1911 op.300) nel 1959

Il Monumento ai Caduti in una foto degli anni '60


Mons. Valentino Vecchi inaugura l'asilo dopo il restauro (1962)


Novembre 1962 Santa Messa presso il Monumento ai Caduti

La Scuola dell'infanzia
"Sacro Cuore di Gesù"

La chiesa ed il campanile in una foto degli anni '60

La chiesa ed il campanile
in una foto degli anni '60

La cappella della Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore" come si presentava fino al 1972

Piazza San Giorgio in una foto degli anni '60

La chiesa ed il campanile in una foto degli anni '60


Il municipio in una foto
degli anni '60





La chiesa ed il campanile
illuminati a festa
per le S. Missioni 1965

Villa Dal Lago - Scarpa
in una foto degli anni '60


Il Monumento ai Caduti di tutte le guerre in una foto degli anni '60

Anni '70


Anni '70

Primi anni Novanta
Il Patriarca Marco card. Cè nella cappella del SS.mo Crocifisso

Primi anni Novanta
Il Patriarca Marco card. Cè nella cappella del SS.mo Crocifisso


Il Monumento ai Caduti di tutte le guerre in una foto degli anni '70



Il grande busto in bronzo posto sopra la tomba di mons. Bottacin, opera del 1959 di Giorgio Cagnin (nella foto accanto alla tomba)

Il grande busto in bronzo posto sopra la tomba di mons. Bottacin, opera del 1959 di Giorgio Cagnin


Locandina del concerto pianistico di Olaf Laneri - 29 maggio 1994

 

La benedizione ed inaugurazione del capitello alla Vergine Immacolata di via Ivancich
con mons. Riccardo Bottacin e don Primo Zanardi (maggio 1955)

 

MATRIMONI...


19 Settembre 1945
assieme a mons. Bottacin

19 Settembre 1945
in presbiterio

Anni '40 - all'uscita della chiesa
con parenti ed amici

19 Settembre 1945
all'uscita della chiesa

Anni '40
Un passatempo di generazioni

Davanti all'altare della
Beata Vergine della Misericordia

Ottobre 1952

Ottobre 1952

Ottobre 1952

Ottobre 1952

Ottobre 1952

Ottobre 1952

29 Settembre 1951

1957 - in sacrestia

Primi Anni '60

Anni '50

Anni '50

Primi anni '70

 

... E FUNERALI


1934 - Viale Rimembranza
(oggi via Risorgimento)

1934 - Viale Rimembranza
(oggi via Risorgimento)

Corteo funebre in
Piazza San Giorgio (1934)

Corteo funebre lungo la via Miranese (agosto 1950)

Corteo funebre davanti alla villa Cosulich (agosto 1950)

Il sagrato della chiesa
(agosto 1950)

Agosto 1950


Agosto 1950

Agosto 1950

In cimitero, davanti al Crocifisso dell'Anno Santo 1933-34 (1950)


Corteo funebre lungo
la via Miranese (anni '50)

I funerali di mons. Bottacin celebrati dal Patriarca Roncalli
7 gennaio 1958 (dal Campanon)

 

Le celebrazioni nel primo anniversario della morte di mons. Riccardo Bottacin (1959)


La Messa celebrata dal nuovo Arciprete

I parenti
di mons. Bottacin

I fratelli
di mons. Bottacin

Don Albino Tenderini celebra la Santa Messa

Le bambine dell'asilo con la mantellina

.
.

Mons. Ermenegildo Fusaro legge i telegrammi

Benedizione lapide commemorativa

Inaugurazione lapide commemorativa


In cimitero, alla tomba

In cimitero, alla tomba

Prof. Eugenio Bacchion

Nel cinema parrocchiale



 

Il "Grillo d'Argento" nel cinema-teatro parrocchiale "Manzoni" (anni '70)

1973

 

PATRIARCHI, ARCIVESCOVI ED ABATI...



Il Patriarca Albino card. Luciani (poi Papa Giovanni Paolo I) a Chirignago per le Cresime (1972)



L'abate Zamerella di San Giorgio maggiore (Venezia) con il parroco mons. Albino Tenderini, mons. Odino Spolaor, mons. Primo Zanardi e Padre Romeo Carniato (26 ottobre 1975)


L'Arcivescovo mons. Loris Francesco Capovilla, Prelato di Loreto e già segretario di Papa Giovanni XXIII, a Chirignago in occasione del primo centenario dell'apertura al culto della chiesa (1878 - 1978)


Il Patriarca di Venezia Angelo card. Scola a Chirignago per le Cresime (2003)


L'Arcivescovo di Granada (Esp) mons. Francisco Javier Martìnez Fernàndez a Chirignago (2004)


Il cardinale Marco Cè, Patriarca emerito di Venezia a Chirignago (2005)

 

25 ottobre 2007 - Santa Messa in rito ambrosiano presieduta da
S. Ecc. mons. Carlo Roberto Maria Redaelli,
Vescovo ausiliare Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Milano,
con i giovani presbiteri milanesi

 

4 Gennaio 2008 - Santa Messa nel 50° anniversario della morte di mons. Riccardo Bottacin
presieduta da S.Ecc. mons. Andrea Bruno Mazzocato, vescovo di Treviso
e benedizione della targa in marmo posta sulla parete della ex-canonica in Piazza San Giorgio

(un ringraziamento particolare a Omar Fardin di Photo Project - Chirignago)

 

29 marzo 2008 - Concerto in Onore di San Luigi Orione
nel 50° anniversario della morte dell'Ing. Giacomo Bisacco Palazzi (5.12.1875 - 15.04.1958) e
nel 40° anniversario della morte della sua sposa Adele Fornoni (13.02.1869 - 4.11.1968)
Soprano: Mika Kunii - Rosa Stella Moccia
Pianoforte: Kiyo Takahashi
Violino: Lucia Luque
Orchestra "Ensamble Francesco Petrarca di Venezia"
diretta dal Maestro Marco Paladin
Musiche di Franz Joseph Haydn (1732-1809), Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791),
Antonio Vivaldi (1678-1741), Johann Sebastian Bach (1685-1750), Charles Gounod (1818-1893)
(fotografie di Giovanni Miolo)

Stiamo cercando vecchie fotografie ed immagini di Chirignago, per ricostruirne la storia. Cartoline, foto dell’interno e dell’esterno della chiesa, Visite Pastorali, inaugurazioni, matrimoni, funerali, momenti di vita comunitaria o significativi… Se ne avete, fatecelo sapere scrivendo a cianfabio@hotmail.com. Garantiamo la massima cura e una veloce restituzione. Grazie fin d'ora.