"Chirignago was another special place for me and for my whole family. Chirignago is a picturesque little town about a twenty-minute drive north-west of Venice"
"The summer nights were long, but they were never long enough at Chirignago"
"As a child, my thinking ahead usually consisted of thinking of summer at the farm at Chirignago"
"That was one more reason I loved going to the farm and to Chirignago in the summer — to feel grass and sod under my feet, to get away from the concrete, flagstone, and canals" (Paolo) Paul Oreffice, Only in America, From Immigrant to CEO, Stroud & Hall Publishers, 2006
L'antica chiesa di Chirignago, dedicata a San Giorgio, che conosciamo presentata attraverso una stampa del 1858, fu costruita nel XIV secolo e più volte restaurata. Era situata all’incirca in corrispondenza dell'attuale Piazza San Giorgio, accanto all'antica casa canonica parrocchiale, dove ora c’è la via Miranese, con abside e presbiterio rivolti ad oriente. Aveva tre porte in mezzo e due laterali. Sul fronte due busti e iscrizioni ricordavano gli abati Francesco Moro (1610-1616) e Cristoforo Baldo (1618-1622). Era circondata da un piccolo camposanto, come in uso a quei tempi.
Visto che gli abitanti del paese erano aumentati (4987 anime nel gennaio 1868, in occasione della Visita Pastorale del Vescovo di Treviso mons. Federico Maria Zinelli), che il cimitero era già stato spostato come prevedeva l'editto napoleonico di Saint Cloud (1806) e che l’antica chiesa denunciava, in modo evidente, la sua veneranda età, venne deciso di costruire una chiesa nuova e più grande. L'idea nacque spontanea sotto la guida audace dell'arciprete don Giovanni Battista Buso.
Mons. Buso chiamò a raccolta i più abbienti del paese (Bisacco, Saccardo, Angelini, Cosulich, Cecchini, Ivancich, Favero Fabris, Zen, Zerbo, ecc...) chiedendo loro un contributo in denaro.
Convocata l'altra parte di Chirignago, la più numerosa e costituita da pollivendoli, artigiani, contadini, ortolani, pescatori e operai, fece un discorso chiaro: "I soldi per i muratori ci sono quasi, le fondamenta sono da scavare, i mattoni bisogna fabbricarli ed è, quindi, necessaria l'opera gratuita di tutti".
Gli abitanti di Chirignago si guardarono in faccia e non se lo fecero ripetere due volte: quel popolo coraggiosamente si sottopose a sacrifici e privazioni straordinari. L'Architetto e Ingegnere Pietro Saccardo elaborò e stese il progetto e ne diresse i lavori.
Pietro Saccardo (1830-1903) fu per lunghi anni proto della Basilica di San Marco di Venezia (dal 1887 al 1902) e della Scuola Grande di San Rocco a Venezia. Fondò lo studio del Mosaico, tuttora funzionante, che ancor oggi è il vanto della Basilica di San Marco ed è alla base della conservazione del manto musivo e degli apparati d’oro.
Pietro Saccardo diresse, inoltre, importanti lavori di restauro a Venezia e fu prolifico progettista di numerose chiese del Veneto, oltre a svolgere un importante ruolo nelle congregazioni cattoliche veneziane alla fine dell’Ottocento.
Nel Liber Baptizatorum, in data 5 Aprile 1870, viene preso nota: "Oggi alle ore undici ant. cantata solennemente la santa messa nella chiesa attuale, mons. Antonio canonico Dei Paoli vicario generale, a nome e coll'autorità delegatagli dall'ill.mo mons. Vescovo, Federigo Maria nobile Zinelli, attualmente in Roma per il Concilio Vaticano I, col concorso di frequentissimo popolo e circondato da eletto numero di sacerdoti, pose la prima pietra del nuovo tempio, arciprete don Giovanni Battista Buso".
Quindi nonostante i tempi difficili, la popolazione si stringeva intorno al proprio parroco per costruire una nuova chiesa.
Uno stuolo di uomini, armati di picconi e vanghe, scavò le fondazioni. Per i mattoni, nei campi, a Nord del cimitero, venne estratta l'argilla e impastata con i piedi. I mattoni, sagomati a mano in formelle, venivano poi cotti in un fornasoto (piccola e rudimentale fornace per la cottura dei mattoni).
Rimaneva da risolvere, con una certa continuità, il problema del combustibile. A turno, ogni colmeo (gruppo di case o frazione) forniva uomini, animali e carri. Partivano, ogni giorno alle tre del mattino e andavano con i carri nelle barene dei Moranzani, con alcune fette di polenta e qualche fetta di salame e una bossa (bottiglia) d'acqua, perchè in barena non c'era acqua dolce. Arrivati sul posto, pescavano le cape (piccoli crostacei) e con questo companatico facevano merenda. Iniziava, quindi, il taglio e la raccolta di canne e arbusti di palude che durava fino al tramonto.
Caricati i carri e assicurato il carico con il persenaro (lungo palo che veniva posto sopra il carico di sterpaglia o fieno di un carro, su cui venivano ancorate le corde per fissare il carico) legato con corde, si riprendeva la via del ritorno arrivando a notte inoltrata. Per il giorno dopo, era così assicurato il combustibile per una infornata di mattoni. Giorno dopo giorno, grazie alla determinazione e l'impegno dell'intera comunità, l'opera cresceva.
Arrivati al tetto, vennero a mancare i soldi. Gli abitanti di Chirignago, per reperire denaro, escogitarono la cerca delle uova.
Ogni fine settimana, gli incaricati passavano di casa in casa a raccogliere le uova; polameri e contadini erano, avendo più possibilità, più generosi, ma anche chi possedeva solo qualche gallina, offriva volentieri. I soldi ricavati dalla vendita venivano consegnati, il lunedì, al parroco. Si arrivò così, lavorando sodo e con la partecipazione di tutti, al compimento dell'opera, chiaro esempio dei traguardi cui può giungere una comunità unita.
Nel 1871, in occasione del XXV di pontificato di Pio IX i parrocchiani si consacrano al Sacro Cuore.
Nel 1876 l'arciprete manifesta il desiderio di mutare la dedicazione della propria chiesa, da San Giorgio martire a Nostra Signora del Sacro Cuore. Non ottiene però l'approvazione della Sacra Curia, non essendo stato quello considerato ancora un titolo liturgico. Verrà quindi dedicata al Sacratissimo Cuore di Gesù e a San Giorgio martire, contitolari.
Nel 1877 fu dotata di un organo costruito dall’organaro veneziano Pietro Bazzani (1816-1880), con i nipoti Giacomo e Pietro, e montato sulla loggia di destra in cornu Epistulae, sopra l'entrata ad Est. L'organo nel 1914 venne venduto all'Arcipretale di Dolo e il lombardo Vincenzo Mascioni (1871-1953) ne costruì un altro sopra l'entrata principale, nel 1911, con la relativa elegante cantoria, innalzata appositamente nel 1910 su progetto dell'Ing. Ignazio Saccardo.
I quadri, gli arredi, i vasi sacri, i paramenti, soprattutto i reliquiari (foto1; foto2) di cui era ricca Chirignago, dalla vecchia chiesa vennero trasferiti, con gli altari e le relative pale, nella nuova. Anche l'altare e il crocifisso della cappella del SS.mo Crocifisso provengono dalla vecchia chiesa. Lo stesso dicasi per l'altare maggiore (foto1; foto2; foto3; foto4), alla romana, che fu però ingrandito ed abbellito.
Le pareti interne e la facciata furono affrescate tra il 1876 ed il 1878 da Luigi Da Rios (Vittorio Veneto 1844-1892), già noto in paese per aver dipinto nel 1864 i saloni della villa cinquecentesca dell'allora sindaco di Chirignago Paolo Bisacco, oggi sede del Centro "Don Orione". Luigi Da Rios studiò all’Accademia di Belle Arti di Venezia, poi a Firenze. Fece ritratti ed affreschi nella Villa Visconti di Modrone sul Lago di Como. Dipinse con grazia speciale i costumi del popolo della laguna veneta. Poi residente a Londra. Morì nel Febbraio 1892.
La prima Messa nella nuova chiesa fu celebrata sei giorni prima delle Calende di marzo del 1878 (24 febbraio 1878), ma la solenne consacrazione in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù e di San Giorgio Martire, ai quali fu dedicato l'altare maggiore, avvenne la quarta Domenica di ottobre dell'anno 1880 (24 ottobre 1880). Le campane del vecchio campanile, rimasto in piedi, suonavano, suonavano lungamente a festa, richiamando il popolo fedele allo straordinario rito. Il vescovo di Treviso mons. Giuseppe Callegari (dal 1882 vescovo di Padova, creato cardinale da Papa Pio X nel 1903), incluse all'interno dell'altare maggiore una cassetta plumbea con il sigillo vescovile contenente le reliquie dei Santi Martiti Pietro, Giuliano e Fausto. Assieme ad essa una pergamena con scritto: "MDCCCLXXX die Vigesima quarta mensis Octobris - Ego Joseph Episcopus Tarvisinus consecravi Ecclesiam et Altare hoc in honorem Sacratissimi Cordis Jesu et Sancti Georgii M. et Ss. Mm. Petri, Iuliani et Fausti Reliquias in eo inclusi et singulis Christifidelibus hodie unum annum, et in die anniversario consecrationis hujusmodi ipsam visitantibus quadraginta dies de vera indulgentia in forma Ecclesiae consueta concessi - Joseph Episcopus Tarvisinus". Per molti anni l'altare maggiore è stato Altare Privilegiato Quotidiano. Era presente fra lo stupore, il clero di Mestre e Martellago tra cui ovviamente l'arciprete di Chirignago don Giovanni Battista Buso, mons. Pietro Jacuzzi penitenziere canonico della cattedrale di Treviso, mons. Angelo Morandi arciprete di Mestre e canonico onorario, Andrea Feletti maestro delle cerimonie e mons. Giuseppe Sarto (poi Papa Pio X, beatificato e canonizzato da Papa Pio XII) allora cancelliere vescovile che firmava la bolla di consacrazione del nuovo tempio sacro.
In chiesa, sopra la loggiain cornu Epistulae sopra l'entrata ad Est, una lapide commemorativa (originariamente posta sopra l'ingresso principale), ricorda:
TEMPLUM HOC NOVUM VETERI DETURBATO
NULLA TEMPORUM INJURIA NEC ANNONAE CARITATE DETERRITI
CLARINACONICI VICANI
AB INCHOATO EXCITANDUM AGGRESSI
JACTO PRIMARIO LAPIDE NONIS APRILIBUS AN 1870
CONSULENTIBUS UT CUIQUE PAR ERAT ET FOVENTIBUS
ARCHIPRESBYTERO JO BAPTA CANONICO BUSO
ET PETRO ARCHITECTO SACCARDO
PERFECTUM TANDEM ET ORNATUM
DIE VI CALENDAS MARTIAS AN 1878
VELUTI TABERNACULUM DEI CUM HOMINIBUS
SIBI INVICEM GRATULANTES VENERATI SUNT
QUODQUE ERAT IN VOTIS
A SACRATISSIMO JESU CORDE NUNCUPATUM
JOSEPHUS CALLEGARI PONTIFEX TARVISINUS
TOTIUS POPULI LAETABUNDI FREQUENTIA
DOMINICA IV OCTOBRIS AN 1880
SOLLEMNIBUS CAEREMONIIS RITE CONSECRAVIT
Con bolla del 26 aprile 1885, grazie all'interessamento di mons. Giovanni Battista Buso, la chiesa fu aggregata per quindici anni alla Papale Arcibasilica Lateranense, madre di tutte le chiese del mondo. I fedeli fino al 1900 poterono quindi beneficiare delle indulgenze, dei privilegi e delle grazie spirituali che si ottenevano nella cattedrale di Roma.
Due curiosità:
La chiesa è orientata in modo che tutti gli anni il giorno di San Giorgio (23 aprile), a partire dalle ore 10.00 (al giorno d’oggi alle 11.00, considerando l’entrata in vigore dell’ora legale) l’altare maggiore (foto1; foto2; foto3; foto4) sia illuminato direttamente dal sole. La Santa Messa solenne in onore del Santo Patrono veniva infatti celebrata proprio alle 10.00. L’effetto luminoso era di grande suggestione specialmente al momento della consacrazione del pane e del vino, quando il celebrante, vestito dei sacri paramenti e avvolto nel profumo dell’incenso, innalzava l’ostia ed il calice, illuminati dal sole.
Chirignago ha una chiesa “gemella”. Si tratta della chiesa di Monte di Malo (Vicenza). Dedicata inizialmente a San Fabiano e Sebastiano oggi è dedicata a San Giuseppe. Fu costruita tra il 1893 e il 1938 da Saccardo, che probabilmente riutilizzò il progetto ideato per la costruzione della chiesa di Chirignago: questo forse è il motivo per cui nell’archivio parrocchiale non sono conservati i progetti.
Il sagrato della nuova chiesa era molto più grande dell'attuale e veniva più avanti rispetto all'attuale confine. Era recintato da un muretto in mattoni coperto da grosse liste di marmo e sormontato da una bella ringhiera in ferro di ottima fattura, che fu smontata e requisita dalle autorità fasciste, durante la Seconda Guerra Mondiale, e fusa per farne materiale bellico. Tre grandi cancelli, uno centrale e due laterali obliqui con pilastri circolari, si aprivano sulla piazza e un quarto sul parco della Rimembranza. Davanti al sagrato esistevano due fontane, circondate da vasche ovali, fornivano acqua buona e fresca per le famiglie dei dintorni e le vasche erano ristoro per la sete dei cavalli. Tra le fontane e la strada, c'era il doppio binario, per consentire l'incrociarsi dei tram.
La piazza era illuminata da lampioni a colonna.
Davanti al Municipio (foto1; foto2) svettava lo stendardo, un grande piedistallo a gradini con, al centro, il pennone per la bandiera. Precedentemente era posizionato a sud della via Miranese, di fronte al "Caffè vino allo stendardo nazionale". Subito dopo il caffè, la trattoria "Due Amici", oggi snack bar caffetteria, che fu di Giulio Bortolon (Forte) e gestita in seguito da Luigino Ferrazzo, padre di don Paolo Ferrazzo, ora direttore dell'ufficio diocesano per la Cooperazione Missionaria fra le Chiese e parroco alla Beata Vergine Addolorata di Mestre
Il Municipio aveva tre portoni ad arco detti reali: all'interno, sul lato verso la piazza, si trovavano la farmacia (aperta il 26 marzo 1894 per merito del sindaco avv. Antonio Ivancich) e l'ufficio postale, al primo piano gli uffici del Comune e l'abitazione delle maestre. Sul lato di via Miranese le scuole elementari "Cristoforo Colombo", fino alla classe terza. Accanto al Municipio, Villa Dal Lago-Scarpa (foto1; foto2), che da troppi anni versa in un vergognoso stato di degrado e grave abbandono. Chirignago è stato Comune autonomo, con tanto di sindaco, dal 1798, con la creazione delle prime deputazioni comunali volute dai Governi francesi e da quelli austriaci, fino al 15 luglio 1926, quando cessava di esistere (assieme ai comuni di Mestre, Favaro Veneto, Zelarino e la frazione Malcontenta con Fusina del comune di Mira), accorpato alla città di Venezia in un'unica amministrazione con decreto legge del Governo Mussolini, per costituire la "Grande Venezia" a cavallo tra laguna e terraferma, negli anni della crescita di Porto Marghera. Il Comune di Chirignago comprendeva i territori che oggi corrispondono alle parrocchie di Asseggiano, di Santa Barbara, di Catene, di Villabona e di buona parte di Marghera.
Furono sindaci di Chirignago, tra gli altri, il N.H. Maria Filippo Nicoli (primo sindaco di Chirignago a partire dal 1798), il Dr. Paolo Bisacco (morto a 33 anni nel 1876), Marco Bisacco (dal 1870 al 1890), il nobile veneziano Avv. Antonio Ivancich (nel 1890-1891 e dal 1894 al 1900), Saverio Rossi Milano (Commissario prefettizio da aprile ad agosto 1900), il Cav. Alessandro Bisacco (dal 1900 al 1902), il Comm. Vittorio Friedenberg (dal 1902 al 1907 e poi ancora dal 1914 al 1920), Cesare Cecchini (dal 1907 al 1914) e da ultimo il Cav. Fulvio Eugenio Favaro Fabris (dal 1920 al 1926), che è stato, anche, il primo Potestà. Si ricordano poi, con varie mansioni, l'Ing. Andrea Bua, Domenico Favaro, Francesco Favaro Fabris, l'Avvocato Gianjacopo Grapputo (principe del foro veneziano), Luigi Canevese (segretario del sindaco Marco Bisacco ed autore di un volume in versi umoristici e vernacolari con brevi cenni su Mestre), il giudice del tribunale Rua, il dott. Cavicchi e il Comm. Cav. Pietro Vianello (entrambi segretari comunali), Giuseppe Mauro, Attilio D'Ambrosio e Sante Zerbo (assessori).
Chirignago ha dato i natali a Jacopo (o Giacomo) Da Lio, studente di Legge, soldato della legione mestrina dei volontari "Bandiera e Moro", morto da eroe sugli spalti di Marghera il 16 Maggio 1849. Il sindaco di allora Marco Bisacco ne volle affidare ai cittadini di Chirignago la memoria con una lapide in municipio.
Tra la chiesa e il Municipio c'era, verso Nord, el stradon del General (poi Viale Rimembranza e ora Via Risorgimento), un lungo rettilineo chiamato così perchè portava alla villa seicentesca di un generale dell'esercito austro-ungarico (Giulay). Questa villa, già di proprietà Prezzato, è divenuta poi della Famiglia Friedenberg ed è stata denominata Villa Emma, dal nome della moglie del proprietario Comm. Vittorio. È fornita di barchessa, fontana, granaio e ghiacciaia sotterranea (un tunnel dove si metteva il ghiaccio tolto d'inverno dai fossati circostanti, ottenendo così una vera cella frigorifera per la conservazione dei cibi). Il meraviglioso parco, ricco di essenze di pregio, ha un allestimento scenografico di gusto ottocentesco e romantico con laghetto, motte e collinetta artificiale. Purtroppo il complesso versa da decenni in un vergognoso stato di degrado e grave abbandono (foto1; foto2; foto3; foto4; foto5; foto6; foto7; foto8; foto9; foto10; foto11; foto12; foto13; foto14; foto15; foto16; foto17; foto18; foto19). Proprio all'interno di Villa Friedenberg è ambientata buona parte del romanzo autobiografico "Only in America, From Immigrant to CEO", scritto da Paul Oreffice, Presidente e Amministratore Delegato di una delle più grandi multinazionali americane, genero del Comm. Vittorio Friedenberg, già sindaco di Chirignago dal 1902 al 1907 e poi ancora dal 1914 al 1920. Un vero bestseller mondiale, edito da Stroud & Hall Publishers nel 2006.
La prima parte de el stradon del General (poi Viale Rimembranza e ora Via Risorgimento), dal municipio fino al ponte sul Rio Çimetto, aveva in entrambi i lati dei magnifici alberi dalle larghe foglie, che in primavera si ornavano di splendidi fiori azzurri: il tronco di ciascuno aveva una protezione metallica, con alla base una cordonata circolare, che racchiudeva una piccola aiuola fiorita. Nella parte alta della protezione, c'era una bianca targa smaltata con la foto, il nome, le date di nascita e di morte di un caduto nella Prima Grande Guerra Mondiale. Era il parco della Rimembranza voluto dagli abitanti di Chirignago per ricordare e onorare i loro figli caduti in armi.
Oltre il parco, dopo il Rio Çimetto, c'erano due filari di gelsi, che costituivano la gioia dei ragazzini per le succose more.
Di fronte a Via Risorgimento, l'antica canonica. Risalente al XVI secolo, si trova tuttora in Piazza San Giorgio, all’angolo con l’antica strada che non casualmente è denominata “Via del Parroco”, che un tempo collegava il centro di Chirignago con l’omonimo bosco, ora non più esistente, localizzato in corrispondenza dell’attuale cimitero e della rotatoria autostradale di Marghera, cioè dove oggi conduce la “Via del bosco”. La Via del Parroco è popolarmente chiamata la Busa del Piovàn, perché più bassa della Via Miranese. La vecchia canonica ha una facciata esterna molto semplice, con timpano, che non rende giustizia alla ricercatezza dell’interno, decorato con affreschi di pregio. Particolarmente interessanti quelli del soffitto del salone d’ingresso (il Pastore che ha ritrovato la pecorella smarrita, ed il motto "Gaudium erit"), ornato anche da un ballatoio continuo che si apre al primo piano. Venduta nel 1965 da mons. Albino Tenderini, da allora è residenza privata (foto1; foto2; foto3; foto4; foto5).
Nel 1865 la comunità di Chirignago conta 1600 anime.
Nel 1874 la comunità di Chirignago supera le 2500 anime.
Nel 1881 la popolazione del Comune di Chirignago conta 2713 abitanti.
Il 29 Maggio 1881 visita pastorale del vescovo di Treviso mons. Giuseppe Callegari.
Il 27 Maggio 1888 visita pastorale del vescovo di Treviso mons. Giuseppe Apollonio.
Tra il 1887 e il 1888 lo scultore veneziano Augusto Benvenuti (1839-1899) scolpisce le statue che decorano l'interno e la facciata della chiesa. Le statue all'esterno vengono scolpite nel 1896.
Nel 1896 la comunità di Chirignago conta circa tremila anime.
Nel 1900 la popolazione del Comune di Chirignago conta 3260 abitanti (elettori iscritti 394, con 231 votanti).
Martedì 4 Agosto 1903 alla settima votazione viene eletto papa il Card. Giuseppe Melchiorre Sarto, Patriarca di Venezia, che assume il nome Pio X (beatificato e canonizzato da Papa Pio XII).
Il 19 Novembre 1903 muore a Chirignago l’Architetto e Ingegnere Pietro Saccardo. La famiglia Saccardo villeggiava spesso a Chirignago nella villa cinquecentesca con parco, adiacenze e barchessa, già proprietà dei nobili Raspi (le cui preziose statue sono state trasferite alla Ca'd'Oro a Venezia), che ancor oggi dona bellezza ed ornamento a tutto il centro di Chirignago (foto1; foto2). Fu sepolto nel cimitero locale e i funerali furono celebrati dall’allora arciprete Mons. Giovanni Battista Buso. La sua caratteristica tomba e quelle dei numerosi suoi familiari, decorate da vere e proprie opere d’arte (mosaici, sculture in legno, marmo, ecc…) sono tuttora nel cimitero del paese. L'epitafio iscritto sulla sua tomba riporta: "Amori et dolori sacrum. All'ombra della prima fra le chiese da lui innalzata al Signore qui posa in pace Pietro Saccardo che dell'amore ardente di Dio meta della sua instancabile vita tutta irradiò l'opera indefessa di cattolico di padre d'artista. Principe fra gli architetti veneziani la Basilica di San Marco ne serba indelebile il nome di restauratore insuperabile. Sparito il fiore della sua casa presso la diletta nipotina (Carolina Saccardo, 8.12.1892 - 25.09.1903, sepolta accanto) scese a dormire il sonno dei giusti. O angelo purissimo, tu lo guidasti al trono di Dio! La moglie (Rosanna De Angelini, sepolta accanto) e i figli. N. 28 sett. 1830 - M. 19 nov 1903". Nel cimitero si trovano anche tutte le tombe delle più antiche famiglie di Chirignago, tutte decorate da opere di grande pregio bisognose di restauri: Saccardo, Angelini, Bisacco, Grapputo, Favero Fabris, Jawarzich, Scandolin, ecc...
Il 3 settembre 1905 è a Chirignago il Beato mons. Andrea Giacinto Longhin, vescovo di Treviso, per celebrare la messa e amministrare la cresima. "La Difesa" scrisse che «Sua Ecc.za partì soddisfattissimo dell'accoglienza avuta, accompagnato ancora dal popolo giulivo» e si elogiò il fatto che «qui resta vivissima la soddisfazione per il cordiale accordo che corre fra autorità ecclesiastica e civile» a merito soprattutto del parroco Buso che da quarantaquattro anni reggeva la parrocchia «con senno e carità».
Nel 1907 la comunità di Chirignago conta circa quattromila anime. Il 15 Marzo 1908 prima visita pastorale del Vescovo di Treviso, il Beato mons. Andrea Giacinto Longhin.
Nel 1908 mons. Buso si reca a Roma per essere ricevuto in udienza speciale, nella Sala del Concistoro, e festeggiare Papa Pio X nel Suo Giubileo Sacerdotale (1858-1908). In questa occasione le Diocesi del Veneto offrono al Pontefice un trono in legno intagliato e dorato, opera dello scultore veneziano Vincenzo Cadorin (1854-1925), oggi conservato nella Basilica della Salute a Venezia.
Il 22 dicembre 1910 apre l'Asilo parrocchiale. Fu uno dei primi della zona.
Nel 1911 la popolazione del Comune di Chirignago conta 4250 abitanti. Il 10 agosto erano 4207 dei quali 4112 cattolici, 105 emigrati in altre province e 22 all'estero.
Domenica 29 ottobre 1911 festeggiamenti grandi e solenni in occasione del novantesimo anno di età e del cinquantesimo di ministero parrocchiale di mons. Giovanni Battista Buso.
Il 23 Gennaio 1914 muore mons. Giovanni Battista Buso, Arciprete di Chirignago per oltre 52 anni. Al suo posto il vescovo di Treviso, il Beato mons. Andrea Giacinto Longhin, nomina don Riccardo Bottacin Arciprete di Chirignago.
Nel settembre 1915 il nuovo parroco don Riccardo Bottacin fonda il primo gruppo maschile di Azione Cattolica, denominato "Circolo Sacro Cuore di Gesù", che si affianca alle numerose confraternite già presenti in parrocchia. L'anno successivo, l'8 dicembre 1916, inaugura anche il ramo femminile di AC, con la “Pia Unione fra le fanciulle cristiane”.
Nel 1920 vengono battezzati 236 bambini e celebrati 78 matrimoni.
Il 13 giugno 1920 viene posta la prima pietra del nuovo Asilo parrocchiale, che apre il 18 settembre 1921, costruito su progetto del Ing. Ignazio Saccardo.
Nel 1923 vengono distribuite 25mila Comunioni, circa 300 la settimana.
Il 9 Marzo 1924 seconda visita pastorale del Vescovo di Treviso, il Beato mons. Andrea Giacinto Longhin. La parrocchia conta circa 5000 anime.
Nell'Aprile 1925 si tiene a Chirignago un Convegno Ceciliano, nell'ambito delle iniziative di promozione della musica sacra, secondo i dettami della riforma voluta da Papa Pio X con il il famoso Motu proprio de restauratione musicae sacrae - Inter pastoralis officii sollicitudines emanato il 22 novembre 1903, giorno della ricorrenza di Santa Cecilia.
Sempre nel 1925 pellegrinaggio parrocchiale a Roma, in occasione dell'Anno Santo, guidato dall'arciprete don Riccardo Bottacin e dal cappellano don Romano Lazzarato. Il 21 novembre 1926 viene benedetta da mons. Eugenio Bacchion la nuova chiesa di Catene, dedicata alla Madonna della Salute dopo un voto fatto nel 1916 durante la guerra, su terreno donato dai Signori Chinellato e progetto gratuito dell'Ing. Ignazio Saccardo in stile romano. La nuova chiesa doveva servire 1500 abitanti lontani anche 4 km dalla parrocchiale.
Nel 1927 la parrocchia di Chirignago, ed altre dieci (Mestre, Carpenedo, Campalto, Favaro Veneto, Dese, Zelarino, Trivignano di Mestre, Mira, Borbiago e Oriago, per una popolazione totale di 50 mila anime), vengono distaccate dalla Diocesi di Treviso ed incorporate al Patriarcato di Venezia, che da quel momento conterà 64 parrocchie, acquisendo così tutti i privilegi concessi dalla Santa Sede ai parroci del Patriarcato (anello, mantelletta e partecipazione alle Nove Congregazioni del clero). Prima dell'unione al Patriarcato, sancita dalla bolla di Papa Pio XI "Ob nova praesentis temporis adiuncta" del 14 febbraio 1927, San Giorgio di Chirignago ritornava alla sede vicariale di San Lorenzo di Mestre, dopo essere stata sotto la giurisdizione della pieve matrice di Santo Stefano di Martellago fin dai tempi del Concilio di Trento (1542-1563). La bolla papale divenne esecutiva a mezzanotte del 15 maggio 1927. D'altra parte era illogico che Mestre, parte integrante della città di Venezia, unitavi con un decreto legge del Governo Mussolini il 15 luglio 1926, dovesse essere divisa dal Patriarcato.
Nel 1928, sotto il potestà Pietro Orsi, il municipio viene completamente rinnovato, incluse le tre facciate principali. In questa occasione viene adibito ad Ufficio Anagrafe e a scuola elementare (fino agli anni '70).
Il 16 novembre 1929 Visita Pastorale del Servo di Dio Pietro card. La Fontaine, Patriarca di Venezia. I parrocchiani sono 6500.
Nel 1933 viene inaugurata la grande sala monumentale “Ai Nostri Caduti” di via del Parroco, costruita, a memoria dei Caduti di tutte le guerre, accanto alla Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore”, con i fondi venuti dal Comitato Festeggiamenti, molto attivo nella Fiera Franca di settembre, e dall'Associazione Combattenti e Reduci di Chirignago. Viene subito finalizzata a patronato dei ragazzi e diventa la sede di tutte le attività ricreative e associative: Schola Cantorum, Azione Cattolica, Scout, Figlie di Maria…
Qualche anno più tardi viene costruito anche il Teatro parrocchiale "Alessandro Manzoni", con il cinematografo.
Il 21 aprile 1940 Visita Pastorale del Patriarca di Venezia Adeodato Giovanni card. Piazza.
I bombardamenti del 6 Ottobre 1943 e del 28 Marzo 1944 rivelarono il vero e tragico volto della Seconda Guerra Mondiale; il fronte era ovunque, nelle città, nei paesi, ci si doveva considerare in prima linea anche nella propria casa.
Nel primo bombardamento ci furono numerose vittime, tra cui bambini, al Parco Ferroviario tra i ferrovieri e i parenti degli stessi recatisi sul posto per avere notizie e sorpresi dall’ondata successiva.
Diverse case, vicino alla piazza e lungo la Miranese, verso Mestre, furono abbattute o lesionate e diversi furono coloro che persero la vita sotto le macerie. Furono rase al suolo villa Ivancich, villa Chinellato e la settecentesca villa Cecchini (poi del Conte Giorgi). Dell’ultima, che fu antico monastero, sono rimaste miracolosamente intatte solo le antiche mura con la pregevole edicola religiosa del 1719, con statua della Vergine (rubata nel 2004 e sostituita da una copia), che ha dato il nome alla Via della Madonnetta, in zona “Valsugana”. Stessa sorte toccò anche al capitello delle casette Saccardo, in via Miranese, rimasto incredibilmente in piedi accanto alle macerie del bombardamento.
Nel secondo bombardamento, di dimensioni più estese, Catene fu cancellata quasi totalmente e le vittime furono numerose.
Anche la chiesa di Catene fu distrutta. Rimasero miracolosamenti intatti l'altare, il tabernacolo e la statua della Vergine. Lo scenario era apocalittico: case rase al suolo, profondi crateri e morti sfigurati dalle ferite e dal fango. Nelle due occasioni, prima dei funerali, il parroco mons. Bottacin era in chiesa, col volto rigato di lacrime e la corona del Rosario in mano, che pregava per tutti i figli, le cui spoglie erano composte in rudimentali casse d’abete.
Nel 1946 il card. Patriarca Adeodato Giovanni Piazza firma il decreto di costituzione della Parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice di Gazzera, che già il Beato mons. Andrea Giacinto Longhin, vescovo di Treviso dal 1904 al 1936, aveva voluto come curazia autonoma. La posa della prima pietra della nuova chiesa di Gazzera avverrà però l'11 Settembre 1955, alla presenza del cardinale Angelo Giuseppe Roncalli, Patriarca di Venezia (poi Papa Giovanni XXIII).
Nel marzo 1950 Chirignago accoglie la "Madonna Pellegrina" (foto1; foto2), giunta nell'ambito della Peregrinatio Mariae indetta a Venezia l'anno prima dal Patriarca Carlo Agostini.
Il 30 marzo 1952 Visita Pastorale del Patriarca di Venezia Carlo Agostini.
Nel 1953 viene eretta la parrocchia di Santa Maria della Salute, che va così a staccare la zona di Catene dal territorio di Chirignago.
Nel 1954 il Patriarca Angelo Giuseppe card. Roncalli consacra la chiesa di Ca' Emiliani (Rana), dedicata a Gesù Divino Operaio di Nazareth (Gesù Lavoratore).
Con decreto del Patriarca Angelo Giuseppe card. Roncalli, la chiesa di San Giorgio di Chirignago venne elevata a sede di congregazione. Il 24 Giugno 1956 decretò l'istituzione del vicariato foraniale di San Giorgio di Chirignago al quale assegnò le chiese di San Giorgio, Asseggiano, Caene, Gazzera, Trivignano e Zelarino, con Vicario Foraneo mons. Riccardo Bottacin.
Sempre nel 1956 viene eretta la parrocchia di San Pio X, che va così a staccare un’altra zona dal territorio di Chirignago.
Il 7 Luglio 1957 Visita Pastorale del Patriarca di Venezia Angelo Giuseppe card. Roncalli.
Nel 1957 viene eretta la parrocchia di Santa Maria del Suffragio, grazie al sostegno generoso della signora Adele Fornoni Bisacco, che va così a staccare la zona di Asseggiano dal territorio di Chirignago.
Nel 1958 viene eretta la parrocchia di Santa Barbara.
Il 4 Gennaio 1958 muore mons. Riccardo Bottacin, Arciprete di Chirignago per 44 anni. I funerali sono celebrati dal Patriarca di Venezia Angelo Giuseppe card. Roncalli. Il Patriarca Roncalli nomina don Albino Tenderini nuovo Arciprete di Chirignago. Alla sua investitura, il 23 marzo 1958 è presente il vescovo ausiliare di Venezia mons. Giuseppe Olivotti.
Martedì 28 Ottobre 1958 all'undicesima votazione viene eletto papa il Card. Angelo Giuseppe Roncalli, Patriarca di Venezia, che assume il nome Giovanni XXIII (beatificato da Papa Giovanni Paolo II).
Nel 1959 don Albino Tenderini scopre in chiesa una lapide commemorativa di mons. Bottacin, nel primo anniversario della morte, con busto bronzeo opera dello scultore Remigio Barbaro da Burano (21.03.1911 - 19.01.2005). Il discorso ufficiale di commemorazione fu tenuto dal Prof. Eugenio Bacchion nel Cinema Teatro parrocchiale "Alessandro Manzoni".
Nel 1962 si costruisce una cappella a Villabona (Ca’ Zen di Chirignago) dedicata alla Madonna delle Grazie. Nel 1972 viene eretta parrocchia autonoma (dal 1983 dedicata alla Natività di Gesù Cristo).
Il 30 novembre 1963 la parrocchia di Chirignago conta 5600 anime.
Il 5 aprile 1964 Visita Pastorale del Patriarca di Venezia Giovanni card. Urbani.
Nella semestrale "Rivista di Storia della Chiesa in Italia" di Luglio-Dicembre 1966 (Anno XX n.2) esce la pubblicazione di mons. Antonio Niero "Statuto della Confraternita di Santa Maria della Misericordia di Chirignago (Venezia)", Casa Editrice Herder, Roma.
Il 27 settembre 1970 il Patriarca Albino Luciani (poi Papa Giovanni Paolo I) è a Chirignago con l'On. Costante Degan di Venezia per inaugurare il nuovo Campo Sportivo parrocchiale "San Giorgio" ed altri campetti da gioco attorno alla chiesa ed in asilo. Sempre nel 1970, in occasione del primo centenario della posa della prima pietra della chiesa, don Luigi Gallo scrive il libro "Chirignago e Bottenigo di Mestre (Venezia)", ristampato nel 1986.
Nei primi anni '70 un evento musicale eccezionale coinvolge Chirignago: James Brown, il "Padrino del Soul", tiene un concerto memorabile in un teatro-tenda allestito appositamente nel campo sportivo parrocchiale. Al termine del concerto le locandine vanno letteralmente a ruba. L'offerta musicale a Chirignago negli anni Sessanta e Settanta è particolarmente interessante: presso il dancing Imperial (poi Sounds Palace) di via Miranese (angolo via dell'Asilo Vecchio) si esibiscono regolarmente dal vivo i più grandi nomi e complessi della scena musicale italiana ed internazionale: Massimo Ranieri, i Ricchi e Poveri, i New Trolls, i Formula 3, l'Equipe 84, gli Hopopi... tanto per citare solamente qualche nome.
Il 15 giugno 1971 una violenta tromba d'aria si abbatte sulla zona compresa fra Gazzera e Chirignago. In molti ricordano ancora lo sbigottimento e la paura per un tornado che in pochi minuti scoperchia case, sradica alberi e provoca diversi ferimenti. Particolarmente colpita risulta la Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore", ove le coraggiose ed affettuose suore trascorrono momenti di vero terrore stringendosi vicino tutti i circa 210 bambini e ragazze del doposcuola presenti.
La furiosa tromba d'aria devasta l'edificio, procurando gravi danni. Il tetto che copre gli alloggi delle suore crolla in più parti schiantandosi sui letti, sul pavimento calcinacci, matite, vetri, quaderni... Tutto intorno alberi sradicati, una ragnatela di cavi tranciati, tegole e pietre. Anche il parco di Villa Bisacco Palazzi subisce ingenti danni, perdendo irrimediabilmente alcune piante rare del lato di via del Parroco, soprattutto davanti alla Scuola dell'Infanzia. Il 10 giugno 1972 il Patriarca Luciani è a Chirignago per inaugurare l'asilo "risorto".
Il 16 marzo 1972 Visita Pastorale di Papa Paolo VI al Patriarcato di Venezia.
L’8 Settembre 1972, festa della Natività di Maria Santissima, i padri orioniti si insediano nella Villa Bisacco-Palazzi: nasce il Centro "Don Orione" di Chirignago.
Il 21 gennaio 1973 Visita Pastorale del Patriarca di Venezia Albino Luciani.
L'8 settembre 1974 il card. Luciani è nuovamente a Chirignago per inaugurare il nuovo Centro "Don Orione".
Domenica 26 ottobre 1975 è a Chirignago l'Abate Egidio Zaramella O.S.B. del monastero benedettino di San Giorgio Maggiore (Venezia) in occasione della festa della Dedicazione della chiesa.
Nel 1977 Giovanni Scaggiante, artista nato a Chirignago nel 1928, ove risiede e lavora, realizza la pala dell'Eucarestia, per il secondo altare sulla parete destra in cornu Epistulae, già del Sacro Cuore.
Domenica 23 aprile 1978, festa del patrono San Giorgio, è a Chirignago l'Arcivescovo mons. Loris Francesco Capovilla, Prelato di Loreto e già segretario del Beato Papa Giovanni XXIII, in occasione del primo Centenario dell'apertura al culto della chiesa (1878-1978). Mons. Capovilla consacra l'altare Versus Populum.
Sabato 26 Agosto 1978 alla quarta votazione viene eletto papa il card. Albino Luciani, Patriarca di Venezia, che assume il nome Giovanni Paolo I (in corso la causa di beatificazione).
Nel 1980 è a Chirignago mons. Augusto Gianfranceschi, vescovo emerito di Cesena-Sarsina, in occasione del primo Centenario della Dedicazione della chiesa. Mons. Gianfranceschi benedice ed inaugura il nuovo Centro parrocchiale "Papa Albino Luciani": un edificio nuovo, ricavato dalla ristrutturazione dell'ex-stazio, che si alza tra il campanile e la casa canonica e che nei suoi locali accoglierà tutte le attività organizzate nell'ambito della programmazione pastorale della parrocchia.
Il 16 e 17 giugno 1985 Visita Pastorale di Papa Giovanni Paolo II al Patriarcato di Venezia.
Il 27 ottobre 1985, in occasione della Festa della Dedicazione della chiesa, si festeggiano anche i 75 anni dell'apertura della Scuola dell'Infanzia Paritaria "Sacro Cuore", con solennità e grande partecipazione.
Dall'8 al 10 novembre 1985 prima Visita Pastorale del Patriarca di Venezia Marco card. Cè.
Il 3 agosto 1987 il card. Patriarca Marco Cè nomina don Roberto Trevisiol Arciprete di Chirignago, a sostituire mons. Albino Tenderini dimissionario per raggiunti limiti di età in conformità al can. 538 §3 del Codice di Diritto Canonico.
Nel 1991 viene pubblicato il libro "Gente di Chirignago", testimonianze raccolte e ordinate da Armando Spolaor, ristampato nel 2002.
Nel 1992 esce la pubblicazione di mons. Antonio Niero "Arte Fede Storia nelle pale d'altare della chiesa di San Giorgio - Chirignago - Venezia". Sempre nel 1992 viene pubblicato il libro "Come vestivamo 1900-1950, Fotografie tratte dai ricordi di famiglia, Chirignago - Venezia".
Il 22 e 23 maggio 1993 seconda Visita Pastorale del Patriarca di Venezia Marco card. Cè. Il 29 maggio 1994 concerto del pianista Olaf Laneri, primo classificato al Concorso Pianistico Nazionale "Premio Venezia", promosso dall'Associazione "Amici della Fenice" e dal Gran Teatro "La Fenice" di Venezia, per la rassegna "I concerti del Premio Venezia". In programma musiche di Johann Sebastian Bach (1685-1750), Domenico Scarlatti (1685-1757), Ludwig van Beethoven (1770-1827), Johannes Brahms (1833-1897) e Frédéric Chopin (1810-1849).
Il 2 dicembre 1997 è a Chirignago il Patriarca Marco card. Cè per istituire dieci nuovi accoliti, tra cui due di Chirignago.
Il 10 luglio 1998 muore mons. Albino Tenderini, già Arciprete di Chirignago.
Il 12 settembre 1999 è a Chirignago il Patriarca Marco card. Cè nel XXV anniversario dell'apertura del Centro "Don Orione". In questa importante occasione viene portata a Chirignago la reliquia del cuore di San Luigi Orione, in partenza per il santuario di Claypole (Argentina) dov'è tuttora custodita.
Il 21 ottobre 1999 è a Chirignago mons. Giovanni Giudici, Vescovo ausiliare
e Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Milano (dal 2003 vescovo di Pavia), accompagnato da più di trenta giovani presbiteri milanesi. La Santa Messa è celebrata in rito ambrosiano.
Domenica 7 ottobre 2001 si tiene a Chirignago la XVI assemblea diocesana degli sposi, alla presenza del Patriarca Marco card. Cè, con tema "Sposi in Cristo, servi per amore - Il Ministero Regale degli sposi".
Il 7 settembre 2002 è a Chirignago il Patriarca di Venezia Angelo Scola per inaugurare e benedire la nuova ala del Centro "Don Orione".
L'8 dicembre 2003, a 70 anni dall'edificazione della grande sala monumentale "Ai Nostri Caduti", il Patriarca Angelo card. Scola è nuovamente a Chirignago per inaugurare e benedire Casa Nazareth, alla presenza della Madre Superiora Generale delle Figlie di San Giuseppe del ven. mons. Luigi Caburlotto Suor Francesca Lorenzet e di numerose autorità civili.
Il 1 giugno 2004 Chirignago accoglie la statua della Madonna di Loreto, giunta nell'ambito della Peregrinatio Mariae indetta dall'Azione Cattolica Italiana.
Il 15 settembre 2004 è a Chirignago mons. Francisco Javier Martìnez Fernàndez, Arcivescovo metropolita di Granada (Spagna), accompagnato da numerosi seminaristi andalusi.
Nel 2004 la parrocchia di San Giorgio di Chirignago conta 7565 abitanti, ed è così la quinta del Patriarcato di Venezia per numero di abitanti.
Nel mese di dicembre 2004 viene presentato il libro di Graziella Lugato "I libri canonici della Chiesa San Giorgio di Chirignago", stampato grazie al Centro Studi Storici di Mestre.
Il 22 febbraio 2005 sono a Chirignago due cardinali elettori: il Patriarca di Venezia Angelo Scola e il Patriarca emerito Marco Cè. Insieme concelebrano la Santa Messa esequiale di don Ivano Bellin, nato a Chirignago il 6 settembre 1926 e morto il 20 febbraio 2005 a Zelarino, già parroco di Portegrandi, Castello di Lugugnana di Caorle e di Campalto. Nel gennaio 2006 viene presentato il libro di Gianni Montagni "Semo Forti!" scritto per ricordare Francesco Scandolin, a un anno dalla sua scomparsa, e il suo lavoro lungo mezzo secolo per dare speranze e risposte nuove ai giovani di Chirignago e del Mestrino. Sempre nel 2006 viene pubblicato il romanzo autobiografico "Only in America, From Immigrant to CEO", scritto da Paul (Paolo) Oreffice, Presidente e Amministratore Delegato di una delle più grandi multinazionali americane, genero del Comm. Vittorio Friedenberg, già sindaco di Chirignago dal 1902 al 1907 e poi ancora dal 1914 al 1920. Buona parte del romanzo è ambientata a Chirignago, all'interno di Villa Friedenberg. Un vero bestseller mondiale, edito da Stroud & Hall Publishers.
Il 26 febbraio 2006, in occasione del Carnevale, si tiene in Piazza San Giorgio a Chirignago il Festival "Antiche Note", dedicato agli strumenti musicali meccanici: piani a cilindro, organi di barberia, organetti, autopiani, grammofoni e altri modelli. Una giornata indimenticabile, a cura dell'AMMI - Associazione Italiana Musica Meccanica che ha riunito appassionati e collezionisti, dove il pubblico ha potuto ascoltare antiche note da vecchi strumenti recuperati dal passato, il tutto condito da suonatori e cantanti in costume (organizzazione a cura dell'Associazione Culturale Taciturno Edison).
Il 1 novembre 2006, festa di Ognissanti, viene aperta al culto la nuova cappella del cimitero comunale di Chirignago, dedicata a Gesù di Emmaus.
Il 19 novembre 2006 è a Chirignago la Dott.ssa Paola Bignardi, Presidente nazionale dell'Azione Cattolica Italiana, per incontrare l'AC veneziana.
Nel gennaio 2007 viene presentata la pubblicazione "Callido, Bazzani, Mascioni, tre secoli di arte organaria a Chirignago - Venezia" (.pdf - 8.5 Mb), in occasione del restauro dell'organo "Vincenzo Mascioni" (1911, Op.300).
Il 25 ottobre 2007 è a Chirignago mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, Vescovo ausiliare
e Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Milano, accompagnato da un una ventina di giovani presbiteri milanesi. La Santa Messa è celebrata in rito ambrosiano.
Il 4 gennaio 2008, nel 50° anniversario della morte di mons. Riccardo Bottacin, il vescovo di Treviso mons. Andrea Bruno Mazzocato (dal 2009 Arcivescovo metropolita di Udine) officia una solenne celebrazione eucaristica in sua memoria, animata dal coro "Lorenzo Perosi", alla presenza di numerosi sacerdoti e dei parenti di monsignore. Al termine della Santa Messa viene scoperta e benedetta una targa commemorativa in marmo, posta sulla parete dell'ex canonica in Piazza San Giorgio. Viene pubblicato il libro di Gianni Montagni "El Bonsignor, storia di un prete di campagna e di un paese veneto nel Novecento", edito da Marcianum Press, e viene inaugurata la mostra in Sala "San Giorgio"“44 anni della nostra storia, 1914-58. Aspetti di vita religiosa e civile del nostro territorio quando è parroco di Chirignago mons. Riccardo Bottacin”. Il Maestro Domenico Severin, organista titolare della Cattedrale di Saint-Étienne de Meaux (Francia) registra all'organo "Vincenzo Mascioni" (1911 Op.300) della chiesa di Chirignago il Compact Disc "La Musique d'Orgue Italienne" (Vol. 12 - CD Syrius SYR 141420). Musiche di: Filippo Capocci (1840-1911), Remigio Renzi (1857-1930), Oreste Ravanello (1871-1938),
Lorenzo Perosi (1872-1956), Costante Adolfo Bossi (1876-1953) e Marco Enrico Bossi (1861-1925). La nuova incisione discografica viene presentata in anteprima mondiale, con un concerto, l'11 ottobre 2008, con la partecipazione straordinaria del Maestro Arturo Sacchetti, autore del testo contenuto nel libretto che correda il CD. Il concerto si tiene nel XCIV anniversario dell'ingresso di mons. Riccardo Bottacin come Arciprete di Chirignago (1914), a conclusione dell’anno dedicato alla sua memoria, a mezzo secolo dalla scomparsa.
Il 29 marzo 2008, concerto in onore di San Luigi Orione, nel 50° della morte dell'Ing. Giacomo Bisacco Palazzi (5.12.1875 - 15.04.1958) e nel 40° della morte della sua sposa Adele Fornoni (13.02.1869 - 4.11.1968). Il soprano Mika Kunii, il soprano Rosa Stella Moccia, la pianista Kiyo Takahashi, la violinista Lucia Luque, accompagnate dall'orchestra "Ensamble Francesco Petrarca di Venezia" diretta dal Maestro Marco Paladin, eseguono musiche di Franz Joseph Haydn (1732-1809), Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Antonio Vivaldi (1678-1741), Johann Sebastian Bach (1685-1750) e Charles Gounod (1818-1893). Viene pubblicato il libro "I coniugi Giacomo Bisacco Palazzi e Adele Fornoni", scritto da don Oreste Maiolini F.D.P., direttore del Centro "Don Orione" di Chirignago.
Il 12 ottobre 2008 è a Chirignago il soprano Monica Gentina Ünel in occasione della Messa giubilare per il 50° di sacerdozio dello zio don Giuseppe Soldà S.d.B., nato a Chirignago. Alla Comunione canta il Panis Angelicus di César
Franck (1822-1890) e l'Ave Maria di Bach-Gounod. Monica Gentina Ünel ha mosso i primi passi cantando in chiesa a Chirignago da piccola come solista, poi nel Coro "Lorenzo Perosi", e ha iniziato qui la sua strada fino ad arrivare al Teatro dell'Opera di Istanbul e a cantare per Papa Benedetto XVI in occasione del suo viaggio apostolico in Turchia nel dicembre 2006.
Il 14 e 15 marzo 2009 prima Visita Pastorale del Patriarca di Venezia Angelo card. Scola, con il Vescovo Ausiliare Beniamino mons. Pizziol.
Il 26 settembre 2009 è a Chirignago mons. Virgilio Pante I.M.C., Vescovo di Maralal (Kenya).
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L’antica chiesa di Chirignago, della fine del XIV secolo, demolita nel 1878
Progetto originale (1870-80)
del capocielo (baldacchino
dell'altare maggiore)
La statua della Beata Vergine del Rosario in una cartolina degli anni Venti
Le celebrazioni nel primo anniversario (1959) della morte di mons. Riccardo Bottacin Santa Messa celebrata dal nuovo arciprete don Albino Tenderini, scoprimento della lapide commemorativa con busto in chiesa, processione alla tomba e discorso di commemorazione tenuto dal prof. Eugenio Bacchion, presso il cinema-teatro "Alessandro Manzoni"
11 Settembre 1955 - Il Patriarca Angelo card. Roncalli posa la prima pietra della chiesa di Gazzera
23 marzo 1958 - Il Vescovo ausiliare di Venezia mons. Giuseppe Olivotti investe don Albino Tenderini nuovo arciprete di Chirignago
Il Patriarca Albino Luciani e l'Onorevole Costante Degan per l'inaugurazione del campo sportivo "San Giorgio" e di altri campetti da gioco attorno alla chiesa (27.09.1970)
Il Patriarca Albino Luciani con don Albino Tenderini per l'inaugurazione del campo sportivo parrocchiale (1970)
Il Patriarca Albino card. Luciani (poi Papa Giovanni Paolo I) a Chirignago per le Cresime (1972)
L'abate benedettino Egidio Zaramella di San Giorgio maggiore (Venezia) con il parroco mons. Albino Tenderini, mons. Odino Spolaor, mons. Primo Zanardi e Padre Romeo Carniato
(26 ottobre 1975)
L'Arcivescovo mons. Loris Francesco Capovilla, Prelato di Loreto e già segretario di Papa Giovanni XXIII, a Chirignago in occasione del primo centenario dell'apertura al culto della chiesa (1878 - 1978)
Il Patriarca Marco card. Cè nella cappella del SS.mo Crocifisso (primi anni '90)
Il Patriarca di Venezia
Marco card. Cè nella cappella del
SS.mo Crocifisso
Il Patriarca di Venezia Angelo card. Scola a Chirignago per le Cresime
(8 dicembre 2003)
Il Patriarca Angelo card. Scola visita la Galleria "La Piccola" con Giovanni Scaggiante
(2003)
L'Arcivescovo metropolita di Granada (Spagna) mons. Francisco Javier Martìnez Fernàndez a Chirignago
(15 settembre 2004)
Il cardinale Marco Cè, Patriarca emerito di Venezia, a Chirignago (2005)
8 dicembre 2002
8 dicembre 2004
8 dicembre 2006
25 ottobre 2007 - Santa Messa in rito ambrosiano presieduta da
S. Ecc. mons. Carlo Roberto Maria Redaelli,
Vescovo ausiliare
Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Milano,
con i giovani presbiteri milanesi
4 Gennaio 2008 - Santa Messa nel 50° anniversario della morte di mons. Riccardo Bottacin
presieduta da S.Ecc. mons. Andrea Bruno Mazzocato, vescovo di Treviso (dal 2009 arcivescovo metropolita di Udine) e benedizione della targa posta sulla ex-canonica in Piazza San Giorgio (un ringraziamento particolare a Omar Fardin di Photo Project - Chirignago)
La prima Visita Pastorale di S.E. Angelo card. Scola, Patriarca di Venezia
e di S.Ecc. Beniamino mons. Pizziol, Vescovo ausiliare
Chirignago, 1-6-14-15 marzo 2009
«OGGI DEVO FERMARMI A CASA TUA» (Lc 19, 5) «In fretta scese e lo accolse con gioia» (Lc 19, 6)
1 marzo 2009: Solenni Secondi Vespri Pontificali della prima Domenica di Quaresima
presieduti da Sua Eminenza il cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia,
a cui hanno fatto seguito
l'esposizione del Santissimo Sacramento e la benedizione eucaristica.
Alla presenza del Vescovo ausiliare S. Ecc. mons. Beniamino Pizziol, dei Vicari Episcopali, dei Delegati Patriarcali,
dei parroci, dei presbiteri e diaconi, dei ministri istituiti e straordinari, dei religiosi e delle religiose
e di tutti i cristiani del Vicariato della Castellana.
Questo appuntamento vicariale ha costituito l'apertura della Sosta Pastorale nel Vicariato della Castellana. La celebrazione è stata animata dal canto del Coro "Lorenzo Perosi" di Chirignago. 6 marzo 2009: Visita al Centro "Don Orione", per incontrare i 101 ragazzi che partecipano alle tre attività esistenti al Centro "Don Orione" (il Centro Residenziale con 60 ragazzi, il Centro Diurno con 31 ragazzi e il Progetto La Cascina con 10 ragazzi) e i 59 collaboratori dipendenti che prestano servizio nei vari ambiti del Centro (educatori, assistenti, personale ausiliario impegnato in cucina, guardaroba e pulizie, amministrativo e di segreteria). 14 marzo 2009: Arrivo del Patriarca e accoglienza in chiesa dei ragazzi dell'Azione Cattolica,
degli esploratori del RepartoScout e di tutti coloro che hanno voluto esprimergli il benvenuto. Visita del Patriarca nelle case a famiglie
presso le quali sono stati raccolti
alcuni ammalati o anziani. In Sala "San Giorgio", in Via del Parroco, il Patriarca ha incontrato il Consiglio Pastorale Parrocchiale allargatoa tutti i collaboratori
(catechisti, educatori, responsabili, animatori, capi scout, Comitato di Gestione della Scuola dell'Infanzia Paritaria "Sacro Cuore", referenti, ecc...) e a tutti coloro che hanno avuto il piacere di dialogare con il loro Vescovo, porgli domande e sentirne le risposte. 15 marzo 2009: Santa Messa Stazionale alle ore 9.30 e alle ore 11.00. Visita alla Galleria "La Piccola". Brindisi sul sagrato e saluto.
26 settembre 2009 - Santa Messa celebrata da S. Ecc. mons. Virgilio Pante I.M.C.,
Vescovo di Maralal (Kenya)
29 marzo 2008 - Concerto in Onore di San Luigi Orione
nel 50° anniversario della morte dell'Ing. Giacomo Bisacco Palazzi (5.12.1875 - 15.04.1958) e
nel 40° anniversario della morte della sua sposa Adele Fornoni (13.02.1869 - 4.11.1968)
Soprano: Mika Kunii - Rosa Stella Moccia
Pianoforte: Kiyo Takahashi
Violino: Lucia Luque Orchestra "Ensamble Francesco Petrarca di Venezia"
diretta dal Maestro Marco Paladin
Musiche di Franz Joseph Haydn (1732-1809), Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791),
Antonio Vivaldi (1678-1741), Johann Sebastian Bach (1685-1750), Charles Gounod (1818-1893)(fotografie di Giovanni Miolo)