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VILLA BISACCO PALAZZI - CENTRO "DON ORIONE"

“I poveri non sono ospiti, non sono ricoverati, ma sono padroni, e noi i loro servitori: così si serve il Signore”
“Nel più misero degli uomini brilla l’immagine di Dio”
“La carità e solo la carità salverà il mondo”
San Luigi Orione

“L’amore verso Dio e l’amore verso i fratelli sono due fratelli gemelli!”
Albino card. Luciani (Papa Giovanni Paolo I), in visita a Chirignago

 

Questo spazio è dedicato a quella che la Comunità di San Giorgio considera la prima famiglia di Chirignago, la più bella ed importante: gli ospiti del Centro "Don Orione".
In particolare raccontiamo la singolare storia del Centro, che forse non tutti conoscono.

 

Il Centro “Don Orione” deve la sua esistenza all’incontro, favorito dalla Provvidenza, tra una nobile famiglia veneziana saldamente ancorata sul territorio di Chirignago e la Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza di San Luigi Orione. L’Ing. Giacomo Bisacco Palazzi era un progettista di fama internazionale, progettò ferrovie e canali d’irrigazione in diversi paesi africani, diresse la costruzione di un grande acquedotto per Venezia, partecipò da valoroso alla Grande Guerra, ricoprì, come già i suoi avi, numerose cariche politiche e fu amministratore prudente e lungimirante, nonché un esperto naturalista. Nella sua villa di Chirignago, situata vicino alla Piazza San Giorgio, l’Ingegnere si dedicava ai suoi hobby. Appassionato naturalista, nei suoi viaggi aveva raccolto, catalogato e studiato piante, insetti, animali vari. Nella Barchessa adiacente aveva dato inizio ad un piccolo Museo che, negli anni, incrementò mediante ricerche personali e studi sugli animali che vivono (o, meglio, vivevano) nella laguna e nella gronda lagunare. Una raccolta davvero pregevole di specie diverse della fauna stanziale e di passo della laguna di Venezia, oggi conservata a scopo didattico nel Museo di Storia Naturale di Venezia, alla cui fondazione partecipò attivamente e del cui Consiglio fece parte per molti anni, scrivendo pregevoli relazioni. Il parco della villa era stato dotato di piante rare, di essenze esotiche, mentre nelle serre costruite con rara intelligenza e dotate di ottimi impianti di condizionamento ancora oggi funzionanti, crescevano e si riproducevano diverse varietà di orchidee, felci e di altre piante tropicali. I documenti d’archivio ci testimoniano la presenza della Famiglia Bisacco nell’Ottocento.
Villa Bisacco-Palazzi risale presumibilmente al Cinquecento e dona ancor oggi bellezza ed ornamento a tutto il centro di Chirignago. Nel 1781 venne censita come proprietà di Giacomo Curnis.
Il periodo di completamento dell’edificio viene confermato dalla data 1766 inserita in un cartiglio, composto in graniglia bianca su sfondo colorato, nel pavimento alla veneziana del secondo piano. Probabilmente si tratta di lavori eseguiti in seguito alla tromba d’aria che investì Chirignago il 17 Agosto 1756 e che provocò ingenti danni e, purtroppo, anche parecchi morti. Dopo questi "ritocchi" settecenteschi, non pare abbia subito altre rilevanti modifiche.
La Barchessa, di armoniose proporzioni è sul lato Est del complesso padronale e appare coeva sia per l’impostazione generale che per le caratteristiche stilistiche, dal classico porticato ad alte aperture archivoltate.
La villa sorge nel parco, relativamente staccata e isolata dal corpo barchessa. Nella compostezza formale dell’architettura, a volumetria compatta, essa rivela la dignità compositiva tipica delle ville venete più antiche.
Lo schema compositivo è quello tradizionale a tipologia quadrata, a pianta tripartita, la cui simmetria è leggibile anche nella composizione delle due facciate austere (che sono uguali, una a Nord, verso Via Miranese e una a Sud, verso il parco) impreziosite solo dalla presenza di due finestre ad arco a tutto sesto (due per facciata principale) con balconcino a colonnine in pietra quelle al piano nobile. Nel corpo centrale le finestre architravate hanno ampiezza e modanature diverse le une dalle altre.
Il prospetto, che si affaccia verso il parco, è impreziosito dalla presenza del profilo esterno di due “fogheri” situati al piano terra della villa.
L'esterno della villa è adornato da un maestoso parco con preziose vere da pozzo con fregi e stemmi, statue, anfore romane, vari marmi e le scuderie con cantine settecentesche.
La facciata Nord prospetta sul giardino all’italiana, dove le siepi di bosso disegnano ordinate geometrie attorno a bianche statue di marmo. L'ingresso presenta una maestosa cancellata in ferro battuto che porta lo stemma della famiglia Bisacco.
Dal retro lo sguardo spazia nell’esteso parco, ombroso per le chiome di antichi alberi e ingentilito da cespugli fioriti che lungo i due viali si inoltrano verso le serre. Queste sono di antica ed ingegnosa fattura per sfruttare al meglio il calore naturale e la possibilità di irrigazione già prima che fossero inventati i moderni marchingegni. Nella serra più antica, seminterrata per sfruttare la protezione della terra dalle variazioni climatiche, sono coltivate diverse varietà di orchidee. Nelle serre delle piante grasse, anch’esse di vecchia ed ammirevole costruzione, le piante più vecchie hanno raggiunto il tetto.
L’interno della villa presenta la tipica pianta delle ville veneziane: agli angoli quattro stanze quadrate si aprono verso il salone centrale di forma rettangolare, che si estende da facciata a facciata, con il caratteristico ingresso speculare al piano terra, tipico dei palazzi veneziani.
Il salone al piano terra è decorato da quattro “temperoni” ricoprenti interamente le pareti interne del salone raffiguranti i membri della famiglia Bisacco eseguiti dall’artista Luigi Da Rios (Vittorio Veneto 1843-1892), lo stesso che tra il 1876 ed il 1878 affrescò la chiesa di Chirignago. Essi rappresentano, in quattro scene di genere vita popolare, il Cantastorie, il Ciarlatano, l’Indovino e il Cavadenti. Come già detto, tra i molti personaggi raffigurati sono riconoscibili i membri della famiglia Bisacco che, come si usava all’epoca, si sono fatti ritrarre tra i componenti delle scene rappresentate. Lo spirito dell’opera, benché eseguita nel secolo XIX, è tipicamente settecentesco quasi l’autore e committente abbiano voluto rievocare nella pittura i fasti ideali delle ville venete nel precedente secolo dei Lumi. I dipinti indicano nello scoperto revival settecentesco la rivisitazione di Giandomenico Tiepolo. Le tempere portano in un cartiglio la data 1864.
Il salone è completato da una soffittatura sansoviniana decorata ad olio di buona fattura, con sovrapposte affrescate.
La prima sala a destra entrando nella villa mantiene le decorazioni originali e parte dell’antico arredo dell’epoca.
La pavimentazione sovrastante il primo solaio è stata con buona probabilità rifatta a pastellone in epoca più recente non essendo rimaste le tracce dell’originale pavimentazione “alla veneziana” presenti invece al piano successivo.
La cascina, del Settecento, ha annesse le stalle ed il fienile. Il fabbricato è posto all’inizio della campagna a ridosso del parco, prospiciente alla Villa Bisacco. Tale struttura è comunicante con Via del Parroco e Via degli Abeti attraverso due ingressi, uno pedonale e l’altro carraio.
La Villa conobbe anche le vicende belliche; durante la Seconda Guerra Mondiale fu requisita ed adibita a comando delle truppe tedesche. Di tale epoca rimangono alcune tracce lasciate dai proiettili nelle tempere del salone centrale.
Purtroppo l’Ing. Giacomo e la sua sposa, signora Adele Fornoni, non ebbero la gioia di avere dei figli. Si accostò allora, guidato dalla moglie Adele, agli orfanotrofi gestiti dall’Opera Don Orione, il Manin e gli Artigianelli. Conobbero sacerdoti dell’Opera a cui si legarono di profonda amicizia. Nella loro maturità conobbero don Gigi Piccardo, direttore del Manin di Venezia, del quale stimarono l’intelligenza e la capacità pedagogica: attraverso lui conobbero San Luigi Orione e la sua Congregazione. Sentendo avvicinarsi la fine, l’Ing. Giacomo Bisacco Palazzi lasciò per testamento tutti i suoi beni, con il raro e prezioso orto botanico, all’Opera Don Orione, perché servissero alla creazione di una scuola di floricoltori. Morì nel 1958, seguìto dopo dieci anni dalla moglie Adele Fornoni. La loro caratteristica tomba e quelle dei numerosi familiari, decorate da vere e proprie opere d’arte (mosaici, sculture in legno, marmo, ecc…) sono tuttora nel cimitero del paese, in attesa di un indispensabile intervento di restauro.
La generosità fu una caratteristica costante della Famiglia Bisacco. Senza il suo importante contributo molte opere non sarebbero mai state realizzate, dalla costruzione di chiesa e campanile di Chirignago, all’asilo infantile, dalla chiesa di Catene a quella di Asseggiano.
Il loro desiderio si è realizzato: nei corsi professionali speciali e nel Centro Occupazionale molti giovani impararono e imparano ad amare la natura coltivando fiori, piante ed ortaggi.
Con il gesto di generosità dei Bisacco nasceva in Chirignago l’8 Settembre 1972, festa della Natività di Maria Santissima, questa opera a beneficio dei fratelli più bisognosi. Fin da subito Villa, Barchessa, Parco e Adiacenze sono stati destinati a Centro di Ricovero per giovani disabili e annessa scuola di formazione professionale per disabili nel campo dell’ortofloricoltura.
Nel 1972 la prima sede, la stessa Villa Bisacco, ospitava in origine solo qualche ragazzo.
I giornali parlano dell’iniziativa, l’attenzione dei veneziani si punta su questa esperienza e il Centro si apre al sociale. Per soddisfare alle numerose richieste, non essendo più sufficienti i locali della Villa, si pensò ad un nuovo edificio, da destinare all’accoglienza di ospiti portatori di handicap e dal progetto si passò ai fatti: venne inaugurato l’8 Settembre 1974, presente il Patriarca di Venezia Albino card. Luciani (poi Papa Giovanni Paolo I). Il Card. Luciani si disse grato ai figli di Don Orione per un’opera così bella e caritatevole rivelatrice del grande cuore di Don Orione. Concludeva che solo la carità conquista gli animi.
All’inizio la casa non ha un nome: la gente lo chiama subito Centro “Don Orione” e così assume la denominazione ufficiale (vox populi, vox Dei?).
La linea moderna del fabbricato rivela già da subito l’intenzione dei Superiori della Famiglia di San Luigi Orione di costruire, ai margini del parco della villa, una Casa senza inutile sfarzo ma con molta luce, pulizia ed ordine, per degli ambienti destinati ad evitare l’immagine di ricovero o di istituto d’altri tempi: i ritmi ed il clima umano richiamano più direttamente una famiglia, anche se allargata.
Le camere sono distribuite su due piani per permettere ai due ospiti di età diversa di radunarsi per interessi, così come i soggiorni dove assistere a qualche spettacolo televisivo o giocare a calcetto. La sala mensa, invece, è l’ambiente dove tutti si ritrovano in amicizia a mezzogiorno e alla sera.
L’unico ambiente curato in modo particolare è la cappella, fulcro di ogni attività e luogo dove pregare insieme. Non è raro vedere gli ospiti ritrovarsi per un momento di tranquilla riflessione e di silenzio.
Un po’ alla volta anche il Centro che si affaccia su Via Ghetto si va popolando di Ospiti provenienti da altre storiche istituzioni della Terraferma veneziana. Nel 1975 alcuni Corsi di Formazione Professionale per Disabili del Territorio rischiano di essere chiusi con la conseguente inattività degli allievi che li frequentano. Viene interpellato il Centro “Don Orione” per evitare questa chiusura. Nella Quaresima del 1976 il Patriarca Albino Luciani, nella Lettera pastorale della Quaresima invitava la Chiesa Veneziana ad aiutare il Centro: “Desidero precedere io stesso con l’offrire la croce pettorale e la collana d’oro (appartenute a Pio XII) che mi ha donato Papa Giovanni quando mi impose le mani nella consacrazione episcopale. È poco per l’utile che recherà: è forse qualcosa se giova a far capire che i veri tesori della Chiesa sono, come diceva San Lorenzo, i poveri, i piccoli…”.
E donò anche un anello ricevuto da Giovanni XXIII e un’altra croce pettorale dono di Paolo VI.
L’attenzione del Patriarca Luciani per il Centro “Don Orione” di Chirignago è raccontata anche nella mini-serie televisiva in due puntate “Papa Luciani – Il sorriso di Dio” (2006) interpretata da Neri Marcorè per la regia di Giorgio Capitani, andata in onda su RAIUNO.


Neri Marcorè interpreta Papa Luciani, il sorriso di Dio (2006)

IL RITO DEL "PORTON"

Si svolgeva ogni domenica nel periodo in cui la signora Adele Fornoni, vedova dell’Ing. Giacomo Bisacco Palazzi, ultima proprietaria dell’omonima villa, soggiornava in paese.
Era la signora, la ricca, per capirci, del paese.
Alta, distinta, con il volto dai fini lineamenti, incorniciato da bianchissimi capelli, con l'immancabile cappellino di rafia e veletta. Camminava sorreggendosi ad un bastone nero con il pomello d'argento. Uno stuolo di ragazzini si dava appuntamento sul portone della barchessa, in attesa che tornasse dalla Messa. Appena la intravvedevano, si azzuffavano per accaparrarsi un posto in prima fila. Con un deferente “servitor suo, signora” le aprivano il portoncino. Non aveva avuto figli e provava una particolare predilezione per i ragazzini: perciò, superato il portoncino, li invitava all’interno della barchessa e, attingendo dal suo ben fornito borsellino, donava loro qualche “palanca” (dieci centesimi); erano gli unici soldi di cui venivano in possesso.
I ragazzi che frequentavano abitudinariamente la piazza, i piassarioi, stavano attenti a quando usciva dalla villa per poter ripetere il rito dell'apertura del portoncino e prendere qualche “palanca” anche durante la settimana. S'era costituita, infatti, tra i piassarioi, una rete di informazione che comunicava, per tempo, le uscite e i ritorni in villa della signora.
La mattina di Capodanno la barchessa era aperta a tutti e per ogni bambino c’era la monetina accompagnata da qualche biscotto o bastoncino di liquirizia.

2008: ANNO DEI BISACCO

Il 2008 sarà l'anno dei Bisacco, e rivestirà una grande importanza perchè caratterizzato da importanti anniversari e ricorrenze:

  • dal 50° della morte dell'Ing. Giacomo Bisacco Palazzi (1875 - 15 aprile 1958)
  • dal 40° della morte della sua sposa Adele Fornoni (1869 - 4 novembre 1968)
  • dal 30° dell'elezione del Patriarca Albino card. Luciani a Papa Giovanni Paolo I, e sua morte dopo 33 giorni. È stato un grande Benefattore.
  • dal 20° dell'inizio del CEOD, Laboratori del Centro Diurno (1988-2008), attività all'interno del Centro "Don Orione", aperto già 35 anni fa (8 settembre 1972)

Il ricordo dei Coniugi Bisacco Palazzi sarà celebrato:

  • con il restauro della Villa (facciate e imposte, tetto, fogheri lato Sud) e delle adiacenze, così che anche la Villa cinquecentesca venga rivista all'esterno per apparire meglio nella sua figura classica di Villa veneta.
  • con un Concerto in Onore di San Luigi Orione per ricordare anche i due maggiori benefattori del Centro "Don Orione" di Chirignago: Don Orione ("dal cuore senza confini", come lo definì il Patriarca Albino card. Luciani) e i coniugi Bisacco Palazzi continuano a vivere nei Continuatori della loro opera. La sera di sabato 29 marzo 2008, alle ore 20.30, nella chiesa parrocchiale di San Giorgio di Chirignago l'Ensamble "Francesco Petrarca di Venezia" presenta (ingresso libero):
    - il soprano Mika Kunii, che esegue di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) Agnus Dei dalla Messa dell'Incoronazione, Laudamus te dalla Messa grande in Do minore, ed il mottetto Exsultate Jubilate.
    - il soprano Rosa Stella Moccia, che esegue Ave Maria di Johann Sebastian Bach (1685-1750) e Charles Gounod (1818-1893), e Ave Verum Corpus di Mozart.
    - la pianista Kiyo Takahashi, che esegue il Concerto in Mi bemolle maggiore KV 449 per pianoforte e orchestra di Mozart.
    - la violinista Lucia Luque, che esegue il Concerto n.4 in Fa minore RV 297 “Inverno” per violino e orchestra di Antonio Vivaldi (1678-1741).
    - l'Orchestra "Francesco Petrarca di Venezia" diretta dal Maestro Marco Paladin, che esegue la Sinfonia n. 64 in La maggiore “Tempora muntantur” di Franz Joseph Haydn (1732-1809).
  • con una mostra storica in occasione della CCCLXVI Fiera Franca (13-16 settembre 2008). Una Mostra Fotografica ci porterà a conoscere la Famiglia Bisacco (che tanta parte ha avuto nella storia anche locale, civile e politica) e in particolare su quella dell'Ing. Giacomo Bisacco Palazzi e della Consorte Adele Fornoni. E verrà presentato un lavoro biografico sui Bisacco, in relazione al Centro "Don Orione" che ha ereditato villa e ideale sociale dell'Ingegnere.

Si chiede a tutti coloro che desiderano, di aiutare a raccogliere del materiale (che verrà immancabilmente restituito) che interessi la famiglia dei Bisacco Palazzi, per poterne presentare uno spaccato di vita più reale possibile nel libretto e nella mostra di settembre: non una mera commemorazione ma un ripresentare qualcosa di strettamente legato alla gente di Chirignago.

clic sulle immagini per ingrandire


Chirignaghesi dell'Ottocento:
Famiglie Fornoni - Arnauld - Bisacco

Giacomo Bisacco (a sinistra) a Gerusalemme nell'Orto degli Ulivi

L'ingegnere nello studio
di Villa Bisacco


Giacomo Bisacco al Cairo alle Piramidi di Giza (aprile 1907)


Famiglia Bisacco alla Piramide di Kefren a Giza (dicembre 1907)


Adele Fornoni in Norvegia
con le renne


Giacomo Bisacco (a sinistra) ed il fratello Alessandro a Parigi alla fontana dell'osservatorio


L'Ing. Giacomo Bisacco e la moglie Adele Fornoni nel loro Palazzo Contarini Fasan di Venezia



La Sala da pranzo di Villa Bisacco


La Barchessa di Villa Bisacco
dopo la donazione


Immacolata dell'edicola
di Via del Parroco (del 1890)


Madonna, affresco nella Barchessa della Villa Bisacco



Madonna, Bassorilievo nella cascina della Villa Bisacco



Giardino della Villa Bisacco
(fonte Via Miranese)


L'inaugurazione della nuova ala del Centro "Don Orione"
7 settembre 2002

29 marzo 2008 - Concerto in Onore di San Luigi Orione
nel 50° anniversario della morte dell'Ing. Giacomo Bisacco Palazzi (1875 - 15 aprile 1958) e
nel 40° anniversario della morte della sua sposa Adele Fornoni (1869 - 4 novembre 1968)
Soprano: Mika Kunii - Rosa Stella Moccia
Pianoforte: Kiyo Takahashi
Violino: Lucia Luque
Orchestra "Ensamble Francesco Petrarca di Venezia"
diretta dal Maestro Marco Paladin
Musiche di Franz Joseph Haydn (1732-1809), Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791),
Antonio Vivaldi (1678-1741), Johann Sebastian Bach (1685-1750), Charles Gounod (1818-1893)
(fotografie di Giovanni Miolo)

CENTRO "DON ORIONE"
Via Ghetto 1
30174 Chirignago
Venezia

Tel. +39 041 913036
oppure +39 041 912953
Fax +39 041 5441329
ccp. 11156304
e-mail:
chirignago@virgilio.it