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Compagnia del Teatro Instabile "LA COM-BRICOLA"

"Mi no son Arzentina, son Momoletta da Chirignago, fia de Missier Stropolo da Musestre e donna Rosega da Mogian"
Carlo Goldoni, da "La Cameriera Brillante", Atto Secondo, scena XXII

Mons. Riccardo Bottacin, Arciprete di Chirignago dal 1914 al 1958, da grande appassionato e conoscitore di musica, aveva fatto nascere e crescere un "grande" coro ma apprezzava anche altre cose, belle e buone, che potevano allietare e favorire la promozione culturale e il senso comunitario dei suoi parrocchiani. Per questo, dopo la Prima Guerra Mondiale, fondò La Filodrammatica, che ospitava nel teatro parrocchiale "Alessandro Manzoni" (ora Sala "San Giorgio").
Alcuni giovani di Chirignago si riunivano per studiare e provare commedie e drammi, guidati e sostenuti da un giovane sacerdote, don Romano Lazzarato (cappellano dal novembre 1920 al 1926, poi parroco a Sant'Andrea di Favaro Veneto), con la regia di Aldo Miserocchi, figlio del primo maresciallo del forte di Spinea che frequentava la parrocchia di Chirignago.
La prima commedia recitata, nel teatro, divenuto più tardi anche sala del cinema, aveva per titolo “L’oca”. Era la storia in due atti di un’oca rubata ad un contadino e portata ad arrostire in un’osteria. Ma quando il pranzo era pronto, arrivava il contadino e... il resto si può immaginare.
Lo spettacolo era, generalmente, costituito da un dramma o una commedia e si chiudeva con una farsa.
L’affluenza di pubblico era numerosa ed entusiasta, ripagando e incoraggiando i giovani attori.
La compagnia andava a recitare anche fuori paese, con il cavallo e la carretta ricoperta di paglia, con la compagnia al completo seduta sopra, con tutte le sue cose. Ha recitato un dramma patriottico sulla Grande Guerra, intitolato “Un grido nella notte” anche nei paesi vicini ed anche a Montebelluna e a Crocetta del Montello. Il pubblico si commuoveva sempre e applaudiva a lungo gli attori che recitavano e cantavano.
C’erano anche i fans che seguivano gli attori nelle trasferte.
Nella sala di Chirignago, venivano invitate a recitare anche le filodrammatiche di altri paesi; il teatro era veramente amato e seguito.
La compagnia era formata solo da giovanotti, perché a quei tempi le ragazze recitavano dirette dalle signorine Saccardo in collaborazione con le suore dell’Asilo. Le due filodrammatiche erano separate.
Il citato Aldo Miserocchi, Arturo Lazzarin, Enzo Pivetta, Luigi (Cicci) Zimilian, Mario Pulito, Fausto Bellin, Arturo e Pietro Forte, Giuseppe Pistolato, Giuseppe e Matteo Brazzolotto, Pietro Bobbo, Luigi (Gigi) Zerbo, Alfredo Leonardi, Gildo Stevanato, Giovanni Scaggiante, Armando Spolaor sono alcuni di quei giovani attori ai quali va il nostro grazie per le belle ed istruttive serate che ci hanno regalato.
Il Maestro Sante Zanon, primo direttore del Coro “Lorenzo Perosi”, e poi Maestro del Coro del Gran Teatro “La Fenice” di Venezia scriveva i testi e spesso recitava con eccezionale bravura. Giovanni Scanferla invece dirigeva il gruppo di suonatori di mandolini e chitarre che accompagnavano ogni spettacolo, del quale faceva parte anche Bruno Gomirato.
Tutto questo avveniva sotto gli occhi attenti, divertiti, paterni e generosamente ospitali di mons. Bottacin, il quale scriveva anch'egli commedie scherzose per la filodrammatica. In occasione di un’agape con i suoi, nel 1931, scrisse le famose “Cento maravegie de Ciarinago… Ciò i ride!”.
La parrocchia, con la filodrammatica e con l’allestimento del cinema parrocchiale, divenne così anche centro di svago.
All'inizio degli anni '50 si era poi aggregato, attorno alle esperienze teatrali, un gruppo affiatato di giovani che, con l'aiuto e lo stimolo di qualcuno più anziano come Giovanni Simioni, autodidatta di buona cultura e di spiccato gusto artistico, avevano tentato degli spettacoli di "arte varia": canzoni, scenette umoristiche, imitazioni, ecc..., utilizzando prevalentemente risorse del paese.
Il più ricordato e riuscito di questi spettacoli portava il nome esotico di "Cobra morena". Ebbe un notevole successo ed il suo livello artistico non avrebbe sfigurato in una città.
Questo gruppo di giovani fu, negli anni successivi, protagonista dell'appena avviato Carnevale mestrino, le cui sfilate di carri erano seguite da un pubblico foltissimo.
Nel 1954 partecipò alla sfilata, fuori concorso, con il carro allegorico "Viaggio di Nozze", che risultò essere il più apprezzato e divertente. Negli anni successivi, fino a quando il carnevale fu organizzato (1958), partecipò al concorso e vinse, consecutivamente, con quattro carri memorabili, il primo premio!
Era il giusto riconoscimento per l'inventiva e la notevole capacità realizzatrice dimostrata. L'artefice principale era Giorgio Cagnin, con una mente feconda di idee creative e dotato di un'eccellente manualità artistica.
Nel 1976 alcuni amici, spronati da Antonio (Toni) Pinosio e dalla moglie Miranda Lazzarin, riescono a far rinascere la voglia di teatro e organizzare una piccola compagnia. Preziosa, all'interno di questo gruppo di neo attori, la presenza di un signore, tanto modesto quanto eccezionale che anni prima aveva già recitato con la filodrammatica locale: Arturo Lazzarin, una specie di istituzione per il paese.
Attorno a queste tre persone, che sono state il fulcro dell'iniziativa, si ritrova un gruppo di amici che più con la passione che il mestiere riescono a partire e a dare forma al progetto.
Un generoso aiuto morale e materiale, in questo clima pionieristico, arrivò anche dal parroco, don Albino Tenderini, che già aveva manifestato il suo interesse per questo genere di spettacolo e nello stesso tempo coltivata la volontà del recupero della sala onde poterla maggiormente usare come "Sala della Comunità".
C'era da inventare tutto: regia, scenografia, costumi ma c'era tanta voglia ed entusiasmo e questo suppliva ad eventuali carenze.
E arriva il tempo delle prove. Bisogna imparare i tempi, le battute, le posizioni, ascoltare il suggeritore. Alcuni impararono prima, altri stentano un po'; ma c'è pazienza da parte dei più "bravi". Arturo, Toni e Miranda spronano e insegnano, consigliano e qualche volta riprendono.
Non c'era riscaldamento e ci si arrangiava con cappotti, un maglione in più, un buon bicchiere di vino.
Ma bisogna andare avanti perchè il debutto si avvicina: si prova tre sere alla settimana, la commedia prende forma, le parti si conoscono sempre meglio, si intravede che si può realizzare un buon risultato.
E arriva il fatidico 3 dicembre 1976, prima delle tre recite previste. La compagnia è eccitata, tutti si guardano: c'è chi è spavaldo, chi più preoccupato, chi non si ricorda più la parte ed è preso dallo sconforto, chi con una battuta simpatica rasserena l'ambiente.
Da dietro le quinte si guarda in sala. Non c'erano dubbi perchè la prevendita dei biglietti gestita dall'edicolante della piazza (Gigi Stevanato, dimostratosi anche eccellente attore nell'atto unico "La scorzetta de limon" di Gino Rocca), era andata bene oltre ogni previsione, ma vedere la sala che si riempie è sempre un buon corroborante per un attore.
Ore 20.45: si apre il sipario e va in scena "Zente refada", tre atti di Giacinto Gallina rappresentata dalla nuova compagnia "I Dilettanti Veneti".
Senza essere presuntuosi fu un successo: pienone per tutte e tre le rappresentazioni.
A questa seguirono altre commedie: "El moroso de la nona" (1977) e "Le baruffe in famegia" di Giacinto Gallina, "La bozeta de l'ogio" (1978) di Riccardo Selvatico, "Queste nostre metà" di Enzo Duse, "1 X 2" di Oscar Wulten.
La compagnia venne invitata anche fuori paese a recitare: l'accoglienza fu calorosa e simpatica.
Il "cast" degli attori si arricchì anche di altre persone e sempre ci fu grande solidarietà fra quanti lasciavano e quanti subentravano. Ricordiamo Roberto Brugnaro, Giuseppe (Bepi) Giacomello, Paola Giacomin, Daniela Scaggiante, Emma (Emy) Stevanato...
Un motivo di soddisfazione per la compagnia è ancor oggi il fatto che Paola Brolati, che ha mosso i primi passi nei "Dilettanti Veneti" ha scelto il teatro ed il cinema come professione e con successo calca molti palcoscenici. Ha fatto parte della compagnia Nasopiù Mad Show e ha recitato nella commedia dell'arte con la Compagnia stabile del Teatro a l'Avogaria di Venezia. Ha fatto cabaret in coppia con G. Zurzolo e Lorenzo Soccoli. Dal 1996 è attrice solista di cabaret, autrice e regista. Lavora alla radio come conduttrice di trasmissioni presso emittenti locali; ha realizzato alcune fiction televisive e al cinema ha lavorato con Silvio Soldini in Pane e Tulipani (1999). Conduce laboratori teatrali per adulti, per le scuole materne, elementari e medie e al carcere femminile di Venezia. Fra i molteplici corsi e laboratori teatrali, ha tenuto anche corsi di scrittura teatrale.
Poi avvenne un fatto luttuoso: al cinema Statuto di Torino in un incendio, il 13 febbraio 1983, morirono 64 persone e vennero giustamente cambiate e rese molto più severe le norme di sicurezza per i cinema e i teatri.
A questo punto la sala "Alessandro Manzoni" era davvero inadeguata e abbisognava di un radicale restauro.
Mons. Albino Tenderini iniziò i lavori di ristrutturazione, voleva che questa sala potesse continuare ad essere un patrimonio della Comunità di Chirignago come luogo di aggregazione.
Non ebbe il tempo di terminare la sua opera perchè anche i preti vanno in pensione e dovette abbandonare il suo progetto.
Inesorabilmente e dolorosamente i "Dilettanti Veneti" si trovarono nell'impossibilità di continuare l'attività e si dovettero fermare proprio quando la loro presenza si era radicata e probabilmente poteva dare di più, non solo come spettacolo ma anche come momento di aggregazione intorno ad un interesse e a una passione che erano riusciti a far penetrare nella Comunità di Chirignago.
L'amore per il teatro pareva spento, ma è bastata una piccola scintilla per riaccendere la fiamma. Nell'autunno 1994 il cappellano don Andrea Volpato (dal 1997 parroco a San Pietro Apostolo di Favaro Veneto) propone a un gruppo di giovani universitari di preparare una rappresentazione teatrale per la festa della famiglia. L'attività teatrale viene così ripresa da un nuovo gruppo di giovani, che ha scelto il nome di “COM-BRICOLA”, ad indicare l’amicizia che unisce tutti gli attori e il legame stretto con la cultura teatrale dialettale veneziana. Un gruppo di amici con l'intento di divertirsi divertendo e di continuare una fiorente tradizione di teatro che a Chirignago ha origini antichissime e importanti esempi attuali.
La compagnia del teatro instabile "La Com-Bricola" propone una commedia all’anno, scegliendo di preferenza gli autori veneti classici (Carlo Goldoni, Giacinto Gallina, Gino Rocca, Edoardo Paoletti, Oscar Wulten, ecc...). Alcuni testi rappresentati sono di produzione propria, scritti da Alessandro Boscolo, regista della compagnia.
È seguita nel tempo da un numero crescente di appassionati (parenti di primo grado, amici di primo grado, conoscenti di primo grado...). Quanto messo in scena da “La Com-Bricola” può definirsi evento più che spettacolo per l’assoluta certezza che ha lo spettatore che quanto vedrà non avrà uguale ripetizione in altro luogo. Diamo comunque una possibilità a questi baldi giovani tenendo presente un aspetto nobile della compagnia. Nella loro storia i Nostri hanno lenito spesso la sofferenza dello spettatore per gli “eventi” cui assisteva con la certezza che quanto ricavato dagli spettacoli almeno veniva poi dato in beneficenza. Si è così potuto contribuire a vari progetti di solidarietà. E ora se quanto scritto non vi ha ancora demoralizzato, se non siete ancora scappati, se siete ancora convinti che quanto verrete a vedere è sempre meglio di quel che viene trasmesso in televisione… Siete pazzi!

COMMEDIE RAPPRESENTATE DAL GRUPPO “LA COM-BRICOLA” DAL 1995

  • Sior Todero Brontolon (Carlo Goldoni) commedia in tre atti – 1995
  • Le barufe in famegia (Giacinto Gallina) commedia in tre atti – 1996
  • Zente refada (Giacinto Gallina) commedia in tre atti – 1997
  • El congresso dei nonzoli (Edoardo Paoletti) commedia in tre atti – 1998
  • No vedo, no sento, no parlo (Alessandro Boscolo) commedia in tre atti – 1999
  • Orgoglio e pregiudisio (Alessandro Boscolo) commedia in tre atti – 2000 e 2014
  • La serva parona (Alessandro Boscolo) commedia in tre atti – 2001
  • Il bugiardo (Carlo Goldoni) commedia in tre atti – 2002
  • Amor in paruca (Giacinto Gallina) atto unico – 2003
  • Niente de novo (Giacinto Gallina) atto unico – 2003
  • La locandiera (Carlo Goldoni) commedia in tre atti – 2004
  • El moroso de la nona (Giacinto Gallina) commedia in due atti – 2005
  • El boteghin dei sogni (Oscar Wulten) commedia in tre atti – 2006
  • Il servitore di due padroni (Carlo Goldoni) commedia in tre atti – 2007
    nel CCC anniversario della nascita di Carlo Goldoni (1707 - 2007)
  • Urli d'amor (Gino Rocca) atto unico – 2008
  • La scorsetta de limon (Gino Rocca) atto unico – 2008
  • Se devi dire una bugia, dilla grossa (Two into One) (Ray Cooney) due atti – 2009
  • El capostazion de Barbariga (Arnaldo Boscolo e Renzo Martinelli) tre atti – 2010
  • La commedia degli errori (The Comedy of Errors) (William Shakespeare) – 2011
  • 1 X 2 (Oscar Wulten) commedia in tre atti – 2012
  • È una caratteristica di famiglia (It Runs in the Family) (Ray Cooney) due atti – 2013

 

SU E GIÙ DAL PALCO
di Katia Vanin

Una sveglia puntata alle 5 del mattino, pagine di tesi di laurea mescolate a quelle del copione, l'annuncio dato alle prove che tuo figlio è nato la notte prima, la trasferta a Roma o a Trieste tre giorni alla settimana. Sul palco siamo i personaggi che interpretiamo, presi nella giostra degli equivoci e dei colpi di scena; chiuso il sipario siamo noi, con le nostre storie, con la vita che ci cattura e ci incalza.
Su e giù dal palco, anche se attori veri non siamo davvero. Ma gente che ama recitare, questo sì.
È una passione a cui possiamo dedicare solo le briciole del nostro tempo, solo dopo la famiglia, dopo il lavoro, solo dopo altri servizi e responsabilità in parrocchia e fuori. Questa è la
Com-bricola, il nostro gruppo teatrale.
Il teatro a Chirignago ha una lunga tradizione, iniziata nel primo dopoguerra quando il parroco mons. Riccardo Bottacin fondò
La Filodrammatica, un gruppo di giovani che si riunivano per studiare e provare commedie e drammi. Dopo anni di grande fervore e di spettacoli portati anche fuori parrocchia, seguì negli anni ’70 l’attività teatrale di Antonio Pinosio che con passione e capacità riuscì a coinvolgere giovani e adulti realizzando spettacoli di grande successo. Poi l’amore per il teatro pareva spento, ma è bastata una piccola scintilla per riaccendere la fiamma.
Ripensando a questo nuovo inizio, mi torna alla mente quella sera nell’autunno 1994 in cui don Andrea Volpato ha proposto a un gruppo di giovani universitari di preparare una rappresentazione teatrale per la festa della famiglia. Ero fra questi. È nata così la nostra prima commedia, quasi una scommessa. Saremmo riusciti ad arrivare fino in fondo? Cosa sarebbe uscito da ragazzi alle prime armi?
È stato un successo. Tanto che l’accoglienza positiva e il calore espressi dal pubblico ci hanno dato carica per buttarci in un secondo lavoro per l’anno successivo, poi per il terzo e ancora per i seguenti. La preparazione di un momento di intrattenimento per la festa della famiglia è diventata così un impegno costante, un servizio per la nostra parrocchia. E al contempo la commedia è per i parrocchiani un momento amato e atteso. Cerchiamo di scegliere un repertorio vicino alla sensibilità della gente di Chirignago, commedie divertenti, attingendo soprattutto alla tradizione del nostro teatro veneto. Ci siamo dati un nome che ci racconti, che dica a tutti che siamo amici e che ci sentiamo legati alla cultura veneziana.
Da qui all’andare anche fuori casa il passo è stato breve. Negli anni abbiamo cominciato a collaborare con altre parrocchie e associazioni e volentieri ci spostiamo a Gazzera, a Zelarino, a Mestre per arricchire le rassegne lì organizzate o per offrire uno spazio divertente nelle loro occasioni importanti.
La
Com-bricola ha cambiato volto nel tempo, in tanti anni ne succedono di cose: qualcuno ha lasciato, qualcun altro è arrivato, chi è rimasto è diventato uomo, è diventata donna. Ci sono momenti di grande entusiasmo e momenti di fatica, di sfiducia a volte; la fedeltà si misura soprattutto con questi.
Arrivati qui non possiamo che essere grati e orgogliosi della strada fatta, ma ci piace di più guardare avanti a ciò che verrà, perché dice Truffaldino, protagonista di una delle nostre commedie:
“Manca el megio, signori!”.


Katia Vanin e Paolo Trevisan ne "Il Servitore di due padroni" di Carlo Goldoni (2007)


Katia Vanin, Luciano Cappellesso, Mirko Zennaro, Francesco Semenzato, Alessandro Boscolo e Federico Lugato in "Se devi dire una bugia, dilla grossa" (Two into One) di Ray Cooney (2009)

La compagnia teatrale "I DILETTANTI VENETI"
in scena sul palco del Cinema Teatro "Alessandro Manzoni" di Chirignago negli anni '70


Paola Brolati,
Toni Pinosio
ed Emy Stevanato in
"1 X 2"
di Oscar Wulten

Paola Giacomin, Miranda Lazzarin, Bepi Giacomello e Paola Brolati in
"La bozeta de l'ogio" di Riccardo Selvatico (1978)

Paola Giacomin,
Paola Brolati e
Roberto Brugnaro in
"La bozeta de l'ogio" di Riccardo Selvatico (1978)


Paola Giacomin,
Toni Pinosio,
Miranda Lazzarin Pinosio e
Arturo Lazzarin in
"El moroso de la nona"
di Giacinto Gallina (1977)



Il cast al completo de
"I Dilettanti Veneti" riceve gli applausi per la recita de
"El moroso de la nona"
di Giacinto Gallina (1977)


Miranda Lazzarin,
Toni Pinosio,
Daniela Scaggiante e
Paola Giacomin
in "Zente Refada"
di Giacinto Gallina (1976)

Stiamo cercando urgentemente persone disposte a recitare insieme a noi nel nuovo spettacolo in allestimento. Non è richiesta nessuna referenza particolare e nessuna capacità specifica se non la disponibilità ad alcune prove serali fino allo spettacolo. L’invito non è solo per giovani ma è esteso anche a uomini e donne di qualsiasi età. Non abbiate paura, chi ha partecipato potrà garantire che trattasi di un’esperienza molto bella.
Provate e vedrete che ci si divertirà insieme e non serve essere Eleonora Duse.

Per info, insulti vari, apprezzamenti, appuntamenti o altro
e-mail: francescodue2002@libero.it
Tel 041912288 oppure 0412517953

Uomini, donne, provate, provate, provate.
Grazie

Alessandro Boscolo