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Il Consiglio Parrocchiale di AC L'Azione Cattolica di Chirignago Documenti
Testimonianze Testimoni

MARIA BORGHETTO
Lancenigo, 24 luglio 1913 Chirignago, 16 luglio 2009


"Una sola è la cosa di cui c'è bisogno.
Maria si è scelta la parte migliore,
che non le sarà tolta"

Luca 10, 42

 

Maria ha tanto amato la Gioventù Femminile dell’Azione Cattolica ed è stata iscritta fin dai primi anni della sua giovinezza.
In parrocchia per tanti anni è stata la sua Presidente, con amore ed impegno si è dedicata alla formazione delle giovani ed è passata poi tra le donne di Azione Cattolica.
Ha curato il gruppo dei fanciulli di AC che numerosi aderivano.
“Ho fatto tutto per amore del Signore!”, sono state queste le ultime parole che Maria mi ha lasciato.
Ora Maria è nella casa del Padre con il Signore per il quale ha lavorato nella sua vigna.
La ricordiamo con affetto e riconoscenza e preghiamo perché il Signore l’accolga tra le sue braccia misericordiose.
Bruna Gomirato


Da sinistra verso destra: Maria Borghetto, Maria Favaro e Bruna Gomirato in Via della Conciliazione a Roma in occasione dei festeggiamenti per il Trentennio della fondazione della Gioventù Femminile di Azione Cattolica (7 settembre 1948)

 

FIGLIA - SORELLA - MADRE

FIGLIA
Anzitutto Maria è stata figlia nella nostra comunità: ha respirato, ha assimilato, ha fatto propria la fede di questo paese crescendo sotto la guida di quel padre premuroso della nostra gente che è stato mons. Riccardo Bottacin.
Lei, Bruna e le altre giovani di quel tempo hanno docilmente fatto propria la sua fede semplice e profonda, la sua devozione, il suo amore per la preghiera.
Figlia di Dio fino in fondo: quanto attendeva la comunione il primo venerdì del mese, preparando con cura la tovaglietta bianca, i fiori, la candela accesa, il bicchiere d’acqua sul tavolo dove appoggiavo la pisside con il corpo del Signore.
Figlia di Maria a cui era devota con la recita del Rosario che trovavo sempre sullo stesso tavolo se non era tra le mani, rosario alla cui recita aveva iniziato anche recentemente tante altre donne.
È per questo che la sua mamma, Maria, avendola vista fedele, l’ha accompagnata per tutta la vita e ha voluto prenderla per mano anche per farle fare il passaggio da questa alla nuova vita, proprio il 16 luglio, giorno a Lei dedicato con la festa della Madonna del Carmelo. “Perché el Signor no me tol su?” mi diceva spesso; infine “So stanca” sono le ultime parole che io ho sentito sommessamente pronunciare prima dei campeggi... ecco la Madonna l’ha accontentata dicendo al Suo Figlio Gesù che era tempo che Maria arrivasse nella pace.
E il suo Figlio Gesù, come sempre, l’ha ascoltata

SORELLA
Oltre che figlia Maria è stata sorella per tanti di noi: in particolare di chi con lei è cresciuto nelle fila dell’Azione Cattolica, ha condiviso la passione per Cristo e per la Chiesa negli anni prima e dopo il concilio, ha accompagnato più volte con entusiasmo le giovani di AC a Roma dal Papa.
Un entusiasmo che non le era venuto meno tanto che spesso si lamentava dicendo “ti vedi: sento poco, vedo poco… so qua e no posso più far niente”.
Sorella perché ha pregato per noi, perché ci ha raccomandato la preghiera: nel Vangelo Gesù è categorico nel presentare la discepola ideale… non Marta che, seppur brava, si preoccupava di tutto quello che serviva a Lui ma Maria che si preoccupava direttamente di Lui, che stava con lui, che si metteva docilmente ai suoi piedi come la nostra Maria Borghetto ha fatto.
Sorella perché ti metteva subito a tuo agio: contro le mie abitudini verso chi è più vecchio di me, mi è sempre venuto spontaneo darle del tu, e dirle “ciao”.
Sorella perché umile nel riconoscere i propri limiti. “So cativa!” mi diceva spesso “pretendo sempre, so cativa co la Marika (la signora che le faceva compagnia)… me dispiaxe perché ghe vojo ben!”.
Un carattere certo forte e talvolta anche troppo sicuro di sé ma che nascondeva una piena consapevolezza dei propri limiti.

MADRE
Si Maria è stata anche una mamma: lo è stata con i nipoti e pronipoti che ha amato e cresciuto come figli.
È stata mamma nel correggere ognuno di noi: sì perché Maria non ti perdonava mica niente… “Xe un’ora che te speto!”… era il saluto quando andavo a portarle la comunione un po’ oltre l’orario consueto “sempre de corsa si voialtri preti” quando stavo per salutarla mentre lei amava raccontarmi tante cose del suo passato…
Era proprio una correzione materna, fatta con grinta e decisione, fatta per amore. Sarà ricordato a lungo il giorno in cui, durante la Visita Pastorale, ha rimproverato anche il patriarca Angelo perché ogni due anni l’8 dicembre, festa dell’adesione all’AC, convoca i gruppi di Azione Cattolica a Venezia “xe come che el portasse via la sposa nel giorno del so matrimonio… l’Asion Catoica el gà da lasarla qua l’8 dicembre!”.
La sua decisione e sicurezza vengono dalla sua passione per Cristo, per la nostra comunità e per la sua amata Azione Cattolica per la quale si è spesa finché le forze gliel’hanno concesso.

Ecco Maria adesso occupi quel posto che il Signore ci ha promesso, quello preparato per te in cielo fin dall’origine del mondo. Ti affidiamo la tua famiglia e ti affidiamo la nostra comunità.
Il tuo posto in quel banco, quello davanti tra i bambini alla messa delle 9.30 passerà a qualcun altro che, speriamo, respiri proprio da lì la tua fede, la fede con la quale da quel posto ascoltavi e vivevi l’Eucaristia.
Adesso ti saluto come ti salutavo sempre scendendo dalle scale: nei primi venerdì dicendoti “ciao Maria, se vedemo domenega a messa”, oggi, “ciao Maria, se Dio vol, se vedemo in Paradiso”.
Don Andrea Longhini, dall'omelia della Santa Messa esequiale, 20 luglio 2009


Il settore femminile di Azione Cattolica in gita a Vittorio Veneto il 5 ottobre 1936. Questa fotografia è la più antica immagine del settore femminile dell'AC di Chirignago di cui siamo a conoscenza.
La prima ragazza in piedi a sinistra è Maria Borghetto, a 23 anni.

 

ARRIVEDERCI MARIA!

Ho sentito che i funerali di questa donna hanno avuto tratti di grande intensità e partecipazione.
Sono stato felice che alla fine la bara sia stata salutata dal canto che era anche mio, giovane aspirante, “Bianco Padre che da Roma ci sei meta, luce e guida…”.
Voglio anch’io salutare Maria che ho conosciuta nei suoi ultimi ventitre anni di vita.
È stata una donna che ha segnato la vita della Comunità cristiana di Chirignago. Da chi l’ha avuta catechista o delegata o Presidente di Azione Cattolica […] a chi ha condiviso con lei gli incontri del gruppo anziani e le sue tante gite. Una vita spesa in comunità e per la comunità, fin quando ha potuto. E giustamente la Comunità l’ha accompagnata all’incontro con Dio, perché la Chiesa non è un ufficio pubblico dove tutti sono uguali, ma una famiglia dove i ruoli e l’impegno di ciascuno vengono riconosciuti e sottolineati.
È stata una donna piena di spirito, allegra, dalla battuta e barzelletta facile. E nello stesso tempo un “caratterino” che ti raccomando.
Veniva in chiesa alla domenica, accompagnata dalla fedele badante, o al sabato sostenuta dalla Betty, si intratteneva con le amiche al parco, ma non c’era verso di convincerla che se le cose stavano così non era il caso di portarle la Comunione a casa ogni primo venerdì del mese: “so vecia, go fato tanto par a Ciesa, go dirito che me porté la comunion in casa, ciò”.
Testimone della vita di Chirignago di quasi un secolo fa, figlia spirituale di mons. Bottacin, ha saputo cambiare con il cambiare dei tempi ed ha fatto sue le riforme [...], e come dice San Paolo al termine della sua vita “ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede”. Essendo stato il suo ultimo confessore, so che Maria temeva la morte, ma la guardava in faccia con fede e diceva: “Go paura, ma el Signor me aiuterà”. E l’ha aiutata permettendo di prepararsi nei lunghi giorni di ospedale.
“Requiescat in pace”.
Riposi nella pace dei giusti, con quel Signore che ha amato dedicandogli la vita.
Don Roberto Trevisiol, Arciprete di Chirignago


1938 (Vittoriano - Altare della Patria) - Pellegrinaggio nazionale a Roma in occasione del
XX anniversario della fondazione della Gioventù Femminile di Azione Cattolica.
Da San Marco: Clementina Frisan, Ada Ferrarese, Rita Baldo;
da Santa Lucia: Lina Brovazzo;
dalla Bragora: Rosi Vianello;
da Chirignago: Maria Borghetto, la seconda ragazza in piedi da destra.

 
BIANCO PADRE
(musica di Mario Ruccione - testo di Guglielmo Giannini, con lo pseudonimo "Zorro")

Qual falange di Cristo Redentore
la gioventù cattolica è in cammino,
la sua forza è lo spirito divino,
origine di sempre nuovo ardore
ed ogni cuore affronta il suo destino
votato al sacrificio ed all’amor.

Bianco Padre che da Roma
ci sei meta, luce e guida
in ognun di noi confida
su noi tutti puoi contar!
Siamo arditi della fede,
siamo araldi della Croce,
al tuo cenno, alla tua voce
un esercito all’altar!

Balde e salde, s’allineano le schiere
che la gran Madre dal suo sen disserra,
la più santa famiglia della terra,
innalza al cielo i cuori e la bandiera
ed ogni figlio è pronto alla sua guerra,
votato al sacrificio ed all’amor.

Bianco Padre che da Roma
ci sei meta, luce e guida
in ognun di noi confida
su noi tutti puoi contar!
Siamo arditi della fede,
siamo araldi della Croce,
al tuo cenno, alla tua voce
un esercito all’altar!
Siamo arditi della fede,
siamo araldi della Croce,
al tuo cenno, alla tua voce
un esercito all’altar!

 


Il gruppo della Gioventù Femminile di Azione Cattolica di Chirignago ai Giardini Vaticani in occasione del XXX anniversario della fondazione della GF (settembre 1948).
La seconda ragazza seduta da sinistra è Maria Borghetto.

“L’Azione Cattolica e l’asilo delle nostre suore erano per le giovani un riferimento costante. A queste realtà Mons. Bottacin rivolgeva una attenzione particolare, incoraggiava l’impegno ed aveva per tutte noi una parola edificante. Molte erano le iniziative dell’anno liturgico, ricordo come ora l’importanza e la serietà con cui vivevamo la novena dell’Immacolata.
Della bontà e della carità di Mons. Bottacin non si parlerà mai abbastanza, quello che però ancora mi indigna è il cuore duro di quanti, pur aiutati da lui, non hanno riconosciuto la sua bontà disinteressata per ragioni politiche. Infatti durante le elezioni politiche del 1948 in un seggio del paese, dove Monsignore si era recato a votare senza documento di indentità personale, è capitato che nessuno volesse riconoscerlo e solo le vive proteste di un elettore presente modificarono le cose.
Ma Monsignore perdonava tutto sempre e tutti.
Per questo l’indimenticabile dott. Emilio Dal Lago diceva che a Chirignago c’era un santo e mezzo, alludendo al parroco alto di statura fisica e spirituale e al cappellano don Romeo Carniato, di statura bassa ma altrettanto degno. Sono stati un binomio eccezionale di fede vissuta”.
Maria Borghetto

“Fui presidente della Gioventù Femminile di Azione Cattolica per lunghi anni e Mons. Bottacin mi fu sempre maestro e guida, nella gioia e nel dolore, nel successo e nell'insuccesso, poiché queste sono le tappe della vita! Catechismo - giornate di studio - settimana della giovane - santi ritiri - santi esercizi - scuola di canto - novena dell'Immacolata - festa del tesseramento. Ogni prima domenica del mese era una festa particolare con santa Messa e santa Comunione comunitaria rallegrata con i nostri bei canti, e in quella celebrazione la gente veniva più numerosa del solito.
Era un Padre buono, di carità, di fede, di preghiera; quando per motivi di apostolato dovevo conferire con Lui, per mettermi d'accordo sui vari programmi da svolgere, lo cercavo e spesso lo trovavo in chiesa a pregare; ancora oggi mi pare di vederlo tutto assorto, quasi estatico, da provare tanto timore e nello stesso tempo tanta venerazione che me ne stavo silenziosa ad aspettare, finché si accorgeva della mia presenza. Era un sacerdote sempre disponibile; la sua casa era sempre aperta a tutti; dava, inoltre, tanta libertà di lavorare nella chiesa del Signore, specialmente a noi laici e anche ai suoi cappellani. Benché anziano il suo cuore era sempre giovane, semplice ed ottimista. Aveva una parola per tutti, un buon consiglio, anche qualche piccolo rimprovero, ma lo faceva così paternamente da non offendere nessuno. La sua grande generosità, la sua grande carità verso il prossimo non aveva confini.
Ho presente nei miei ricordi quella ciotola di legno che stava sopra la credenza, appena si entrava a sinistra, in cucina della canonica: al mattino era piena di monete, che a quel tempo avevano il loro valore, e al pomeriggio era sempre vuota”.

“Non posso dimenticare le domeniche dei pomeriggi d'estate, dopo i vespri, nel cortile dell'asilo, sedute attorno a lui, con le suore mentre raccontava qualche barzelletta o qualche aneddoto trascorrendo così le ore in lieta compagnia. Sapeva essere allegro, benché le cose in paese non andassero tanto bene e gli davano dei dispiaceri”.
Maria Borghetto