Alla larga dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride dalla grandezza che non si inchina davanti ai bambini Kahlil Gibran
“Se tu mi tocchi con dolcezza e tenerezza
se tu mi guardi e mi sorridi
se qualche volta prima di parlare mi ascolti
Io crescerò, crescerò veramente” Bradley, 9 anni
L'Associazione Volontari del Fanciullo O.N.L.U.S. (iscrizione Albo Regionale n° VE 231), con il progetto Casa Nazareth, si configura come un servizio gratuito che svolge un ruolo di intervento diretto nei confronti di minori, per aiutare i bambini e gli adolescenti più deboli a camminare sereni verso la vita.
Si propone come ricchezza, risorsa per rispondere alle multiforme e complesse emergenze educative con le quali il territorio ci interpella continuamente.
Si avvale di una accurata formazione in ambito umano-religioso, psicopedagogico, operativo e comunitario.
Periodicamente organizza corsi di formazione per aspiranti volontari, presso la sede di Casa Nazareth, in via del Parroco 7 (a pochi passi dalla Piazza San Giorgio), rivolti a tutte le persone, maschi e femmine, dai 17 ai 40 anni.
I corsi prevedono una serie di incontri con cadenza settimanale (generalmente il mercoledì sera dalle 20.30 alle 22.30).
CHI SIAMO
Siamo un'Associazione di volontariato, nata dal carisma delle Figlie di San Giuseppe, che svolge un servizio gratuito per aiutare, comprendere ed affiancare i bambini, i ragazzi e le famiglie che si trovano in situazioni di difficoltà transitoria o permanente e che vivono situazioni di disagio personale e/o familiare. Questo servizio viene svolto in strutture di tipo familiare a carattere diurno per bambini dai 4 ai 13 anni e per ragazzi dai 14 ai 18 anni, a livello comunitario presso i centri diurni di accoglienza "Casa Nazareth" e "Aquilone".
PERCHÉ SIAMO NATI
Suor Licia Farinelli, delle figlie di San Giuseppe, ispirata dal carisma di mons. Luigi Caburlotto, fondatore della congregazione, nel novembre del 1990 fonda il primo nucleo di volontari che iniziano in maniera pioneristica l'opera di sostegno ai bambini in difficoltà. Suor Licia risponde così alle richieste di aiuto rivoltele da alcune famiglie del territorio e vede che c'è una realtà fatta di infanzia trascurata e bisognosa di cure. I volontari cercano quindi di offrire amore, dialogo e accoglienza.
LA NOSTRA STORIA
Il gruppo, dopo cinque anni di vita, nell'Aprile del 1995 si struttura come "Associazione Volontari del Fanciullo", ente O.N.L.U.S. con statuto regolarmente iscritto all'Albo regionale. Nel 1996, con la collaborazione del Comune, viene inaugurata la prima Casa Nazareth a Spinea, che nel 1998 viene trasferita a Crea, dov'è tuttora. L'8 dicembre 2003 per iniziativa del parroco di Chirignago don Roberto Trevisiol, che conosceva e stimava l'opera di Suor Licia Farinelli, viene aperta a Chirignago la seconda Casa Nazareth. Nel 2004, per dare continuità ai progetti educativi dei bambini già ospiti delle Case Nazareth, nasce il gruppo "Aquilone", la cui sede è stata inaugurata a Crea nel marzo 2006, grazie alla collaborazione del Comune di Spinea.
QUALI SONO I NOSTRI OBIETTIVI
Aiutare i minori e le loro famiglie in situazioni di difficoltà transitoria o permanente.
Far cogliere ai minori i valori cristiani della fraternità, del perdono, della ricerca del bene e del vivere insieme.
Promuovere in loro la capacità di interazione sociale attraverso esperienze di confronto, ascolto e dialogo reciproco.
Favorire l'autostima attraverso la presa di coscienza delle proprie potenzialità ed il recupero della fiducia in se stessi.
Sviluppare l'autocontrollo, acquisendo l'abitudine al rispetto di sé e dell'altro.
Incoraggiare l'autonomia, la progettualità, la fiducia nel futuro e nella possibilità di realizzare i propri progetti.
Affiancarci alla famiglia per un servizio di solidarietà e di recupero affettivo ed educativo
Creare un rapporto di amore e di fiducia con i bambini
IL SERVIZIO PROPOSTO
Casa Nazareth, situata una a Crea-Spinea e una a Chirignago, è un centro pomeridiano di accoglienza per minori dai 4 ai 13 anni, aperto dal lunedì al venerdì. È un ambiente strutturato secondo il modello di casa-famiglia, sereno ed accogliente sullo stile della famiglia di Nazareth.
Aquilone è un servizio rivolto ai ragazzi dai 13 ai 18 anni che hanno frequentato Casa Nazareth e che necessitano di una continuità della progettualità educativa per consolidare e ampliare i risultati raggiunti nel centro.
CHI È IL VOLONTARIO
Il volontario è una persona che offre gratuitamente il proprio tempo e le proprie risorse a favore dei bambini/ragazzi che frequentano le nostre strutture.
Dopo un anno di formazione psico-pedagogica e spirituale e dopo un breve tirocinio, viene inserito nel servizio ai minori, pur continuando il suo percorso di formazione permanente.
Gli scopi della formazione sono:
Promuovere la crescita integrale del volontario
Acquisire il carisma spirituale ed educativo di mons. Luigi Caburlotto
Vivere esperienze di vita comunitaria attraverso incontri settimanali e periodici
HAI VOGLIA DI METTERTI IN GIOCO?
CERCHIAMO NUOVI VOLONTARI
Stiamo cercando nuovi volontari: giovani dai 17 anni ai 40 che abbiano voglia di mettersi in gioco per aiutare bambini ed adolescenti a camminare più sereni verso la vita. Pronti a un'esperienza di vita nel segno della solidarietà e dell'accoglienza affettuosa.
Pronti a una scelta di vita comunitaria con altri volontari, condividendo momenti di vita pratica e spirituale.
QUAL È L'IMPEGNO RICHIESTO
Partecipare ad incontri serali di formazione psico-pedagogica, spirituale ed operativa a cadenza settimanale (da ottobre a giugno). L'attività di volontariato con i bambini comincerà dopo il periodo di formazione.
Ti aspettiamo per parlare e conoscerci.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI RIVOLGERSI A:
Suor Licia Farinelli
c/o Casa Nazareth
Tel.
041 5440796 (ore pomeridiane dal Lunedì al Venerdì)
Tel. 041 998260
Via del Parroco 7, Chirignago Venezia
PER IL TUO CONTRIBUTO - OFFERTE
Puoi sostenere Casa Nazareth con una donazione su uno dei seguenti conti corrente bancari:
Banco San Marco IBAN IT63 – T – 05188 – 36330 – 000000041865
Veneto Banca IBAN IT43 – C – 05418 – 36330 – 038570244596
Poste Italiane IBAN IT41 – Q – 07601 – 02000 – 000015859309
Chi volesse destinare il 5 per mille del suo IRPEF all'Associazione Volontari del Fanciullo o.n.l.u.s. senza alcun costo può indicare nella dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90056400279.
Ringraziamo fin d'ora tutti coloro che ci sosterranno con questo contributo.
La presidente
LUCIANA BALLARIN
CASA NAZARETH È A CREA-SPINEA
Via don Egidio Carraro, 8 - 30038 Spinea VE - tel. e fax. 041998260
CASA NAZARETH È A CHIRIGNAGO
Via del Parroco, 7 - 30174 Chirignago VE - tel e fax. 0415440796
QUESTI SONO GIÀ NOSTRI AMICI:
Congregazione Figlie di San Giuseppe del Ven. mons. Luigi Caburlotto
Nel 2002 la Comunità Parrocchiale di Chirignago ha voluto dedicare il tradizionale Concerto di San Giorgio, in onore del Santo Patrono, all’Associazione “Volontari del Fanciullo” di Casa Nazareth, e a Suor Licia Farinelli.
La mano amica dei volontari di Suor Licia
“Una mano amica per aiutare i bambini e le loro famiglie”. Questo è la Casa Nazareth di Chirignago, un centro diurno di accoglienza rivolto a minori che vivono situazioni di disagio. È indubbiamente una delle opere più conosciute e stimate del territorio quella guidata da Suor Licia Farinelli delle Figlie di San Giuseppe del Venerabile mons. Luigi Caburlotto. Sostenuta in tutto e per tutto dall’opera di tanti volontari che, tra Chirignago e Spinea, dove la Casa Nazareth, a Crea, ha la sua sede originaria, si contano in oltre un centinaio. “Il piccolo gruppo partito nel 1990 a Crea è cresciuto molto – racconta Suor Licia in uno dei pochi momenti di “pausa” –. Dal tempo dei piccoli nuclei chiamati simbolicamente “Casa Nazareth” il nostro progetto si è sviluppato molto. L’intento è di rivolgersi in particolare a minori dai 4 ai 13 anni che soffrono di solitudine, abbandono, carenze psicoaffettive, collaborando attivamente con i servizi pubblici, impegnati ad affrontare sempre più urgenti problematiche giovanili. Ci piace sottolineare che si tratta di una Casa, perché chi viene accolto vive come in una famiglia, scoprendo accoglienza, dialogo, educazione e dolce fermezza”.
Una vita familiare scandita da tempi precisi, dall’accoglienza reciproca al tempo dei compiti per casa, dalla merenda alle attività creative, passando per l’importantissimo Consiglio di Famiglia, che dà la possibilità al ragazzo di sviluppare senso del confronto e di responsabilità.
Volontari e responsabili si turnano nei vari giorni della settimana, coordinati da una educatrice fissa, che conduce il progetto educativo, il tutto supervisionato da Suor Licia e Suor Bruna. “In ogni attività c’è un giovane accanto ad ogni bambino – continua Suor Licia – ragazzi formati in un percorso di circa un anno e sottoposti a una selezione… naturale”. In che senso? “Nel senso che la selezione si fa da sola – sorride la religiosa – chi arriva senza la necessaria motivazione col tempo cede. A volte basta un girotondo di qualche minuto con i bambini di 5 anni”.
Così si è formato quel gruppo di volontari che dal 1995 si è anche organizzato in Associazione, l’Associazione Volontari del Fanciullo, che nel Gennaio 2004 è poi sbarcata in via del Parroco a Chirignago. Da allora sono aiutati circa 20 piccoli, con il lavoro di 32 volontari formati nel corso di circa 40 incontri di formazione nel corso di un anno. Ma la Casa Nazareth di Chirignago, situata giusto in mezzo a una realtà parrocchiale sempre viva (nelle vicinanze c’è la Scuola dell’Infanzia Paritaria “Sacro Cuore”, sotto gli alloggi vi è la Sala parrocchiale “San Giorgio”) ha anche una curiosa peculiarità, che è quella di ospitare al suo interno, al piano superiore, due miniappartamenti per alcuni anziani della parrocchia. “E il rapporto con i nonni è ottimo, spesso ci si incontra negli spazi comuni”, conferma divertita Suor Licia, e il suo volto sorridente, sereno, è sicuramente la sintesi migliore di tutto questo progetto.
LA COMUNITÀ RELIGIOSA DI CASA NAZARETH
Suor Licia Farinelli Sono nata a Postumia, in Slovenia, ma allora era provincia
di Trieste; l’anno, però, è un segreto!
La mia famiglia era patriarcale: undici figli, più mamma e
papà. La mia vocazione è nata con me. Ho avuto la grazia
di capire fin da bambina che ero fatta per la vita religiosa;
dopo la messa mi fermavo in chiesa e dicevo a Gesù: “Quando sarò grande sarò suora”, anche se a Trieste le
suore non c’erano e io non ne avevo mai viste. È stata una bomba ad aprire spiragli nella mia vita. Nel 1945 è caduta
una bomba sopra casa nostra e sono stata sepolta ventiquattr’ore sotto le macerie; abbiamo perso tutto e siamo dovuti
andare a Benevento. Durante il viaggio ho visto l’Italia in macerie, tanti bambini senza genitori; in me avevo un pensiero
forte e continuo, anche se non ne ero consapevole del tutto: “Quando sarò grande terrò tanti bambini”. Sono stata a
Vittorio Veneto come sinistrata dalle suore Figlie di San Giuseppe ed è stata come una rivelazione, appena le ho viste ho
detto: “Ecco, sono queste”. A quindici anni e mezzo ho chiesto di entrare in noviziato e a vent’anni ho fatto la professione
religiosa.
Il primo servizio l'ho prestato in una scuola dell'infanzia a Venezia, poi mi sono spostata a Spinea, dove sono stata impegnata come educatrice ed anche direttrice nella scuola dell'infanzia, come insegnante di religione nelle scuole elementari ed anche all'Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato "Giovanni Ponti" di Mirano, dove per sei anni mi sono dedicata al servizio di formazione dei giovani.
Quando nel 1995 sono arrivata a Chirignago, dopo la lunga esperienza di Spinea dove ho vissuto la contestazione del 1968, ho respirato un’aria di parrocchia più stabile e al contempo molto viva: ho sentito le radici cristiane di tutta la
popolazione. Ho visto numerosi giovani ben impegnati nella loro crescita interna comunitaria e anche desiderosi di
aprirsi al mondo del sociale. Ho fatto catechismo alle elementari e medie, ma da alcuni anni mi occupo esclusivamente
dell’associazione “Volontari del Fanciullo” che ho fondato: sono responsabile del carisma religioso ed educativo sia
rispetto ai volontari che alle educatrici. La mia speranza per il futuro è che le case Nazareth si moltiplichino, perché ci
sono richieste che non possiamo accogliere e perché si conosca sempre di più il carisma educativo del fondatore della
mia Congregazione, mons. Luigi Caburlotto, e poter passare la fiaccola ai laici volontari innamorati di questo carisma.
Suor Bruna Burei Ho passato infanzia e adolescenza tra Ponte di Piave, Cavalese e Treviso, dove il Signore mi ha salvato la vita durante il
bombardamento del 1944. Ho fatto l’operaia tessitrice, mi sono comperata la bici più bella che c’era in Treviso e andavo
su e giù per il Fadalto con le amiche dell’AC. Nel dopoguerra usciva in fascicoli la vita di Gesù, io li ho presi, letti più
volte. Un giorno mi sono soffermata su Giovanni cap. 4, dove Gesù dice che l’acqua che lui darà diventerà sorgente che
zampilla per la vita eterna. Queste parole mi hanno colpita e legata a Lui. A vent’anni sono entrata in convento a
Venezia e a ventitre ho fatto la professione religiosa. Nella mia Congregazione mi sono sempre sentita bene e la mia
vita la sento nuova ogni giorno.
Sono stata per 10 anni alle dipendenze dell’IRE come assistente sociale direttrice Santa Maria della Presentazione. Poi
Segretaria Usmi.Ve e insegnante di educazione tecnica all’Istituto Solesin. Nel 2000 la Madre Generale mi ha proposto
di fare comunità con suor Licia per collaborare con i Volontari del Fanciullo. Sono molto contenta di sostenere questi
volontari che amo e dai quali sono riamata; ho un feeling particolare con gli studenti e con le signore più mature, forse
perché condivido con loro le fatiche domestiche. Trovo la parrocchia fantastica: godo nel vedere tanti genitori con i
bambini piccoli a messa. Amo molto CO/GI proposta e a volte mi dico che prima o poi scriverò anch’io qualcosa.
Una speranza per il futuro: che ci siano dei ragazzi e ragazze che scelgono la vita sacerdotale e religiosa e che tutti noi
cristiani siamo innamorati del Signore.
“Bellissima idea… questa casa con la condivisione tra anziani e bambini, radicandosi nella storia di questa comunità, esprime un modello di civiltà capace di far passare le cose che contano da una generazione all’altra” Angelo card. Scola, Patriarca di Venezia, all'inaugurazione di Casa Nazareth,
8 dicembre 2003
“Questa opera di sostegno per i bambini in difficoltà non sarebbe possibile senza i tanti volontari che donano il loro tempo libero” Suor Francesca Lorenzet, Madre Generale delle Figlie di San Giuseppe del Caburlotto
8 dicembre 2003
“Bella e santa opera ricordare la generazione passata, ma non dimenticare la generazione che sorge; i morti devono essere ricordati e non dimenticati i nuovi rampolli della vita, i bambini!
È così che mi piace che siano ricordati i morti, affidandone la memoria non a sterili e freddi marmi – come si è fatto un po' dappertutto prima che la voce dall'alto gridasse «Basta monumenti!» – ma con istituzioni di alta e vera beneficenza specialmente a vantaggio dei bambini.
È quasi l'esecuzione di un testamento... «Noi moriamo, ma ricordatevi dei nostri figli, dei bimbi che devono prendere nel mondo il nostro posto».
Un bravo a voi, giovani del Comitato che con la vostra costante passione e sacrificio avete mantenuto viva la fiaccola dell'amore a riconoscenza dei morti di guerra e che con quest'opera la innalzate e la agitate in alto.
Così Chirignago ha assolto il suo voto. Compiuto il suo dovere!” Mons. Riccardo Bottacin, inaugurazione della sala monumentale "Ai Nostri Caduti" (1933), dall'8 dicembre 2003 Sede di Casa Nazareth e dell'Associazione "Volontari del Fanciullo"
“Vi chiamerete Figlie di San Giuseppe, perché vi prenderete cura delle fanciulle con lo stesso amore che S. Giuseppe ha avuto per Gesù affidatogli dal Padre Celeste, perché gli fosse custode ed educatore. La vostra casa sarà come la piccola casa di Nazareth, perciò vivrete in un clima di amore, di dolcezza, di preghiera e di lavoro, di silenzio e di umiltà. La vostra ambizione sia servire le altre, come Giuseppe a Nazareth serviva Maria e Gesù. Amate le fanciulle come il tesoro più prezioso che il Signore vi affida. Dovete sostituire le mamme che hanno abbandonato le loro creature. Ricordate che salvando una giovane donna salverete una famiglia intera”
"Educare insieme, arte paziente per un futuro di speranza"
"Solo carità e dolcezza conquistano il cuore e persuadono al bene"
"Educare è arte del cuore"
"Un buon educatore vede tutto, corregge poco, castiga pochissimo"
"Dolcezza, discrezione, perseveranza: ecco le armi di un educatore"
"È necessario un apprendistato lungo, graduale, serio, per espletare un lavoro con competenza" Mons. Luigi Caburlotto (1817-1897)