
noi amici di Azione Cattolica, come fratelli in Cristo e nella comunità, abbiamo pensato fosse doveroso e non solo, anche desiderato col cuore, dedicarti un piccolo spazio perchè la tua vicenda, letta con gli occhi della fede, possa divenire un punto di luce.
Sei stata fra noi con discrezione, con la semplicità preziosa che si addice ai fiori di cui parla il Vangelo: "Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro" (Mt 6,28). Ad una vecchia animatrice come me, capita raramente di incontrare, nei gruppi giovanili, ragazze che sappiano esprimere e interpretare la bellezza in modo tanto naturale e interiore, senza artifici, senza vanità.
Con noi eri di poche parole.
Mi piace pensare che quei tuoi silenzi custodissero la sete dell'infinito e una segreta preghiera. Gesù l'ha detto: "Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perchè il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate" (Mt 6, 7-8).
Il senso della vita non è nel clamore, nella capacità di farsi vedere e sentire, per affermarsi a qualsiasi costo.
Ciò che è più piccolo e nascosto, ciò che al mondo sfugge o non interessa, è invece visto dal Padre, che sa darvi il giusto valore.
Non ricordo sia mai venuta da te una protesta, un mugugno. Nei nostri bellissimi ACG (rimasti "storici" per chi vi ha partecipato), e nelle attività durante l'anno lavoravi, giocavi, stavi con le persone, accoglievi tutto quello che veniva proposto con un sorriso, con buona disposizione d'animo, con fiducia di figlia.
In questo tempo di libertà sfrenate, di assenza di limiti, in cui l'uomo si illude di essere assoluto e invincibile, ci hai mostrato che la vita va accolta così com'è, splendente e fragile, esaltante e dura, talvolta incomprensibile. Perdonaci se non siamo stati capaci di starti vicino di più e meglio; se solo ora apriamo gli occhi alla tua testimonianza.
Il Signore non fa nulla per caso: ha voluto chiamarti a Sè proprio alla vigilia della partenza del campo ACG. Quasi a ricordarci che ogni esperienza nella vita deve richiamare, ricollegarsi in qualche modo a Lui per portare frutto; quasi a dirci che è solo apparenza il nostro decidere, il nostro organizzare... perfino i nostri divertimenti e successi.
Il Signore conduce. È il Suo respiro che ci tiene in vita; le Sue mani continuano a modellare pazientemente la nostra argilla ostinata. Mi piace pensare che in te, cara Nila, abbia trovato poca resistenza e la fiducia del bambino che si abbandona.
Affidiamo alla preghiera di Maria - che certamente è stata la prima ad accoglierti nella nuova vita - la consolazione per la tua famiglia e per noi che restiamo con la ferita che la tua morte ha procurato.
Allo stesso tempo però, non possiamo fare a meno di dire "grazie" al Signore della Vita, che ci ha dato la possibilità di conoscerti e di fare un pezzo di strada con te, nella meraviglia di scoprire la bellezza della vita, nella gioia dell'amicizia.
Ciao Nila.
Simonetta Spinola