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Chirignago dall'alto Collegamenti

BREVE STORIA E CRONOLOGIA DEGLI ORGANI
DI SAN GIORGIO IN CHIRIGNAGO (VENEZIA)

“Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne; strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio, e alle cose celesti”
Costituzione Conciliare “Sacrosanctum Concilium” sulla Sacra Liturgia, Cap. IV, art. 120

“A Canale io sono stato fanciullo di famiglia povera. Ma, quando, entrando in chiesa, sentivo l’organo suonare a piene canne, dimenticavo i miei poveri abiti, avevo l’impressione che l’organo salutasse particolarmente me e i miei piccoli compagni come altrettanti principi. Di qui la prima, vaga intuizione, diventata in seguito certezza convinta, che la Chiesa cattolica non è solo qualcosa di grande, ma che fa grandi anche i piccoli e i poveri, onorandoli e innalzandoli”
Albino Luciani (Papa Giovanni Paolo I)

“L'organo, da sempre e con buona ragione, viene qualificato come il re degli strumenti musicali, perché riprende tutti i suoni della creazione e dà risonanza alla pienezza dei sentimenti umani, dalla gioia alla tristezza, dalla lode fino al lamento. Inoltre, trascendendo come ogni musica di qualità la sfera semplicemente umana, rimanda al divino. La grande varietà dei timbri dell'organo, dal piano fino al fortissimo travolgente, ne fa uno strumento superiore a tutti gli altri. Esso è in grado di dare risonanza a tutti gli ambiti dell'esistenza umana. Le molteplici possibilità dell'organo ci ricordano in qualche modo l'immensità e la magnificenza di Dio. Il Salmo 150 parla di trombe e flauti, di arpe e cetre, di cembali e timpani: tutti questi strumenti musicali sono chiamati a dare il loro contributo alla lode del Dio trinitario. In un organo, le numerose canne e i registri devono formare un'unità. Se qua o là qualcosa si blocca, se una canna è stonata, questo in un primo momento è percettibile forse soltanto da un orecchio esercitato. Ma se più canne non sono più ben intonate, allora si hanno delle stonature e la cosa comincia a divenire insopportabile. Anche le canne di quest'organo sono esposte a cambiamenti di temperatura e a fattori di affaticamento. È questa un'immagine della nostra comunità nella Chiesa. Come nell'organo una mano esperta deve sempre di nuovo riportare le disarmonie alla retta consonanza, così dobbiamo anche nella Chiesa, nella varietà dei doni e dei carismi, trovare mediante la comunione nella fede sempre di nuovo l'accordo nella lode di Dio e nell'amore fraterno. Quanto più, attraverso la Liturgia,  ci lasciamo trasformare in Cristo, tanto più saremo capaci di trasformare anche il mondo, irradiando la bontà, la misericordia e l'amore per gli uomini di Cristo”.
Papa Benedetto XVI, benedizione del nuovo organo della Alte Kapelle di Regensburg, 13 IX 2006

 

 

I PRIMI ORGANI DI CHIRIGNAGO (documentati nel 1757)
e GLI ORGANI CALLIDO (1767) e BAZZANI (1877)

Il documento più antico di cui siamo a conoscenza, che attesti la presenza di un organo a canne nella chiesa di Chirignago, è contenuto nel codice della Confraternita della Beata Vergine della Misericordia, scritto a partire dal 1521 e conservato nell'archivio parrocchiale. Conosciuto come mariegola, è noto anche per due splendide miniature ad acquerello contenute all’interno, a piena pagina: la Madonna della Misericordia su maniera di Cima da Conegliano (1459-1517) e San Giorgio uccide il dragone, di gusto popolare. Al foglio 26r troviamo una “supplica al Comun di Chiarignago”, datata Domenica 9 ottobre 1757, stante le gravi difficoltà economiche della scuola, affinchè la borsa, che si adoperava in chiesa per l’elemosina in onore della Madonna, passasse tutta alla scuola. Tra gli “impegni maggiori” a cui era soggetta figurano “la contribuzione annuale per l’Organo, per sonar ai Morti” e “le straordinarie per aggiustamento o della Chiesa o degl’Organi”. Si può quindi affermare che nel 1757 la chiesa di Chirignago fosse probabilmente dotata di più strumenti a canne, proponendo forse la prassi del doppio coro, imperniata sull'esistenza di due organi contrapposti e così tipica dello stile musicale a Venezia dei secoli XVI e XVII. Ignoriamo tuttavia la data di costruzione e l’autore di questi strumenti, installati nell’antica chiesa di Chirignago.
Nel 1767 il grande organaro veneto Gaetano Callido (1727-1813) realizza un nuovo organo a canne, con numero d’opera 33, come si legge nel catalogo generale delle opere costruite dal celebre “Professore d’Organi” (Chirignago Parrochia). Committente fu don Vittorio Allegri, parroco di Chirignago dal 1741 al 1774, noto anche per aver ottenuto il titolo di Arciprete trasferibile ai suoi successori. Anche l'organo Callido fu installato nell’antica chiesa, della fine del XIV secolo, demolita nel 1878 per permettere l’ampliamento e la rettifica della via Miranese.
La nuova chiesa di Chirignago fu dotata di un organo nuovo, a due manuali, realizzato dall’organaro veneziano Pietro Bazzani (1816-1880), con i nipoti Giacomo e Pietro e montato sulla loggia di destra in cornu Epistulae sopra l’entrata ad est. Committente fu mons. Giovanni Battista Buso, arciprete di Chirignago per oltre 52 anni, dal 1861 al 1914. Venne inaugurato il 28 novembre 1877 e costò alla parrocchia 7200 Lire pagate a rate in sei anni. Il collaudo fu eseguito dal canonico Jacopo Tomadini (1820-1883), Maestro di Cappella nell’insigne collegiata di Cividale del Friuli.
Tutte le canne di metallo e l’organo Callido della vecchia chiesa rimasero “a disposizione” dei Bazzani, "successori" dei Callido.
Nel 1904 si rompono i mantici dell'organo Bazzani. Questi vengono smontati e portati a Venezia nella bottega dei Bazzani per la riparazione. Costo dell'intervento: L.250.
Il 9 marzo 1914 l’organo Bazzani fu venduto all’arcipretale di Dolo (Venezia) per 1200 Lire. Al suo posto venne collocata la lapide commemorativa a ricordo dell’erezione della chiesa, originariamente posta sopra l’ingresso principale.

 

L’ORGANO VINCENZO MASCIONI (1911 Op. 300)

Organista titolare: Alvise Mason

Nel 1910 si decide di dotare la chiesa di un organo nuovo. Il coordinamento dei lavori viene affidato all'ing. Ignazio Saccardo, quasi sicuramente parente di quel Pietro Saccardo, morto nel 1903, che progettò la chiesa e il campanile. L'ing. Ignazio Saccardo è localmente noto per aver costruito, nel 1923, l'antica chiesa di Catene (distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e poi ricostruita).
Su progetto dello stesso Ing. I. Saccardo viene innalzata una nuova elegante cantoria, sopra l'ingresso principale. La cantoria misura m 10.30 x 3.40 ed è sorretta da quattro colonne di marmo, opera della Società Marmifera Vicentina.
Per la costruzione del nuovo organo l'Ing. Saccardo si avvale della consulenza artistica del Maestro franco-piemontese Delfino Thermignon (1861-1944) e dell'illustre Maestro Oreste Ravanello (1871-1938), Direttore della Cappella Antoniana di Padova. Vengono contattati tre celebri fabbricatori d'organi del tempo: Beniamino Zanin di Codroipo - Camino al Tagliamento (Udine), Annibale Pugina di Stanghella (Padova) e Vincenzo Mascioni di Cuvio (Varese). La scelta cade su Mascioni, che in meno di un anno realizza lo strumento, per un prezzo stabilito di 9200 Lire: "L.5200 alla consegna e due rate annuali successive di L.2000 ciascuna, con decorrenza degli interessi del 5%".
La consegna avviene prima delle festività della Pasqua del 1911, anno particolarmente significativo per il 50° di parrocato a Chirignago del committente, mons. Giovanni Battista Buso, arciprete dal 1861 al 1914.
Terminata la costruzione dell'organo viene realizzato il parapetto della cantoria, sempre su progetto dell'ing. I. Saccardo, per un costo di L.1550. Il parapetto, costruito dall'Impresa Giovanni Spellanzon di Venezia ha un "intelleiato di ponte abete netto e poscia foderato in noce con cornici e pilastri lesenati con specchi sui pilastri intagliati, più specchi nel mezzo traforati e diamantati con cornicione" (Giovanni Spellanzon).
Il collaudo dell'organo avviene il 1 giugno 1911, ed è eseguito dal Maestro Oreste Ravanello. La sua lettera autografa (foto1; foto2), conservata nell'archivio parrocchiale, è datata 6 giugno 1911.
Nel 1912 viene ultimata la scala di accesso alla cantoria, sempre su progetto dell'ing. Ignazio Saccardo, sostituita successivamente dalla scala attuale.
Nel 1936 viene installato un elettroventilatore a garantire l’alimentazione dei mantici, sostituito poi più volte.
Nella primavera del 1944 vengono rubate le canne di prospetto del Principale 16'. Mons. Riccardo Bottacin, arciprete di Chirignago dal 1914 al 1958, acquista quindi 18 nuove canne in zinco alluminato, realizzate appositamente da Vincenzo Mascioni nel 1949, per un costo di 145.000 Lire.

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

L'organo della chiesa arcipretale di San Giorgio di Chirignago è opera del celebre organaro lombardo Vincenzo Mascioni (1871-1953) di Cuvio (Varese) che lo costruì nel 1911, con il numero d'opera 300.
Lo strumento è collocato in cantoria, innalzata nel 1910 appositamente per questo strumento sopra l’ingresso principale, su progetto dell'ing. Ignazio Saccardo, addossato alla controfacciata della chiesa.
Al di sopra dello strumento, tra due vetrate artistiche, è dipinta Santa Cecilia, patrona dei musicisti e dell’omonima Associazione, forse a ricordo del Convegno Ceciliano che si tenne a Chirignago nell'aprile 1925.
Particolarmente apprezzati sono i ripieni, lodati anche dal Maestro Oreste Ravanello, Direttore della Cappella Antoniana di Padova, il quale fu chiamato a collaudare il nuovo strumento: “… tengo a dichiarare che la massima lode deve darsi ai ripieni. Meravigliosi registri questi! D’un suono dolce, argentino e nello stesso tempo robusto e maestoso” (6 giugno 1911).
Dal 1911 il re degli strumenti, come amava definirlo il M° Ravanello, ha accompagnato la vita liturgica della Comunità, le celebrazioni, le preghiere, i canti, le Sante Messe solenni delle grandi feste liturgiche, i Vespri cantati delle domeniche pomeriggio, le novene, i funerali, i matrimoni, i momenti di dolore e di gioia delle generazioni succedutesi negli anni.
Determinante è stata la sua presenza anche di fronte al sorgere ed allo svilupparsi della tradizione quasi centenaria di una corale parrocchiale chirignaghese, costituita da numerosi elementi maschili e femminili, che raggiunse una fama largamente riconosciuta in tutto il territorio circostante, guidata da celebri Maestri come per esempio Sante Zanon, Direttore del Coro del Gran Teatro “La Fenice” di Venezia o di Piero Rogger, insegnante e critico musicale, fondatore e primo Direttore Artistico dell’Associazione “Amici della Musica” di Mestre, o di mons. Orlando Barbaro, ora vicario episcopale del Patriarcato di Venezia per la Santificazione ed il Culto e Direttore dell'Ufficio Diocesano per la Liturgia. La corale di Chirignago oggi si intitola al grande musicista Lorenzo Perosi e sotto la direzione del Maestro Sandra Sofia Perulli conta una cinquantina di coristi.
Il “Mascioni” è stato lo strumento che ha arricchito la vita religiosa e culturale di una vasta zona estesa da Marghera a Zelarino fino agli anni intorno alla seconda guerra mondiale quando, con lo sviluppo industriale, dalla madre chiesa di Chirignago sono sorte numerose altre parrocchie.
Nel territorio vi erano da tempo numerosi oratori, quasi sempre piccole chiese annesse alle ville venete del luogo ed utilizzate per le necessità del culto locale, ma per trovare liturgie solenni come si vivevano a Chirignago, grazie anche al suo organo, bisognava spostarsi a Mestre o in centri maggiori.

NOTE TECNICHE

L’organo ha 1604 canne (938 per il I° Grand'Organo, 576 per il II° Recitativo-Espressivo e 90 per la Pedaliera) e presenta trasmissioni di tipo “pmneumatico-tubolari” a scarico con somieri a "membrana interna". Il numero delle canne è ricavato dal progetto originale (foto1; foto2; foto3; foto4), conservato nell'archivio parrocchiale.
La consolle, ubicata anch'essa in cantoria e rivolta di spalle all'organo, è composta da 2 tastiere di 58 note (estensione Do1-La5), placcate con osso ed ebano, e di una pedaliera piana di 30 pedali paralleli (estensione Do1-Fa3).
La registrazione (21 registri reali, 51 con la combinazione libera) è con placchette a bilico in ceramica disposte sopra le tastiere. Pistoncini e pedaletti completano il quadro dei comandi. La composizione fonica è caratteristica dell’epoca.
Una staffa serve per il comando del Crescendo (con relativa placca indicatrice installata sopra le tastiere) e per l’azionamento delle griglie espressive del II manuale.
L'aria, indispensabile al suo funzionamento, è fornita da un elettroventilatore a basso numero di giri (1400 rpm), racchiuso in cassa insonorizzata, che alimenta due grossi mantici sovrapposti "a lanterna", contenuti nel basamento della cassa, collegati tramite un condotto a “fisarmonica”.
Il prospetto è composto da 33 canne disposte in tre campate a cuspide (8-17-8), più due ali laterali di quattro canne ciascuna disposte ad angolo retto; quelle centrali sono in zinco alluminato ed appartengono al Principale 16’ (realizzate da Vincenzo Mascioni nel 1949 in sostituzione delle originali rubate nella primavera del 1944) mentre le laterali sono in "tigrato" (lega 50% stagno-piombo) e appartengono al Principale 8’.
Il II° Organo (Recitativo-Espressivo) ha una cassa lignea addossata alla parete e priva di schiena, mentre il I° (Grand'Organo), essendo a "canne scoperte" con prospetto ceciliano, ha solamente la sottocassa.
Una curiosità: una delle 1604 canne (Do1 del registro Flauto 4' del Grand'Organo; foto1; foto2) non è opera di Vincenzo Mascioni, ma proviene dall'organo precedente, costruito nel 1877 da Pietro Bazzani, con i nipoti Giacomo e Pietro e venduto all'arcipretale di Dolo (Venezia) nel 1914.

STATO DI CONSERVAZIONE

L'organo è stato restaurato nel 2006 dalla Fabbrica d'organi Mascioni di Cuvio - Azzio (Varese).
La Comunità di Chirignago ha voluto dedicare questo restauro alla memoria di Ernesto Moretto (07.11.1921 - 02.06.2006) e di Antonio Medici (14.07.1917 - 27.08.2002) che con questo strumento hanno suonato per lunghi anni per la gloria di Dio e l'edificazione del popolo cristiano.

Clicca qui con il tasto destro e seleziona "salva con nome" per scaricare la pubblicazione (10.0 Mb) stampata in occasione del restauro Mascioni 2006

CELEBRI ORGANISTI IN CONCERTO NELLA CHIESA DI CHIRIGNAGO

  • JACOPO TOMADINI (1820-1883) - 19 maggio 1878 - collaudo dell'organo Bazzani
  • ORESTE RAVANELLO (1871-1938) - 1 giugno 1911 - collaudo dell'organo "Vincenzo Mascioni" (1911 - Op. 300) - musiche di (?) Frescobaldi, Bach, Marcello
  • GOFFREDO GIARDA (1886-1973) - 25 aprile 1961 - festa del patrono
  • MARCELLO GIROTTO (1947) - 26 ottobre 1975 - festa della Dedicazione della chiesa
  • LUIGI CELEGHIN (1931) - 24 aprile 1978 - festa del patrono e primo centenario dell'apertura al culto della chiesa - musiche di Antonio Vivaldi (1678-1741), Louis-Claude D'Aquin (1694-1772), Johann Sebastian Bach (1685-1750), Léon Boëllmann (1862-1897), Marco Enrico Bossi (1861-1925) e Charles Ives (1874-1954)
  • ROBERTO MICCONI (1940) - 12 gennaio 2007 - concerto a conclusione del restauro Mascioni 2006 - musiche di Louis Marchand (1669-1732), Johann Sebastian Bach (1685-1750), Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847), Léon Boëllmann (1862-1897), Marco Enrico Bossi (1861-1925), Lorenzo Perosi (1872-1956), Oreste Ravanello (1871-1938), Sante Zanon (1899-1965) e Roberto Micconi (1940)
  • LINO FALILONE (1942) - 18 novembre 2007 - concerto della rassegna Magici Ascolti - Inverno Veneziano (Magic Listening - Winter in Venice) - musiche di Georg Friedrich Händel (1685-1759), Johann Sebastian Bach (1685-1750), Leopold Mozart (1719-1787), César Franck (1822-1890), Marcel Dupré (1886-1971) e Jean Langlais (1907-1991)

Visita il sito Internet della Fabbrica d'organi Mascioni

 

DISPOSIZIONE FONICA - SPECIFICATIONS - COMPOSITION

Due tastiere - Two manuals - Deux claviers manuels

21 registri - 21 stops - 21 registres

Trasmissione pneumatica - Pneumatic key action - Traction pneumatique

 

I tastiera: Grand'Organo -- I manual: Great Organ -- I clavier manuel: Grand Orgue

 
Registri
Combinazione libera n°
 
Ripieno (6 file)*
-
 
Duodecima 2/3’
1
 
Decimaquinta 2’
2
 
Principale 16’
3
 
Principale 8’
4
 
Ottava 4’
5
 
Bordone 8’
6
 
Gamba 8’
7
 
Flauto 4’
8
 
Dolce 8’
9
 
Tromba 8’
10

* Ripieno funzionante solo con il pedaletto e richiamante tutto il blocco Grand'Organo su base 16’


II tastiera: Recitativo-Espressivo -- II manual: Swell Organ -- II clavier manuel: Récit-Expressif

 
Registri
Combinazione libera n°
 
Quintante 8’
20
 
Viola 8’
21
 
Concerto viole 8’
22
 
Principale 8’
23
 
Flauto 4’
24
 
Ottava 4’
25
 
Pienino 2’ (3 file)
26


Pedale -- Pedal Organ -- Pédale

 
Registri
Combinazione libera n°
 
Subbasso 16’
17
 
Contrabbasso 16’
18
 
Armonico 8’
19
 


Registri d'accoppiamento
Couplers
Accouplements et tirasses

Combinazione libera n°

 
I° Organo al Pedale
11
 
II° Organo al Pedale
12
 
II° Organo al I°
13
  Ottava grave II° al I° 14
  Ottava alta al I° 15
 


Accessori

Combinazione libera n°
 
Tremolo viola
16


Pedaletti -- Toe studs
 
1- I° al Ped.
5- Combinazione libera
 
2- II° al Ped.
6- Ripieni II°
 
3- II° al I°
7- Ripieni I°
 
4- Piano al Ped.
8- Tutti

Pistoncini II Tastiera
-- Thumb Pistons II Manual
  • Combinazione libera
  • Piano
  • Mezzo Forte
  • Forte
  • Annullatore

Pistoncini I Tastiera
-- Thumb Pistons I Manual
  • Annullatore
  • Combinazione libera
  • Crescendo
  • Ripieni espressivi
  • Piano
  • Mezzo Forte
  • Forte
  • Fortissimo
  • Annullatore
  • Annullatore Ancie
  • Annullatore
  • Annullatore Generale
  • Annullatore



     

    State ascoltando:
    Jesu dulcis memoria
    di Domenico Severin
    esecuzione dell'autore all'organo della Washington National Cathedral



    Cliccare sulle immagini per ingrandire


    Canne del Grand'Organo
    Santa Cecilia
    Alvise Mason organista titolare - 4 gennaio 2008
    Corale "Lorenzo Perosi" - 4 gennaio 2008
    Corale "Lorenzo Perosi" - 4 gennaio 2008