Home Page
SS. Messe e Orari
Benedizione case
Vita della Comunità
Chi siamo
Recapiti dove siamo

San Giorgio martire
Sacro Cuore di Gesù
Proposta
Omelie dell'Arciprete CO/GI Proposta
El Campanon

La Storia
I Parroci
L'Arte
L'Organo
Le Campane

Ministri istituiti Ministri straordinari
Ministranti
Cap.Mus. "L. Perosi"
Giovani Cantori
Coretto dei bambini

Consiglio Vicariale
Consiglio Pastorale
Caritas
Comunità Giovanile
Azione Cattolica
Scout "Chirignago 1"
Gruppo Culturale
Galleria "La Piccola"
Amici del Presepio
Teatro Com-Bricola
Carnevale '88
Gruppo Pulizie
Gruppo Anziani

Catechesi
Tre Sere
Redditio Symboli
Esercizi Spirituali
Catechismo Adulti
Gruppi di Ascolto
Rito del Matrimonio

Ordo Virginum
Figlie di S.Giuseppe
Scuola dell'Infanzia
Casa Nazareth
Doposcuola
Centro "Don Orione"
Insieme per Wamba

Sala "San Giorgio"
Sala delle feste
Campeggio
Foto campi scuola
Chirignago dall'alto
Collegamenti utili

Privacy Policy

Locations of visitors to this page

BREVE STORIA E CRONOLOGIA DEGLI ORGANI
DI SAN GIORGIO IN CHIRIGNAGO (VENEZIA)

“Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne; strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio, e alle cose celesti”
Costituzione Conciliare “Sacrosanctum Concilium” sulla Sacra Liturgia, Cap. IV, art. 120

“A Canale io sono stato fanciullo di famiglia povera. Ma, quando, entrando in chiesa, sentivo l’organo suonare a piene canne, dimenticavo i miei poveri abiti, avevo l’impressione che l’organo salutasse particolarmente me e i miei piccoli compagni come altrettanti principi. Di qui la prima, vaga intuizione, diventata in seguito certezza convinta, che la Chiesa cattolica non è solo qualcosa di grande, ma che fa grandi anche i piccoli e i poveri, onorandoli e innalzandoli”
Albino Luciani (Papa Giovanni Paolo I)

“L’organo, da sempre e con buona ragione, viene qualificato come il re degli strumenti musicali, perché riprende tutti i suoni della creazione e dà risonanza alla pienezza dei sentimenti umani, dalla gioia alla tristezza, dalla lode fino al lamento. Inoltre, trascendendo come ogni musica di qualità la sfera semplicemente umana, rimanda al divino. La grande varietà dei timbri dell’organo, dal piano fino al fortissimo travolgente, ne fa uno strumento superiore a tutti gli altri. Esso è in grado di dare risonanza a tutti gli ambiti dell’esistenza umana. Le molteplici possibilità dell’organo ci ricordano in qualche modo l’immensità e la magnificenza di Dio.
Il Salmo 150 parla di trombe e flauti, di arpe e cetre, di cembali e timpani: tutti questi strumenti musicali sono chiamati a dare il loro contributo alla lode del Dio trinitario. In un organo, le numerose canne e i registri devono formare un’unità. Se qua o là qualcosa si blocca, se una canna è stonata, questo in un primo momento è percettibile forse soltanto da un orecchio esercitato. Ma se più canne non sono più ben intonate, allora si hanno delle stonature e la cosa comincia a divenire insopportabile. Anche le canne di quest’organo sono esposte a cambiamenti di temperatura e a fattori di affaticamento. È questa un’immagine della nostra comunità nella Chiesa. Come nell’organo una mano esperta deve sempre di nuovo riportare le disarmonie alla retta consonanza, così dobbiamo anche nella Chiesa, nella varietà dei doni e dei carismi, trovare mediante la comunione nella fede sempre di nuovo l’accordo nella lode di Dio e nell’amore fraterno. Quanto più, attraverso la Liturgia,  ci lasciamo trasformare in Cristo, tanto più saremo capaci di trasformare anche il mondo, irradiando la bontà, la misericordia e l’amore per gli uomini di Cristo”.
Papa Benedetto XVI
benedizione del nuovo organo della Alte Kapelle di Regensburg, 13 IX 2006

 

 

 

I PRIMI ORGANI DI CHIRIGNAGO (documentati nel 1757)
e GLI ORGANI CALLIDO (1767) e CALLIDO-BAZZANI (1877)

"...quelli di Chirignago posseggono un organo del Callido, che è quanto dire che posseggono un organo ottimo, un capo d'arte della scuola veneta nella specie. Quando si possiede un oggetto prezioso è al tutto degna cosa che e' sia conservato, e che non si perda..."
M° Jacopo Tomadini, lettera del 9 febbraio 1877

 

Il documento più antico di cui siamo a conoscenza, che attesti la presenza di un organo a canne nella chiesa di Chirignago, è contenuto nel codice della Confraternita della Beata Vergine della Misericordia, scritto a partire dal 1521 e conservato nell'archivio parrocchiale. Conosciuto come mariegola, è noto anche per due splendide miniature ad acquerello contenute all’interno (ff. 1v e 2r), a piena pagina: la Madonna della Misericordia su maniera di Cima da Conegliano (1459-1517) e San Giorgio e il dragone, di gusto popolare. Al foglio 26r troviamo una “supplica al Comun di Chiarignago”, datata Domenica 9 ottobre 1757, stante le gravi difficoltà economiche della scuola, affinchè la borsa, che si adoperava in chiesa per l’elemosina in onore della Madonna, passasse tutta alla scuola. Tra gli “impegni maggiori” a cui era soggetta figurano “la contribuzione annuale per l’Organo, per sonar ai Morti” e “le straordinarie per aggiustamento o della Chiesa o degl’Organi”. Si può quindi affermare che nel 1757 la chiesa di Chirignago fosse probabilmente dotata di più strumenti a canne, proponendo forse la prassi del doppio coro, imperniata sull'esistenza di due organi contrapposti e così tipica dello stile musicale a Venezia dei secoli XVI e XVII. Ignoriamo tuttavia la data di costruzione e l’autore di questi strumenti, installati nell’antica chiesa di Chirignago, della fine del XIV secolo, demolita nel 1878 per permettere l’ampliamento e la rettifica della via Miranese.
Nel 1767 il grande organaro veneto Gaetano Callido (1727-1813) realizza un nuovo organo, con numero d’opera 33, come si legge nel catalogo generale delle opere costruite dal celebre “Professore d’Organi” (Chirignago Parrochia). Committente fu don Vittorio Allegri, parroco di Chirignago dal 1741 al 1774, noto anche per aver ottenuto il titolo di Arciprete trasferibile ai suoi successori.
Nel 1877 l'organo Callido fu trasferito nella nuova chiesa di Chirignago, restaurato e rielaborato dall’organaro veneziano Pietro Bazzani (1816-1880), con i nipoti Giacomo e Pietro. A due manuali, fu montato sulla loggia di destra in cornu Epistulae sopra l’entrata ad est. Committente dei lavori fu mons. Giovanni Battista Buso, arciprete di Chirignago dal 1861 al 1914. Venne inaugurato il 28 novembre 1877 e costò alla parrocchia 7200 Lire pagate a rate in sei anni. Il collaudo fu eseguito dal canonico Jacopo Tomadini (1820-1883), Maestro di Cappella nell’insigne collegiata di Cividale del Friuli. Tomadini, con lettere del 9 e 22 febbraio 1877, aveva formulato varie osservazioni sui progetti di restauro presentati, esortando al massimo rispetto dello strumento callidiano e raccomandando di attenersi, nel caso di aggiunte, ai caratteri della scuola veneta.
Nel 1904 si rompono i mantici dell'organo Callido-Bazzani. Questi vengono smontati e portati a Venezia nella bottega dei Bazzani per la riparazione. Costo dell'intervento: L.250.
Il 9 marzo 1914 l’organo Callido-Bazzani fu venduto all’arcipretale di Dolo (Venezia) per 1200 Lire. Al suo posto venne collocata la lapide commemorativa a ricordo dell’erezione della chiesa, originariamente posta sopra l’ingresso principale.

 

L’ORGANO VINCENZO MASCIONI (1911 Op. 300)

"...lo strumento può essere considerato una "summa" dell'applicazione delle regole ceciliane all'organo italiano, incluso l'aspetto estetico, con le sue canne di facciata sistemate libere e senza cassa, in una disposizione che non a caso gli addetti ai lavori chiamano, appunto, ceciliana".
"...abbiamo veramente tratto piacere dall'ascolto delle sonorità piene, robuste e rotonde di un tipo di organo che si pone totalmente in antitesi con le teorie della contemporanea filologia organaria ma che ci propone un fascino del tutto particolare".
"Il Mascioni 1911 Op. 300 di Chirignago è un perfetto esempio di organo ceciliano in cui si fondono le idee di modernità tecnico-fonica ed i dettami della rivalorizzazione della funzione espressamente liturgica dell'organo. Due tastiere e pedaliera, presenta una disposizione fonica di impostazione strettamente classica al Grande Organo mentre al Recitativo sono affidati i registri più coloristici. Intonazione, accordatura, dolcezza e pastosità dei Ripieni forniscono quel suono assolutamente caratteristico che da ormai troppo tempo non ascoltiamo più nelle nostre chiese. La trasmissione pneumatica, la consolle con le placchette di ceramica colorata e smaltata, i pistoncini delle combinazioni fisse e la Combinazione Libera completano splendidamente, ed anche coreograficamente, questo strumento, assolutamente perfetto..."
M° Federico Borsari, La pagina dell'Organo, 22 novembre 2008

 

Nel 1910 si decide di dotare la chiesa di un organo nuovo. Il coordinamento dei lavori viene affidato all'ing. Ignazio Saccardo, quasi sicuramente parente di quel Pietro Saccardo, morto nel 1903, che progettò la chiesa e il campanile. L'ing. Ignazio Saccardo è localmente noto per aver progettato nel 1914 la tomba dell'arciprete mons. Giovanni Battista Buso, poi tomba dei parroci, e, nel 1920, la Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore" di Chirignago. Nel 1923 progetterà anche la chiesa di Catene, distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e poi ricostruita.
Su progetto dello stesso ing. Ignazio Saccardo viene innalzata una nuova elegante tribuna d'organo con funzione di cantoria, sopra l'ingresso principale. La cantoria misura m 10.30 x 3.40 ed è sorretta da quattro colonne di marmo, opera della Società Marmifera Vicentina.
Per la costruzione del nuovo organo l'Ing. Saccardo si avvale della consulenza artistica del Maestro Delfino Thermignon (1861-1944) e dell'illustre Maestro Oreste Ravanello (1871-1938), Direttore della Cappella Antoniana di Padova. Vengono contattati tre celebri fabbricatori d'organi del tempo: Beniamino Zanin di Codroipo - Camino al Tagliamento (Udine), Annibale Pugina di Stanghella (Padova) e Vincenzo Mascioni di Cuvio (Varese). La scelta cade su Mascioni, che in meno di un anno realizza lo strumento, per un prezzo stabilito di 9200 Lire: "L.5200 alla consegna e due rate annuali successive di L.2000 ciascuna, con decorrenza degli interessi del 5%".
La consegna avviene prima delle festività della Pasqua del 1911, anno particolarmente significativo per il 50° di parrocato a Chirignago del committente, mons. Giovanni Battista Buso, arciprete dal 1861 al 1914.
Terminata la costruzione dell'organo viene realizzato il parapetto della cantoria, sempre su progetto dell'ing. Ignazio Saccardo, per un costo di L.1550. Il parapetto, costruito dall'Impresa Giovanni Spellanzon di Venezia ha un "intelleiato di ponte abete netto e poscia foderato in noce con cornici e pilastri lesenati con specchi sui pilastri intagliati, più specchi nel mezzo traforati e diamantati con cornicione" (Giovanni Spellanzon).
Il 1 giugno 1911 il Maestro Oreste Ravanello compie il viaggio a Chirignago e il sopralluogo per il collaudo. La sua relazione autografa (foto1; foto2), conservata nell'archivio parrocchiale, è datata 6 giugno 1911.
Nel 1912 viene ultimata la scala di accesso alla cantoria, sempre su progetto dell'ing. Ignazio Saccardo, sostituita successivamente dalla scala attuale.
Nel 1936 viene installato un elettroventilatore a garantire l’alimentazione dei mantici, sostituito poi più volte.
Nella primavera del 1944 i soliti ignoti rubano tutte le 17 canne di prospetto del Principale 16' (Sol#9-Do25) e una canna di prospetto del Principale 8' (Re15). Mons. Riccardo Bottacin, arciprete di Chirignago dal 1914 al 1958, acquista quindi 18 nuove canne in lastra di zinco alluminato, realizzate appositamente da Vincenzo Mascioni nel 1949, per un costo di 145.000 Lire.

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

“…tengo a dichiarare che la massima lode deve darsi ai ripieni. Meravigliosi registri questi!
D’un suono dolce, argentino e nello stesso tempo robusto e maestoso”
M° Oreste Ravanello, Relazione di Collaudo, 6 giugno 1911

L'organo della chiesa arcipretale di San Giorgio di Chirignago è opera del celebre organaro lombardo Vincenzo Mascioni (1871-1953) di Cuvio (Varese) che lo costruì nel 1911, con il numero d'opera 300.
Lo strumento è collocato in una tribuna d'organo con funzione di cantoria, innalzata nel 1910 appositamente per questo strumento sopra l’ingresso principale, su progetto dell'ing. Ignazio Saccardo, addossato alla controfacciata della chiesa.
Al di sopra dello strumento, tra due vetrate artistiche istoriate con raffigurazioni simboliche di temi mariani tratti dalle litanie lauretane della Beata Vergine Maria (foto1; foto2), è dipinta Santa Cecilia, patrona dei musicisti e dell’omonima Associazione, forse a ricordo del Convegno Ceciliano che si tenne a Chirignago nell'aprile dell'Anno Santo 1925.
Particolarmente apprezzati sono i ripieni, lodati anche dal Maestro Oreste Ravanello, Direttore della Cappella Antoniana di Padova, il quale fu chiamato a collaudare il nuovo strumento.
Dal 1911 il re degli strumenti, come amava definirlo il M° Ravanello, ha accompagnato la vita liturgica della Comunità, le celebrazioni, le preghiere, i canti, le Sante Messe solenni delle grandi feste liturgiche, i Vespri cantati delle domeniche pomeriggio, le novene, i funerali, i matrimoni, i momenti di dolore e di gioia delle generazioni succedutesi negli anni.
Determinante è stata la sua presenza anche di fronte al sorgere ed allo svilupparsi della tradizione quasi centenaria di un coro parrocchiale chirignaghese, costituito da numerosi elementi maschili e femminili, che raggiunse una fama largamente riconosciuta in tutto il territorio circostante, guidato da celebri Maestri come per esempio Sante Zanon, Direttore del Coro del Gran Teatro “La Fenice” di Venezia o di Piero Rogger, insegnante e critico musicale, fondatore e primo Direttore Artistico dell’Associazione “Amici della Musica” di Mestre, o di mons. Orlando Barbaro, ora vicario episcopale del Patriarcato di Venezia per la Santificazione ed il Culto e Direttore dell'Ufficio Diocesano per la Liturgia. Il coro di Chirignago oggi si intitola al grande musicista Lorenzo Perosi e sotto la direzione del Maestro Sandra Sofia Perulli conta una cinquantina di coristi.
Il “Mascioni” è stato lo strumento che ha arricchito la vita religiosa e culturale di una vasta zona estesa da Marghera a Zelarino fino agli anni intorno alla seconda guerra mondiale quando, con lo sviluppo industriale, dalla madre chiesa di Chirignago sono sorte numerose altre parrocchie.
Nel territorio vi erano da tempo numerosi oratori, quasi sempre piccole chiese annesse alle ville venete del luogo ed utilizzate per le necessità del culto locale, ma per trovare liturgie solenni come si vivevano a Chirignago, grazie anche al suo organo, bisognava spostarsi a Mestre o in centri maggiori.

NOTE TECNICHE

L’organo ha 1604 canne (938 per il I° Grand'Organo, 576 per il II° Recitativo-Espressivo e 90 per la Pedaliera) e presenta trasmissioni di tipo “pmneumatico-tubolari” a scarico con somieri a "membrana interna". Il numero delle canne è ricavato dal progetto originale (foto1; foto2; foto3; foto4), conservato nell'archivio parrocchiale.
La consolle, ubicata anch'essa in tribuna-cantoria e rivolta di spalle all'organo, è composta da 2 tastiere di 58 note (estensione Do1-La5), placcate con osso ed ebano, e di una pedaliera piana di 30 pedali paralleli (estensione Do1-Fa3).
I 21 registri reali (51 con la combinazione libera) sono azionati da placchette a bilico in ceramica disposte sopra la seconda tastiera. Pistoncini e pedaletti completano il quadro dei comandi. La composizione fonica è caratteristica dell’epoca.
Una staffa serve per il comando del Crescendo (con relativa placca indicatrice installata sopra le tastiere) e per l’azionamento delle griglie espressive del II manuale.
L'aria, indispensabile al suo funzionamento, è fornita da un elettroventilatore a basso numero di giri (1400 rpm), racchiuso in cassa insonorizzata, che alimenta due grossi mantici sovrapposti "a lanterna", contenuti nel basamento della cassa, collegati tramite un condotto a “fisarmonica”.
Il prospetto è composto da 33 canne disposte in tre campate a cuspide (8-17-8), più due ali laterali di quattro canne ciascuna disposte ad angolo retto; quelle centrali sono in lastra di zinco alluminato ed appartengono al Principale 16’ (realizzate da Vincenzo Mascioni nel 1949 in sostituzione delle originali rubate nella primavera del 1944) mentre le laterali sono in "tigrato" (lega 50% stagno-piombo) e appartengono al Principale 8’.
Il II° Organo (Recitativo-Espressivo) ha una cassa lignea addossata alla parete e priva di schiena, mentre il I° (Grand'Organo), essendo a "canne scoperte" con prospetto ceciliano, ha solamente la sottocassa.
Una curiosità: una delle 1604 canne (Do1 del registro Flauto 4' del Grand'Organo; foto1; foto2) non è opera di Vincenzo Mascioni, ma proviene dall'organo precedente, costruito nel 1877 da Pietro Bazzani, con i nipoti Giacomo e Pietro e venduto all'arcipretale di Dolo (Venezia) nel 1914.

STATO DI CONSERVAZIONE

«Uno strumento musicale come l’organo accompagna l’uomo nei momenti più importanti della sua vita. È con l’uomo quando egli nasce, quando egli celebra, quando egli muore. L’organo è colui che assiste alla storia dell’essere umano dal suo ingresso nella vita al suo estremo saluto. E ogni organo nasce come creatura originale, adatto a un particolare impiego, testimone di un’epoca. Materiali umili – tavole d’abete, listelli di rovere, pelli di agnello e montone, pezzi di corda, aste di ferro, amalgama di piombo e stagno – sono elementi che realizzano il miracolo»
«Questa sera si compie un evento: un personaggio risale a nuova vita. Costruito da una bottega organaria di grande fasto e prestigio, è stato riportato in vita dalla stessa famiglia Mascioni, che ha compiuto una storia straordinaria nell’arte organaria italiana. Ma non ci sono strumenti buoni per tutte le stagioni: ogni organo ha una sua personalità e una sua storia, e perciò il musicista deve studiare il “personaggio” e quindi scegliere il programma in sintonia con esso».
M°Arturo Sacchetti, introduzione al concerto del M° Domenico Severin, 11 ottobre 2008

L'organo è stato restaurato nel 2006 dalla Fabbrica d'organi Mascioni di Cuvio - Azzio (Varese).
La Comunità di Chirignago ha voluto dedicare questo restauro alla memoria dei Maestri Ernesto Moretto (07.11.1921 - 02.06.2006) ed Antonio Medici (14.07.1917 - 27.08.2002) che con questo strumento hanno suonato per lunghi anni per la gloria di Dio e l'edificazione del popolo cristiano.

Clicca qui con il tasto destro del mouse e seleziona "salva con nome" per scaricare la pubblicazione (.pdf - 8.5 Mb) stampata in occasione del restauro Mascioni 2006

Visita il sito Internet della Fabbrica d'organi Mascioni

CELEBRI ORGANISTI IN CONCERTO NELLA CHIESA DI CHIRIGNAGO

Ci piace a questo punto ricordare anche il Festival "Antiche Note" che si è tenuto in Piazza San Giorgio a Chirignago il 26 febbraio 2006 in occasione del Carnevale, dedicato agli strumenti musicali meccanici: piani a cilindro, organi di barberia, organetti, autopiani, grammofoni e altri modelli. Una giornata indimenticabile, a cura dell'AMMI - Associazione Italiana Musica Meccanica che ha riunito appassionati e collezionisti, dove il pubblico ha potuto ascoltare antiche note da vecchi strumenti recuperati dal passato, il tutto condito da suonatori e cantanti in costume (organizzazione a cura dell'Associazione Culturale Taciturno Edison).

 

DISPOSIZIONE FONICA - SPECIFICATIONS - COMPOSITION

Due tastiere - Two manuals - Deux claviers manuels

21 registri - 21 stops - 21 registres

Trasmissione pneumatica - Pneumatic key action - Traction pneumatique

 

I tastiera: Grand'Organo -- I manual: Great Organ -- Ier clavier manuel: Grand Orgue

 
Registri
Combinazione libera n°
 
Ripieno (6 file)*
-
 
Duodecima 2/3’
1
 
Decimaquinta 2’
2
 
Principale 16’
3
 
Principale 8’
4
 
Ottava 4’
5
 
Bordone 8’
6
 
Gamba 8’
7
 
Flauto 4’
8
 
Dolce 8’
9
 
Tromba 8’
10

* Ripieno funzionante solo con il pedaletto e richiamante tutto il blocco Grand'Organo su base 16’


II tastiera: Recitativo-Espressivo - II manual: Swell Organ - IIe clavier manuel: Récit Expressif

 
Registri
Combinazione libera n°
 
Quintante 8’
20
 
Viola 8’
21
 
Concerto viole 8’
22
 
Principale 8’
23
 
Flauto 4’
24
 
Ottava 4’
25
 
Pienino 2’ (3 file)
26


Pedale -- Pedal Organ -- Pédale

 
Registri
Combinazione libera n°
 
Subbasso 16’
17
 
Contrabbasso 16’
18
 
Armonico 8’
19
 


Registri d'accoppiamento
Couplers
Accouplements

Combinazione libera n°

 
I° Organo al Pedale
11
 
II° Organo al Pedale
12
 
II° Organo al I°
13
  Ottava grave II° al I° 14
  Ottava alta al I° 15
 


Accessori

Combinazione libera n°
 
Tremolo viola
16


Pedaletti -- Toe studs
 
1- I° al Ped.
5- Combinazione libera
 
2- II° al Ped.
6- Ripieni II°
 
3- II° al I°
7- Ripieni I°
 
4- Piano al Ped.
8- Tutti

Pistoncini II Tastiera
-- Thumb Pistons II Manual
  • Combinazione libera
  • Piano
  • Mezzo Forte
  • Forte
  • Annullatore

Pistoncini I Tastiera
-- Thumb Pistons I Manual
  • Annullatore
  • Combinazione libera
  • Crescendo
  • Ripieni espressivi
  • Piano
  • Mezzo Forte
  • Forte
  • Fortissimo
  • Annullatore
  • Annullatore Ancie
  • Annullatore
  • Annullatore Generale
  • Annullatore






    Cliccare sulle immagini per ingrandire

    Canne del Grand'Organo
    Santa Cecilia
    Coro "Lorenzo Perosi"
    La classe di Organo e Composizione Organistica del Conservatorio di Musica "Benedetto Marcello" di Venezia con il docente Prof. Pierpaolo Turetta, in occasione del Concerto di fine Anno Accademico 2008-2009 (27 giugno 2009)
    La consolle nel 1959
    L'organo nel 1959
    Lettera di collaudo del M° Oreste Ravanello (6 giugno 1911) - prima pagina
    Lettera di collaudo del M° Oreste Ravanello (6 giugno 1911) - seconda pagina
    Progetto originale - pagina 1
    Progetto originale - pagina 2
    Progetto originale - pagina 3
    Progetto originale - pagina 4