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IL PRIMO CONSIGLIO PASTORALE

“Né chi pianta, né chi irrìga è qualche cosa, ma Dio che fa crescere”.
1 Cor 3,7

Nel 1968 era da poco terminato il Concilio Ecumenico Vaticano II e si sentiva il bisogno di un rinnovamento nella conduzione delle parrocchie e per noi della nostra. Dai documenti del Concilio si invitavano laici e presbiteri alla formazione del Consiglio Pastorale e della Commissione Economica. Fu così che un gruppo di giovani laici della nostra parrocchia si riunì periodicamente per lo studio dei documenti conciliari e per la stesura di un documento ove si proponeva come dar vita al Consiglio Pastorale e alla Commissione Economica.
Del gruppo di studio facevano parte Bruna Gomirato, Francesco Scandolin, Gianni Montagni, don Piero Lucchetta, Giorgio Bertaggia, Lucia Lazzarin, Lucia Favaro e molti altri.
Il lavoro andò a buon fine e, anzi Francesco Scandolin, nel 1969, ne fece – a spese sue – un fascicoletto a stampa, per dare al lavoro maggiore importanza di quello che avrebbe avuto se, come allora si usava nelle attività parrocchiali, fosse stato semplicemente ciclostilato. Il documento portava questo titolo: “DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LO SVILUPPO DELLA VITA CRISTIANA NELLA NOSTRA COMUNITÀ CON LA PROPOSTA DI ISTITUZIONE DEL CONSIGLIO PASTORALE E DELLA COMMISSIONE ECONOMICA”.
Sostanzialmente, sulla base delle novità proposte dai Padri conciliari, proponeva una gestione della parrocchia con uno spazio maggiore ai laici, soprattutto nelle attività di loro competenza, compresa la gestione dei problemi economici. Al suo interno, elaborati con ordine, comprendeva i sottotitoli: La Chiesa, La Parrocchia, Il Consiglio Pastorale, il suo funzionamento, la Commissione per gli Affari Economici, le sue regole, ecc…
Oltre al parroco, che era Mons. Albino Tenderini, firmarono il documento il cappellano don Piero Lucchetta, Giorgio Bertaggia, Lucia Lazzarini, Bruna Gomirato, Giovanni Montagni, Giuliano Tempo, Francesco Benvegnù, Delfina Boscolo, Sandro Cesare, Bruna Dotto, Giuseppe Giacomello, Luigina Minto, Loretta e Luisa Moretto, Gianni Perale, Paolo Perdon, Gianni Pistolato, Giuseppe Polesel, Angelo Romanello, Onorino Scaggiante, Roberto Vanin, Riccardo Vigoni, Antonio Volpato, Sergio Zamengo, e molti altri.
Quando il documento fu pronto, una delegazione composta da cinque persone tra le quali Bruna Gomirato e Francesco Scandolin, venne ricevuta dal cardinale Giovanni Urbani a Venezia. Il Patriarca, alla loro presenza, lesse il documento e diede loro il benestare perché si provasse a sperimentarlo, con l’impegno di riferirgli se si fosse riusciti a realizzarlo.
L’entusiasmo e la gioia di tutti fu evidente perché si sentiva come una cosa grande il fatto che il Patriarca avesse approvato il nostro documento e perché eravamo l’unica parrocchia ad averlo fatto. Di questo tutti erano profondamente orgogliosi.
Fu la prima proposta di Consiglio Pastorale di cui si ebbe notizia allora in Diocesi.