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Reparto Aquile Randagie

La storia dello scautismo a Chirignago rinasce (rinasce in quanto dal 1947 al 1951 ci fu a Chirignago un gruppo scout, la cui lontana esperienza contribuì poi a creare il campeggio parrocchiale nel 1968) nel gennaio 1988 ed inizia proprio con il reparto.
Tutto inizia nel 1986 con l’arrivo in parrocchia del nuovo cappellano don Roberto Trevisiol, preceduto dalla fama di trascinatore di giovani e proveniente dalla parrocchia di S.Marco di Mestre dove per 13 anni aveva svolto a tempo pieno l’incarico di assistente per il gruppo Mestre 6 (lasciava nella parrocchia di S. Marco un gruppo di 250 scout!). Un anno per osservare, per lanciare e presentare quello che poi sarebbe stato lo scautismo a Chirignago e si arriva al gennaio 1988 quando, grazie al generoso aiuto di alcuni capi del Mestre 6, nasce il Reparto “Aquile Randagie”. Grazie quindi alla disponibilità di questi capi, al contagioso entusiasmo di don Roberto (che nel frattempo era stato nominato parroco di Chirignago) e grazie anche ai primi giovani della parrocchia (i primi capi) che si tuffarono in questa nuova avventura che veniva loro proposta, si formò in breve lo staff del reparto e, poco dopo, anche gli staff delle altre unità.
Il reparto quindi fu la prima unità che venne costituita proprio per formare, partendo dalla vera gavetta dello scautismo, capi che, in un futuro non troppo remoto, potessero aiutare i primi fondatori.
Fin da subito si cercò di far capire ai novelli esploratori e guide la grande avventura che stavano vivendo seguendo molto da vicino gli insegnamenti del nostro fondatore BP.
Particolare attenzione e valore venne dato ad una vasta gamma di attività pratiche ed avventurose finalizzate all’acquisire delle tecniche essenziali che poi sarebbero servite al campo e una particolare attenzione venne data anche allo stile: serietà, essenzialità, semplicità, ordine, etc…. Insieme a questo tipo di attività venne dato sempre più valore ed autonomia alle squadriglie in modo che i ragazzi potessero sperimentare al massimo il vivere insieme ad altri compagni in piccole comunità quali appunto le squadriglie.
Col tempo, i ragazzi hanno sempre più acquisito sicurezza, competenza per quel che riguarda le “nozioni tecniche” essenziali (per quel che riguarda la cucina, ad esempio, sono diventati dei veri chef!), ma la cosa più importante è che hanno sperimentato sempre più (e sperimentano tutt’ora) il vivere in squadriglia come in una piccola comunità, una famiglia dove le competenze sono distribuite in modo equilibrato, dove ci si aiuta tutti senza esitazione, dove c’è chi è appena arrivato che quindi va seguito di più e c’è chi invece ha più esperienza e quindi può trasmettere le sue competenze e il suo zaino di vissuto agli altri.

Fanno parte della storia del reparto anche tutti i temi del campo vissuti dal 1988 ad oggi, nonché i vari posti in cui si sono svolti i vari campi di reparto. Li riportiamo qui di seguito perché ci sembra opportuno e positivo ricordare le esperienze vissute e farne tesoro.

ANNO
TEMA DEL CAMPO
LUOGO DEL CAMPO
1988
BP IN AFRICA
Caotes d’Alpago-BL
1989
L’ILIADE E L’ODISSEA
Caoria- TN
1990
RE ARTÚ E LA TAVOLA ROTONDA
Val Malene, Rio secco- TN
1991
IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI
Caoria- TN
1992
ASTERIX
Longarone- BL
1993
LA DIVINA COMMEDIA
S.Orsola di val dei Mocheni- TN
1994
LE MILLE E UNA NOTTE
S.Orsola di val dei Mocheni- TN
1995
L’ISOLA DEL TESORO
Val Malene- TN
1996
AGENTI SEGRETI
Pontarso, val Calamento- TN
1997
GLI DEI DELL’OLIMPO
S.Orsola di val dei Mocheni- TN
1998
LA TV NELL’ANTICO EGITTO E GLI EGIZIANI
Pontarso, val Calamento- TN
1999
I COW-BOY
Caoria- TN
2000
I PROMESSI SPOSI
Bondo, val di Breguzzo- BS
2001
LE AVVENTURE DI PINOCCHIO
Caprizi, Ampezzo- UD
2002
PETER PAN
Lateis- UD
2003
MOSÈ: IL PRINCIPE D’EGITTO
Pradis di sopra- PN
2004
S.Orsola di val dei Mocheni- TN

 

Veniamo adesso a qualche “dato tecnico” e a qualche curiosità!

Il reparto è composto da esploratori e guide dai 12 ai 16 anni (dalla prima media alla prima superiore) raggruppati in due squadriglie maschili (FALCHI e VOLPI) e due squadriglie femminili (PANTERE e TIGRI) che vivono assieme ai capi nella fedeltà alla promessa ed alla legge scout con attività basate sull’autonomia della squadriglia, l’avventura, le tecniche della vita al campo e all’aria aperta. sul metodo della branca E/G.

Il reparto “Aquile Randagie” si trova la domenica mattina alle 8.30 nel sagrato della chiesa di S.Giorgio di Chirignago e svolge la sua  attività fino alle 12.30, partecipando anche alla S.Messa delle 11.00 che è quella a cui partecipa tutta la Comunità Giovanile della parrocchia.

Come si diceva poco fa le attività ruotano tutte intorno alle competenze delle squadriglie e alla loro sempre maggior autonomia. Ecco allora che ci sono attività tecniche (in cui ci si verifica e si imparano cose nuove), attività di espressione, di natura (utilizzando il parco “G. Rodari” di Chirignago, il parco del centro “don Orione” ed altre “oasi naturali” dei dintorni), attività di infermeria, di segnalazione, di orientering, attività spirituali (per capire meglio i momenti più forti della nostra liturgia)…e molte altre.

Recentemente, come staff, abbiamo ideato dei percorsi da proporre alle squadriglie nell’ambito di qualche grande gioco di natura e di orientamento riscoprendo vecchi sentieri lungo i campi circostanti o lungo gli argini di qualche piccolo canale o lungo ferrovie non più in uso. Si tratta, nel nostro piccolo, di poter ben sperimentare qualche ora di immersione nella natura, per porre l’attenzione anche a tutti quei suoni e quei rumori  che il nostro orecchio non considera più perché soffocato da altro.

Naturalmente non mancano le uscite di reparto di uno o due giorni e… l'uscita coi genitori (in montagna o al mare) che vede i genitori unirsi alle squadriglie dei propri figli e  partecipare con molto entusiasmo al grande gioco proposto!

Infine non si può non citare l’attività che svolge l’alta squadriglia (quella cioè composta dai ragazzi che sono all’ultimo anno di reparto). Essa, assieme ai capi reparto,  sceglie due o tre tematiche da affrontare nel corso dell’anno scout che approfondisce anche con le tre uscite annuali, in  una delle quali viene svolta utilizzando un canotto costruito dai ragazzi!

 

CENNI SUL METODO IN BRANCA E/G

 

LA PROPOSTA EDUCATIVA

 

L'avventura

L'atmosfera di avventura è l'esca psicologica che spinge gli e/g all'azione, animando nel concreto le esperienze vissute, mentre lo spirito scout e l'impegno a crescere nella fede sostengono la vita del reparto e le danno senso. E' l'avventura di provare se stessi in rapporto al mondo e agli altri.

Diventa allora determinante l'esercizio dello "scouting": l'arte di osservare la realtà vissuta, di interpretarla e di agire conseguentemente in essa.

 

Educazione al servizio

L'educazione al servizio, nel reparto, si traduce in attenzione all'altro: la pratica delle Buone Azioni consente di sviluppare

l'abitudine a fare il bene in modo gratuito e creativo e a rispondere alle necessità di quanti ci stanno intorno con concretezza e sempre maggior competenza.

 

Itinerari di fede

Il ragazzo e la ragazza passano dall'abitudine a fare il bene mediante la "Buona Azione" a scegliere di essere sempre

buoni, ossia di tendere alla santità, resa possibile dal confronto con la Parola, a partire dalle provocazioni della vita quotidiana, personale e comunitaria, all'interno e fuori del reparto.

La proposta di preghiera e di celebrazione liturgica educa alla condivisione ed alla gioia, alla gratuità e all'amicizia.

 

Educazione all'amore

L'azione educativa non tende soltanto allo sviluppo della relazione interpersonale uomo-donna, ma a tutto ciò che risponde al principio "crescere con" le persone vicine, diverse nel corpo, nella storia, nelle aspirazioni. Queste attenzioni educative sono valorizzate soltanto attraverso la squadriglia monosessuale.

 

Educazione alla cittadinanza ed alla pace

Per il ragazzo/a inizia in questa fase il cammino che lo aiuterà a scoprire e a sperimentare l'appartenenza ad una comunità sociale che supera i confini del proprio nucleo familiare e della propria realtà, comincia a prendere coscienza dei principi che informano la vita sociale, per divenire soggetto capace di assumersi responsabilità di azione: ciascuno, secondo le proprie possibilità, è chiamato a fare la sua parte per il bene di questa comunità.

 

L'ambiente natura

La natura è l'ambiente privilegiato in cui sperimentare lo spirito di avventura, la curiosità dell'esplorazione, e il gusto della sfida. Aver colto la natura come creato e quindi come dono gratuito di Dio educa alla consapevolezza di esservi inseriti non come padroni, ma come ospiti, che devono rispettare e custodire i ritmi e la storia, coscienti di esserne corresponsabili con le generazioni passate e future.

 

ELEMENTI DEL METODO

 

La Promessa

Attraverso la Promessa si entra a far parte della grande fami glia degli scout di tutto il mondo. Il reparto è presente come testimone e si impegna ad aiutare il nuovo esploratore e la nuova guida a mantenerla: con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio paese, per aiutare gli altri in ogni circostanza e per osservare la Legge scout.

 

La Legge.

La Legge assume in questa età un significato di iniziazione allo sviluppo della coscienza morale, perciò viene posta come punto di riferimento costante nel sentiero di ogni e/g e nelle verifiche di reparto.

 

Il gioco.

E' attraverso il gioco che gli e/g traducono in attività l'avventura che richiede a ciascuno la capacità di misurarsi con l'imprevedibile e di imparare così a valorizzare le proprie potenzialità.

 

L'impresa.

Per creare il giusto clima di avventura, il reparto vive delle imprese: si tratta di realizzazioni impegnative che vogliono incidere sulla realtà, anche se sempre studiate a misura dei ragazzi e non degli adulti. L'impresa è prima di tutto uno stile, un modo di fare le cose; è un metodo per imparare a progettare ciò che vogliamo essere e che vogliamo realizzare, con consapevolezza.

 

Il campo estivo

Il campo è un banco di prova per i ragazzi per quanto riguarda le capacità tecniche maturate, i rapporti vissuti, l'autonomia raggiunta dalle squadriglie, la gestione delle attività, lo spirito di adattamento all'ambiente circostante.

 

La squadriglia

Le squadriglie sono la struttura fondamentale del reparto: sono composte da 8-9 ragazzi o ragazze di tutte le età, e sono monosessuali. Tale caratteristica di verticalità aiuta gli e/g, attraverso il trapasso delle nozioni, a raggiungere maggiore sicurezza in se stessi; e tutto ciò grazie allo stile, alla corresponsabilità di questa piccola comunità. Ogni squadriglia

vive una reale autonomia, realizzando in spirito di avventura e con lo stile del gioco, imprese ideate dai ragazzi stessi.

 

Il caposquadriglia

Tale ruolo è una notevole esperienza di crescita e di responsabilizzazione dei più grandi del reparto, perché educa alla responsabilità di persone e non soltanto di cose, inoltre abitua alla autorità come servizio ed attenzione agli altri.

 

Il consiglio di squadriglia

Esso, al termine di ogni impresa o attività, verifica il raggiungimento degli obiettivi fissati e lo stile tenuto da tutti, e stabilisce i traguardi successivi. L'impegno personale è verificato in base al sentiero di ciascuno.

  

Le uscite di squadriglia

La progressiva conquista di autonomia e responsabilità da parte dei ragazzi porta ad occasioni in cui essi vengono messi alla prova, specie i più grandi, sperimentando sia la capacità di organizzazione, sia le competenze e lo spirito con cui viene vissuto lo scoutismo senza la presenza dei capi.

 

Il reparto.

L'insieme delle squadriglie forma la comunità più ampia del reparto. Per poter seguire il sentiero di ognuno, il numero dei componenti deve essere limitato, in particolare non si può pensare di ottenere risultati educativi significativi con più di 32-34 ragazzi.

 

Il consiglio capi.

E' formato dai capisquadriglia, dal capo reparto, dall'Assistente Ecclesiastico; si riunisce frequentemente per organizzare e gestire la vita del reparto e per verificare la vita delle squadriglie.

 

L'alta squadriglia.

E' l'ambiente educativo offerto ai ragazzi più grandi del reparto per concentrare l'attività in alcuni momenti forti, diversi ed indipendenti da quest'ultimo. Qui si sviluppa l'abitudine a pregare la Parola di Dio ed a verificare con essa la propria vita.

 

CONTENUTI DELLA PROPOSTA EDUCATIVA

 

La proposta di contenuto della branca e/g individua la traduzione dei 4 punti di BP in 4 aree fondamentali:

- educazione alla fede

- educazione alla diversità

- educazione alla cittadinanza

- educazione ambientale

Queste aree mirano a realizzare la formazione globale ed armonica degli e/g; per tradurle in esperienze concrete accessibili ai ragazzi si propongono i filoni: scoperta di Dio e spirito scout, educazione sociale e scoperta del paese, vita all'aperto e natura, osservazione e deduzione, abilità manuale, salute ed attività fisica, espressione.

  

Progressione personale

Punto di riferimento della progressione personale proposta dall'associazione è la partenza. Lo staff capi, osservando la situazione del singolo, individua quei cambiamenti che sono utili al ragazzo per realizzare se stesso. Il processo di cambiamento si realizza attraverso l'individuazione di mete concrete legate all'esperienza, chiaramente comprensibili e verificabili anche da tutta la comunità. Essa è il progetto di ogni ragazzo alla scoperta della propria vocazione.

  

Sentiero

Ciò che lo staff di unità ha elaborato circa la progressione personale, si traduce nella vita di reparto, per ciascun e/g in un sentiero segnato da 4 tappe: scoperta, responsabilità, autonomia, animazione. In riferimento ai contenuti delle tappe si tengono presenti i filoni quali proposte concrete per l'interiorizzazione dei valori.

Tappa della scoperta: il ragazzo accetta con la promessa di entrare definitivamente a far parte della comunità scout, intensifica la vita nel reparto e nella squadriglia, che diventa l'ambiente dove trovare risposta all'avventura, alla responsabilità, alla voglia di mettersi alla prova. In questa fase occorre quindi cominciare a darsi da fare per contribuire in prima persona alla vita della squadriglia, iniziando ad assumersi alcuni incarichi precisi.

Tappa della responsabilità: individualmente, a seconda delle inclinazioni ed attitudini personali, i ragazzi scelgono e acquisiscono alcune specialità (cuoco, topografo, segnalatore, ecc) che diano loro la possibilità di valorizzare le proprie potenzialità e di vivere responsabilmente un ruolo nella comunità, mettendosi a disposizione degli altri.

Tappa dell'autonomia e della competenza: è il momento in cui il ragazzo cerca sempre più di aver anch'esso responsabilità, di affermarsi, di scoprire un suo ruolo preciso e di trovare stima, sicurezza e fiducia. In sostanza, è la tappa del brevetto di competenza, che richiede conoscenze ed esperienze specifiche e globali nel settore prescelto. Per acquisirlo occorre essere in possesso di almeno 4 specialità relative al settore di competenza, dimostrare effettiva capacità ed affidabilità tecnica di grado elevato in situazioni concrete, alla luce del concetto che si è utili soltanto se si è capaci.

Tappa dell'animazione: i ragazzi dovranno riscoprire la Legge e la Promessa come provocazione continua ad essere coerenti; dovranno quindi testimoniare il proprio spirito di servizio e la propria competenza contribuendo, nell'ambito della propria specializzazione, alla gestione del reparto.

 

Il consiglio della Legge.

E' assemblea di tutti gli e/g del reparto assieme ai capi: è un momento di verifica in cui l'e/g riconosce completato o meno il cammino di tappa.