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CAMPEGGIO PARROCCHIALE "SAN GIORGIO"

Campeggio Val di Gares 1980...altri hanno imboccato strade diverse...
A Chirignago lo Spirito ha suggerito
un cammino semplice ed allegro,
umile e grande,
un sentiero... per tutti.
La vita sotto le tende,
immersi nella natura,
pronti al gioco e all'avventura,
insieme, come tanti fratelli,
in una comunità che gridando:
"Chiri - Chiri - gnago - gnago"
si gonfia di "orgoglio", di gioia,
di nostalgia e di speranza.
Don Roberto Trevisiol

L'idea iniziale

Don Pietro Lucchetta - Campeggio Pecol - Val Zoldana - Palafavera 1970Il Campeggio parrocchiale "San Giorgio" di Chirignago nacque nel 1968 e fu organizzato dal Presidente dei Giovani di Azione Cattolica di allora, Giorgio Bertaggia, da don Giorgio Balestra e don Pietro Lucchetta, cappellano di prima nomina, con il prezioso sostegno di Francesco Scandolin. Si può dire che l’idea iniziale fu di proporre ai ragazzi una “vacanza” educativa, in ambiente sano, avventuroso, formativo per il corpo e per lo spirito.
Idea semplice ma impegnativa, sia perché allora la montagna non era alla portata di tutte le tasche, sia perché agli ideatori mancavano esperienza, mezzi e denaro:Campeggio Falcade 1974 e come in tutti gli inizi, si mescolarono inventiva, spirito di adattamento, ed una buona dose di coraggio.
Da notare inoltre che, essendo tempi di crisi per le organizzazioni giovanili cattoliche, il Campeggio nacque senza una specifica appartenenza all’AC o allo scoutismo: così, essendo aperto a tutti, è diventato un'esperienza che ha unito tantissimi ragazzi di Chirignago, magari solo per un turno, in una lontana estate.

Il segreto di un successo

Nel tempo il Campeggio è cambiato in alcuni aspetti: una preparazione più precisa dei giochi e dei materiali, una serie di comodità sconosciute all’inizio (la corrente elettrica, il frigorifero, lo scaldabagno...), ma sostanzialmente la formula è la stessa.
Come mai i ragazzi di oggi come quelli di ieri si iscrivono volentieri al Campeggio, ed anzi oggi gli aspiranti educatori sono sempre di più dei posti disponibili? I motivi stanno in alcuni “punti di forza”: la vita all’aria aperta sotto le tende, la montagna con boschi, torrenti e sentieri, il gioco, lo stare insieme. Don Pietro Lucchetta - Primo Campeggio Parrocchiale Taibon Agordino 1968Cose semplici ma “sempreverdi” e perciò capaci di affascinare sempre i ragazzi che, nel fondo, sono sempre uguali: in questo ambiente privilegiato si vivono avventure e nascono amicizie che non si scordano più.
Certo, si tratta di una parentesi, ed una volta tornati a casa tutto torna un po’ come prima: i tentativi di “prolungare” il Campeggio sono sempre stati vani. Questo è il suo pregio ed, onestamente, il suo limite.
Un altro importante ingrediente sta nella presenza costante del sacerdote: da sempre, il cappellano (e poi anche il parroco, a turno…) c’è, dal primo all’ultimo giorno. Forse ci siamo abituati e non ci facciamo caso, ma avere un prete giovane che vive coi ragazzi e gli educatori, dorme in tenda, mangia in gavetta e prende il sole e la pioggia con loro, e per loro celebra la Messa quotidiana… è un valore aggiunto incalcolabile per la crescita spirituale dei giovani. A questi sacerdoti dobbiamo grande riconoscenza.

Le nostre tradizioni

Possiamo dire che per certi versi tutti i campeggi di tipo parrocchiale si assomigliano, ma… nessuno è uguale all’altro: nel tempo, e con una serie così lunga negli anni, il nostro Campeggio ha assunto un’identità speciale, fatta di ricordi, di canti, usi, modi di dire, oggetti… chi è stato in Campeggio non può scordare il “portagavette” che ogni tenda realizza il primo giorno, la sveglia non proprio delicata al suono del campanon, il canto serale “O Vergine di luce”, l’urlo di saluto chiri chiri - gnago gnago al ritorno dalle escursioni!Don Andrea Volpato - Campeggio Caotes D'Alpago 1988
Di recente la “vecchia guardia” ha rispolverato alcune barzellette ed alcuni canti e bans (filastrocche mimate) che ormai stavano per cadere nell’oblio, persi nell’inevitabile trapasso di educatori e capicampo (ad esempio Piero Bon, Fli Flai, Noi siam da Chirignago, ecc...)
Vanno senz’altro reimparati e riproposti, come un tesoro prezioso per i capicampo ed educatori di oggi e di domani, che faranno un servizio prezioso ai loro ragazzi, inserendoli nella storia viva del loro paese.

Un regalo prezioso

Da anni ormai al Campeggio si affiancano in parrocchia le due associazioni sorelle, Azione Cattolica ragazzi-giovani e Gruppo Scout Chirignago 1: i timori e le critiche che esse avrebbero affossato il "nostro" Campeggio si sono dimostrati infondati, anzi spesso giovani Capi ed Educatori ACR/ACG sono stati loro stessi educatori del Campeggio.

Francesco ScandolinFrancesco Scandolin (1929-2005)

Il Campeggio è stato reso possibile dal servizio umile e faticoso di tanti uomini e donne di Chirignago: cuochi, autisti e tanti amici che ogni anno caricano, montano e smontano tutto il ponderoso materiale.
Un ruolo particolare lo ebbe Francesco Scandolin: per età ed impegni lavorativi non poteva partecipare fisicamente al Campeggio, ma fin dal 1968 fu l’organizzatore generoso e tenace che lavorava nell’ombra. Fu lui a procurare le tende ed il materiale necessario a partire per l’impresa, ed a farlo arrivare in camion fino a Taibon Agordino.

 

Campeggio Campolongo 1978Nei diversi campi, campeggi ed uscite dell'estate 2008 sono 257 le persone che, tra i ragazzi delle medie e le due associazioni Scout ed Azione Cattolica, hanno potuto vivere insieme ed alla luce del Vangelo una settimana e in qualche caso anche di più, con la presenza costante di un sacerdote e di generosi educatori, oltre a tutti gli adulti che sono necessari per i servizi che richiedono queste attività. Ogni gruppo ha vissuto un intenso programma dove molto spazio era dato al gioco, ma l'obiettivo fondamentale rimaneva quello della formazione umana e spirituale.

Anni, luoghi, sacerdoti

Don Pietro Lucchetta
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Don Pietro Lucchetta e Don Giuseppe Rizzieri Bacci
1973
Sappada
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1976
non effettuato
Don Orlando Barbaro
1977
Val Malene
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Don Angelo Munaretto
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1984
non effettuato
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Don Roberto Trevisiol e Don Andrea Volpato
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Don Roberto Trevisiol e Don Gianni Antoniazzi
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2001
Caprizzi
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2002
Lateis
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2003
Pradis di Sopra
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2009
Scurelle - Val Campelle
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2010
Forni di Sopra
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2011
Tres - Val di Non
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2012
Val dei Mocheni - Sant'Orsola Terme
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Don Pietro Lucchetta - Primo Campeggio Parrocchiale Taibon Agordino 1968

Elenco (incompleto) dei capi campo

Giorgio Bertaggia
Roberto Brugnaro
Nadia Ortes
Gabriele Zottarelli
Luisa Asfodelo
Adriana Rigobello
Roberto Agostini
Enrico Pavanello
Ivana Brolati
Marco Artuso
Bernardo Cesare
Michele Fiasconaro
Alessandro Boscolo
Alberto Boscolo
Giorgio Zecchin
Carlo Scotton
Oliviero Scotton
Paolo Trevisan
Elena Perin
Cristina Bugin
Katia Vanin
Anna Simion
Francesco Busolin
Francesco Bortolato
Salvatore De Iaco
Giorgio Longo

A Chirignago niente Grest:
«Meglio investire sui campi scuola»

Don Andrea Longhini: «Producono più frutti di vita comunitaria»

C'è anche chi va controcorrente. Non perché non abbia richieste o non abbia di che investire in questo settore, ma perché preferisce, con le risorse umane a disposizione, investire in attività che hanno un maggior ritorno. È per questo che a San Giorgio di Chirignago la parola Grest non è conosciuta. «Piuttosto che mettere in campo uno sforzo organizzativo enorme, con frutti uguali a zero, preferiamo concentrarci sui campi scuola», spiega il vicario parrocchiale don Andrea Longhini. Quali frutti? Quelli di vita comunitaria: non è concepibile, per i sacerdoti di Chirignago il Grest sia frequentato da 200 ragazzi per trovarne poi solo 4 sui banchi della chiesa la domenica. E allora meglio spendersi per i campi scuola, che producono un maggior attaccamento alla vita della comunità.
Quest’anno se ne sono organizzati nove: e ognuno potrà contare sulla presenza di un sacerdote, don Andrea o il parroco don Roberto Trevisiol, dall’inizio alla fine. «È una presenza che fa la differenza», commenta don Longhini: «Rende possibile la messa tutti i giorni e dà uno stile di vera famiglia, grazie alla presenza del “padre” di questa comunità». I campi sono «punto d’arrivo e di partenza di un’ordinarietà di vita comunitaria seria e curata. Gli episodi, anche se esaltanti, non servono se non c’è ordinarietà».
Durante il mese di luglio 2010 è stato allestito un campeggio a Forni di Sopra: si sono alternati i ragazzi delle medie, i giovani dell’Azione Cattolica (ACG) e gli esploratori Scout. La casa di Caracoi Cimai, con una vista superba sulla vallata dominata dal Civetta, ha accolto i ragazzi delle superiori e i lupetti. Per l’Azione Cattolica Ragazzi (ACR) si è presa in affitto una casa a metà agosto; mentre le prime due settimane di agosto 2010 sono dedicate ai campi mobili di noviziato e clan, che hanno compiuto un percorso in bici in Normandia (con don Andrea) e in Austria (con don Roberto).
D’accordo, ma il Grest non è anche un utile servizio da offrire alle famiglie, alle prese con il lavoro e senza poter contare più sulla scuola? «Dobbiamo prima vedere qual è il fine della parrocchia», replica don Andrea. «In un regime di risorse umane infinite non ci sarebbero problemi a fare anche questo. Ma essendo le risorse scarse, è meglio impiegarle al meglio, senza spremerle troppo. Per questo dobbiamo scegliere. La parrocchia non è un’aggregazione sociale, ma prima di tutto una comunità cristiana, che poi porta anche del bene alla società. Se questo è il primo fine, lo posso raggiungere meglio con i campi scuola. Altrimenti il rischio è di diventare degli assistenti sociali: non abbiamo i mezzi e le conoscenze per farlo. Altri lo sapranno fare meglio di noi».

Paolo Fusco, tratto da Gente Veneta n. 23 del 12 giugno 2010, pag. 25