2009-2010:
ANNO DEL CENTENARIO
DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA PARITARIA “SACRO CUORE”
(22 dicembre 1910 - 22 dicembre 2010)
CALENDARIO DELLE CELEBRAZIONI
DOMENICA 13 DICEMBRE 2009
XXX Mercatino di Natale
MARTEDÌ 22 DICEMBRE 2009
ore 14.00
Festa di Natale
nel 99° anniversario dell'apertura della Scuola dell'Infanzia Paritaria "Sacro Cuore"
e della presenza delle Suore Figlie di San Giuseppe del Caburlotto a Chirignago
MERCOLEDÌ 27 GENNAIO 2010
100° Compleanno di Suor Antidia Zaia
SABATO 30 GENNAIO 2010
Giornata della Vita Consacrata
Giubilei di Professione Religiosa (25-50-60-70 anni)
Ore 10.00 Basilica di San Marco - Venezia
VENERDÌ 19 MARZO 2010
Solennità di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria
Ore 18.30 Santa Messa con rinnovazione dei voti delle Suore
SABATO 24 APRILE 2010
Ore 20.30 Concerto di San Giorgio
dedicato alla Scuola dell'Infanzia Paritaria "Sacro Cuore"
DOMENICA 25 APRILE 2010
San Marco Evangelista, patrono di Venezia e delle genti venete
Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni
DOMENICA 9 MAGGIO 2010
Festa della Famiglia
DOMENICA 30 MAGGIO 2010
Ore 9.30
Santa Messa di Ringraziamento
VENERDÌ 11 GIUGNO 2010
Solennità del Sacro Cuore di Gesù
Giornata di santificazione sacerdotale - Chiusura dell'Anno Sacerdotale
DOMENICA 13 GIUGNO 2010
Sant'Antonio da Padova
90° anniversario della posa della prima pietra della Scuola dell'Infanzia Paritaria "Sacro Cuore"
(13 giugno 1920 - 13 giugno 2010)
Da SABATO 11 a MARTEDÌ 14 SETTEMBRE 2010
Mostra sulla vita e l'attività della Scuola dell'Infanzia Paritaria "Sacro Cuore" nei suoi 100 anni
presso la Sala "San Giorgio", in Via del Parroco 5 (a pochi passi dalla scuola)
SABATO 4 DICEMBRE 2010
XII anniversario della morte di Suor Pierluigia (1998)
MERCOLEDÌ 22 DICEMBRE 2010
100° anniversario dell'apertura della Scuola dell'Infanzia Paritaria "Sacro Cuore"
e della presenza delle Suore Figlie di San Giuseppe del Caburlotto a Chirignago
FACCIAMO UN DONO ALLA SCUOLA DELL'INFANZIA PARITARIA "SACRO CUORE"
CHE COMPIE 100 ANNI
Nella circostanza dell'anno del centenario, d'accordo con il Consiglio Pastorale e con il Comitato di Gestione della Scuola dell'Infanzia Paritaria "Sacro Cuore", è intenzione della parrocchia donare alla scuola stessa una nuova caldaia di riscaldamento, che sia dotata di tutte le ultime tecnologie per il risparmio energetico (risparmio di denaro - meno inquinamento).
L'attuale, vecchia, caldaia è ormai a fine corsa. Risale infatti al 1976, ha un rendimento bassissimo ed è in stato pietoso, così che potrebbe spegnersi per non più riaccendersi, da un momento all'altro.
Il costo totale dell'operazione è di 16.500 Euro, I.V.A. compresa.
Speriamo che le famiglie della comunità vogliano esserci.
Come?
Abbiamo pensato a 330 quote da 50 euro (o 165 da 100 euro perché a nessuno è proibito, anzi, di offrire di più) da consegnare ai sacerdoti, o alla segreteria della canonica indicando la destinazione del denaro.
Per chi volesse conservare l'anonimato più assoluto e fare un offerta anche piccola, la cassetta che in chiesa, a destra della porta d'entrata, solitamente raccoglie le offerte per Casa Nazareth, raccoglierà invece i contributi per la nuova caldaia, fino al raggiungimento della cifra totale.
Se (ma non vorremmo che questo accadesse per evitare confusioni) qualcuno dovesse consegnare il proprio contributo alle suore deve specificare che è per la nuova caldaia.
La nostra scuola compie 100 anni.
Questo è il nostro regalo, segno del nostro affetto e della nostra riconoscenza, ma anche aiuto concreto che permetterà un riscaldamento più razionale e più economico.
Vorremmo che fosse un dono della Comunità, e quindi offerto dalle tante famiglie che hanno debiti (e che debiti) di riconoscenza verso questa scuola.
Ci saranno, nella nostra Comunità, 330 persone o famiglie che vogliano dire il loro GRAZIE a una istituzione che tanto bene ha fatto per loro personalmente e per la Comunità intera?
50 Euro sono tanti, ma anche pochi, se si pensa che un cabaret di paste ne costa da solo 15...
In chiesa vi è un cartellone che informa in tempo reale dove siamo arrivati... e... che Dio ce la mandi buona.
Grazie di cuore.
XXX MERCATINO DI NATALE: DOMENICA 13 DICEMBRE 2009
Siamo lieti di poter annunciare che anche quest'anno ci sarà il tradizionale Mercatino di Natale, già fissato per Domenica 13 dicembre 2009: potete trovare fiori, vino, miele ottimo per i malanni di stagione, salumi, formaggi, torte, panettoni, presepi e tanti oggetti in legno preparati con grande abilità dalle mani del nostro parroco, ma anche tantissime altre belle idee per i vostri regali di Natale.
La premiata ditta "Cusi e Ciacola", sotto la direzione esperta di Nadia Ortes e di Irene Naletto, sta lavorando a pieno ritmo, ma tutto questo, nonostante l'impegno di tante mamme e di altre signore della comunità parrocchiale non può essere sufficiente per una iniziativa così ambiziosa, ma anche così necessaria per la nostra scuola. È per questo che lanciamo un caloroso appello a tutte quelle persone di buona volontà che pensano di poter collaborare con il Mercatino, ricordando loro che le porte sono aperte, anzi spalancate, basta mettersi in contatto con la nostra scuola dell'infanzia al recapito telefonico 041 913038.
Siamo al Mercatino n. 30, che ci proietta nel 2010, anno del centenario della nostra scuola. Non possiamo rimanere indifferenti ad un avvenimento così importante, per questo siamo tutti invitati a partecipare nelle forme che riteniamo più opportune.
Vorrei ricordare ancora una volta che la situazione economica della nostra scuola non è per niente rosea, e che un buon risultato del Mercatino, rappresenterebbe una boccata d'ossigeno per le nostre finanze e ci permetterebbe di guardare al futuro con maggiore serenità.
Ecco perché dobbiamo puntare tutto sul Mercatino di Natale, e perché l'aiuto della comunità parrocchiale, in questa occasione, diventa indispensabile.
SegnateVi sul calendario la data del 13 dicembre per i vostri acquisti e regali di Natale.
Vi aspettiamo fiduciosi e Vi ringraziamo.
Gli organizzatori

LA SCUOLA DELL’INFANZIA PARITARIA “SACRO CUORE”
Comitato di Gestione della Scuola dell'Infanzia Paritaria composto da genitori e parrocchia
Presidente: Gino Darisi
Madre Superiora: Suor Ada Tintinaglia
Via del Parroco 9 - Chirignago
Tel e Fax: +39 041 913038
E-mail: materna_sacrocuore@libero.it
Clicca qui per visitare il sito Internet della Congregazione delle Figlie di San Giuseppe

Perché le ragazze avessero una sana educazione e frequentassero una seria scuola di lavoro, mons. Giovanni Battista Buso, arciprete di Chirignago dal 1861 al 1914, desiderò ardentemente un Asilo, retto da Suore, che vi accogliessero anche i bambini. Aiutato da buoni parrocchiani e senza arrendersi a difficoltà di ogni genere, riuscì a realizzare questo suo sogno. Fu aperto il 22 dicembre 1910, uno dei primi della zona. La prima Superiora fu Suor Amalia Gallerani. 
Prese in affitto, dal Sig. Pio Saccardo e dalle sorelle, una piccola villa del XVIII secolo con poche stanze, lungo la via Miranese, con parco cinto da mura, che passò poi con il nome di Asilo Vecchio. Era circondato da un giardino dove trovavano posto i servizi, una tettoia e uno spazio per giocare. La villa, tuttora esistente, prima di diventare proprietà dei Saccardo, fu sede di un’osteria con campo di bocce, che arrivava fino alla casa dei Mazari, allora tenuta dalla famiglia Baga (Favaron). In seguito, divenne sede dell'Asilo e, quindi, fu abitata da diverse famiglie, la più antica, tra le quali, fu la famiglia di Piero Spagnolo, giardiniere degli stessi Saccardo. A ricordarlo vi è la strada laterale che corre accanto, via Asilo Vecchio.
La casa venne intitolata a Nostra Signora del Sacro Cuore e venne affidata, immediatamente, alle suore di una Congregazione nata 60 anni prima a Venezia, alle quali mons. Buso, già anziano ma lungimirante, aveva chiesto aiuto per la popolazione "povera e numerosa" della sua Comunità. Fu così che arrivarono a Chirignago le prime tre Figlie di San Giuseppe, l'ordine fondato dal Venerabile mons. Luigi Caburlotto di Venezia per accogliere ed educare le ragazze povere ed abbandonate della città. Infatti le prime suore da subito accoglievano, accanto ai maschietti e alle femminucce dai tre ai sei anni, numerose ragazze che impegnavano col lavoro del ricamo. Raggiungevano cento presenze durante l'inverno, ma il numero triplicava nel periodo estivo. 
La loro presenza tra le ragazze, unita alla corrispondenza della gente di Chirignago che imparò subito ad amarle, portò presto i loro frutti.
La cura dell’infanzia fu sempre al centro della lunga opera di mons. Buso.
L'asilo si manteneva con contributi privati raccolti e sollecitati da una instancabile protagonista della vita della Comunità di allora: la signorina Antonietta Saccardo.
La raccolta dei fondi era mensile: vi rispondevano famiglie ricche e note ed altre meno facoltose, ma non meno sensibili. Le offerte più generose erano di 16 o 18 lire, ma molte erano anche quelle di 5, 4 o 2 lire mensili.
Le figure delle suore di quegli anni lontani, soprattutto di quelle che si occupavano delle ragazze, sono vissute ancora per anni nei ricordi delle persone di Chirignago: suor Giacomina che scaldava i pentolini del pasto di mezzogiorno alle ragazze che venivano dalle zone più lontane, suor Ilaria, suor Emerenziana, suor Irene... C'è chi ha ricamato con queste suore il proprio corredo da sposa, chi ricorda il nonno che, durante la Grande Guerra, faceva da guardia all'altare della cappellina, perché non venisse profanato in assenza delle suore, costrette dagli eventi bellici ad allontanarsi.
Monsignor Riccardo Bottacin, Arciprete di Chirignago dal 1914 al 1958, successore di mons. Buso, dedicò tempo, energie e denaro per realizzare il sogno del suo predecessore, coadiuvato da benefattori e con il valido aiuto della signorina Antonietta Saccardo.
Causa il primo conflitto mondiale, si interruppe anche la vita di questo primo asilo e le suore Giuseppine lasciarono, con rammarico, il paese per un anno, trasferendosi a Pincara, vicino a Fiesso Umbertiano (Rovigo). A fine guerra, tornarono per continuare la loro silenziosa, ma ormai indispensabile, missione.
Purtroppo l'edificio appariva inabitabile, essendo stato occupato, dopo la disfatta di Caporetto, dai numerosi soldati presenti allora nel paese e danneggiato dalle truppe.
Inoltre l’aumentato numero di ragazze e bambini avrebbe creato presto problemi di spazio.
Si pensò alla costruzione di un asilo nuovo, non più in affitto, questa volta, ma costruito dalla Comunità parrocchiale, e più grande: un'opera che potesse rispondere alle accresciute necessità sociali del dopoguerra. Data 4 agosto 1919 il verbale della seduta per la costituzione del primo Comitato. Vi si legge: "il M.R. Arciprete di Chirignago, desiderando di dare all'opera tanto benefica un assetto stabile, in sede propria, con un edificio più conforme e più rispondente agli accresciuti bisogni del dopo guerra ebbe a promuovere la costituzione di uno speciale Comitato presieduto dal M.R. Arciprete Bottacin e composto dai Signori: Cav. Andrea Saccardo, Federico Cosulich, Dott. Alessandro Bisacco, Giuseppe Zerbo, Sig.na Antonietta Saccardo".
Sul Bollettino parrocchiale di agosto 1919 l'Arciprete don Riccardo Bottacin scrive:
"Un asilo modesto qui c'era, fondato dall'infaticabile Mons. Buso; ma le vicende della guerra l'hanno fatto cessare (...).
Iddio volle così, perché Chirignago sapesse di meritare qualche cosa di più degno, più grande, più rispondente ai nuovi moltiplicati bisogni del popolo suo.
Ebbene! Sorgerà un Asilo nuovo (...) che Chirignago innalzerà in quest'ora memorabile, per ricordare ai posteri i suoi trionfi di civiltà e di fede sulle immani rovine della guerra.
Per quest'opera vivamente sentita e tanto reclamata in questo anno di sospensione fu costituito, fra le prime persone offerenti, un Comitato, il quale sotto la presidenza dell'Arciprete, sta occupandosi perché nel modo migliore e nel tempo più breve che le circostanze permettano, si possa raggiungere il benefico scopo.
Come sarà questo Asilo? Sarà un edificio nuovo, eseguito su moderno e pratico disegno del nostro distinto Ing. Ignazio Saccardo che, al suo caro paese, dedica ancora una volta col più grande affetto, la generosa e sapiente opera sua. L'edificio comprenderà: un Asilo per i bambini, un Ricreatorio pel doposcuola degli alunni, ed una Scuola di lavoro per le ragazze. I nostri orfani di guerra saranno accolti con preferenza sugli altri.
Dove sorgerà? Su tratto di terra assai opportuno e comodo, situato a destra della strada grande verso Spinea e poco oltre il Municipio. La famiglia Bisacco proprietaria, ne ha fatto il bel regalo perchè l'opera sorga.
E con quali mezzi? Per le anime giovanili care a Dio e agli uomini, a nessun cuore si batte invano. Ricchi e non ricchi, istituti civili e di credito, a tutti si domanda l'offerta pro Asilo, quanti ci conoscono e sono in grado di apprezzare la importanza e necessità dell'opera che si vuole.
L'elenco delle offerte che qui sotto pubblichiamo, dice abbastanza se l'Asilo di Chirignago è un'opera destinata a fallire e se è opera che Dio vuole e benedice.
Certamente che data l'enormità dei prezzi odierni per chi voglia fabbricare, la somma pur bella già raccolta non è sufficiente allo scopo: ma l'album dei cuori generosi non ha questa sola pagina.
In un tempo non lontano speriamo di vedere raggiunta la somma necessaria; ed intanto possiamo assicurare, che il lavoro presto verrà iniziato e che anzi, prima che l'anno finisca, poseremo la prima pietra dell'edificio, per proseguire nell'anno venturo.
Così Dio ci aiuti e le anime generose ci diano la loro valida cooperazione".
Il fior fiore della comunità e del comune indipendente di Chirignago s’impegnò nell’ardua opera della ricostruzione e della costruzione di nuove opere necessarie ed urgenti.
Il Comitato si diede un gran d'affare per illustrare progetto ed intenzioni allo Stato, a numerose banche e a molti privati nello sforzo di raccogliere i fondi necessari.
Di tutto questo lavoro l'archivio parrocchiale conserva un'ampia documentazione: elenco delle offerte raccolte nel 1919 e nel 1920, preventivi dei lavori, lettere di sostenitori, dalla segreteria di Stato di Sua Santità al segretario del Duca D'Aosta, verbali del Comitato, nei quali spicca ancora una volta la presenza di Antonietta Saccardo.
L'importo per l'acquisto del terreno, venduto per l'occasione dal Sig. Giulio Forte, 10.000 lire, fu interamente offerto dalla famiglia Bisacco, mentre offerte di privati giunsero da Bologna, Venezia e Mestre, Milano, Mogliano, Padova, Palermo, Roma e L'Aquila. Offerte arrivarono anche da Paesi europei, con le rimesse degli emigranti.
Tra i benefattori compaiono nomi illustri come Papa Benedetto XV (tre versamenti, di cui uno di 1.000 lire ed uno di 5.000 lire), il fondatore dell'Azione Cattolica Italiana Giovanni Acquaderni, il Conte di Misurata Giuseppe Volpi, il Ministero delle Terre Liberate e molti altri nobili e persone comuni.
I loro nomi furono riportati sul bollettino parrocchiale e il 13 giugno 1920, con la partecipazione spirituale del Beato Andrea Giacinto mons. Longhin, Vescovo di Treviso, si poneva la prima pietra del nuovo asilo in via del Parroco: dei progetti era responsabile l'ing. Ignazio Saccardo, localmente noto per aver coordinato i lavori per la costruzione del nuovo organo "Vincenzo Mascioni" nel 1911 e per aver progettato nel 1914 la tomba dell'arciprete mons. Giovanni Battista Buso, poi tomba dei parroci. Nel 1923 progetterà anche la chiesa di Catene, distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e poi ricostruita. La spesa prevista era di trecento mila lire.
L’inaugurazione del nuovo asilo, intitolato al Sacro Cuore, con ampi cortili, avvenne già il 18 settembre 1921. Per primi furono approntati il corpo centrale con l'ala nord (a sinistra), aperta subito dalle suore ritornate a Chirignago per bambini e ragazze. Il primo piano serviva come abitazione delle suore, mentre i locali terreni erano ad uso dell'Asilo.
L'arciprete don Riccardo Bottacin
aveva perseguito un disegno molto preciso e ce l'aveva fatta. In archivio si conserva anche la convenzione da lui firmata l'8 settembre 1921 con suor Cristina Minchio, Madre Superiora generale delle Figlie di San Giuseppe del Venerabile mons. Luigi Caburlotto, per stabilire diritti e doveri del Comitato di laici e delle suore, i criteri per l'amministrazione, il compenso per le suore ed il calendario delle attività.
Il documento sottolinea in modo particolare alcuni impegni delle suore: l'istruzione religiosa da impartire a chi frequenta l'asilo nel rispetto dell'età e dei bisogni, poi la formazione umana delle giovani, la collaborazione nel catechismo della domenica, la "dottrina", appuntamento messo quasi sullo stesso piano della messa festiva per fanciulli e bambini.
Le suore, poi, si impegnano a dare vita ad un "oratorio festivo" per ragazze e signorine, ricorrendo a tutti i mezzi adatti allo scopo. Così intere generazioni di ragazze crescono da allora a Chirignago aspettando il pomeriggio dei giorni di festa come il momento più desiderato della settimana. Lì esse possono stringere amicizie, che in tanti casi continuano tutta la vita, giocare, cantare, ballare, recitare, trovare una biblioteca e, soprattutto, ascoltare la parola sincera di suore rivelatesi donne di profonda spiritualità e di riconosciuta capacità educativa.
Le suore devono poi curare arredi e biancheria della chiesa, preparare le ostie per la Comunione; possono tenere un orto per la loro mensa, ma non allevare animali, escluse le galline purché non siano più di dodici. Il Comitato, invece, deve provvedere alla legna ed al carbone per i freddi inverni nonché all'illuminazione di tutta la casa.
In una lettera autografa di mons. Bottacin del 25 dicembre 1923 si legge che l'Asilo "eretto colla pubblica carità, colla pubblica carità si mantiene. Gli alunni che possono pagare contribuiscono con L.5 mensili e L.3 per mezza giornata (doposcuola)".
Non mancarono nè la volontà nè la fiducia nel chiedere la costruzione di un'altra sala "che verrebbe a rispondere adeguatamente alle neccessità...".
Aggiungiamo a titolo di curiosità, che a quella data l'asilo era frequentato da 35 maschi, 50 femmine e da 60 fanciulle, per quanto riguarda la scuola di lavoro. E così, grazie agli sforzi congiunti di molte persone generose il 21 aprile 1927 venne inaugurato il primo ampliamento con le due ali a sud. Il 27 ottobre dello stesso anno ci fu l'apertura della nuova cappella.
Nei 34 anni che seguirono a questa data vengono compiuti solo lavori di ordinaria manutenzione, ragion per cui il nostro asilo "invecchia" inesorabilmente: le strutture si sono logorate, mentre le esigenze sono nuove e diverse. Su una lettera aperta del 18 settembre 1961 don Albino Tenderini, arciprete di Chirignago dal 1958 al 1987, scrive: "bisognerà costruire nuovi servizi igienici gli attuali sono rudimentali e a cento metri dalle aule, rinnovare ed aumentare le aule scolastiche, creare un salone coperto per la ricreazione, dotare lo stabile di un refettorio e di un impianto di riscaldamento centrale" lanciando così un caloroso appello a tutti i parrocchiani e ai buoni amici di Chirignago. La prima pietra era stata posta il 10 settembre 1961.
L'appello viene raccolto e non solo dai buoni Chirignaghesi. Offerte pervennero anche da parte di Papa Giovanni XXIII, dalla sig.ra Olga Cecchini, dalla
Signora Adele Bisacco Palazzi, dai fratelli Niero, dalla famiglia Zerbo, così che il 23 aprile 1962 si inaugura il nuovo Asilo, rifatto dall'impresa Mason su disegno di Bruno Folin, alla presenza di monsignor Valentino Vecchi di Mestre, delegato patriarcale per la terraferma, il quale, con l'arciprete, "ha tagliato il nastro all'ingresso e ha benedetto i nuovi locali. Dopo il rito, Monsignor Vecchi entrò in sala grande, affollatissima e disse poche parole di compiacimento, rievocò la sua infanzia, ricordò la provvidenziale missione dell'Asilo e invitò tutti ad un'opera di interessamento, sostegno ed aiuto". Uno dei migliori asili per capienza e struttura moderna.
Un secondo ampliamento del fabbricato dell'asilo fu attuato nel 1967 dalla stessa ditta Mason, che ne aumentò la capienza dotandola di una nuova aula e del refettorio, grazie ad una sottoscrizione benefica.
Il 15 giugno 1971 una violenta tromba d'aria si abbatte sulla zona compresa fra Gazzera e Chirignago. In molti ricordano ancora lo sbigottimento e la paura per un tornado che in pochi minuti scoperchia case, sradica alberi e provoca diversi ferimenti. Particolarmente colpita risulta la scuola dell'infanzia, ove le coraggiose ed affettuose suore trascorrono momenti di vero terrore stringendosi vicino tutti i circa 210 bambini e ragazze del doposcuola presenti.
La furiosa tromba d'aria devasta l'edificio, procurando gravi danni. Il tetto che copre gli alloggi delle suore crolla in più parti schiantandosi sui letti: guai se qualche religiosa si fosse trovata a riposare. Sul pavimento disseminato di calcinacci, matite, vetri, quaderni, e un paio di fazzoletti ci potevano essere anche pozze di sangue. Lo sostengono ancora i genitori e i familiari terrorizzati di quei duecento bambini che si trovavano nell'edificio al momento del turbine. Quei padri, quelle madri, quei fratelli che si erano precipitati come impazziti verso l'asilo, scavalcando gli alberi sradicati, districandosi tra una ragnatela di cavi tranciati, tra tegole e pietre. Anche il parco di Villa Bisacco Palazzi aveva subito ingenti danni, perdendo irrimediabilmente alcune piante rare del lato di via del Parroco, soprattutto davanti alla scuola dell'infanzia. Pensavano di trovare un disastro, una strage. Il disastro c'era, la strage miracolosamente no. I loro bambini erano impauriti, piangenti, ma tutti salvi. Stretti attorno alle suore guardavano all'intorno con gli occhi ancora sbarrati. Sembrava la fine del mondo ma le suore cercavano di calmare, di dare coraggio ai piccini. Tra i primi ad accorrere anche il cappellano della parrocchia, don Giuseppe Rizzieri Bacci, che cerca di aiutare le suore nel calmare i bambini e a controllare se qualcuno è rimasto ferito: "Incredibile, ma nessuno aveva una scalfittura. Eppure, a guardare l'asilo viene subito da pensare alla tragedia". L'edificio è inabitabile e le suore fanno le valigie per trovare ricovero a Spinea, aiutate dagli uomini della Guardia di Finanza accorsi da Mestre.
Ma ancora una volta tanti buoni e generosi sostenitori ed amici, sollecitati dal nostro arciprete, si danno da fare per la ricostruzione.
Un comitato appositamente e spontaneamente istituitosi convinse Francesco Scandolin a portarsi timorosamente a Roma a battere cassa dall’allora ministro Mario Ferrari-Aggradi (con le buone grazie dell’amico e coetaneo senatore Costante Degan), ricavandone favore positivo.
Furono subito avviati i lavori di ricostruzione e di riassetto. Ci si rimboccò le maniche per riparare all'accaduto, incontrando tanta solidarietà e disponibilità presso le autorità e la popolazione. La famiglia di Ernesto Moretto volle ricordare la figlia Luisa, deceduta da poco, offrendo la dotazione di una intera classe di scuola.
Così il 10 giugno 1972 il Signor Francesco Scandolin può dire, nel discorso dell'inaugurazione, che "a un anno di distanza dalla violenta calamità che ha colpito la nostra frazione, possiamo oggi con soddisfazione veder risorto questo asilo che, voluto dall'infaticabile azione di carità di mons. Bottacin e dell'impegno di tutti i parrocchiani è stato e continua ad essere insostituibile strumento di educazione dei nostri fanciulli e luogo ospitale per la nostra gioventù".
Il discorso non manca
di sottolineare l'opera instancabile delle Suore Giuseppine nella nostra comunità e conclude auspicando che la loro presenza educativa continui a Chirignago, perché i nostri bambini abbiano una casa non estranea, ma un luogo di santa e gioiosa crescita.
Alla solenne cerimonia di inaugurazione dei lavori di ripristino partecipò anche il Patriarca di Venezia Albino card. Luciani, il futuro Papa Giovanni Paolo I, unitamente alle autorità civili e ad una folla di paesani plaudenti.
Nel 1972 viene fondata la F.I.S.M. di Venezia da mons. Odino Spolaor (1925-1984), nato a Chirignago, che viene nominato anche primo consulente ecclesiastico.
Il 5 giugno 1975 la scuola viene ampliata con la costruzione di due aule adibite poi a refettorio (e quinta sezione di scuola).
Molto più difficile da scrivere è la storia delle suore, che a quest’opera e a Chirignago donarono amore, saggezza ed energie; si teme di dimenticare qualcosa, di dare un’idea riduttiva della loro reale importanza ed influenza nelle nostre vite. Molte signore, oggi in età, ricordano con riconoscenza e nostalgia gli anni della loro giovinezza, per aver trovato in asilo un ambiente sano e allegro e nelle suore delle carissime sorelle maggiori.
Gli stessi sentimenti animano chi, oggi nonno, ha ricevuto, da bambino, le cure affettuose di queste seconde mamme. Tant’è che rimaneva sempre, anche quando le suore venivano trasferite, un filo diretto e almeno un annuale ritrovarsi con loro.
Avevano ed hanno avuto sempre una grande sensibilità per i bambini e per i giovani. Sempre pronte ad aiutare i genitori a capire i loro figlioli, a segnalarne capacità potenziali o doni particolari, fornendo così validi indirizzi per la formazione dei bambini.
La loro attenzione non si fermava ai piccoli, si rivolgeva anche ai più grandicelli fino ai giovani.
Ricordiamo, ancora con commozione, la loro accoglienza e il loro prodigarsi perché nelle cene sociali dell’Azione Cattolica, delle giovani a Sant’Agnese e dei ragazzi a San Sebastiano, non mancasse nulla, insegnandoci che l’Associazione e la comunità sono beni preziosi, e che per la loro salvaguardia vale la pena impegnarsi anche con sacrificio. Se noi e Chirignago tutta siamo cresciuti, come persone e come comunità, lo dobbiamo all’amore e all’abnegazione di queste carissime sorelle, che ancor oggi si occupano dei nostri piccoli, con lo stesso impareggiabile amore con cui hanno educato noi.
Al loro padre fondatore, il venerabile mons. Luigi Caburlotto (1817-1897), è stata intitolata una via del centro di Chirignago.
Nel luglio 1994 il Santo Padre Giovanni Paolo II ha promulgato il decreto sull'eroicità delle virtù di mons. Luigi Caburlotto, che da allora per la Chiesa Cattolica è Venerabile.
Sono ben diciassette le ragazze di Chirignago che dal 1920 ad oggi ne hanno seguito l'esempio e sono entrate nella Congregazione delle Figlie di San Giuseppe del Ven. mons. Luigi Caburlotto di Venezia:
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Suor Onorina Gomirato. Nata nel 1897, entrata nella Congregazione nel 1920, muore nel 1963.
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Suor Agata Spolaor. Nata nel 1899, entrata nella
Congregazione nel 1921, muore nel 1981.
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Suor Clementina (Candida) Deppieri (o De Pieri). Nata nel 1900, muore nel 1979.
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Suor Antonietta Boschiero. Nata nel 1904, entrata nella Congregazione nel 1926, muore nel 1979.
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Suor Rosanna Trevisanato. Nata nel 1907, entrata nella Congregazione nel 1926, missionaria in Brasile dal 1929, muore nel 1983.
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Suor Marcella Rossato. Nata nel 1907, entrata nella Congregazione nel 1930, muore a Spinea nel 1999.
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Suor Daniela Patron. Nata nel 1909, entrata nella Congregazione nel 1931, muore nel 2005.
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Suor Ines Forte. Nata nel 1909, entrata nella Congregazione nel 1931, muore nel 2008.
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Suor Doragostina
Stevanato. Nata nel 1912, entrata nella Congregazione nel 1929, muore nel 2001.
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Suor Battistina
Bertoldi. Nata nel 1913, entrata nella Congregazione nel 1932, orante in Casa San Giuseppe a Spinea.
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Suor Assuntina Gobbi. Nata nel 1915, entrata nella Congregazione nel 1932, muore nel 1998.
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Suor Rachele Zornetta. Nata nel 1919, entrata nella Congregazione nel 1939, muore nel 2005.
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Suor Rinalda Rossato. Nata nel 1921, entrata nella Congregazione nel 1943, muore nel 2001 in Brasile.
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Suor Alba Scaggiante. Nata nel 1935, entrata nella Congregazione
nel 1953, aiuta in Casa San Giuseppe a Spinea.
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Suor Carla Tuniz.
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Suor (Maria) Evelina Favaretto, ha fatto la professione solenne nel 1975.
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Teresina Scaggiante, novizia delle suore Giuseppine muore a Chirignago, a 23 anni, il 13 giugno 1932. Era tornata nella sua casa dopo due anni di noviziato perchè colpita dalla tisi.
A queste vanno aggiunte altre quattro suore oriunde di Chirignago, in altre Congregazioni:
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Suor Veneranda
Maddalena (Letizia) Trevisanato, francescana del Giglio. Nata nel 1911, muore nel 2001.
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Suor Maria Aurelia Trevisanato, delle Ancelle Missionarie del SS. Sacramento. Nata nel 1930, entrata nella Congregazione nel 1948, opera in una casa di Ferrara.
Il 27 ottobre 1985, in occasione della Festa della Dedicazione della chiesa, venne festeggiato anche il settantacinquesimo dell'Asilo di Chirignago e della venuta delle Suore Figlie di San Giuseppe del ven. mons. Luigi Caburlotto. Fu il terzo giubileo celebrato in parrocchia durante l'anno, dopo il cinquantesimo di sacerdozio dell'arciprete mons. Albino Tenderini e il centenario dell'erezione del campanile. Fu una celebrazione solenne, sentita e partecipata.
Alle 9.30 celebrò la Santa Messa e disse parole di compiacimento e di incoraggiamento don Lio Gasparotto, consulente ecclesiastico della F.I.S.M. L'Arciprete mons. Albino Tenderini, concelebrante, lesse un messaggio telegrafico del Papa Giovanni Paolo II e una lettera gratulatoria del Patriarca di Venezia Marco card. Cè.
Erano presenti, unitamente ad una vera folla di fedeli, la Madre Generale e una trentina di suore Giuseppine fra tutte quelle che provenivano da Chirignago e quelle passate per l'Asilo nel corso dei suoi 75 anni.
Poi, alle ore 11.00, ci fu in Asilo l'incontro del Comitato di Gestione della Scuola con le suore presenti cui fu offerta una targa commemorativa, e nel pomeriggio, alle ore 14.30, si aprì nei locali dello stesso una mostra fotografica retrospettiva della vita e attività dell'Istituzione nei suoi 75 anni, con vari campioni dei lavori eseguiti sulla Scuola di Lavoro.
Una vera folla di popolo presenziò alla manifestazione, allietata dai canti del Coro "Lorenzo Perosi" e da un rinfresco. Fu commovente vedere le maestre ed educatrici familiarizzare coi loro alunni forti uomini e donne, rievocare episodi, risvegliare conoscenze ed amicizie, nell'unanime soddisfazione.

ANTONIETTA SACCARDO
Non possiamo dimenticare la signorina Antonietta Saccardo, figlia dell'architetto ed ingegnere Pietro, noto per aver progettato chiesa e campanile.
Apparteneva a una famiglia veneziana che possedeva una delle più belle e signorili ville di Chirignago, dove trascorreva la villeggiatura secondo le usanze del tempo, di fronte alla villa Favero Fabris, in via Miranese. La villa cinquecentesca con parco, adiacenze e barchessa, già proprietà dei nobili Raspi (le cui preziose statue sono state trasferite alla Ca' d'Oro a Venezia), ancor oggi dona bellezza ed ornamento a tutto il centro di Chirignago (foto1; foto2).
Antonietta Saccardo vi viveva con altre due sorelle, Maria e Pia (quest'ultima poi residente a Venezia per il suo lavoro al Gazzettino).
Vestiva di nero con gonne lunghe e cappello, come le donne dell'inizio del 1900.
Sorretta da una fede religiosa e da una pietà incomparabili, ha vissuto di conseguenza. Alcuni, a Chirignago, la definivano un po' bigotta; erano dei superficiali, non riuscivano a capire come una laica, e per di più di buona famiglia, potesse vivere coerentemente con il suo ideale cristiano.
Quando mons. Buso propose la realizzazione del nuovo Asilo Infantile, offrì tutto il suo aiuto, la sua competenza, il suo cuore e anche il suo denaro, perché l'opera fosse portata a compimento.
Continuò poi a sostenere l'opera, come fosse una sua creatura, appoggiando validamente le iniziative di don Riccardo Bottacin. Al suo fianco mise a disposizione mezzi, tempo e forze, rivelandosi la più valida sostenitrice. Con le sue lettere ottenne da persone facoltose aiuti finanziari e contribuì così alla costruzione del nuovo fabbricato. La signorina, che svolgeva azione di segretaria, era arrivata a sollecitare anche il contributo del Papa, che fu di tre versamenti, di cui uno di 1.000 lire ed uno di 5.000 lire.
Fu la più efficace zelatrice della pia istituzione, l'asilo sorse per sua iniziativa e, se è continuato ad esistere, lo si deve alle offerte del paese che ella ha sollecitato.
Con la sorella Maria, dirigeva le recite della filodrammatica femminile, in asilo, in collaborazione con le suore.
Sostenne l'impegno missionario della Chiesa, contribuendo ed organizzando aiuti per i bambini delle Missioni.
Aveva raccolto, attorno a sé, un nutrito gruppo di signore e signorine che, settimanalmente, si trovavano, in Asilo, per confezionare abitini ed altri indumenti da inviare in quelle terre lontane.
Pensò e si adoperò, anche, per i bambini bisognosi di Chirignago, operando sempre con discrezione e buon cuore.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, molti Chirignaghesi, anche per suo interessamento, furono assunti dalle Ferrovie dello Stato. Non pochi si trovarono in difficoltà per mancanza di un minimo di istruzione e in diversi casi, per non saper leggere e scrivere.
Con la sorella Maria, si prodigò ad insegnare, i primi rudimenti della grammatica e dell'aritmetica, a questi scolari con tanto di baffi e qualcuno già con qualche figlio a carico.
Chi fossero e come avessero imparato a leggere ed a scrivere, è sempre stato un segreto, conosciuto dagli interessati e dalla signorina Antonietta.
Era discreta nel fare il bene e faceva di tutto per non mettere a disagio il beneficiato.
Chirignago la ricorda con riconoscenza.

“L’Azione Cattolica e l’asilo delle nostre suore erano per le giovani un riferimento costante. A queste realtà Mons. Bottacin rivolgeva una attenzione particolare, incoraggiava l’impegno ed aveva per tutte noi una parola edificante”.
“Non posso dimenticare le domeniche dei pomeriggi d'estate, dopo i vespri, nel cortile dell'asilo, sedute attorno a lui, con le suore mentre raccontava qualche barzelletta o qualche aneddoto trascorrendo così le ore in lieta compagnia”.
Maria Borghetto

“El giorno de la prima Comunion, vestìi de festa e neti da issia, sia fora che dentro, par la confession ma anca parchè gerimo a digiuno da la sera prima, vegnevimo compagnai da i genitori sol cortile de l’Asilo, dove ghe gera le do barache, e le suore ghe dava i ultimi ritochi e le ultime racomandassion”.
Terminata la Santa Messa “in fila, co le suore, se tornava in Asilo dove ghe spetava ‘na bela squela de ciocolata calda, che faseva tasere par un toco la fame.
Par quasi tuti, gera la prima volta che se sentiva el gusto de la ciocolata. Dopo disnà, dove se magnava anca un tocheto de torta fata in casa, se tornava in ciesa par el Vespro e a la fine se ‘ndava sempre in fila, in Asilo.
Sul cortile, gera parecià, co le tole, un gran ciondolo co sora tanti tochi de giornale. Noaltri vegnevimo messi tuto torno, tosati da ‘na parte e tosete da staltra, e, quando i ciamava el nostro nome, ‘ndavimo a descoverzere un toco de giornale e soto trovavimo un regalo: par i mas’ci gera un cortelin, un subioto o un pacheto de colori, par le tosete ‘na colana de perle, un libreto o ‘na medageta”.
Clic sulle immagini per ingrandire

L'Asilo Vecchio
in una foto degli anni Venti |

La Scuola dell'Infanzia in un disegno di Giovanni Scaggiante
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La prima parte dell'Asilo Infantile in una cartolina del 1922 |

L'Asilo Infantile
in una cartolina del 1921 |

Anni Venti: ragazze in costume da recita nell'Asilo di Chirignago |

Ragazze grandi e piccole dell'Asilo di Chirignago nel 1927 |

1924 - Suor Giacinta con le bambine e le giovani della scuola di ricamo dell'Asilo
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Bambini dell'asilo di Chirignago con mantellina e basco di panno blu, fatti con il contributo della Regina Elena di Savoia (1931)
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Anni '50 - Il doposcuola tenuto dalle suore Figlie di San Giuseppe nell'Asilo |

La Madonna Pellegrina in chiesa con i bambini dell'asilo e mons. Ermenegildo Fusaro (1950) |

La Madonna Pellegrina in asilo a Chirignago con la Gioventù Femminile di AC (marzo 1950) |

Bambini dell'Asilo "Sacro Cuore" in maschera per il carnevale |

Festa di Carnevale in asilo alla fine degli anni Cinquanta |

La cappella dell'asilo come si presentava fino al 1972 |

Mons. Valentino Vecchi inaugura l'asilo dopo il restauro (1962) |
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LA COMUNITÀ RELIGIOSA DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA "SACRO CUORE"

Da sinistra verso destra: Suor Valeria, Suor Flora, Suor Aurelia e Suor Ada
Suor Ada Tintinaglia
Sono nata a San Polo di Piave (TV) il 20 ottobre 1935 e là è nata anche la mia vocazione. Ho conosciuto le Figlie di San Giuseppe nella mia parrocchia e mi sono piaciute, però chi mi ha rubato il cuore è stato Gesù. Sono stata consacrata a 23 anni.
Sono stata a Chirignago la prima volta dal 1976 al 1990. Per 10 anni sono andata a fare catechismo alla scuola elementare e mi dedicavo poi alla pastorale in parrocchia e all’aiuto qui in casa. La seconda volta sono arrivata nel 1999; da allora collaboro al catechismo dei bambini e alla pastorale, e da tre anni svolgo il servizio di segreteria in casa e quello di superiora della comunità.
Penso a Chirignago come a una famiglia. Nei primi anni in cui sono stata qui ho visto un’esplosione di attività, un fiorire di iniziative.
Quando sono tornata la seconda volta le ho trovate ben consolidate; ho visto una comunità molto viva, molto frequentata, nella quale c’è molta collaborazione da parte di tante famiglie. Al contempo mi ha colpito vedere tanti giovani che a Messa facevano la Comunione e mi sono chiesta più volte quando andavano a confessarsi. Una speranza che ho per il futuro è che il Signore mandi qualche vocazione; parli al cuore dei giovani e doni la capacità di ascoltarLo.
Suor Aurelia Zaffalon
Sono nata l'8 settembre 1940 a San Cipriano di Roncade (TV). La mia vocazione è nata da ragazzina, mi sono lasciata trasportare e il Signore mi ha guidata; non ero cosciente di quello che facevo: mi sono buttata, mi sono fidata di lui. Ho professato a 21 anni. Avevo una zia suora e allora c’era la tradizione che qualche nipote seguisse la strada della consacrazione e così sono stata scelta io, come un fiore da offrire. A quel tempo era un orgoglio per la famiglia che una figlia andasse suora.
Sono arrivata a Chirignago nel 2005 e ne ho una bella impressione. Ho fatto tante esperienze in altre comunità, però questa è viva. E soprattutto ho trovato che nelle altre parrocchie le suore erano solo a servizio e a disposizione, mentre qui collaborano parecchio e sono molto apprezzate, sono parte della famiglia. A Chirignago c’è gente normale, ma trovi una vivacità che non c’è altrove. Mi occupo della scuola dell'infanzia, dove sono insegnante. E in parrocchia partecipo al Coro "Giovani Cantori". La mia speranza per il futuro è di restare a Chirignago a lungo per continuare questa esperienza.
Suor Flora Pessotto
Sono nata a Codogné (TV) nel 1930 e sono vissuta lì finché sono andata suora, a 23 anni. Frequentavo molto l’Azione Cattolica e le suore Figlie di San Giuseppe della nostra parrocchia, anche perché la vita era molto diversa rispetto ad oggi ed eravamo tanto legati all’asilo e all’AC.
Sono arrivata a Chirignago alla fine del 1999 dalla provincia di Vicenza. La parrocchia mi è sembrata subito bella, viva. Qui sono di sostegno alla comunità religiosa, come una mamma, in particolare con la preghiera. Preghiamo insieme alla mattina dalle 6.15 alle 7.30, poi una visita personale in cappellina durante l’orario del pranzo e infine alla sera l’incontro comunitario e la preghiera in comune. Per il futuro spero di continuare sempre meglio.
Suor Valeria Secondin
Sono nata nel 1938 a La Salute di Livenza (VE), a 10 km da Caorle. Vivevo in una famiglia patriarcale nella quale c’erano già tre suore, ma non ho scelto nessuna di queste tre congregazioni. Io non andavo nella parrocchia del mio paese, perché era troppo lontano, ma frequentavo ora da una parte ora dall’altra. In particolare c’era un parroco che coltivava molto le giovani e proprio dalla parola del sacerdote è sorta la mia vocazione. E ho scelto le Figlie di San Giuseppe perché erano semplici, a differenza di altre che non si lasciavano avvicinare facilmente; loro erano molto alla buona, mi hanno colpito la loro disponibilità e il loro spirito di famiglia. Ho fatto la professione religiosa a 18 anni. La mia era una famiglia molto religiosa, come tutte a quel tempo, ma non mi ha incoraggiato, anzi mio padre mi diceva: “Tu non capisci quello che stai facendo”.
Nel 1996 sono arrivata qui e ho sempre lavorato come insegnante nella scuola dell'infanzia, ho seguito 4 cicli completi di classi; ora non insegno più e sono diventata “tutor”, sono cioè di sostegno alle altre insegnanti. E in parrocchia ho sempre fatto catechesi ai bambini e la sto ancora facendo, fin che il Signore vorrà, non di più e neanche di meno. A Chirignago mi sono sentita sempre in famiglia.
Devo dire che il primo anno che sono stata qui ho visto i genitori dei bambini della scuola tanto più uniti tra loro, poi pian piano le cose sono un po’ cambiate. In particolare è diverso quando i bambini sono tutti di Chirignago e quando, invece, sono anche da fuori i genitori fanno più fatica a legare. Infine la mia speranza per il futuro è di essere generosa e di donarmi più che posso per il bene di tutti.
SUPERIORE CHE HANNO DIRETTO LA NOSTRA SCUOLA
- SUOR AMALIA GALLERANI (1910-1912)
- SUOR FLAVIA CARAMORE (1914-1919)
- SUOR FAUSTINA MOROSINI (1919-1928)
- SUOR BERNARDINA ZENNARO (1928-1934)
- SUOR TEOFILA TEDESCO (1934-1940)
- SUOR BERNARDINA ZENNARO (1940-1946)
- SUOR TEOFILA TEDESCO (1946-1952)
- SUOR GELTRUDE PANCERA (1952-1957)
- SUOR CLARA PALUDETTI (1957-1959)
- SUOR ELISA TREVISAN (1959-1960)
- SUOR GERARDA ZAGHIS (1960-1963)
- SUOR LUISANNA BALZAROTTI (1963-1969)
- SUOR MARIANGELA ZECCHINI (1969-1971)
- SUOR LUCINA ARDIZZONI (1972-1973)
- SUOR ARMIDA LIESSI (1973-1978)
- SUOR TECLA ZANUTTO (1978-1981)
- SUOR ALDINA CAPIOTTO (1981-1984)
- SUOR ADA TINTINAGLIA (1984-1990)
- SUOR MAURINA SESSOLO (1990-1993)
- SUOR PIERLUIGIA SEDRAN (1993-1998)
- SUOR TECLA ZANUTTO (1998-1999)
- SUOR DORIANA FERRAROTTO (1999-2005)
- SUOR ADA TINTINAGLIA (dal 2005)
“Il cuore dell'uomo desidera felicità e libertà.
Felicità e libertà richiedono un impegno giorno dopo giorno, in famiglia e a scuola. Per adempiere questo impegno abbiamo bisogno di essere amati e di amare. Come hanno fatto e come fanno con noi nostro padre e nostra madre. Nella vita di ogni giorno dai 3 ai 19 anni ha un grande peso la scuola, che dev'essere pertanto un luogo in cui ciascuno può sperimentare un clima di vero amore. Questo spiega perchè la scuola sta tanto a cuore a genitori, studenti e insegnanti.
(...) Una società raggiunge un elevato grado di civiltà quando investe le sue migliori energie e le sue migliori risorse nella scuola”.
“Non abbiamo nessuna voglia di avere una scuola confessionale in senso tecnico, e non abbiamo nessuna politica di difesa di scuole confessionali.
Quindi noi siamo orientati, proprio a partire dalla situazione storica del nostro paese, in cui è ancora dominante il modello di scuola unica di Stato, ad una proposta di scuola libera.
Secondo noi l'ideale del sistema scolastico del paese è quello di evolvere, a partire dall'autonomia scolastica che è già in atto, sempre più verso una concezione di scuola libera: una scuola che torna ad avere come soggetti e gestori primari la famiglia anzitutto, e attraverso i corpi intermedi la società civile.
E come fattore di governo abbia gli enti statali (siano essi lo Stato o le Regioni o le Province), i quali avranno sempre il compito di accreditare la scuola garantendo l'effettiva efficacia in ordine all'esercizio delle professioni e in ordine al cammino scolastico; oltre che di favorire l'assunzione della Costituzione come contenuto primario di valori civici condivisi da tutti. Quindi noi siamo per la scuola libera”.
Card. Angelo Scola
“La Scuola Materna, se è parrocchiale, deve entrare nel progetto pastorale della comunità cristiana.
Nessuno deve pretendere di essere solo beneficiario della Scuola Materna senza pagare prezzo (non solo in termini economici, ma di responsabilità e di cultura).
E qui io chiamo in questione prima di tutto la componente laica della comunità cristiana, anche di quella che non è direttamente interessata, coi propri figli. È in questione la sua maturità di fede, in quanto capace di generare una cultura veramente a misura d’uomo, che onori le sue libertà e rivendichi i suoi diritti.
Chiamo poi in questione gli organismi parrocchiali: il parroco, i Consigli pastorale e amministrativo. La Scuola Materna non è solo delle suore e della gente.
E chiamo in questione gli Istituti Religiosi, ai quali va tutta la nostra riconoscenza perché, se la Scuola Materna c’è, è prima di tutto merito loro. Facendo quello che fanno, assolvono un servizio ecclesiale, come risposta a una chiamata di Dio. Io Vescovo, e loro, rispondiamo a una vocazione in forza della quale il servizio che facciamo è dovuto: dovuto a Dio nei fratelli.
Se gli Istituti Religiosi perderanno le ragioni evangeliche del loro fare scuola materna, per la Chiesa sarà una grande perdita”.
Card. Marco Cè

Il Patriarca di Venezia Marco card. Cè con i bambini della Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore" in occasione della prima Visita Pastorale (8-10 novembre 1985)
Sono stato educato ai valori cristiani dai miei genitori e dalla comunità parrocchiale di Catene, nella quale ho svolto importanti servizi nella catechesi, nell’Azione Cattolica e nella segreteria parrocchiale.
Poi, il servizio militare, il lavoro, il matrimonio, il ritorno qui a Chirignago, i figli, così per diversi anni, mi sono limitato alla sola partecipazione alla Santa Messa festiva, ma sentivo che qualcosa mi mancava.
Così quando ho accompagnato i miei figli alla Scuola dell’Infanzia Paritaria “Sacro Cuore” e mi è stato chiesto se volevo entrare nel comitato di gestione, non ho fatto fatica a dire di sì.
Era il 1975 e da allora, prima come segretario, poi come presidente, continuo a svolgere questo servizio che, anche se ha una sua specificità, anche se comporta responsabilità civile e penale, considero servizio alla comunità parrocchiale.
La nostra scuola dell'infanzia nasce nel lontano 22 dicembre 1910 per volontà del parroco mons. Giovanni Battista Buso, e da allora è sempre stata affidata alle suore Figlie di san Giuseppe del Venerabile mons. Luigi Caburlotto.
Da una gestione parrocchiale, si è passati nel 1973, ad una gestione laicale, con il comitato di gestione, nel quale sono presenti il parroco, la coordinatrice, la superiora, i genitori eletti in ciascuna sezione e alcune persone della parrocchia per settori specifici, didattico, medico e amministrativo.
Dal 2001 abbiamo il riconoscimento della parità scolastica, ma non dimentichiamo mai di essere scuola di origine parrocchiale, scuola di ispirazione cristiana, aperta a tutti, purché accettino e condividano il progetto educativo.
Per rendere questa scuola accessibile a tutti, facciamo il possibile per mantenere una retta che, ancora oggi, è la più bassa tra tutte le scuole limitrofe. Ci riusciamo grazie ad una comunità che ci aiuta in tanti modi, grazie al nostro parroco che in fatto di presepi e di oggetti vari in legno è un vulcano di idee, grazie ad un mercatino di Natale ormai consolidato, che per la nostra scuola rappresenta un valido aiuto economico.
Se nel campo educativo c’è particolare attenzione alla crescita del bambino, c’è altrettanta attenzione verso i genitori e le proposte che la nostra scuola fa, come la castagnata, il mercatino, il carnevale, la festa della famiglia, la gita di fine anno, sono tutte proposte che aiutano i genitori a consolidare amicizie, a crescere come gruppo, e i risultati si vedono.
L’ossatura dei principali gruppi parrocchiali è costituita dai genitori usciti da questa scuola, e oggi possiamo contare anche sul coro delle mamme.
Le difficoltà non mancano e non possiamo nasconderle: mancanza di vocazioni religiose, scarsità di contributi da parte degli enti pubblici, una burocrazia che aumenta di giorno in giorno e rende sempre più difficoltosa la gestione; nemmeno la FISM e l’Agenzia Patriarcale delle scuole cattoliche riusciranno a scardinarla.
Andiamo avanti però con grande speranza, confidando sempre nella Divina Provvidenza. Al Signore vorrei esprimere un desiderio: il 22 dicembre 2010 festeggeremo i cento anni della nostra scuola, sarebbe bello poter avere la presenza di suor Antidia Zaia che il 27 gennaio 2010 compirà cento anni.
Gino Darisi, Presidente del Comitato di Gestione della Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore"
 

IL CORO "LE ALTRE NOTE"
Nel 2004 è nata una bella esperienza di coro tra un gruppo di mamme. L’iniziativa è partita da Michela Barbaro Chiarin che ha raccolto disponibilità tra le mamme della scuola dell’infanzia. In poco tempo si sono aggiunte al gruppo anche mamme della scuola primaria e alcuni papà. Questo gruppo si incontra settimanalmente e partecipa al Concerto di San Giorgio e a manifestazioni della scuola. Inoltre dà la sua disponibilità alla comunità nell’animare semplici celebrazioni in cui Coro “Lorenzo Perosi”, Coro “Giovani Cantori” e coretto dei bambini non sono direttamente coinvolti. Anche questa è una piccola esperienza di comunità, un bel modo di stare insieme e di crescere cominciando timidamente e a piccoli passi a mettersi a disposizione della parrocchia. Infatti questo gruppo offre la possibilità anche a chi si sente più lontano di conoscersi e collaborare con la comunità incontrando più da vicino il Signore.



“Vi chiamerete Figlie di San Giuseppe, perché vi prenderete cura delle fanciulle con lo stesso amore che S. Giuseppe ha avuto per Gesù affidatogli dal Padre Celeste, perché gli fosse custode ed educatore. La vostra casa sarà come la piccola casa di Nazareth, perciò vivrete in un clima di amore, di dolcezza, di preghiera e di lavoro, di silenzio e di umiltà.
La vostra ambizione sia servire le altre, come Giuseppe a Nazareth serviva Maria e Gesù. Amate le fanciulle come il tesoro più prezioso che il Signore vi affida. Dovete sostituire le mamme che hanno abbandonato le loro creature. Ricordate che salvando una giovane donna salverete una famiglia intera”
"Educare insieme, arte paziente per un futuro di speranza"
"Solo carità e dolcezza conquistano il cuore e persuadono al bene"
"Educare è arte del cuore"
"Un buon educatore vede tutto, corregge poco, castiga pochissimo"
"Dolcezza, discrezione, perseveranza: ecco le armi di un educatore"
"È necessario un apprendistato lungo, graduale, serio, per espletare un lavoro con competenza"
Mons. Luigi Caburlotto (1817-1897)
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