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SCUOLA DELL'INFANZIA PARITARIA “SACRO CUORE”

“Il cuore dell'uomo desidera felicità e libertà.
Felicità e libertà richiedono un impegno giorno dopo giorno, in famiglia e a scuola. Per adempiere questo impegno abbiamo bisogno di essere amati e di amare. Come hanno fatto e come fanno con noi nostro padre e nostra madre. Nella vita di ogni giorno dai 3 ai 19 anni ha un grande peso la scuola, che dev'essere pertanto un luogo in cui ciascuno può sperimentare un clima di vero amore. Questo spiega perchè la scuola sta tanto a cuore a genitori, studenti e insegnanti.
In questo quadro sono lieto di presentare tutte le scuole cattoliche e di ispirazione cristiana, che operano nel nostro Patriarcato con le loro offerte didattiche e pedagogiche. Una società raggiunge un elevato grado di civiltà quando investe le sue migliori energie e le sue migliori risorse nella scuola. I responsabili delle scuole qui presentate si sforzano di offrire una proposta educativa saldamente inserita nella realtà attuale. Esse fanno parte delle proposte scolastiche pubbliche che operano nel nostro territorio. Sono scuole con un volto preciso, ma di tutti e per tutti”.

Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia

 

Comitato di Gestione della Scuola dell'Infanzia Paritaria composto da genitori e parrocchia

Presidente del Comitato di Gestione: Salvatore De Iaco (dal 2010)

Vicepresidente del Comitato di Gestione: Michele Girardi (dal 2010)

Madre Superiora: Suor Guidalma Zamberlan (dal 2013)

Via del Parroco 9 - 30174 Chirignago (Venezia)

Tel e Fax: +39 041 913038

E-mail: materna_sacrocuore@alice.it

Chi volesse destinare il 5 per mille del suo IRPEF alla Scuola dell'Infanzia Paritaria "Sacro Cuore" di Chirignago senza alcun costo può indicare nella dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 82003370275.

Clicca qui per visitare il sito Internet della Congregazione delle Figlie di San Giuseppe

L'inizio della storia della Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore" di Chirignago si colloca nell'anno 1910. Mons. Giovanni Battista Buso, arciprete di Chirignago dal 1861 al 1914, alla veneranda età di 88 anni desiderava dedicare le ultime fatiche per aprire un asilo infantile, retto da suore, che potesse accogliere i bambini per poter dar loro i primi germi dell'educazione cristiana; secondo le intenzioni dell'arciprete l'asilo avrebbe dovuto essere anche scuola di lavoro per le ragazze affinché queste si potessero formare in vista di una loro futura famiglia. Le difficoltà erano di ogni tipo ed erano enormi, tanto più che in mezzo secolo di pastorale egli aveva profuso il suo patrimonio nella costruzione della nuova chiesa, del campanile (dotando lo stesso di poderose campane) e dell'organo. Mons. Buso però era deciso e fortemente convinto nella realizzazione di quanto concepito. Egli insistette nel suo proposito presso persone buone e benestanti ripetendo: "Non dirò sereno il mio nunc dimittis se prima non vedrò sorgere l'asilo", quasi essere questo un modo discreto di chiedere aiuto, con umiltà, ma con grande determinazione.
Fu così che, aiutato da buoni parrocchiani e senza arrendersi a difficoltà di ogni genere, riuscì a realizzare questo suo grande progetto. Egli prese in affitto dal Sig. Pio Saccardo e dalle sorelle una piccola villa del XVIII secolo.
L'edificio, tuttora esistente, si trova di fronte all'odierno parco "Gianni Rodari" ed è posto all'intersezione tra Via dell'Asilo Vecchio (che appunto prende il nome dalla struttura) e via Miranese (nn. 287-289).
Nella casa trovavano posto tre stanze di medie dimensioni al piano terra, una stanza grande e le stanze delle suore al piano superiore. All'esterno la villetta era circondata da un giardino cinto da mura dove c'erano una tettoia ed i servizi; davanti e soprattutto dietro c'era lo spazio per giocare. La vicina famiglia Forte, per venire incontro alle numerose presenze, mise a disposizione alcune stanze, probabilmente di un altro edificio di sua proprietà.
Prima di diventare proprietà dei Saccardo, la casetta, con stemma in marmo bianco sul timpano in facciata, fu sede di un’osteria con campo di bocce, che arrivava fino alla casa dei Mazari, allora tenuta dalla famiglia Baga (Favaron). In seguito divenne sede dell'Asilo e fu poi abitata da diverse famiglie, la più antica tra le quali fu quella di Piero Spagnolo, giardiniere degli stessi Saccardo. L'edificio, denominato con l'appellativo di "casetta" venne intitolato a Nostra Signora del Sacro Cuore e fu da subito affidato alle suore di una Congregazione nata 60 anni prima a Venezia, alle quali mons. Buso, già anziano, ma lungimirante, aveva chiesto aiuto per la popolazione "povera e numerosa" della sua Comunità.
A quel tempo (1911) il Comune di Chirignago contava 4207 abitanti dei quali 4112 erano Cattolici, 105 emigrati in altre province e 22 emigrati all'estero.
Madre Eletta Moggio (1845-1910), terza Superiora Generale delle Figlie di San Giuseppe (dal 1873 al 1910), accolse con entusiasmo l'opportunità di aprire per le suore un'esperienza nuova, quella dell'inserimento di piccole comunità nel tessuto vivo delle parrocchie. Fino ad allora infatti, le suore vivevano in grosse comunità per far fronte a tutte le necessità ed i bisogni dei bambini che cercavano ricovero presso i loro istituti.
Nel 1910 alla Madre giunsero due richieste contemporanee, dal parroco di Chirignago, allora in diocesi di Treviso, e da quello di Grisolera (l'odierna Eraclea), nel Patriarcato di Venezia. I due parroci chiedevano l'aiuto delle suore per aprire un asilo parrocchiale, presso il quale potessero accogliere e guidare anche le classi di catechismo, un oratorio festivo femminile, attività di lavoro femminile e di formazione cristiana per bambine e giovani. Tra le due richieste venne esaudita quella dell'arciprete di Chirignago mentre Grisolera vide l'apertura dell'asilo infantile e la conseguente presenza delle suore solo più tardi, nel 1913; purtroppo però quella di Grisolera fu una breve esperienza poiché l'asilo infantile fu distrutto nel 1917 dai bombardamenti nel corso della Grande Guerra.
Nel maggio 1910 giunse anche la benedizione del Vescovo di Treviso, il Beato mons. Andrea Giacinto Longhin:

Curia Vescovile di Treviso
All'Illmo e Revmo Monsignore Canonico GIO.BATTA.BUSO
Protonotario Apostolico, Arciprete di CHIRIGNAGO,
Ai molti meriti della S.V.Illma acquistati nel corso del Suo lungo ed efficace ministero parrocchiale a CHIRIGNAGO, Ella ne vuole aggiungere uno di eccezionale importanza religiosa e civile.
L'ASILO, che col concorso delle ottime Famiglie indicate da V.S. nel foglio 16 corr. sorgerà tra breve in codesta Parrochia, sarà una vera provvidenza per la crescente generazione, alla quale - purtroppo - si contende il possesso della Fede e della Morale Cristiana.
Le Benedizioni dei beneficati e più ancora quelle del Signore, che fece sua delizia i fanciulli, accompagnino costantemente la S.V. Illma, e nella meravigliosa longevità Le assicuriamo anche il terreno conforto.
Affretto intanto col desiderio l'apertura dell'ASILO, e, concedendo il mio assenso perché le Benemerite Suore Giuseppine ne assumano la direzione, benedico di gran cuore Lei, i Benefattori, i Bambini, i Parrocchiani tutti che sono oggetto delle paterne Sue cure e mi confermo
affmo nel Signore
+ f. Andrea Vescovo
Treviso, li 19 maggio 1910

Madre Eletta Moggio lavorò con convinzione per esaudire la richiesta fiduciosa ed appassionata dell'arciprete mons. Buso, ma non potè vedere realizzato il progetto perché il 21 maggio 1910, proprio al rientro da una visita a Chirignago, si ammalò e morì. L'eredità fu raccolta da Madre Rosalia Prizzon (1863-1932), quarta Superiora Generale dal 1910 al 1914 che entro l'anno, e precisamente il 22 dicembre 1910, condusse a Chirignago la prima comunità. Fu così che arrivarono a Chirignago le prime quattro Figlie di San Giuseppe, l'ordine fondato a Venezia nel 1850 dal Venerabile mons. Luigi Caburlotto, dedito all'accoglienza e all'educazione delle ragazze povere ed abbandonate della città.
La prima comunità di suore era così composta:

  • Suor Amalia (Giuseppina) Gallerani, nata a Badia (Rovigo) nel 1859, professa nel 1896, morta nel 1945; fu la prima Superiora e rimase a Chirignago fino al 1912;
  • Suor Pia (Anna) Pavan, nata a Monselice (Padova) nel 1864, professa dal 1890, morta nel 1946; il suo incarico fu di aiuto alla superiora ed economa;
  • Suor Rita (Margherita) Carollo, nata a Calvene (Vicenza) nel 1872, professa nel 1902, morta nel 1957; fu l'addetta alla "gran cucina", aiutata da Suor Amalia;
  • Suor Demetria (Elvira) Valentini, nata a Venezia nel 1888, professa nel 1913, morta nel 1971: questo significa che venne a Chirignago ancora novizia. Di fatto, in quel periodo, per particolari circostanze il noviziato poteva venir protratto per anni, le novizie però, che vestivano l'abito come le suore, venivano impiegate nelle comunità. Il suo incarico fu inizialmente con i bambini, successivamente addetta a lavori di casa. In altre parole, in inizialmente si occupò dell'asilo, poi diventò addetta "al lavandino" inoltre aveva cura del pollaio, e aiutava in casa.

Fin dal loro primo arrivo e dal conseguente inizio delle attività con bambini e ragazzi le suore si divisero le incombenze. Inizialmente le suore furono quattro, poi per un breve periodo, probabilmente per venire in aiuto al gravoso lavoro, si aggiunsero altre due sorelle:

  • Suor Teofila Bertoni che seguiva la scuola di lavoro per le ragazze più grandi;
  • Suor Leonita Onor (che sarà presente per un breve periodo, dal 1911 al 1912, perché di salute cagionevole; farà ritorno alcuni anni più avanti, dal 1915 al 1918) addetta alle "piccole dell'asilo".

Suor Pia e suor Amalia "entravano un po' dappertutto e avevano anche l'istruzione religiosa a quegli eserciti di figlie che ci inviavano da tutti i dintorni e nelle varie ore". Inoltre suor Amalia dava lezioni giornaliere di lingua italiana e lingua francese e talvolta anche di scienze ad una signorina benestante, mentre ad una piccolina della famiglia Zerbo dava ripetizioni in varie materie.

Il primo documento ufficiale della presenza delle suore che descrive le attività svolte con bambini e ragazzi è un diario scritto a posteriori (nel dicembre 1914) da suor Amalia Gallerani su incarico dell'amica suor Serafina Vincenzetto che, dal gennaio 1914, era stata designata consigliera della Superiora Generale. Nel gennaio 1914 infatti vi fu un cambio di Superiora Generale. Il Patriarca di Venezia Aristide card. Cavallari assegnò a Madre Cristina Minchio, novella Superiora Generale, quattro consigliere tra le quali Madre Serafina Vincenzetto, allora superiora nella comunità del Collegio San Giuseppe di Vittorio (all'epoca non si chiamava ancora Vittorio Veneto). Madre Serafina era a Vittorio dal 1860, epoca del suo ingresso nelle Figlie di San Giuseppe. A Venezia, dove dovette trasferirsi, era un po' a disagio e le pareva, soprattutto, di non avere occupazione. Fu il Patriarca Cavallari a suggerirle di scrivere la storia del Fondatore che ella aveva conosciuto benissimo e della Congregazione. Madre Serafina allora chiese diversi contributi di memorie a diverse suore. Suor Amalia Gallerani era sua amica, aveva condiviso con lei molti anni nella comunità di Vittorio e nel 1910 era stata inviata a fondare la comunità di Chirignago, rientrando due anni dopo. Era dunque la più adatta a raccontare come si fossero svolte le vicende.
Eccone il resoconto del primo giorno di presenza delle Figlie di San Giuseppe a Chirignago:

"22 dicembre 1910
Da chi sapeva della nostra venuta in paese, fummo accolte bene.
Partirono da Venezia Suor Rita, Suor Pia, Suor Amalia e Suor Demetria. S'era dunque in quattro destinate per la nuova Casa, e ci accompagnavano le Rev. Madri Rosalia e Nazarena. All'istituto Terese ci attendeva il Signor Bisacco, e con lui e colla Sig.ra Antonietta Saccardo. Si partì a Venezia e s'arrivò poco dopo a Mestre. Qui erano ad aspettarci il M.R.S. Arciprete di Chirignago che ci fece bella accoglienza; poi, divise in tre carrozze, e passando davanti alla nostra futura dimora, fummo condotte, al suono allegro e festoso delle campane, dalla bella piazza del paese, dove, noi Suore, messe in bell'ordine, salimmo in chiesa per la funzioncella d'apertura che poi s'avrebbe dovuta rinnovare più solenne. Fummo condotte ed accolte cordialmente in Canonica, e servite di varie cose! Mi pare si tornasse indietro colle stesse carrozze, e non a piedi, rifacendo un po' della via per entrare nella nostra Casetta già, come dissi, veduta al di fuori. Il pranzo ci fu mandato bell'e pronto dalle Sig.ne Saccardo del paese, molto gentili; e noi non avremmo che d'accendere un focherello per cuocere il riso e far la polenta. Il dopo pranzo finì ben presto, che s'era alla fine di dicembre; e poco dopo, restammo sole noi quattro nella casetta. [...] Quella sera si fece oratorio nel refettorio: una sedia bianca con sopra il Crocifisso fu il nostro primo altare; uno o due lumi ad olio, che gli mettemmo dinanzi sulla tavola, le prime lampade e queste furono tali per più di qualche giorno, finché non mi venne in aiuto con candele, mio fratello Don Antonio. Così si pregò quella sera, si salmeggiò, si meditò, come si potè fare. [...] Salite, quella sera per preparar le nostre camere [...] disfacemmo i fagotti per preparare da notte, e a cose finite, s'andò al riposo".

Avendo primariamente a cuore l'educazione dei bambini e delle fanciulle, le suore si adattarono con disinvoltura alle situazioni più scomode, sacrificando i loro spazi. Un esempio riguarda l'altare della loro "chiesetta": la prima sera in refettorio, costituito da una sedia bianca con sopra il crocifisso, successivamente fu in una stanza del pian terreno che in seguito sarebbe divenuta aula per la scuola: "un tavolino n'era l'altare, una sottana aperta guarnita d'un pizzo, per quanto modesto, fa la tovaglia un lume ad olio, la lampada della sera" ... "quando s'ebbe bisogno della stanzetta la nostra terza cappella fu nella stanza di sopra...".

Le attività dell'asilo

L'asilo infantile e l'opera delle suore inizia subito ed è a 360 gradi, nel senso che sono molte le attività che organizzano e gestiscono. Oltre alle attività inerenti l'asilo infantile vero e proprio, prese il via il doposcuola e, collegata, la scuola di lavoro per fanciulle affinché potessero imparare a ricamare. Fondamentale e prezioso è il servizio che iniziano a svolgere in parrocchia nell'assistenza alle varie celebrazioni. Non potrebbe essere stato diversamente dal momento che il loro Padre Fondatore mons. Luigi Caburlotto era stato prima di tutto sacerdote di parrocchia come cappellano e, successivamente, come parroco; da qui il forte radicamento nel tessuto sociale che diventa ed è parte fondamentale del vivere la religiosità secondo il carisma proprio delle Figlie di San Giuseppe.
Nel diario trova posto uno schematico resoconto delle attività svolte dalle suore in asilo:

  • Asilo in tutte le ore del giorno per le bambine dai quattro ai sette anni; nel primo tempo anche per i bambini fino a sei o sette anni al più.
  • Scuola di lavoro per le bambine maggiori di sette anni, fino ai quindici nelle stesse ore.
  • Istruzioni varie di religione a bambine e giovinette anche grandi specialmente in preparazione alla SS. Comunione, alla Cresima e alla Penitenza; questo nelle prime ore antimeridiane e più nelle pomeridiane.
  • Lezioni private e lezioni a chi le domandava spontaneamente dopo averne avvertite le maestre comunali che le rifiutavano avendone delle altre.
  • Lezione di francese aduna giovinetta che aveva terminato le classi.
  • Oratorio festivo.
  • Assistenza per le Confessioni, etc.

"L'istruzione religiosa" avveniva in diverse ore del giorno: il mattino dopo che le suore erano rintrate dalla S. Messa e nel pomeriggio dalle 14.30 fino alle 17.00, in base alle necessità. Vi partecipavano le bambine della Prima Comunione, ma anche quelle che avevano già ricevuto la Comunione e fino "alle più piccine che non sapevano farsi il segno della croce".

Le figlie di San Giuseppe avevano dato vita anche ad un oratorio festivo che radunava le fanciulle all'asilo appena finita la Messa. Iniziava con la Benedizione col Santissimo Sacramento impartita dal cappellano don Martino Favretto, seguiva il canto di una lode a Maria dopodiché iniziavano i giochi che erano per di più di movimento: nei giorni in cui per la pioggia o per il freddo non si poteva uscire, le suore organizzavano svariati giochi all'interno, primo tra tutti la tombola. In quelle ore di festa i bambini erano divisi in gruppetti ed erano impegnati in attività diverse a seconda dell'età. In quei tempi nei paesi del circondario c'erano spesso sagre di ogni genere che erano un'attrazione speciale per tutti, anche per le fanciulle. Le suore, che non reputavano tali sagre adatte alle ragazze, idearono un diversivo che fece subito colpo: la pesca, attività fin da subito molto desiderata da tutte le frequentanti. Quando veniva programmata, le fanciulle "lasciavano tutto e venivano molto volentieri all'oratorio". Le suore, soprattutto grazie all'ingegno di Suor Pia, nelle lunghe sere d'inverno, finiti tutti i compiti giornalieri, trasformavano tante cianfrusaglie che giacevano in asilo in oggettini accattivanti quali borsette, fermagli, puntaspilli, cestine di fiori che divenivano gli oggetti tanto desiderati al gioco della pesca. Le ragazze pescavano un numero (o più d'uno) e ad ogni numero era abbinato un piccolo oggetto: piccolo e forse di poco conto, ma che era la gioia grande di tutte le partecipanti, così: "... pagavano 5 centesimi ogni numero che compravano e portavano a casa qualche cosina tutte; era un divertimento vantaggioso in ogni senso per loro e insieme abbastanza lucroso per noi e per l'asilo sempre bisognoso di denaro; diversamente esse sarebbero andate a spendere il loro denaro sulle pubbliche pesche senza quasi mai prendere nulla...".

L'orario

Nel diario troviamo anche annotato con precisione l'orario giornaliero.
Entrata: tra le ore 8 e le 9 sia per l'asilo che per la scuola di lavoro.
Prima uscita: 11.55 per chi non si fermava a mangiare in asilo.
Rientro: d'inverno alle 13.30 e durante l'estate alle 14 per chi era andato a casa a pranzare.
Uscita: a seconda delle stagioni e del tempo meteorologico tra le 16.30 e le 18.30 "colle gradazioni necessarie".

L'affluenza

Le giovinette e le bambine registrate erano un buon numero e sempre crescente nelle varie scuole. Nel diario redatto da suor Amalia Gallerani vengono esplicitamente menzionate solo "le bambine registrate"; ciò allude (e sembra traspaia tra le righe) ad una presenza discontinua di bambine "non registrate" per cui i numeri, già molto alti, si incrementavano ancor di più. Dapprincipio c'erano anche i maschietti, ma col crescer del numero delle bambine non si poterono più tenere senza promiscuità fra i sessi a causa della mancanza di locali convenienti. Tale promiscuità ebbe luogo in un primo periodo fra i più piccini. "... Le alunne di tali scuole tra piccini e grandi superavano di molto il centinaio nel registro. Erano tante e tante che fummo costrette a metterle nelle camerine giù in fondo per consiglio anche della sig.na Antonietta Saccardo...".
Il numero era elevato anche per il pranzo, infatti le fanciulle che abitavano distante restavano lì, ma questo succedeva anche col grande caldo estivo e col gran freddo invernale. Chi si fermava a mangiare si portava da casa una sorta di pentolino con il pasto già pronto che suor Rita (l'addetta alla cucina), all'ora di pranzo avrebbe riscaldato.
"Quelle dell'istruzione religiosa" così le chiama suor Amalia, arrivavano "a truppe, a eserciti" quante... quante! Talché le ultime giunte quelle che uscivano più tardi dalle scuole comunali non trovando più posto sulle panche né sulle sedie né sulle seggioline dovevano ascoltarmi e rispondermi stando in piedi".

Come si sosteneva economicamente

Il primo benefattore che viene più volte nominato da Suor Amalia nel racconto dei primi tempi è il cappellano don Martino Favretto, che "si distinse per generosità, bontà d'animo, delicatezza di cuore: si mostrò sempre il vero padre dell'asilo. Egli ci portò in quasi tutti i mesi un sussidio che di certo raccoglieva da diverse famiglie benemerite: Bisacco, Draghi, etc. aggiungendo di tasca sua cinque lire: erano quando 25, quando 30, quando 40 lire che ci portava". Don Martino Favretto era nato a Ramon (Treviso) il 1 dicembre 1881, ordinato nel 1905, cappellano a Chirignago fino al 1914 quando fu eletto parroco di Altivole dove rimase fino alla rinuncia avvenuta nel 1966; morì il 19 maggio 1968.
Un aiuto concreto e quanto mai prezioso giungeva anche dall'arciprete mons. Giovanni Battista Buso infatti "oltre il manzo della domenica che ci facevamo bastare anche per il lunedì, la farina gialle ed il vino: quello che senza inebriare bastasse alle suore [...]".
"Per qualche tempo la buona perpetua mandava il martedì una sporta di pane: io, - racconta suor Amalia - avevo un po' di scrupolo ad accettarlo perché no mi pareva di essere in condizioni così strette, ma l'accettai dopo aver preso consiglio da chi poteva darmelo più di ogni altro. [...] Ci serviva per la zuppa e qualche pane si metteva a biscottare nella cucinetta".
Altri importanti e considerevoli benefattori furono senz'altro i signori Bisacco: oltre all'interessamento (anche economico) per avviare l'asilo, il signor Alessandro Bisacco, di ritorno da Venezia per tre volte portò alle suore la somma di 50 lire, oltre a molti giocattoli comprati per i bambini. Inoltre nelle occasioni di Pasqua e Capodanno portavano sempre un cesto di uova e un "bel pollo ben nutrito" per le suore.
Un'altra famiglia generosa fu la famiglia Saccardo che in diverse occasioni fece offerte in denaro perché le suore potessero far fronte alle necessità.
Molti altri furono i benefattori che permisero perciò alle suore, di poter svolgere con serenità il loro compito; si parla anche della sig.na Anna Mauro, negoziante di uova, che spesso faceva dono alle suore, di pezzi di lardo e di formaggio oltre che di uova.
In diverse occasioni anche i parenti di Suor Demetria (Elvira) Valentini e di Suor Leonita Onor fecero qualche bel regalo utile alle suore e alla casa.
Da tutti gli altri generosi paesani "piccole cose, ma alla fine, tutte insieme, non disprezzabili e tutto aiutava a fare andare avanti la barchetta".
Le offerte e i doni, che la gente generosa di Chirignago usava fare alle suore, non bastavano però alla conduzione dell'asilo. Le suore allora si misero all'opera dedicandosi all'orto difatti, dopo aver pulito e dissodato la terra l'orto diede con abbondanza i suoi frutti: piselli, pannocchie, legumi e frumento. Fu certamente un'opera non priva di difficoltà mantenere e curare l'orto poiché in più occasioni suor Amalia (che a quanto traspare era la persona più competente in materia) si lamenta per l'abbondanza di "male erbe", di "lussureggianti ortiche", di "erba spagna" e di "sassi tirati fuori sudando".
Le entrate sicure erano le rette mensili degli scolari: 1 lira per gli scolari di famiglie benestanti; per gli altri, secondo le possibilità economiche 0,5 lire, 0,25 lire o niente. Continua suor Amalia dicendo che "tutto sommato, anche se qualcuno non pagava si poteva portare avanti la barca facendo anche qualche risparmio, come si fece da noi nel secondo anno: risparmio di qualche centinaia di lire".
Oltre a queste entrate c'era poi la sopracitata "pesca" che era un ulteriore modo per aggregare in ambiente protetto le fanciulle, ma anche un piccolo autofinanziamento costituito da pochi denari che però facilitavano le molteplici attività dell'asilo e della scuola di lavoro.
Il diario redatto da suor Amalia si conclude con una nota di sano orgoglio per l'importante lavoro svolto da lei e dalle Sorelle: "Questo credo di poter aggiungere: tutti coloro che vedevano negli ultimi anni la casa, la scuola, la Cappella, l'orto, il giardinetto cambiati e trasformati da quelli dei primi tempi ne meravigliavano e credevano di sognare"...
"... finito giovedì 3 dicembre 1914 dalla cella in Ceneda...
... Viva Gesù nei nostri cuori"
.

La sig.na Antonietta Saccardo

La signorina Antonietta Saccardo era figlia dell'architetto ed ingegnere Pietro, noto per aver progettato la chiesa arcipretale e il campanile.
Apparteneva a una famiglia veneziana che possedeva una delle più belle e signorili ville di Chirignago, dove trascorreva la villeggiatura secondo le usanze del tempo, in via Miranese. La villa cinquecentesca con barchessa, adiacenze e parco-giardino, già proprietà dei nobili Raspi (le cui preziose statue sono state trasferite alla Ca' d'Oro a Venezia), ancor oggi dona bellezza ed ornamento a tutto il centro di Chirignago (foto1; foto2). Lì Antonietta Saccardo viveva con altre due sorelle, Maria e Pia (quest'ultima poi residente a Venezia per il suo lavoro al Gazzettino).
Vestiva di nero con gonne lunghe e cappello, come le donne dell'inizio del 1900. Sorretta da una fede religiosa e da una pietà incomparabili, ha vissuto di conseguenza. Quando mons. Buso propose la realizzazione del nuovo Asilo Infantile, offrì tutto il suo aiuto, la sua competenza, il suo cuore e anche il suo denaro, perché l'opera fosse portata a compimento.
Continuò poi a sostenere l'opera, come fosse una sua creatura, appoggiando validamente le iniziative di don Riccardo Bottacin. Al suo fianco mise a disposizione mezzi, tempo e forze, rivelandosi la più valida sostenitrice. Con le sue lettere ottenne da persone facoltose aiuti finanziari e contribuì così alla costruzione del nuovo asilo del 1921. Con la sorella Maria, dirigeva le recite della filodrammatica femminile, in asilo, in collaborazione con le suore. Sostenne l'impegno missionario della Chiesa, contribuendo ed organizzando aiuti per i bambini delle Missioni. Aveva raccolto, attorno a sé, un nutrito gruppo di signore e signorine che, settimanalmente, si trovavano, in Asilo, per confezionare abitini ed altri indumenti da inviare in quelle terre lontane. Pensò e si adoperò, anche, per i bambini bisognosi di Chirignago, operando sempre con discrezione e buon cuore.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, molti abitanti di Chirignago si trovarono in difficoltà per mancanza di una minima di istruzione e, in diversi casi, per non saper leggere e scrivere. Con la sorella Maria, ella si prodigò ad insegnare i primi rudimenti della grammatica e dell'aritmetica a questi scolari anche avanti con gli anni, qualcuno già con qualche figlio a carico. Era discreta nel fare il bene e faceva di tutto per non mettere a disagio il beneficiato.
Chirignago la ricorda con riconoscenza. Ai Saccardo è stata intitolata una strada del centro di Chirignago.

Il nuovo asilo infantile: l'ideazione e la costruzione

Durante il periodo della Grande Guerra si interruppero le attività dell'asilo e le suore dovettero lasciare con molta tristezza la loro "casetta". Tristezza e rammarico perché nel giro di pochi anni avevano visti realizzati tanti loro progetti e avevano riscontrato l'amicizia della buona gente di Chirignago che già allora aveva imparato ad apprezzarle e ad amarle per la loro instancabile dedizione nei confronti dei numerosi bambini e delle fanciulle. Le suore, quindi, si trasferirono a Pincara, vicino a Fiesso Umbertiano (Rovigo). A fine conflitto, nel 1919, l'edificio tornò in mano alle Figlie di San Giuseppe, "ma non era che un rudero". Difatti l'asilo era stato occupato dai numerosi soldati presenti nel paese dopo la disfatta di Caporetto ed era stato danneggiato dalle truppe.
Le suore, dopo essersi accomodate provvisoriamente, si rivolsero al nuovo parroco, don Riccardo Bottacin, Arciprete di Chirignago dal 1914 al 1958, successore di mons. Giovanni Battista Buso. L'arciprete che aveva già conosciuta la realtà dell'asilo ed aveva apprezzato profondamente l'opera delle Figlie di San Giuseppe, dedicò tempo, energie e denaro per poter in ogni modo andare incontro alle loro richieste e anche per realizzare il sogno del suo predecessore. Per di più il numero dei bambini e delle fanciulle era in continuo aumento; ben presto perciò ci sarebbero stati problemi di spazio nella vecchia struttura in cui le stanze erano già da tempo insufficienti per andare incontro alle crescenti richieste delle famiglie.
L'arciprete Bottacin pensò in grande e si lanciò in un'impresa non da poco: la costruzione di un nuovo asilo non più in affitto, come era l'asilo di via Miranese, ma costruito dalla comunità parrocchiale. In questo asilo avrebbero dovuto esserci tutti gli spazi necessari perché le suore potessero svolgere il loro delicato compito con i bambini e le ragazze; un'opera, quindi, che potesse rispondere alle cresciute esigenze dell'intera comunità.
Il 4 agosto 1919 don Riccardo Bottacin formò un comitato costituito dalle famiglie più nobili del paese per poter coordinare i lavori e, soprattutto, per essergli di sostegno in questa nuova grande impresa. Nel verbale della prima seduta per la costituzione del suddetto comitato vi si legge:

"Il M.R. Arciprete di Chirignago, desiderando di dare all'opera tanto benefica un assetto stabile, in sede propria, con un edificio più conforme e più rispondente agli accresciuti bisogni del dopo guerra ebbe a promuovere la costituzione di uno speciale Comitato presieduto dal M.R. Arciprete Bottacin e composto dai Signori: Cav. Andrea Saccardo, Federico Cosulich, Dott. Alessandro Bisacco, Giuseppe Zerbo, Sig.na Antonietta Saccardo".

Inoltre sul Bollettino parrocchiale del mese di agosto dello stesso anno l'Arciprete scriveva:

"Un Asilo modesto qui c'era, fondato dall'infaticabile Mons. Buso; ma le vicende della guerra l'hanno fatto cessare (...).
Iddio volle così, perché Chirignago sapesse di meritare qualche cosa di più degno, più grande, più rispondente ai nuovi moltiplicati bisogni del popolo suo.
Ebbene! Sorgerà un Asilo nuovo (...) che Chirignago innalzerà in quest'ora memorabile, per ricordare ai posteri i suoi trionfi di civiltà e di fede sulle immani rovine della lunga guerra.
Per quest'opera vivamente sentita e tanto reclamata in questo anno di sospensione fu costituito, fra le prime persone offerenti, un Comitato, il quale sotto la presidenza dell'Arciprete, sta occupandosi perché nel modo migliore e nel tempo più breve che le circostanze permettano, si possa raggiungere il benefico scopo.
Come sarà questo Asilo? Sarà un edificio nuovo, eseguito su moderno e pratico disegno del nostro distinto Ing. Ignazio Saccardo che, al suo caro paese, dedica ancora una volta col più grande affetto, la generosa e sapiente opera sua. L'edificio comprenderà: un Asilo per i bambini, un Ricreatorio pel doposcuola degli alunni, ed una Scuola di lavoro per le ragazze. I nostri orfani di guerra saranno accolti con preferenza sugli altri.
Dove sorgerà? Su tratto di terra assai opportuno e comodo, situato a destra della strada grande verso Spinea e poco oltre il Municipio. La famiglia Bisacco proprietaria, ne ha fatto il bel regalo perchè l'opera sorga.
E con quali mezzi? Per le anime giovanili care a Dio e agli uomini, a nessun cuore si batte invano. Ricchi e non ricchi, istituti civili e di credito, a tutti si domanda l'offerta pro Asilo, quanti ci conoscono e sono in grado di apprezzare la importanza e necessità dell'opera che si vuole.
L'elenco delle offerte che qui sotto pubblichiamo, dice abbastanza se l'Asilo di Chirignago è un'opera destinata a fallire e se è opera che Dio vuole e benedice.
Certamente che data l'enormità dei prezzi odierni per chi voglia fabbricare, la somma pur bella già raccolta non è sufficiente allo scopo: ma l'album dei cuori generosi non ha questa sola pagina.
In un tempo non lontano speriamo di vedere raggiunta la somma necessaria; ed intanto possiamo assicurare, che il lavoro presto verrà iniziato e che anzi, prima che l'anno finisca, poseremo la prima pietra dell'edificio, per proseguire nell'anno venturo.
Così Dio ci aiuti e le anime generose ci diano la loro valida cooperazione".

Il Comitato da subito presentò il progetto e le motivazioni che lo sostenevano allo Stato, a numerose banche e a molti enti privati e a vari privati benestanti della zona cercando in tutti i modi di reperire la somma preventivata di lire 300.000.
Di tutto questo lavoro l'archivio parrocchiale conserva un'ampia documentazione: elenco delle offerte raccolte nel 1919 e nel 1920, preventivi dei lavori, lettere di sostenitori (dalla segreteria di Stato di Sua Santità al segretario del Duca D'Aosta) e verbali del Comitato, nei quali spicca, ancora una volta, la presenza di Antonietta Saccardo.

SEGRETERIA DI STATO di Sua Santità
DAL VATICANO 30 settembre 1919

Rev.do Signore
DON RICCARDO BOTTACIN
Arciprete di CHIRIGNAGO

Illmo Signore,
sono lieto di partecipare alla S.V. Illma che l'Augusto Pontefice accogliendo ancora una volta la devota supplica della pia Sig.na Antonietta Saccardo ha destinato per il nobile scopo della costruzione di un nuovo Asilo in codesto paese la somma di L. 500 che qui le rimetto onde voglia farla tenere alla destinataria, e colgo volentieri il propizio incontro per raffermarmi con sensi di sincera stima
di V.S. Illma
Aff.mo per servirla
Pietro Card. Gasparri

con lire cinquecento: Vaglia della Banca d'Italia

L'importo per l'acquisto del terreno, venduto per l'occasione dal Sig. Giulio Forte, 10.000 lire, fu interamente offerto dalla famiglia Bisacco, mentre offerte di privati giunsero da Bologna, Venezia e Mestre, Milano, Mogliano, Padova, Palermo, Roma e L'Aquila. Offerte arrivarono anche da Paesi europei, con le rimesse degli emigranti. Tra i benefattori compaiono nomi illustri come Papa Benedetto XV (tre versamenti, di cui uno di 1.000 lire ed uno di 5.000 lire), il fondatore dell'Azione Cattolica Italiana Giovanni Acquaderni, il Conte Giuseppe Volpi, il Ministero delle Terre Liberate e molti altri nobili e persone comuni i cui nomi vennero riportati sul bollettino parrocchiale.
Il 13 giugno 1920, con la partecipazione spirituale del Vescovo di Treviso, il Beato Andrea Giacinto mons. Longhin, si poneva la prima pietra del nuovo asilo in via del Parroco: dei progetti era responsabile l'ing. Ignazio Saccardo, quasi sicuramente parente di quel Pietro Saccardo, morto nel 1903, che progettò la chiesa e il campanile. L'ing. Ignazio Saccardo era localmente noto per aver coordinato i lavori per la costruzione del nuovo organo "Vincenzo Mascioni" nel 1911 e per aver progettato, nel 1914, la tomba dell'arciprete mons. Giovanni Battista Buso, poi tomba dei parroci. Nel 1923 progetterà anche la chiesa di Catene, distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e poi ricostruita.

L'inaugurazione del nuovo asilo dedicato al Sacro Cuore di Gesù

L'attività continua del comitato e la grande generosità delle personalità interpellate portò i suoi frutti: la nuova struttura venne realizzata in tempi brevi. L'inaugurazione solenne del nuovo asilo, intitolato al Sacro Cuore di Gesù, avvenne già il 18 settembre 1921, alla presenza delle autorità e del popolo. "L'asilo si presentava magnifico con tutte le sue moderne esigenze didattiche tanto da meritare di essere sognato come esempio in tutto il Veneto. Per primi furono approntati il corpo centrale con l'ala nord (a sinistra), aperta subito dalle suore ritornate a Chirignago per bambini e ragazze. Il primo piano serviva come abitazione delle suore, mentre i locali al pian terreno erano ad uso dell'Asilo. Negli anni seguenti venne costruita la seconda parte dell'edificio, (l'ala sud, a destra) adibita a scuola di lavoro per le fanciulle. Nel centro fu eretta una graziosa Cappellina di dove l'Ospite Divino irradia tutti i tesori di tenerezza e di amore sui bambini e sulle fanciulle, i prediletti del Suo Cuore. La Cappellina venne solennemente benedetta dal Patriarca, Card. Pietro La Fontaine nell'ottobre 1928 e dedicata, con l'asilo al Sacro Cuore di Gesù, la cui splendida immagine in bassorilievo, munifico dono di pia benefattrice, trionfa sopra il portale maggiore dell'entrata principale, quasi a ricordare a tutti la fonte inesauribile di amore e benedizione". Circondavano l'asilo piccoli fabbricati inerenti ai vari bisogni della struttura, lo adornavano magnifici platani sotto le cui ombre si deliziavano a giocare i bambini e a lavorare le fanciulle. Un'ampia tettoia, inoltre, raccoglieva ogni giorno i bambini per la refezione.
In una lettera autografa di mons. Bottacin del 25 dicembre 1923 si legge che l'Asilo "eretto colla pubblica carità, colla pubblica carità si mantiene. Gli alunni che possono pagare contribuiscono con L.5 mensili e L.3 per mezza giornata (doposcuola)".
Non mancarono nè la volontà nè la fiducia nel chiedere la costruzione di un'altra sala "che verrebbe a rispondere adeguatamente alle neccessità...".
In quel periodo 35 bambini e 50 bambine frequentavano l'asilo, 60 fanciulle frequentavano la scuola di lavoro. E così, grazie agli sforzi congiunti di molte persone generose il 21 aprile 1927 venne inaugurato il primo ampliamento con le due ali a sud. Il Consorzio per l'Istruzione Tecnica, viste le buone adesioni, creò una Sezione femminile per l'avviamento professionale per taglio, cucito e ricamo, arredando allo scopo un'aula dell'asilo.
Il 27 ottobre 1928, in occasione della Festa della Dedicazione della chiesa arcipretale, il Patriarca di Venezia Servo di Dio Pietro card. La Fontaine venne a Chirignago per benedire solennemente la cappella dell'asilo, dedicata, come la chiesa parrocchiale, al Sacratissimo Cuore di Gesù.
"A completamento di tutte queste opere vi è un magnifico salone che serve per il doposcuola. È a questo splendido dono fatto all'asilo dal benemerito comitato pro caduti delle guerre. Si stimò infatti dai signori del comitato degno omaggio ai prodi soldati caduti eroicamente per la Patria l'erezione di questo doposcuola dove i fanciulli imparano ad amare la religione e la patria per diventare uomini degni dell'eroico sacrificio dei loro concittadini...".
Nell'Anno Santo 1933, infatti, viene inaugurata la grande sala monumentale "Ai Nostri Caduti" di via del Parroco 7, costruita, a memoria dei Caduti di tutte le guerre, accanto alla Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore", con i fondi venuti dal Comitato Festeggiamenti, molto attivo nella Fiera Franca di settembre, e dall'Associazione Combattenti e Reduci di Chirignago. Viene subito finalizzata a doposcuola tenuto dalle Figlie di San Giuseppe. Nel discorso inaugurale l'arciprete, mons. Bottacin, fece un significativo intervento in cui pose in particolar modo l'accento sulla visione di un futuro basato sull'educazione dei giovani, quindi delle future generazioni: “Bella e santa opera ricordare la generazione passata, ma non dimenticare la generazione che sorge; i morti devono essere ricordati e non dimenticati i nuovi rampolli della vita, i bambini!
È così che mi piace che siano ricordati i morti, affidandone la memoria non a sterili e freddi marmi – come si è fatto un po' dappertutto prima che la voce dall'alto gridasse «Basta monumenti!» – ma con istituzioni di alta e vera beneficenza specialmente a vantaggio dei bambini.
È quasi l'esecuzione di un testamento... «Noi moriamo, ma ricordatevi dei nostri figli, dei bimbi che devono prendere nel mondo il nostro posto».
Un bravo a voi, giovani del Comitato che con la vostra costante passione e sacrificio avete mantenuto viva la fiaccola dell'amore a riconoscenza dei morti di guerra e che con quest'opera la innalzate e la agitate in alto.
Così Chirignago ha assolto il suo voto. Compiuto il suo dovere!”
.

L'asilo infantile "Madonna della Salute" di Catene

Condividendo le preoccupazioni pastorali dell'arciprete mons. Riccardo Bottacin che guardava con attenzione l'ampio e diversificato territorio della sua parrocchia, le suore di Chirignago si presero cura anche della popolazione di Catene: lì infatti fu aperto l'asilo infantile "Madonna della Salute" dal 1947 fino al 1955. Tuttavia le Figlie di San Giuseppe vi andavano ogni giorno fin dal 1934 utilizzando i locali presso la chiesa di Catene accogliendo moltissimi bambini dai 3 ai 6 anni e molte fanciulle alle quali insegnavano a ricamare; il tutto, come avveniva a Chirignago, era inserito in una più ampia attività di formazione umana e spirituale.
Le religiose che via, via si alternarono strinsero anche qui profondi legami con la popolazione del luogo, lasciando un vivo ricordo per molti anni. Ogni giorno all'ora di pranzo nella cucina dell'asilo di via del Parroco a Chirignago si preparava una borsa con il pasto caldo per le suore di Catene, borsa che subito una delle ragazze più grandi portava loro con una veloce corsa in bicicletta, onorata da questo incarico di fiducia.
Dal 1947 vi fu una comunità stabile, eretta in forma canonica nel 1952. È doveroso ricordare questo importante e nobile servizio reso dalle Figlie di San Giuseppe alla comunità di Catene di Chirignago.

I successivi ampliamenti

Negli anni che seguirono vennero compiuti lavori di ordinaria manutenzione, diversi ampliamenti e piccole ristrutturazioni per far fronte alle mutate esigenze della scuola, quindi dei bambini. In una lettera aperta del 18 settembre 1961 don Albino Tenderini, arciprete di Chirignago dal 1958 al 1987, scrive: "bisognerà costruire nuovi servizi igienici: gli attuali sono rudimentali e a cento metri dalle aule, rinnovare ed aumentare le aule scolastiche, creare un salone coperto per la ricreazione, dotare lo stabile di un refettorio e di un impianto di riscaldamento centrale", lanciando così un caloroso appello a tutti i parrocchiani e ai buoni amici di Chirignago. L'appello venne raccolto e non solo dagli abitanti di Chirignago; offerte pervennero anche da parte del Beato Papa Giovanni XXIII, dalla sig.ra Olga Cecchini (la quale lasciò per testamento la somma di 5 milioni di lire), dalla Signora Adele Bisacco Palazzi, dai fratelli Niero, dalla famiglia Zerbo. La prima pietra fu posta il 10 settembre 1961. Il 23 aprile 1962, festa del patrono San Giorgio martire, si inaugurò il considerevole ampliamento e la nuova suddivisione degli spazi, su disegno di Bruno Folin, alla presenza di monsignor Valentino Vecchi di Mestre, delegato patriarcale per la terraferma, il quale, con l'arciprete, tagliò il nastro all'ingresso e benedisse i nuovi locali. Dopo il rito, monsignor Vecchi entrò nel salone della scuola, affollatissimo, disse parole di compiacimento per i lavori effettuati, rievocò la sua infanzia ricordando la provvidenziale missione dell'asilo e invitò tutti ad un'opera di interessamento e sostegno dello stesso.
Con il denaro ricavato grazie ad una sottoscrizione benefica fu realizzato un secondo ampliamento del fabbricato dell'asilo nel 1967, che ne aumentò la capienza dotandolo di una nuova aula e del refettorio.
Il 27 settembre 1970 il Patriarca Albino Luciani (poi Papa Giovanni Paolo I) venne a Chirignago con l'Onorevole Costante Degan (1930-1988) di Venezia per inaugurare il nuovo campo sportivo parrocchiale "San Giorgio", altri campetti da gioco attorno alla chiesa e la pista di pattinaggio a rotelle costruita dal sig. Francesco Scandolin nel cortile dell'asilo, utilizzata poi anche come pista di atletica leggera e per i go-kart a pedali. Per l'inaugurazione durante la cerimonia l'arciprete don Albino Tenderini disse:
"Eccellenza, Signori,
la giornata odierna la vedo come un giorno di primavera. [...]
Il grazie maggiore lo dobbiamo a Dio datore di ogni bene e al glorioso nostro patrono San Giorgio, l'atleta, lo sportivo santo.
Il nostro grazie umile e sincero vada a Vostra Eccellenza che [...] ha voluto accettare il nostro invito ad essere presente fra noi per rendere la nostra gioia più piena.
Grazie a quanti ci hanno aiutato e benevoluto. Grazie a voi, Signori, autorità, rapppresentanze e popolazione che con la vostra presenza ci fornite l'incoraggiamento più chiaro a proseguire sulle vie dell'agonismo sapiente della concordia serena e fattiva, di tutto un lavoro proficuo a bene della nostra gioventù nelle cui mani sta l'avvenire della famiglia, della Chiesa e della patria
.
A vostra Eccellenza la parola conclusiva e benedicente"
.

La tromba d'aria del 1971

Il 14 giugno 1971 una violenta tromba d'aria si abbatté sulla zona compresa fra Gazzera e Chirignago. Grande sbigottimento e paura per un tornado che in pochi minuti scoperchiò case, sradica alberi e provoca diversi ferimenti. Particolarmente colpita fu la scuola dell'infanzia, dove le coraggiose suore trascorsero momenti di panico e terrore stringendosi vicino a tutti i circa 210 tra bambini e ragazze del doposcuola presenti. La furiosa tromba d'aria devastò l'edificio, procurando gravi danni. Il tetto che copriva gli alloggi delle suore crollò in più parti schiantandosi sui letti delle stesse.
Improvviso il crollo del soffitto dell'aula utilizzata da suor Annarosa Giabardo (1927-1997), proprio nel momento in cui la stessa, con istinto provvidenziale, stava facendo uscire velocemente i "suoi" bambini per radunarli nel salone.
Non appena il feroce tornado ebbe finito la sua furia catastrofica, i genitori, in primo luogo, ma anche una moltitudine di chirignaghesi, per i quali l'asilo era da sempre un importante riferimento, si recarono lì, col timore e la paura di dover constatare la tragedia. Quei padri e quelle madri si precipitarono, come impazziti, verso l'asilo scavalcando gli alberi sradicati, districandosi tra una ragnatela di cavi tranciati, tra tegole e pietre. Si aspettavano il peggio. Difatti anche il parco della vicina Villa Bisacco Palazzi aveva subito ingenti danni, perdendo diverse grandi piante rare proprio sul lato di via del Parroco. Un percorso, quello dei genitori, in crescendo d'ansia: quegli interminabili minuti per raggiungere l'asilo sembravano non passare più e la strada per arrivarci sembrava non essere mai stata tanto lunga come in quella circostanza. Ma la corsa interminabile col pensiero fisso a quelle 210 creature sorprese dalla tromba d'aria si risolse positivamente. Il disastro che tutti si aspettavano effettivamente c'era, la strage, miracolosamente, no. I bambini erano impauriti, piangenti, ma tutti salvi, stretti intorno alle suore che cercavano di calmarli e di dar loro coraggio. Tra i primi ad accorrere anche il cappellano della parrocchia, don Giuseppe Rizzieri Bacci, che cercò subito di aiutare le suore nel tranquillizzare i bambini e constatando, incredibilmente, che nessun bambino presentava ferite.
L'edificio era inabitabile e le suore dovettero andarsene trovando ricovero a Spinea, aiutate oltre che dai molti chirignaghesi, anche dagli uomini della Guardia di Finanza accorsi da Mestre. Ancora una volta tanti buoni e generosi sostenitori ed amici, sollecitati dall'arciprete mons. Albino Tenderini si diedero da fare per la ricostruzione. Tantissime persone erano legate all'asilo e alle Figlie di San Giuseppe e capirono subito che ci si sarebbe dovuti mettere all'opera fin da subito per riportare gli ambienti allo splendore di prima. Così si istituì spontaneamente un comitato che convinse il signor Francesco Scandolin (1929-2005), già attivo promotore di molte iniziative in parrocchia e nel paese tutto, a recarsi a Roma per chiedere un aiuto economico all'allora Ministro del Tesoro Mario Ferrari Aggradi (con le buone grazie dell’amico e coetaneo senatore Costante Degan), ricavandone favore positivo.
Furono subito avviati i lavori di ricostruzione e di riassetto. Ci si rimboccò le maniche per riparare all'accaduto, incontrando tanta solidarietà e disponibilità presso le autorità e tutta la popolazione. Tanti i benefattori, tra cui la famiglia del Maestro Ernesto Moretto che volle ricordare la figlia Luisa, deceduta prematuramente, offrendo la dotazione del materiale didattico di una intera aula. Francesco Scandolin (1929-2005)
Così il 10 giugno 1972 alla cerimonia di inaugurazione dei lavori di ripristino, il signor Francesco Scandolin alla presenza del Patriarca di Venezia Albino Luciani (futuro Papa Giovanni Paolo I) e delle autorità civili, potè dire: "A un anno di distanza dalla violenta calamità che ha colpito la nostra frazione, possiamo oggi con soddisfazione veder risorto questo asilo che, voluto dall'infaticabile azione di carità di mons. Bottacin e dell'impegno di tutti i parrocchiani è stato e continua ad essere insostituibile strumento di educazione dei nostri fanciulli e luogo ospitale per la nostra gioventù...". Il discorso non mancò di sottolineare l'opera instancabile delle Suore Figlie di San Giuseppe nella comunità e auspicando che la loro presenza educativa continuasse, perché i bambini potessero avere un luogo di sana e gioiosa crescita.

Dal 1972 ad oggi

Nel 1972 venne fondata la F.I.S.M. di Venezia (Federazione Italiana Scuole Materne: http://www.fismvenezia.it/) da mons. Odino Spolaor (1925-1984), che venne nominato primo consulente ecclesiastico.
Il 5 giugno dell'Anno Santo 1975 venne inaugurato un ulteriore ampliamento con la costruzione di altre due aule adibite successivamente a refettorio e quinta sezione di scuola. L'inaugurazione e benedizione avvenne il 26 ottobre 1975, in occasione della Festa della Dedicazione della chiesa.
Da allora sono stati eseguiti numerosi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per far fronte all'inevitabile invecchiamento delle strutture. Tra i tanti lavori effettuati va ricordata la sostituzione degli infissi interni (porte e finestre interne delle aule e di comunicazione tra i diversi ambienti), l'abbassamento del soffitto nell'appartamento delle suore al primo piano e del soffitto della stanza adibita al riposo dei più piccoli, questo perché le generose dimensioni in altezza portavano ad un'inevitabile dispersione di calore nei mesi invernali con il conseguente dispendio economico. Oltre alla sistemazione del giardino, tanti sono stati i lavori effettuati per adeguarsi alle norme di sicurezza vigenti: dalla messa in sicurezza del locale cucina, alle rampe di accesso, alle uscite di emergenza, alla sostituzione della caldaia, etc... Certo sono stati tutti "piccoli aggiustamenti", ma che per la realtà della scuola dell'infanzia hanno comportato un notevole impegno economico, sostenuto anche grazie al generoso contributo di molti parrocchiani.La palestra (2003)
Nel 2003, per far fronte al problema manifestato da più parti, circa la mancanza di ulteriori spazi, utili per le molteplici attività dei bambini (volte ad un armonico sviluppo psicopedagogico attraverso una corretta prassi didattica) si è deciso di ampliare la struttura. La grande sala monumentale adiacente "Ai Nostri Caduti", a 70 anni dalla sua edificazione, è stata quindi sottoposta ad un intervento radicale di restauro, ristrutturazione ed ampliamento. La scuola viene così dotata di una grande aula adibita a palestra per l'educazione motoria e luogo di gioco e ricreazione nei giorni di maltempo, a servizio dei bambini della scuola dell'infanzia e dei fanciulli di Casa Nazareth. Ciò ha consentito la costruzione di un collegamento (il "passetto") tra la scuola dell'infanzia e la vicinissima Casa Nazareth, con la creazione di un'ulteriore stanza nell'ala Nord della scuola, con ingresso indipendente e bagno di servizio, e l'adeguamento dei servizi igienici dei bambini. Lodevole l'idea di mettere in stretto collegamento la scuola dell'infanzia con la realtà di Casa Nazareth, dove anche lì operano attivamente le Figlie di San Giuseppe. Evidentemente le quotidiane occupazioni dei bambini sono diverse da quelle degli ospiti di Casa Nazareth, ma è significativa l'idea di un collegamento che unisca queste due realtà: così diverse tra loro (per tipologia di utenza e di attività svolte), ma unite dallo stesso fine, perseguito con tenacia, zelo e passione dalle Figlie di San Giuseppe aiutate da molti volenterosi laici. Questo intervento può quindi considerarsi il coronamento ideale del profetico discorso di inaugurazione della grande sala monumentale espresso da mons. Bottacin nel 1933.
L'8 dicembre 2003, solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Patriarca di Venezia Angelo card. Scola ha inaugurato e benedetto i locali rinnovati, alla presenza della Superiora Generale, Madre Francesca Lorenzet, di numerose autorità civili e della comunità tutta.
Così, scegliendo di investire sull'educazione e sulla formazione dei bambini e dei ragazzi, la comunità di Chirignago si è arricchita di un altro "fiore all'occhiello" di cui può essere orgogliosa, segno di chi guarda con speranza, fiducia e decisione al prossimo futuro.

1985: i festeggiamenti per il 75° anniversario della Scuola

Il 27 ottobre 1985, in occasione della Festa della Dedicazione della chiesa, venne festeggiato anche il settantacinquesimo della Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore" e della presenza a Chirignago delle Suore Figlie di San Giuseppe del Venerabile mons. Luigi Caburlotto. Fu il terzo giubileo celebrato in parrocchia durante l'anno, dopo il cinquantesimo di sacerdozio dell'arciprete mons. Albino Tenderini e il centenario dell'erezione del campanile. Varie furono le iniziative, la più significativa fu la celebrazione, officiata alle ore 9.30 da don Lio Gasparotto, consulente ecclesiastico della F.I.S.M. e dall'Arciprete mons. Albino Tenderini, che lesse un messaggio telegrafico del Beato Papa Giovanni Paolo II e una lettera gratulatoria del Patriarca di Venezia Marco card. Cé. Erano presenti, oltre ad una moltitudine di fedeli, la Superiora Generale, Madre Adriana Zanchetta, e una trentina di suore tra tutte quelle native di Chirignago e quelle passate per la scuola nel corso dei suoi 75 anni.
Poi, alle ore 11.00, ci fu in Asilo l'incontro del Comitato di Gestione della Scuola con le suore presenti cui fu offerta una targa commemorativa, e nel pomeriggio, alle ore 14.30, si aprì nei locali dello stesso una mostra fotografica retrospettiva della vita e attività dell'Istituzione nei suoi 75 anni, con vari campioni dei lavori eseguiti sulla Scuola di Lavoro.
Una vera folla di popolo presenziò alla manifestazione, allietata dai canti del Coro "Lorenzo Perosi" e da un rinfresco. Fu commovente vedere le maestre ed educatrici familiarizzare coi loro alunni forti uomini e donne, rievocare episodi, risvegliare conoscenze ed amicizie, nell'unanime soddisfazione.
A conclusione dei festeggiamenti il Patriarca di Venezia Marco card. Cé visitò la Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore" tra l'8 ed il 10 novembre 1985, in occasione della sua prima Visita Pastorale.


27 ottobre 1985 - Le suore a Chirignago per i festeggiamenti per il 75° anniversario dell'asilo
Da sinistra in prima fila: sr. Celsa Ronzon, sr. Clara Paludetti, sr. Attilia Alberti, sr. Ada Tintinaglia,
sr. Entichetta Prada, sr. Antidia Zaia, sr. Elisa Trevisan, sr. Gerarda Zaghis, sr. Pierluigia Sedran.
Seconda fila da sinistra: sr. Corrada Damiani, sr. Doragostina Stevanato, sr. Evelina Favaretto,
sr. Antonina Toffoli, sr. Doriana Ferrarotto, sr. Tecla Zanutto, sr. Emilia Simion, Madre Generale Adriana Zanchetta, sr. Aldina Capiotto, sr. Rachele Zornetta, sr. Annarosa Giabardo,
sr. Angiolina Pinarello, sr. Ines Forte, sr. Luisanna Balzarotti, sr. Armida Liessi, sr. Lucia Sartore,
sr. Teresiana De Paris, Presidente del Comitato di Gestione sig. Gino Darisi, don Lio Gasparotto consulente ecclesiastico della F.I.S.M.

 

ALTRE ATTIVITÀ SVOLTE PARALLELAMENTE AD OPERA DELLE SUORE

  • La scuola di lavoro femminile di ricamo, cucito e maglieria nacque con l'asilo infantile e accompagnò le ragazze fino al periodo dello sviluppo industriale dei nostri paesi con l'inserimento femminile nelle fabbriche e nei servizi collaterali. La scuola lavorava molto per commissione di famiglie benestanti veneziane; rinomata era la lavorazione di scialli, tovaglie, biancheria da letto, camici, cotte, biancheria per la chiesa e paramenti sacri. Molte delle ragazze ricamarono il loro corredo per il matrimonio. L'attività a metà degli anni Ottanta sviluppò modalità differenti, per qualche tempo: alcune suore si dedicavano all'insegnamento del primo approccio alle varie tecniche del ricamo a bambini dell'età delle scuole elementari (e anche ai genitori che si volevano fermare), nel pomeriggio dopo la fine delle attività della scuola dell'infanzia. La speranza è di poter riprendere al più presto questa bella e preziosa tradizione, focalizzando l'attenzione sulla pulizia, il restauro e la produzione di paramenti liturgici.
  • L'Asilo infantile "Sacro Cuore" è stato il luogo dove le suore hanno permesso la vita e la crescita dell'Azione Cattolica femminile, ospitando tutte le sue attività formative e ricreative. Si ricorda la grande accoglienza delle suore e il loro prodigarsi perché nelle cene sociali di AC, delle giovani a Sant'Agnese e dei ragazzi a San Sebastiano, non mancasse nulla, insegnando che l'Associazione e la Comunità sono beni preziosi, e che per la loro salvaguardia vale la pena impegnarsi anche con sacrificio.
  • Dal 1928 al 1930 le suore, grazie soprattutto all'entusiasmo e alla determinazione della superiora suor Bernardina Zennaro (1885-1963), diedero vita in Asilo ad una Scuola Professionale Femminile Parificata per ragazze dopo le 5 classi elementari.
  • Durante la Seconda Guerra Mondiale e negli anni successivi le suore continuarono ad accogliere i bambini delle elementari realizzando anche la prima elementare privata che permise a tanti bambini di entrare con un esame direttamente in seconda classe. Inoltre gestirono una mensa in accordo con l'ECA (Ente Comunale Assistenza) per le famiglie in difficoltà.
  • Nel 1951 le suore ospitarono per alcuni mesi famiglie alluvionate del Polesine.
  • In ogni tempo le suore hanno preparato accademie celebrative per le grandi feste liturgiche o per avvenimenti significativi insegnando a tante ragazze a cantare e a recitare anche con testi impegnativi.
  • Dagli anni Sessanta le suore iniziarono ad ospitare presso la scuola dell'infanzia i catechisti della parrocchia e a guidare gli stessi facendosi carico, con loro, di tante attività della comunità.

 

LE ALTRE NOTE

Nel 2004 è nata una bella esperienza di gruppo di mamme. L’iniziativa è partita da Antonietta (Michela) Barbaro Chiarin che ha raccolto disponibilità tra le mamme della Scuola dell'Infanzia. Il debutto è avvenuto a Caorle il 19 marzo 2005, solennità di San Giuseppe, in occasione della Prima Assemblea-Convegno di Laici e Figlie di San Giuseppe del Venerabile mons. Luigi Caburlotto. In poco tempo si sono aggiunte anche mamme della scuola primaria e alcuni papà. Questo gruppo si incontra settimanalmente e partecipa a manifestazioni della scuola. Anche questa è una piccola esperienza di comunità, un bel modo di stare insieme e di crescere cominciando timidamente e a piccoli passi a mettersi a disposizione della parrocchia. Infatti questo gruppo offre la possibilità anche a chi si sente più lontano di conoscersi e collaborare con la comunità incontrando più da vicino il Signore.

Concerto di San Giorgio 2007

 

Concerto di San Giorgio 2010,
dedicato alle Suore Figlie di San Giuseppe del Venerabile mons. Luigi Caburlotto,
in occasione del 100° anniversario della loro presenza a Chirignago (1910-2010)
e dell'apertura della Scuola dell'Infanzia Paritaria "Sacro Cuore" (22 dicembre 1910)


Un ringraziamento particolare a Omar Fardin di Photo Project - Chirignago

 

LE CONVENZIONI

Le convenzioni sono documenti scritti mediante i quali si stabiliscono essenzialmente i "diritti e doveri" delle parti, i compiti a cui sono chiamate le suore nella guida della Scuola dell'Infanzia Paritaria e si definisce la modalità della loro presenza in parrocchia; il tutto in stretta relazione con il parroco e, più in generale, con tutta la comunità parrocchiale.
Le convenzioni tra la parrocchia di San Giorgio di Chirignago e l'Istituto delle Figlie di San Giuseppe sono due: la prima datata 1921, la seconda 1995. Tuttavia in questo contesto è utile accennare ad una "richiesta di collaborazione", una lettera scritta nel 1962 dall'arciprete don Albino Tenederini indirizzata a Suor Gerarda Zaghis, Superiora della comunità dell'asilo infantile di Chirignago dal 1960 al 1963.

La prima convenzione del 1921

Chirignago, lì 8 novembre 1921

Fra il Rvdo Arciprete di Chirignago, don Riccardo Bottacin, nella sua qualità di Presidente del Comitato pro Asilo d'Infanzia di Chirignago, e la Rvda Madre Suor Cristina Minchio Generale delle Figlie di S. Giuseppe si conviene quanto segue:

  1. Il Rvdo Arciprete affida alla Congregazione delle Figlie di San Giuseppe, rappresentate come sopra, il nuovo Asilo d'Infanzia di Chirignago, perché col mezzo di un conveniente numero di Suore provveda a raccogliere, custodire e istruire le fanciulle e i bambini (questi ultimi nei limiti di età fra i 3 e i 6 anni) che verranno loro affidati dal Comitato
    Con l'Asilo viene consegnato alle R.vde Suore un corredo di mobilia di proprietà del comitato, descritto nell'elenco che si allega alla presente convenzione.
  2. Compito delle Rvde Suore preposte sarà:
    1. di impartire l'istruzione religiosa agli alunni, secondo l'età e i bisogni di ciascuno
    2. di coadiuvare il Rvdo Arciprete nell'insegnamento festivo della Dottrina Cristiana
    3. di insegnare alle fanciulle e di addestrarle nei lavori di ago ed in genere nei lavori femminili. Dovranno essere curate, in modo particolare, sì nelle aule che nel recinto esterno, la sorveglianza, la disciplina, il buon ordine, la pulizia, tanto personale che degli ambienti.
  3. La sorveglianza sui bambini, e sulle fanciulle, dovrà esercitarsi dalle Rvde Suore anche in chiesa, procurando che il contegno, ivi, abbia ad essere rispettato e devoto.
  4. Spetterà alle Rvde Suore l'incarico di riscuotere dagli alunni le rette mensili, secondo l'ammontare che verrà fissato dal Comitato; e di versarne settimanalmente il relativo ammontare al Presidente del Comitato stesso.
  5. Nell'Asilo dovrà essere istituito un ricreatorio festivo, per le fanciulle e le ragazze. Compito delle Rvde Suore sarà di attirare il concorso con tutti i mezzi che saranno riconosciuti più adatti allo scopo.
  6. Le Rvde Suore dovranno prestarsi per il ritiro mensile delle ragazze.
  7. Le Rvde Suore si assumono l'impegno di riparare gli arredi sacri della Chiesa parrocchiale, provvedendo inoltre alla inamidatura e stiratura della biancheria di Chiesa (...) sempre la rifusione delle spese formali inerenti. Resta, inoltre, loro affidato l'incarico di preparare le particole per la Santa Comunione, con la farina che verrà loro somministrata dal Rvdo Arciprete.
  8. Il comitato si impegna di corrispondere alle Rvde Suore, una retta giornaliera di Lire 4 per ogni suora presente nell'Asilo, fino al numero di quattro. Qualora questo numero non fosse sufficiente ai bisogni dell'Asilo il compenso da versarsi per il nuovo personale sarà stabilito d'accordo fra il Comitato e la Rvda Madre Generale. Il pagamento della retta dovuta alle Rvde Suore sarà fatto mensilmente e posticipatamente. Il Comitato si impegna inoltre si somministrare il combustibile ed assume a suo carico la spesa dell'illuminazione.
  9. La retta sopra convenuta potrà essere soddisfatta anche in generi, se le Rvde Suore lo desiderassero. Va da sé che, in questo caso, il valore dei generi somministrati, dovrà essere detratto dall'importo loro spettante.
  10. Alle Rvde Suore verrà assegnato un tratto di terreno da coltivare ad orto. Ogni spesa inerente alla coltivazione rimarrà a loro carico.
  11. Le Rvde Suore non potranno tenere più di 6 galline e queste in apposito recinto chiuso. Resta vietato il tenere animali di qualsiasi altra specie.
  12. Nel I° e nel III lunedì del mese le R.vde Suore saranno esentate dall'insegnamento e dalla sorveglianza dei bambini e delle fanciulle. In detti giorni il Comitato si riserva la facoltà di provvedere al funzionamento della scuola di lavoro con persone di sua fiducia.
  13. Qualunque visita ( ) di collegi o istituti come pure il soggiorno di persone estranee all'Asilo rimangono subordinati al preventivo consenso del Presidente.
  14. Nessuna questua o colletta potrà essere fatta tra i bambini e le fanciulle, senza il consenso del Presidente.
  15. Ogni qualvolta le Rvde Suore desiderassero assentarsi, anche singolarmente dal paese, dovranno darne avviso al Presidente.
  16. Il comitato si riserva il diritto di sorvegliare il funzionamento dell'Asilo, di determinare i giorni di eventuale vacanza, di stabilire gli orari a norma delle stagioni prendendo gli opportuni accordi con la Madre Superiora, di fissare quelle ulteriori norme che credesse opportune per il buon andamento dell'istituzione.
  17. Tanto il Comitato che le Rvde Suore avranno facoltà di risolvere la presente convenzione con il preavviso di quattro mesi.

Bottacin Riccardo Arciprete
Suor Cristina Minchio
Superiora Generale

Il documento sottolinea in modo particolare alcuni impegni delle suore: l'istruzione religiosa da impartire a chi frequenta l'asilo nel rispetto dell'età e dei bisogni, la formazione umana delle giovani, la collaborazione nel catechismo della domenica, la "dottrina", appuntamento messo quasi sullo stesso piano della messa festiva per fanciulli e bambini.
Le suore, poi, si impegnavano a dare vita ad un "oratorio festivo" per ragazze e signorine, ricorrendo a tutti i mezzi adatti allo scopo. Così a Chirignago intere generazioni di ragazze da allora sono cresciute aspettando il pomeriggio dei giorni di festa come il momento più desiderato della settimana. Lì esse potevano stringere amicizie, che in tanti casi continuarono tutta la vita, giocare, cantare, ballare, recitare, trovare una biblioteca e, soprattutto, ascoltare la parola sincera di suore che si rivelarono, da subito, donne di profonda spiritualità e di riconosciuta capacità educativa. È altresì interessante ricordare come le suore dovessero prestarsi a svolgere tutte le incombenze relative alla pulizia e preparazione della chiesa curando arredi, biancheria della chiesa e preparando le ostie per la Comunione. Si nota anche che era facoltà delle suore tenere un orto per la loro mensa, ma non allevare animali, escluse le galline purché in numero non superiore a sei. Il Comitato, invece, doveva provvedere alla legna ed al carbone per i freddi inverni, nonché all'illuminazione di tutta la casa. Nel documento quindi si può dire, si dividano gli incarichi tra religiose, sacerdoti e laici, in un rapporto di piena collaborazione finalizzata al buon andamento dell'Asilo "Sacro Cuore", quindi alla buona crescita dei bambini e delle fanciulle.

La "richiesta di collaborazione" del 1962

Il 27 settembre 1962 viene stilata una "richiesta di collaborazione" indirizzata a suor Gerarda Zaghis, superiora dal 1960 al 1963.
Lo scritto è suddiviso in tre parti. La prima riguarda i compiti e i doveri delle suore relativamente alla pulizia della biancheria della chiesa, al riordino degli altari e alla pulizia di candelabri e crocefissi. Non si affidano questi incarichi in modo generico, ma ogni piccolo lavoro da compiersi è dettagliatamente spiegato: "...Pulizia della biancheria, assestamento sugli altari e nella sacrestia, provvedere a che non manchi il fabbisogno di cotte, camici, per la S. Messa, sorvegliare il sacrestano nella sostituzione degli articoli sporchi. Far passare col tempo, ad uno ad uno tutti i paramenti sacri, metterli in ordine aggiustandoli, pulendoli, sostituendo pizzi o cordicelle...".
La seconda parte dal titolo "presenza in chiesa" è quanto mai dettagliata: vengono meticolosamente divisi i compiti: "...Presenza in Chiesa nelle feste: a Messa prima tutte presenti per la S. Comunione e una Suora al microfono commenta la Messa leggendo sul libro apposito ed eseguendo i canti popolari comuni; a messa seconda 2 suore: una si mette alla porta maggiore della Chiesa e sorveglia le donne e giovani perché entrino come si deve, si coprano il capo col velo, stiano in silenzio e devozione, e a chi contravviene col dovuto garbo si fa osservazione; l'altra Suora si pone davanti con la gioventù e canta e prega rispondendo forte alle preghiere e sostenendo il canto e la dizione; a messa III 3 suore una alla porta (come sopra), una Suora al microfono per dirigere la Messa dei fanciulli, quando c'è il sacerdote libero cede a lui la direzione e sorveglia i bambini, la terza Suora sta con le bambini, sorveglia e prega e canta forte, assieme; a Messa IV una suora alla porta (come sopra) e una al microfono per il commento della messa...". E ancora: "...A vespero venire per tempo, munirsi di libro, unirsi a donne e giovani che cantano, cantar bene e forte...".
"Nel primo Venerdì del mese dirigere l'ora di adorazione del mattino con rosario, intercalando ogni decina con "sia lodato e ringraziato" oppure con canto del "Vi adoro ogni momento"; preparazione e ringraziamento della Comunione; Coroncina del S. Cuore con "Dolce Cuor" come canto finale...".
Nella terza parte vengono assegnati i compiti relativi all'apostolato delle suore in parrocchia, in particolare si chiede loro di contribuire al buon andamento dell'Azione Cattolica parrocchiale e di curare la dottrina cristiana. Anche in questa parte tutto è definito, con precisione specificando nei dettagli cosa e come fare in ogni circostanza.
Verso la conclusione la lettera ricorda che le suore sono per il parroco preziose collaboratrici: "Le rev.de suore si ricordino che l'arciprete le considera come le sue più vicine e preziose collaboratrici nel ministero pastorale. Nelle loro preghiere non dimentichino mai la parrocchia e i sacerdoti. Nel loro avvicinare le anime si studino di infondere tanta stima e amore al sacerdozio e alle vocazioni sacerdotali e religiose. Ogni suora abbia l'ambizione di cercare e trovare una sua sostituta e continuatrice nel servizio del Signore e nella consacrazione religiosa".
Don Albino Tenderini termina la lettera dicendo che "...Se le suore terranno a cuore queste umili mie richieste il Signore sarà con loro e le accompagnerà sempre la mia benedizione...".

La seconda convenzione del 1995

Si arriva quindi alla seconda convenzione, tutt'ora vigente, stipulata il 26 febbraio 1995 tra la Superiora Generale, madre Francesca Lorenzet e l'arciprete don Roberto Trevisiol. Nel presente documento si sottolineano in modo generale alcuni aspetti della collaborazione tra i due "enti": parrocchia e Istituto delle Figlie di San Giuseppe, in particolare si definisce:

  • lo spirito di collaborazione che deve esistere tra parrocchia e suore:
    "...Nello spirito delle Costituzioni richiamate in premessa, i rapporti tra la Comunità e i sottoscrittori del presente atto devono essere animati da collaborazione sincera, fiducia, discrezione e reciproco rispetto".
  • l'opera di insegnamento e formazione nella scuola dell'infanzia a cui si presta l'istituto Figlie di San Giuseppe "attuando il Progetto Educativo della Congregazione e nel rispetto dello Statuto Scuola Materna proposto dalla C.E.T. (Conferenza Episcopale Triveneta) alle diocesi del Triveneto".

E alcune disposizioni:

  • "la comunità religiosa è diretta da una Superiora locale, la quale rappresenta la Congregazione. La superiora ha diritto di partecipare in proprio o tramite delegata a tutte le riunioni nelle quali vengono trattati problemi che interessano la Comunità religiosa, le singole Suore e la Scuola Materna".
  • "La Parrocchia e la scuola dell'infanzia forniranno gratuitamente il vitto ed un alloggio convenientemente attrezzato ed arredato in rapporto al numero delle Suore, conforme alle disposizioni del Diritto Canonico e delle Costituzioni della Congregazione. All'interno dell'abitazione sarà arredata a cura della Parrocchia una cappella dove il Parroco dovrà garantire un adeguato servizio così da potervi conservare il SS.mo Sacramento".
  • La durata: "La presente Convenzione avrà la durata di un anno e sarà tacitamente rinnovabile di anno in anno".

 

MONS. LUIGI CABURLOTTO A CHIRIGNAGO

Al padre fondatore, il venerabile mons. Luigi Caburlotto (7 giugno 1817 - 9 luglio 1897), è stata intitolata la strada che, nel centro di Chirignago, collega Via dell'Asilo Vecchio con Via mons. Giovanni Battista Buso: tre strade che con i loro nomi parlano dell'Asilo e della sua storia. [La strada riporta la dicitura errata "Via Giuseppe Caburlotto", con il nome Giuseppe anziché Luigi, probabilmente a causa di un refuso con la denominazione della Congregazione da lui fondata, intitolata a San Giuseppe]. Le vie attorno successivamente sono state intitolate ad importanti pedagogiste, educatrici, insegnanti e filantrope, come Maria Montessori, Maria Boschetti Alberti, Anna Marovich e Linda Giudica Battaggia.

 

LA COMUNITÀ RELIGIOSA

LE SUPERIORE CHE HANNO GUIDATO
LA SCUOLA DELL'INFANZIA PARITARIA "SACRO CUORE" DAL 1910 AD OGGI

  1. Suor Amalia Gallerani (1910-1912)
  2. Suor Pia Pavan (1912-1914)
  3. Suor Flavia Caramore (1914-1919)
  4. Suor Ilaria Trevisan (1919-1925)
  5. Suor Faustina Morosini (1925-1928)
  6. Suor Bernardina Zennaro (1928-1934; 1940-1946)
  7. Suor Teofila Todesco (1934-1940; 1946-1952)
  8. Suor Geltrude Pancera (1952-1957)
  9. Suor Clara Paludetti (1957-1959)
  10. Suor Elisa Trevisan (1959-1960)
  11. Suor Gerarda Zaghis (1960-1963)
  12. Suor Luisanna Balzarotti (1963-1969)
  13. Suor Mariangela Zecchini (1969-1971)
  14. Suor Lucina Ardizzoni (1972-1973)
  15. Suor Armida Liessi (1973-1978)
  16. Suor Tecla Zanutto (1978-1981; 1998-1999)
  17. Suor Aldina Capiotto (1981-1984)
  18. Suor Ada Tintinaglia (1984-1990; dal 2005 al 2013)
  19. Suor Maurina Sessolo (1990-1993)
  20. Suor Pieluigia Sedran (1993-1998)
  21. Suor Doriana Ferrarotto (1999-2005)
  22. Suor Guidalma Zamberlan (dal 2013)

 

SUORE IN CAMMINO CON NOI PER EDUCARE...

Elenco delle Figlie di San Giuseppe che hanno prestato servizio a Chirignago dal 1910 ad oggi:

  1. Suor Amalia Gallerani (1910-1912)
  2. Suor Pia Pavan (1910-1914)
  3. Suor Rita Carollo (1910-…)
  4. Suor Demetria Valentini (1910-…)
  5. Suor Leonita Onor (1911-1912; 1915-1918)
  6. Suor Teofila Bertoni (1911-…)
  7. Suor Giacomina Fantin (1912-…)
  8. Suor Irene Venturato (1912-1914; 1934-1947)
  9. Suor Ilaria Trevisan (1912?-1925?)
  10. Suor Emerenziana Vicentini (1912-...)
  11. Suor Flavia Caramore (1914-1919)
  12. Suor Faustina Morosini (1919-1928)
  13. Suor Giovannina Mazzaro (1919-1923)
  14. Suor Margherita Chierigatti (1921-1927)
  15. Suor Giacinta Zampollo (1922-1924; 1926-1932)
  16. Suor Giustina Furini (1925-1927; 1945-1949; 1952-1955)
  17. Suor Agrippina Lissandrin (1927-1934; 1939-1940; 1950-1953)
  18. Suor Tarcisia Falzi (1927-1929)
  19. Suor Bernardina Zennaro (1928-1934; 1938-1946)
  20. Suor Vincenza Casarolli (1928-1933)
  21. Suor Clorinda Baro (1928-1929)
  22. Suor Rosina Polese (1929-1932)
  23. Suor Girolama Paladin (1929-1930)
  24. Suor Alessandrina Sbardellato (1930-1933)
  25. Suor Romualda Baldissera (1932-1933)
  26. Suor Roberta Dall’Agnol (1932-1942)
  27. Suor Fabiana Da Canal (1933-1936)
  28. Suor Geltrude Pancera (1933-1938; 1952-1957)
  29. Suor Laura Azzi (1933-1934)
  30. Suor Teofila Todesco (1934-1940; 1946-1952)
  31. Suor Cesarina Buso (1934-1937)
  32. Suor Ester Dalla Vedova (1934-1939)
  33. Suor Samuela Nardari (1934-1941)
  34. Suor Domitilla Favaro (1937-1940)
  35. Suor Elvira Cester (1940-1941; 1946-1948)
  36. Suor Casimira Brandalise (1940-1947)
  37. Suor Natalina Mastellotto (1940-1942)
  38. Suor Aleide Scarabel (1940-1955)
  39. Suor Luciana Corbanese (1941-1943)
  40. Suor Giovanna Giada (1945-1947)
  41. Suor Colorinda Magrini (1947-1949)
  42. Suor Eustochio Bertozzo (1948-1953)
  43. Suor Adelina Dall’Antonia (1949-1950)
  44. Suor Pia Benincà (1949-1950)
  45. Suor Regis Altoè (1949-1952)
  46. Suor Clara Paludetti (1950-1959)
  47. Suor Elia Buglioni (1952-1956)
  48. Suor Lamberta Brandalise (1954-1961)
  49. Suor Rosilda Giabardo (1956-1962; 1977-1978)
  50. Suor Elisa Trevisan (1957-1960)
  51. Suor Adelisa Chierigatti (1958-1960)
  52. Suor Gerarda Zaghis (1960-1963; 1981-1983)
  53. Suor Enrichetta Prada (1961-1964; 1973-1974)
  54. Suor Teresiana De Paris (1962-1970)
  55. Suor Luisanna Balzarotti (1963-1969; 1983-1987)
  56. Suor Modesta Zaffalon (1964-1967)
  57. Suor Piera Brocca (1964-1965)
  58. Suor Pierluigia Sedran (1964-1965; 1985-1990; 1993-1998)
  59. Suor Attilia Alberti (1965-1969)
  60. Suor Silvestra Bravi (1965-1968; 1970-1971)
  61. Suor Angiolina Pinarello (1965-1971)
  62. Suor Annarosa Giabardo (1965-1971)
  63. Suor Romana Castellani (1966-1968)
  64. Suor Giacomina Stefani (1968-1970)
  65. Suor Mariangela Zecchini (1969-1971)
  66. Suor Corrada Damiani (1969-1971)
  67. Suor Sabina Galanti (1969-1971)
  68. Suor Franceschina Bonassin (1970-1971)
  69. Suor Augustina Pizzolotto (1972)
  70. Suor Caterina Mazzucco (1972)
  71. Suor Amalia Florian (1972-1973)
  72. Suor Doriana Ferrarotto (1972-1980; 1999-2005)
  73. Suor Emilia Simion (1972-1975; 1981-1985; 2011-2012)
  74. Suor Lucina Ardizzoni (1972-1973)
  75. Suor Regina Meneghin (1972-1973)
  76. Suor Rosa Cancian (1972-1976)
  77. Suor Tarsilla Moro (1972-1973)
  78. Suor Fortunata Fregonese (1972)
  79. Suor Afra Saccon (1973-1975)
  80. Suor Armida Liessi (1973-1978)
  81. Suor Vitaliana Rossi (1973-1976; 2010-2012)
  82. Suor Celsa Ronzon (1975-1981)
  83. Suor Ada Tintinaglia (1976-1990; dal 1999 al 2013)
  84. Suor Antidia Zaia (1976-1999)
  85. Suor Tecla Zanutto (1976-1981; 1987-1993; 1998-1999)
  86. Suor Antonina Toffoli (1978-1979; 1984-1988)
  87. Suor Lucia Sartore (1978-1981)
  88. Suor Aldina Capiotto (1980-1984)
  89. Suor Lanfranca Simeoni (1982-1984)
  90. Suor Maurina Sessolo (1990-1993)
  91. Suor Savina Cecconello (1991-1992)
  92. Suor Corinna Favaro (1992-1994)
  93. Suor Gina Pin (1993-1994)
  94. Suor Valeria Secondin (1994-2012)
  95. Suor Licia Farinelli (1995-2000; dal 2003 a Casa Nazareth)
  96. Suor Elena Michelin (1996)
  97. Suor Rachele Zornetta (1997-1998)
  98. Suor Cristina Manzato (1998)
  99. Suor Flora Pessotto (2000-2010)
  100. Suor Simona Ida (2003)
  101. Suor Bruna Burei (dal 2003 a Casa Nazareth)
  102. Suor Aurelia Zaffalon (2005-2011)
  103. Suor Edarlyn Delos Santos (2005)
  104. Suor Glenda H. Wamil (2005-2006)
  105. Suor Guidalma Zamberlan (dal 2012)
  106. Suor Sharon B. Sebastian (dal 2012)
  107. Suor Piercandida Bianco (2013)
  108. Suor Elena Battiston (dal 2013)

 

LE SUORE ALL'ASILO INFANTILE "MADONNA DELLA SALUTE"
DI CATENE DI CHIRIGNAGO

Elenco (incompleto) delle Figlie di San Giuseppe che hanno prestato servizio all'asilo infantile "Madonna della Salute" di Catene di Chirignago dal 1947 (in realtà dal 1934) al 1955:

  1. Suor Irene Venturato (1934-1947)
  2. Suor Ermelinda Moltrasio (1937-1938)
  3. Suor Eufemia Da Canal (1940-1942)
  4. Suor Giustina Furini (1945-1949; 1952-1955)
  5. Suor Chiara Cescon (1945-1950)
  6. Suor Diomira Campo dall'Orto (1946-1948; 1952)
  7. Suor Barbarina Protti (1948)
  8. Suor Domenica Isma (1948-1949)
  9. Suor Alessandra Sbardellotto (1949-1951)
  10. Suor Agrippina Lissandrini (1950-1951)
  11. Suor Leopoldina Costantini (1950-1951)
  12. Suor Zelia Gusso (1950-1955)
  13. Suor Filomena Sebastiani (1950-1955)
  14. Suor Celsa Ronzon (1951-1955)

 

PRESIDENTI DEL COMITATO DI GESTIONE DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA

È doveroso ricordare le molte donne e uomini che hanno dedicato e dedicano energie e tempo per offrire alla Scuola, dalle sue origini fino ad oggi, adeguato assetto pedagogico, giuridico, economico, sanitario. In particolare i Presidenti del Comitato di Gestione, il cui impegno “a tempo pieno” è stato dedicato alla Scuola come vera e propria missione:

  • Giuseppe Polesel, dal 1972 al 1974.
  • Cav. Angelo Deppieri (1935-2010), dal 1974 al 1983.
  • Gino Darisi (1943-2012), dal 1983 al 2010, già membro del Comitato di Gestione dal 1975.
    Gianni Da Lio si è occupato della parte amministrativa ed economica dal 1975 al 2009, anno in cui si è conclusa la sua vita terrena.
  • Salvatore De Iaco, dal 2010 (vicepresidente Michele Girardi).

 

INSEGNANTI LAICHE CHE SI SONO AVVICENDATE NEGLI ANNI

Per l'insegnamento le Suore sono affiancate da insegnanti laiche che sono in sintonia con l'indirizzo educativo voluto dal Venerabile mons. Luigi Caburlotto:

  • Aurora Vigoni (1975-1976)
  • Daniela Milanesi (1975-1976)
  • Diana Cecchinato (1975-1977)
  • Elga Palfraden (1976-1977)
  • Anna Rita Stevanato (1976-1980)
  • Eddy Fabbian (1977-1983)
  • Claudia Bibiani (1978-1979)
  • Serenella Marangon (1981-1982)
  • Morena Chinellato (1985-2001)
  • Antonella Collauti (1990-1991)
  • Giovanna Peraro (1990-1991)
  • Raffaella Marangon (1992-1993)
  • Francesca Baraldo (1992-1998)
  • Marina Scarpelli (1997-1998)
  • Katia Pizzato (dal 1998)
  • Claudia Furlanetto (2001-2004)
  • Giuditta Benvegnù (dal 2001)
  • Silvia Zampieri (2005-2006)
  • Cristina Necchio (2006-2007)
  • Claudia Bertuzzi (dal 2007)

 

PERSONALE AUSILIARIO

Moltissime sono le persone che, a titolo gratuito, hanno collaborato volentieri negli anni, anche spesso in modo saltuario. È un piccolissimo "esercito di volontari" a cui attingere nei momenti di bisogno. Ci limitiamo a ricordare chi ha lavorato in modo continuativo:

  • Rosalba Feduzi (1974-2002)
  • Gemma Zulianello (1993-2002)
  • Speranza Iseppi (dal 2002)
  • Diana Bellin (1998-2008)
  • Daniela Meggiato (2009-2010)

 

“Non abbiamo nessuna voglia di avere una scuola confessionale in senso tecnico, e non abbiamo nessuna politica di difesa di scuole confessionali.
Quindi noi siamo orientati, proprio a partire dalla situazione storica del nostro paese, in cui è ancora dominante il modello di scuola unica di Stato, ad una proposta di scuola libera.
Secondo noi l'ideale del sistema scolastico del paese è quello di evolvere, a partire dall'autonomia scolastica che è già in atto, sempre più verso una concezione di scuola libera: una scuola che torna ad avere come soggetti e gestori primari la famiglia anzitutto, e attraverso i corpi intermedi la società civile.
E come fattore di governo abbia gli enti statali (siano essi lo Stato o le Regioni o le Province), i quali avranno sempre il compito di accreditare la scuola garantendo l'effettiva efficacia in ordine all'esercizio delle professioni e in ordine al cammino scolastico; oltre che di favorire l'assunzione della Costituzione come contenuto primario di valori civici condivisi da tutti. Quindi noi siamo per la scuola libera”.

Card. Angelo Scola - Intervento al Convegno "Un cammino educativo condiviso: una sfida per le scuole cattoliche nel Patriarcato di Venezia", 22 settembre 2007

 

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