MONS. ALBINO TENDERINI
Premana (LC), 4 gennaio 1912 – Venezia, 10 luglio 1998
Cappellano di Sua Santità Papa Giovanni Paolo II
Arciprete di Chirignago dal 1958 al 1987

Mons. Albino Tenderini era nato a Premana (attuale provincia di Lecco, in Lombardia) il 4 Gennaio 1912. Ancora bambino era venuto a vivere a Venezia prendendo domicilio, con la famiglia, nella parrocchia di San Marco, seguendo il papà, fabbro della Basilica di San Marco.
Compiute le scuole elementari, entrò nel seminario patriarcale di Venezia, dove compì tutti gli studi di Ginnasio, Liceo e Teologia. Fu ordinato presbitero il 30 giugno 1935 dal vescovo ausiliare mons. Giovanni Jeremich. Ricoprì diversi uffici: fu Cooperatore a San Luca, a San Salvador e a San Marco; cappellano corale e cerimoniere del Capitolo Patriarcale; nel 1940 divenne rettore della chiesa di Santa Maria dei Miracoli. Fu anche vice assistente diocesano della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, Redattore del settimanale diocesano “La settimana religiosa” e Coadiutore di Curia per l’Ufficio Matrimoni. Nel 1944 fu inviato a Jesolo e nel 1945 fu nominato parroco di Treporti. In questa parrocchia in quasi 13 anni di ministero realizzò tante opere: riattamento del campanile, ampliamento della chiesa, edificazione dell'asilo, restauro del patronato, costituzione di nuovi centri spirituali a Ca' Vio e a Punta Sabbioni... Il 4 gennaio 1958 moriva qui a Chirignago mons. Riccardo Bottacin ed il Patriarca Angelo Giuseppe Card. Roncalli (pochi mesi prima di essere eletto Papa Giovanni XXIII) inviava allora don Albino a sostituirlo, come arciprete della Comunità di San Giorgio. Fece il suo ingresso il 23 Marzo 1958, investito dal vescovo ausiliare mons. Giuseppe Olivotti.
Mons. Tenderini non era una persona facile.
Non era facile condividere con lui sia la vita insieme che l’attività pastorale. Le sue origini montanare si riflettevano sul suo carattere spesso duro e chiuso, sul suo modo di vivere estremamente austero ed essenziale, condizioni non facili per chi aveva estremo bisogno di rapporti interpersonali, di confidenza, e sentiva l’esigenza di una canonica accogliente e familiare.
Questo suo modo burbero di presentarsi però era una scorza che nascondeva un cuore capace di amare veramente. I suoi parrocchiani non erano numeri anonimi ma persone, persone che conosceva una per una e che visitava costantemente, soprattutto nei momenti di difficoltà e di malattia. Era sufficiente dire un nome perché lui indicasse il luogo dove questa persona abitava e talvolta anche i componenti della sua famiglia.
Circa la pastorale rispecchiava il tempo della sua formazione: una visione più strutturale che comunitaria della parrocchia, un impegno più gestionale che di promozione. Ma anche in questa visione chiaramente datata non è mai sceso nella banalità, le sue omelie, frutto di un’intelligenza viva, erano sempre preparate con cura e, anche se in parte non condivisibili, erano omelie serie e coerenti.
Anche se appariva poco, era un uomo di profonda carità, una carità nascosta, che non ha bisogno di essere strombazzata, ma forse proprio per questo carità vera.
Nel 1959 inaugura le lapidi in chiesa ed in cimitero in memoria del venerato predecessore mons. Riccardo Bottacin. Nel 1961 dà un forte impulso all’attività catechistica e missionaria e realizza l’elettrificazione delle campane. Nel 1962 alla presenza di Mons. Valentino Vecchi di Mestre inaugura il nuovo Asilo, rifatto su disegno di Bruno Folin grazie alla donazione di cinque milioni di Lire di Cecchini (posa della prima pietra 10 Settembre 1961). A Natale del 1963 prova il primo esperimento di impianto di riscaldamento in chiesa. Nel 1965 inaugura la nuova cappella dell’Asilo dedicata al Sacro Cuore.
Nello stesso anno acquista la sobria novecentesca villa Righetti, adiacente alla chiesa, semplice nell’architettura ma ricercata nelle finiture della facciata principale che dà su via Miranese, che diventa la nuova canonica. Fino ad allora infatti la canonica si trovava dal lato opposto della via Miranese rispetto alla chiesa. L’antica canonica, risalente al XVI secolo, si trova tuttora in Piazza San Giorgio, all’angolo con l’antica strada che non casualmente è denominata “Via del Parroco”, che un tempo collegava il centro di Chirignago con l’omonimo bosco, ora non più esistente, localizzato in corrispondenza dell’attuale cimitero e della rotatoria autostradale di Marghera. La Via del Parroco è popolarmente chiamata la Busa del Piovàn, perché più bassa della Via Miranese. La vecchia canonica ha una facciata esterna molto semplice, con timpano, che non rende giustizia alla ricercatezza dell’interno, decorato con affreschi di pregio. Particolarmente interessanti quelli del soffitto del salone d’ingresso (il Pastore che ha ritrovato la pecorella smarrita, ed il motto "Gaudium erit"), ornato anche da un ballatoio continuo che si apre al primo piano. Ora è residenza privata (foto1; foto2; foto3; foto4; foto5).
Nel 1968 inaugura il nuovo impianto di riscaldamento in chiesa, costato quattro milioni di Lire. Nello stesso anno vengono installati nuovi parafulmine, croce e cupola del campanile. Nel 1970 assiste all’inaugurazione del nuovo Campo Sportivo “San Giorgio” e di altri campetti da gioco attorno alla chiesa ed in asilo. All’inaugurazione erano presenti l’On. Degan di Venezia e il Card. Albino Luciani, Patriarca di Venezia (poi Papa Giovanni Paolo I).
Tra le varie opere ricordiamo anche il restauro del cinema-teatro “Manzoni” (ora Sala “San Giorgio”). Segnaliamo poi il rifacimento e la sopraelevazione del pavimento all’interno della chiesa (con una discutibile resa artistica) e la ridipintura della facciata e delle pareti interne, che ricoprì le decorazioni a tempera realizzate tra il 1876 ed il 1878 da Luigi Da Rios (1844-1892). Sono tuttora scialbate da due strati di pittura, in attesa di poter riemergere ed essere così riconsegnate alla vista dei fedeli.
Inoltre vendette quasi tutti i preziosi ed antichi arredi sacri e paramenti liturgici, di cui Chirignago era ricchissima, rendendo assai più sobrio, essenziale ed austero l’aspetto interno della chiesa. Anche gli antichi banchi furono sostituiti dagli attuali.
Accolse in Visita Pastorale i Patriarchi di Venezia cardinali Giovanni Urbani (5 aprile 1964), Albino Luciani (21 gennaio 1973) e Marco Cè (9 e 10 Novembre 1985).
Mons. Tenderini svolse il suo ministero a Chirignago per quasi trent’anni, fino al 1987, quando rinunciò alla parrocchia per raggiunti limiti di età in conformità al can. 538 §3 del Codice di Diritto Canonico. Nello stesso anno Mons. Tenderini ritornò a Venezia, nominato cappellano dell'Arciconfraternita della Misericordia e rettore della chiesa di San Giacometo a Rialto. Contemporaneamente ricoprì l'incarico di responsabile dell'ufficio di Curia per il culto delle Reliquie dei Santi fino alla sua morte, sopraggiunta a Venezia, ad 86 anni, il 10 Luglio 1998, dopo una malattia che ha vinto la sua forte fibra in pochi mesi.
Le sue spoglie riposano a Premana (LC), il suo paese natio, accanto a quelle della sorella Maria, sua fedele perpetua e collaboratrice, morta l'1 Agosto 2004, all’età di 98 anni.
Durante i 29 anni di ministero a Chirignago sono stati suoi vicari cooperatori:
- don Armando Battistich
(dal 1958 al 1959, dal 1964 parroco di San Pietro in Vincoli a Trivignano),
- mons. Antonio Meneguolo (dal 1959 al 1961, ora delegato patriarcale per i beni culturali e S. Marco),
- don Giuseppe Pomarolli (dal 1961 al 1962),
- don Valentino Dalla Grana (dal 1962 al 1963, poi parroco a Marango, Portegrandi, Castello Brussa),
- don Giorgio Balestra (dal 1963 al 1967, poi parroco a San Giuseppe di Mestre),
- don Pietro Lucchetta (dal 1967 al 1976, ora parroco a San Giovanni Bosco di Ponte Crepaldo),
- don Giuseppe Bacci (dal 1976 al 1981, ora parroco al S. Cuore di Gesù a Termine di Malcontenta),
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mons. Orlando Barbaro (dal 1976 al 1981, ora vicario episcopale per la Santificazione ed il Culto),
- mons. Angelo Munaretto (dal 1981 al 1986, ora parroco a Santa Maria Concetta di Eraclea),
- don Roberto Trevisiol (dal 1986 al 1987, successore di mons. Tenderini come arciprete a Chirignago).
Il volto di San Giovanni Bosco, dipinto nel 1977 da Giovanni Scaggiante sulla pala d’altare dell’Eucarestia, sembra avere le sembianze di mons. Tenderini.
Infine a mons. Tenderini è stata dedicata l’emeroteca di Casa Nazareth.

Settembre 1959 - all'Ossario del Pasubio con gli uomini di AC |

Settembre 1959
con
parenti ed amici in montagna
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Assieme a mons. Valentino Vecchi
23 aprile 1962 |

Santa Messa celebrata nel primo ann. della morte di mons. Bottacin - 1959 |
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1962 - Santa Messa presso il Monumento ai Caduti |

Assieme all'Arcivescovo veneziano S.Ecc. mons. Aurelio Signora, Prelato di Pompei (maggio 1969) |

Messa nuziale celebrata nei primi anni '70, prima della scialbatura degli affreschi e della sopraelevazione del pavimento
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Assieme al Patriarca Albino card. Luciani (poi Papa Giovanni Paolo I) Cresime 1972
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Assieme all'Abate Zamerella di San Giorgio Maggiore (Venezia)
26 ottobre 1975 |

Assieme all'Arcivescovo S. Ecc. mons. Loris Francesco Capovilla, Prelato di Loreto e già segretario di Papa Giovanni XXIII, in occasione del Primo Centenario dell'apertura al culto della chiesa di Chirignago
(1878-1978) |
Assieme al Cardinale Marco Cè, Patriarca di Venezia (1989)
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